hai visto quotine basse @GianlucaC.


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EKSTRAKLASA CAMPIONE D'EUROPA PER CLUB 2025,
" itaglia non qualificata ai mondiali, juve e milan non qualificate in champions, ekstraklasa campione d'europa 2025 SI GODE


Se passate da Brema non potete esimervi dal bere un Ahlenfelder, praticamente una birra chiara insieme a un corposo bicchiere di grappa danese Malteser.
Il cocktail prende il nome da un arbitro, Wolf Dieter Ahlenfelder, che l’ otto novembre del 1975 si rese protagonista di un evento curioso e direi più unico che raro.
Si giocava la partita tra Werder Brema e Hannover e Ahlenfelder era alla sua terza direzione in Bundesliga dopo anni di gavetta nelle serie minori.
La partita si svolgeva normalmente quando, al 32° minuto due fischi, uno corto e uno lungo, paralizzarono i giocatori in campo che si girarono verso l’arbitro senza capire cosa fosse successo.
Ahlenfelder aveva decretato la fine del primo tempo.
Si, dopo solo 32 minuti il corpulento Wolf aveva deciso che bastava, credendo erroneamente di essere arrivato al 45° minuto.
Il capitano del Werder andò subito a chiedere spiegazioni mostrando la maglietta ancora asciutta, non era possibile che fossero già passati 45 minuti ma l’arbitro impassibile continuò nella sua convinzione finché uno dei guardalinee, agitando la bandierina, richiamò la sua attenzione indicandogli l’orologio del tabellone e toccandosi il polso come dire: guarda bene Wolf, ti stai sbagliando.
L’arbitro, fidandosi del proprio aiutante, fece riprendere il gioco per poi chiudere il primo tempo al 42°, sempre in anticipo ma questa volta con uno scarto decisamente minore.
Per capire cosa sia successo dobbiamo tornare indietro nel tempo.
La partita era programmata per le 150 e la terna arbitrale alle 14
0 era ancora al ristorante dopo aver consumato un pasto pesante (oca con cavolo rosso e gnocchi, specialità locale).
Per digerire quella bomba si rifecero al metodo tedesco che prevedeva una buona dose di birra e grappa.
L’oca faceva fatica a scendere e le birre si moltiplicarono fino a quando arrivarono le ore 15 e non si poteva più aspettare.
Lo spogliatoio degli arbitri puzzava fino all’uscio e l’addetto alla terna dovette inventare che Ahlenfelder stava prendendo un medicinale ad alto contenuto alcolico per una brutta tosse.
Completamente sbronzo entrò in campo e combinò quel pasticcio che abbiamo visto.
La partita terminerà 0-0 con 2 ammonizioni e nessun altro problema.
Onestamente Wolf ammetterà di aver fischiato in anticipo perché ubriaco: “ma non chiedetemi perché e percome, è andata così”.
Se credete che questa fu l’ultima partita di Ahlenfelder vi sbagliate di grosso, continuerà ad arbitrare in Bundesliga per molti anni e sarà premiato nel 1984 come miglior arbitro tedesco.
Grassottello e con una faccia alla Benny Hill era solito scherzare in campo e ribattere alle lamentele dei calciatori come quella volta che Breitner gli disse che stava arbitrando come un asino e lui rispose “magari sei tu Paul che stai giocando come un asino”, oppure quando rivolto a un giocatore steso in terra durante una partita invernale esclamò: “alzati che non hanno acceso il riscaldamento del terreno”.
Ormai in pensione tornerà sulla vicenda di Brema e si autoassolverà dicendo:
“Sono un uomo della Ruhr, mentirei se dicessi che prima delle partite bevessi acqua o aranciata.
Siamo uomini non beviamo Fanta”.
Se vi trovate a Brema provate un Ahlenfelder (anche se non avete pranzato con l’oca e il cavolo rosso).
Nelle foto: il simpatico Wolf con Bruno Pezzey e Paul Breitner
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Maradona nel 1972 a 12 nei pulcini dell'Argentinos Juniors
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CLAUDIA CONTE, TI AMO!


a 12 anni si gioca negli esordienti. se non nei giovanissimi, se sei Diego


Nella primavera del 1975 a Parma e a pochi chilometri di distanza si giravano due film: Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini e Novecento di Bernardo Bertolucci.
Sfruttando la coincidenza, i due registi decisero di sfidarsi con le rispettive troupe in una partita di calcio: Pasolini scelse di scendere in campo in prima persona, mentre Bertolucci dirigeva dalla panchina.
La troupe di Novecento indossò una maglia viola con delle bande fosforescenti per distrarre gli avversari, mentre la troupe di Salà scelse una maglia a rossa a strisce blu come l'amato Bologna di Pasolini.
La partita tuttavia non venne giocata alla pari perché la squadra di Bertolucci, schierò in campo, spacciandoli per macchinisti, due giocatori del primavera del Parma, tra cui un giovanissimo Carlo Ancelotti, che segnò un goal.
La troupe di Salò perse per 5 a 2 e Pasolini, furioso, abbandonò il campo prima della fine della partita sospettando un inganno.
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