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Discussione: sinistra democratica.

  1. #111
    cervello de-bananizzato
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    "E' una rivolta!!" - "No sire, questa è una Rivoluzione!" - dialogo tra Luigi XVI e il duca di Rouchefoucauld-Liancourt, 14 luglio 1789
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    nonostante ci fosse il proporzionale, il sistema partitico era più stabile rispetto ad oggi.

    i partiti duravano cinquant'anni e Centro-Destra-Sinistra avevano un significato ben preciso!

    oggi non c'è la DC, è vero, ma abbiamo cattolici da tutte le parti, mentre i laici stanno fuori dal parlamento!

    mi chiedo come la sinistra del 2008 possa rispondere ad esigenze sociali ben definite come i diritti civili e la bioetica con componenti clericali al suo interno e con una maggioranza permanente aggrappata alle stesse lobbies vaticane!
    Demi Romeo, ora però mi fai incazzare!

    come fai a difendere l'assetto della prima repubblica...come fai a difendere un sistema che pendeva tra una classe politica inamovibile, stabile perchè senza alternativa (bella stabilità!) se non il colpo di stato??
    come fai a difendere un sistema inquinato da servizi segreti deviati, mafia, P2, stragismo?? dove al governo c'erano personaggi come Andreotti e Cossiga??


    Qua non si tratta di posizioni politiche...qua si tratta di non voler vedere la realtà dei fatti, e cioè che la prima repubblica puzzava di marcio dalla testa ai piedi!
    E se siamo combinati come siamo combinati ora è perchè ancora sono in circolo quelle scorie!

    Non voglio dirti che questo sistema sia migliore o peggiore. Ma di certo della prima repubblica c'è ben poco da salvare.

  2. #112
    cervello de-bananizzato
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    "E' una rivolta!!" - "No sire, questa è una Rivoluzione!" - dialogo tra Luigi XVI e il duca di Rouchefoucauld-Liancourt, 14 luglio 1789
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    Compagno Rossodisera, io rispetto tutte le idee politiche, ma non mi va che si dia questa sentenza su Craxi.
    Ci vorrebbe una commissione d'inchiesta sui fatti di tangentopoli.
    Guarda Davide, tu confondi sentenza con giudizio, due termini alquanto differenti.

    Ritengo alcune scelte di Craxi molto coraggiose (ad es.vedi la politica estera), condanno però fortemente la partecipazione sua e di altri ad un sistema politico corrotto e mostruoso.

    Purtroppo quest'ultimo fatto offusca quanto di buono può aver realizzato, e contibuisce a formulare un giudizio negativo riguardo il politico e l'uomo.

    Altresì riconosco in tangentopoli degli eccessi e delle controversie. Anche se in definitiva lo ritengo un fenomeno che poteva portare ad un sistema finalmente "pulito" se fosse stato compiuto fino in fondo.

  3. #113
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    scusa Demi Romeo, ma nell'uso dei dati devi essere onesto.

    Se mi citi un elettorato di sinistra al 45% (e immagino tu ti riferisci ad anni intorno al '68 o giù di lì) devi prendere in considerazione la somma di PCI più PSI e sue correnti scissioniste...e la tua polemica sul comunismo dove va a finire??

    Quello che te ed altri compagni non capite, è che la tradizione comunista e post-comunista in Italia è qualcosa con cui fare i conti...se in italia c'è stato un partito comunista così forte e non uno socialista, ci sono dei motivi, vanno analizzati, studiati, capiti.

    Questa tradizione oltretutto, è stata grandemente fertile per il paese. Numerose battaglie (che te hai citato, come ad esempio aborto e divorzio) sono state conquiste di diritti fondamentali, che senza il PCI difficilmente sarebbero andate in porto.

    Nella sinistra italiana non fare i conti con questa eredità, che non è comunque esente da critiche, porta fuori strada.

    Insomma, in italia il PCI c'è stato ed era un partito più grande del PSI, a differenza degli altri paesi europei...per ciò politicamente l'Italia resta fuori dal modello europeo che te più volte hai detto.

    Ora l'hic et nunc della prassi politica impone delle scelte.

    Sinceramente, non vedo motivi validi per il quale il PS si dovrebbe tirar fuori dalla creazione di un percorso condiviso insieme alle altre realtà della sinistra in questo paese.

    Sono d'accordo con te che bisogna abbandonare forme-chimera irrealistiche o che non rappresentano una reale alternativa, ma dallo 0,4 % come dal 2 o dal 3 % è praticamente impossibile essere percepiti come utili dall'elettorato...e bada bene, non è solo una questione meramente numerica.

    Se noti, il mio "sogno" sarebbe una reale forza SOCIALISTA in Italia...certo però che se mi chiami a modello il Craxismo, ovviamente non siamo d'accordo.

    Penso sia un discorso trito e ritrito, e perciò mi fermo qua. La SINISTRA va creata però con chi è realmente intenzionato a farla...come già detto senza dietrologismi e preconcetti vari. Chi vuole lavorare con spirito d'unità e in positivo verso questo progetto è ben accetto...chi aggiunge solo una valenza negativa, è meglio che ne stia fuori, per il bene di tutti.

    Mi auguro che anche te e gli altri compagni del PS ci pensiate sù..e capiate che in fondo sono più le cose che uniscono due tradizioni così diverse che il contrario.
    allora cerchiamo di capirci.

    il 45% della sinistra storica è riferito agli anni '70.
    naturalmente questa sinistra è divisa, ci mancherebbe, ma denota l'esistenza complessiva di un elettorato laico e propriamente detto "di Sinistra", al di là di essere socialisti, comunisti, radicali o demoproletari!

    non sto parlando di un'eventuale alleanza o persino fusione dei singoli movimenti, ma mi limito a constatarne la partecipazione e il peso politico in quegli anni!

    rapportando il periodo suddetto all'attualità, ci rendiamo conto che l'unico grande partito che "dovrebbe" stare a sinistra, non si definisce come tale e di fatto appoggia posizioni decisamente moderate, principalmente sulla questione sociale.

    siccome i tempi sono cambiati: è crollato il Comunismo, il Welfare State non ha retto, la società è divenuta post-industriale, si sono poste nuove problematiche, si è evoluta l'idea di Europeismo... la Sinistra moderna dovrebbe rispondere a queste esigenze.
    tutte le Sinistre europee, anche quelle dell'Est post-comuniste si sono sviluppate in senso eurosocialista (penso al caso sloveno e alla recente vittoria del socialdemocratico Pahor).

    non vedo perchè in Italia tutte le forme politiche antiberlusconiane debbano divenirsi "tutt'altro" e rifiutare il Socialismo Europeo, tra l'altro snobbandolo come modello obsoleto in linea al comunismo quando nella sola realtà mediterranea è attivo sia al governo che all'opposizione!

    se negli anni '70 una sinistra plurale riuscì a far la differenza nei movimenti referendari, oggi il governo di centro-sinistra non è in grado di istituire i PACS e di riformare la legge Biagi!!!

    allora siamo sicuri che la chimera-PD sia più evoluta del Socialismo Europeo nel fornire una risposta coerente su determinate tematiche?!

    decisamente NO!

    allora siamo sicuri che la chimera pseudosocialista/comunista sia più evoluta delle sinistre europee?!

    è evidente l'incompatibilità su temi cardine come il Lavoro, il Welfare, la questione energetica e cosi via...

    è logico che una "sinistra numerica" fatta per occupare soltanto seggi e incapace di rapportarsi ai problemi della società serva poco o niente alla gente!

    la Costituente di Sinistra, appunto perchè propensa al superamento del Socialismo, cade nella stessa contraddizione strutturale del PD.

    c'è da aggiungere tuttavia che la Costituente di Sinistra in realtà non nasce come approdo del Socialismo Europeo al Comunismo, poiché nessun Socialista è stato invitato a prender parte al progetto, per cui si dimostra solamente un accordo di vertice fra Chi non si riconosce più nel Comunismo e per qualche ragione non appoggia il programma integrale del PSE!

    infatti un'eventuale Costituente di Sinistra nascerebbe senza parlare di Liberalizzazioni, contrastando il Trattato di Lisbona, opponendosi alla TAV, disconoscendo la flex-security e gli ammortizzatori sociali, disinteressandosi dei diritti civili e della laicità delle istituzioni, non riconoscendo la necessità di una riforma giudiziaria garantista in linea alle norme costituzionali e che imponga pari dignità e pari responsabilità fra Imputato e Accusa!

    si dimostra infine una riedizione del tutto revanscista del PDS di occhettiana memoria!

    una sinistra numerica e post-comunista che non ha nulla a che vedere con le sinistre europee e con una sua evoluzione in questo senso, altro che superamento!!!

    al posto di relazionarci alle sinistre europee, non si fa altro che alimentare l'ennesima anomalia italiana con progetti politici sterili, di vertice e non competitivi non nel senso di vincere un'elezione, bensì di sollevare questioni di carattere pubblico e socialmente sensibili: penso al precariato!

    in merito alla storia della sinistra:
    nessuno rifiuta l'esperienza del PCI, ci mancherebbe, ma si dovrebbe pure approfondire l'esperienza e l'impronta del PSI, il quale non casualmente entrò in collisione su questioni fondamentali con i comunisti.
    una sintesi delle due esperienze è impossibile perchè per molti aspetti antitetiche.
    tuttavia il Comunismo è fallito nel frattempo e con esso qualsiasi tentativo di avanzare statalizzazioni, vaste politiche di spesa pubblica (Keynes), conseguenti politiche fiscali espansive, il sostegno della scala mobile e della cieca tolleranza all'inflazione crescente, il concetto storico di classismo!

    queste intuizioni, interpretate e convertite in politica da Craxi, si sono dimostrate nel lungo periodo idonee all'interno di un contesto sociale in evoluzione.

    ... e lo sono tutt'oggi!

    una certa sinistra, comunista o post-comunista che sia, deve ancora fare i conti con gli elementi suddetti!

    che il PCI sia stato numericamente più grande del PSI, non esonera il primo da un'eventuale supremazia di ragioni politiche, anzi proprio perchè grande e confinato all'opposizione, contò molto meno del PSI al governo e radicato nel 65% dei casi negli enti locali e regionali.

    gli anni '80 sono stati il banco di prova delle due esperienze e sappiamo come è finito il decennio, sia nella situazione politica interna che in quella internazionale.

    ancora oggi nessuno mette in discussione la validità e la necessità del taglio della scala mobile per ridurre l'inflazione e rilanciare i consumi, oppure la lotta all'evasione fiscale, oppure ancora il senso di governabilità e di decisionismo idonei per guidare il Paese.

    mi fa piacere che anche tu desideri una forza socialdemocratica d'alternativa, ma un PSI precedente agli anni '80 sarebbe incompatibile con la società odierna!

    il Craxismo propone le stesse risposte delle attuali sinistre europee, soprattutto nella critica alla teoria keynesiana tradizionale e in una maggiore coscienza dell'apporto fondamentale del settore terziario, proponendone di fatto la concertazione delle Parti, anziché lo scontro sindacale e l'avversità verso forme di libera imprenditoria.

  4. #114
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Demi Romeo, ora però mi fai incazzare!

    come fai a difendere l'assetto della prima repubblica...come fai a difendere un sistema che pendeva tra una classe politica inamovibile, stabile perchè senza alternativa (bella stabilità!) se non il colpo di stato??
    come fai a difendere un sistema inquinato da servizi segreti deviati, mafia, P2, stragismo?? dove al governo c'erano personaggi come Andreotti e Cossiga??


    Qua non si tratta di posizioni politiche...qua si tratta di non voler vedere la realtà dei fatti, e cioè che la prima repubblica puzzava di marcio dalla testa ai piedi!
    E se siamo combinati come siamo combinati ora è perchè ancora sono in circolo quelle scorie!

    Non voglio dirti che questo sistema sia migliore o peggiore. Ma di certo della prima repubblica c'è ben poco da salvare.
    SVEGLIA!!!

    sei davvero convinto che la seconda repubblica sia il paradiso della legalità?!

    per stabilità intendo che i partiti non cambiano nome, programmi, coalizione ogni due anni!!!

    poi che il PCI non riuscisse a convogliare i partiti centristi e il PSI (potenziale di coalizione) a differenza della DC per avere la maggioranza assoluta, è un altro discorso!

    che poi... mi fa ridere ... che alternativa c'è oggi?!

  5. #115
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    allora cerchiamo di capirci.

    il 45% della sinistra storica è riferito agli anni '70.
    naturalmente questa sinistra è divisa, ci mancherebbe, ma denota l'esistenza complessiva di un elettorato laico e propriamente detto "di Sinistra", al di là di essere socialisti, comunisti, radicali o demoproletari!

    non sto parlando di un'eventuale alleanza o persino fusione dei singoli movimenti, ma mi limito a constatarne la partecipazione e il peso politico in quegli anni!

    ....
    Guarda Demi, te lo ripeto, e non mi dilungherò troppo perchè il discorso mi sembra semplice e comprensibile.

    Come la sinistra post-comunista deve fare i conti con tutte le situazioni che tu hai giustamente citato (e sul quale per esempio io ho posizioni alquanto eterodosse), secondo me il PS deve fare i conti con la stagione del Craxismo e del governo della prima repubblica.

    Si tratta di fare dei passi avanti tutti..."nulla si crea e nulla si distrugge" recita una nota massima, impossibile è perciò creare un moderno partito socialista "di massa" in Italia, senza pensare ad un dialogo tra le componenti post-comuniste e socialiste.

    Questa è la mia idea in estrema sintesi...

    Poi vorrei capire cosa il PS è intenzionato a fare...in un momento come questo dove la politica spinge verso la costruzione di un sistema più semplice a livello partitico (con tutte le contraddizioni del caso) restare da soli appollaiati allo 0,4 % mi sembra un emerita ca**ata, se non nell'utilità (ma quale utilità?) di essere "testimoni"...Le altre alternative sono l'annessione da parte del PD, oppure quella a me pare più plausibile, un (lento) lavorìo insieme a delle forze post-comuniste per la costuzione di un percorso condiviso.

    Altrimenti mi dovresti spiegare come vorresti costruire (qui e ora,però) questo PSI italiano sui modelli che abbiamo in europa. A mio giudizio è un controsenso storico, politico e pratico, perchè a meno che il 20% di elettori a sinistra una mattina non si svegli sentendosi socialista, resta una delle tante chimere-politiche cui tu accennavi prima.

  6. #116
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    SVEGLIA!!!

    sei davvero convinto che la seconda repubblica sia il paradiso della legalità?!

    per stabilità intendo che i partiti non cambiano nome, programmi, coalizione ogni due anni!!!

    poi che il PCI non riuscisse a convogliare i partiti centristi e il PSI (potenziale di coalizione) a differenza della DC per avere la maggioranza assoluta, è un altro discorso!

    che poi... mi fa ridere ... che alternativa c'è oggi?!
    Guarda Demi, al di là del fatto che stiamo scivolando già da parecchio sull'OT, e quindi è meglio non insistere, come metodo dialogico non ho mai preso in considerazione di dire "questo fa schifo, meglio lo schifo di prima".

    Che la seconda repubblica sia marcia l'ho detto anche nel topic precedente, basta vedere chi è il, ahimè nostro, presidente del consiglio.

    Questo però non mi fa assolutamente rimpiangere la prima repubblica. Che anzi è causa dei molti mali che affligono il nostro paese adesso.

    Non puoi glissare sui tanti nodi oscuri quale stragismo, p2, rapporti con mafia, eversione nera, corruzione che hanno impelagato nel marcio la 1A repubblica con un generico "non è meglio questa".

    Credo sia meglio che chiudiamo qui questa polemica, se non altro per non intasare il topic con argomenti poco attinenti.

  7. #117
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Guarda Demi, al di là del fatto che stiamo scivolando già da parecchio sull'OT, e quindi è meglio non insistere, come metodo dialogico non ho mai preso in considerazione di dire "questo fa schifo, meglio lo schifo di prima".

    Che la seconda repubblica sia marcia l'ho detto anche nel topic precedente, basta vedere chi è il, ahimè nostro, presidente del consiglio.

    Questo però non mi fa assolutamente rimpiangere la prima repubblica. Che anzi è causa dei molti mali che affligono il nostro paese adesso.

    Non puoi glissare sui tanti nodi oscuri quale stragismo, p2, rapporti con mafia, eversione nera, corruzione che hanno impelagato nel marcio la 1A repubblica con un generico "non è meglio questa".

    Credo sia meglio che chiudiamo qui questa polemica, se non altro per non intasare il topic con argomenti poco attinenti.
    bisogna essere obiettivi.

    la prima repubblica non fu il paradiso della legalità, ma tutto sommato cinquant'anni di storia non si possono etichettare soltanto sotto il segno della P2, del clientelismo e via dicendo...

    in cinquant'anni abbiamo assistito alla nascita della costituzione, alle grandi conquiste sociali come lo Statuto dei Lavoratori, i referendum su divorzio e aborto; al boom economico, alla revisione del Concordato, al piano edilizio, all'università di massa...

    ovviamente non rivendico il marcio, ma l'attivismo di quei governi e la partecipazione politica delle masse alle grandi questioni sociali.

    i partiti non furono contenitori di consenso, ma esperienze associative con dei progetti più o meno condivisi dalla società, con un'impronta ideale come strumento associativo e di mobilitazione attiva.

    da questo punto di vista, l'impalcatura partitica della seconda repubblica, nonostante anni di sistema elettorale misto, si è rivelata incostruttiva, frammentata e inadeguata rispetto al cinquantennio precedente.

    infatti la cittadinanza avverte un forte senso di disagio in merito!

  8. #118
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    Guarda Demi, te lo ripeto, e non mi dilungherò troppo perchè il discorso mi sembra semplice e comprensibile.

    Come la sinistra post-comunista deve fare i conti con tutte le situazioni che tu hai giustamente citato (e sul quale per esempio io ho posizioni alquanto eterodosse), secondo me il PS deve fare i conti con la stagione del Craxismo e del governo della prima repubblica.

    Si tratta di fare dei passi avanti tutti..."nulla si crea e nulla si distrugge" recita una nota massima, impossibile è perciò creare un moderno partito socialista "di massa" in Italia, senza pensare ad un dialogo tra le componenti post-comuniste e socialiste.

    Questa è la mia idea in estrema sintesi...

    Poi vorrei capire cosa il PS è intenzionato a fare...in un momento come questo dove la politica spinge verso la costruzione di un sistema più semplice a livello partitico (con tutte le contraddizioni del caso) restare da soli appollaiati allo 0,4 % mi sembra un emerita ca**ata, se non nell'utilità (ma quale utilità?) di essere "testimoni"...Le altre alternative sono l'annessione da parte del PD, oppure quella a me pare più plausibile, un (lento) lavorìo insieme a delle forze post-comuniste per la costuzione di un percorso condiviso.

    Altrimenti mi dovresti spiegare come vorresti costruire (qui e ora,però) questo PSI italiano sui modelli che abbiamo in europa. A mio giudizio è un controsenso storico, politico e pratico, perchè a meno che il 20% di elettori a sinistra una mattina non si svegli sentendosi socialista, resta una delle tante chimere-politiche cui tu accennavi prima.
    oggi nessuno nel PS si richiama a condotte del nostro recente passato.

    nonostante ciò, le politiche del PSI in quanto tali non si dimostrano anacronistiche o isolate al caso italiano.

    preciso che l'impianto programmatico del PS segue le linee dettate dal PSE e dai nostri compagni europei, ma è giusto ricordare che una buona parte del rinnovamento dei partiti socialisti mediterranei fu dovuto al ripensamento storico delle origini e al contempo alla critica socio-economica del Socialismo degli anni '70 dovuti a Bettino Craxi, ma anche parallelamente ai vari Gonzalez, Soares, Papandreou.

    l'unico partito socialista in Europa che preferì autoconservarsi e cavalcare l'onda della popolarità del suo leader (Mitterrand) fu il PSF, il quale però ne uscì annientato da anni di coabitazione prima e di opposizione permanente in seguito.
    soltanto la nuova generazione franco-socialista (Royal e Delanoe) sta attualmente ripensando la politica del partito in senso Lib-Lab e di apertura verso i compagni europei, come Zapatero e Socrates.

    ma ripeto: il PS(I) non è estraneo e non lo è mai stato in merito ad una Svolta attualistica e corrispondente alle dinamiche europee.

    dieci anni fa c'è stato Blair col New Labour e Schoeder con la Neue Mitte.
    trent'anni fa ci fu Craxi con il "nuovo corso" e il "Progetto Socialista".

    comunque il PS del 2008 non è rimasto fermo agli anni '80!

    ne ricalca la svolta storica, tuttavia ad esempio i Socialisti di oggi non sono antinuclearisti, né proibizionisti, sono maggiormente concentrati sulla bioetica, sulla laicità e sui diritti civili di terza generazione.
    per via dei tempi si sono adeguati alla realtà di oggi ricalcando con enfasi la riforma della legge 30 come attuazione completa del Libro Bianco del giuslavorista socialista Marco Biagi per combattere la precarietà, oppure sono fortemente europeisti perchè dagli anni '90 la realtà comunitaria si è ingigantita.

    non c'è stata nessuna Svolta perchè non si è presentata una ragione di essere a differenza della fine del Comunismo, ma in ogni caso vi è stata una lenta evoluzione di parere su precise questioni.

    purtroppo mi sembra che SD sia rimasta invece ferma al referendum sulla scala mobile e alla teoria keynesiana tradizionale, oltre ancora ad una interpretazione delle dinamiche sociali ed economiche del tutto anacronistiche e menziono i rapporti di lavoro, l'avversità verso forme di flessibilità socialmente sostenibile, il NO alla costruzione di importantissime infrastrutture come la TAV, i rigassificatori e i termovalorizzatori e cosi via...

    il dialogo coi post-comunisti è doveroso, ma non interpellando al superamento del Socialismo Europeo, per Noi NON obsoleto anzi punto d'arrivo di una grande sinistra unita, laica ed europeista!

    purtroppo le frange del PD e di SD rifiutano un'impostazione in senso eurosocialista e auspicano ad un compromesso programmatico o coi cattolici o coi comunisti che in numerosissime questioni ingolfano l'azione politica del partito e ne deviano la rappresentanza come forza di Sinistra moderna e competitiva.

    in ogni caso attualmente stiamo costruendo un'alleanza col PD nel rispetto reciproco delle autonomie e contribuendo a decidere insieme gli eventuali programmi, possibilmente introducendo nell'impegno comune politiche fondamentali come la flex-security e i diritti civili.

    d'altra parte i partiti della Costituente di Sinistra non si sono mostrati aperti al dialogo coi Socialisti, infatti tendono a rimarcare una parte della vecchia SA riprendendone il programma e l'impegno.

    francamente quel programma non ci appartiene, se non in alcuni punti attraverso i quali potremmo collaborare in futuro.

  9. #119
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    Basta vedere la discussione avuta prima con gli amici socialisti. Superare Craxi e il craxismo è un ostacolo, come per Diliberto marx ecc ecc. Invece di creare una forza politica QUI e ORA che reinterpreti e superi le tradizioni singole, senza ideologie preconcette e contrapposizioni sul passato, guardiamo all'identità particolare a scapito del generale.

    A mio parere la SA è stata sconfitta (non è fallita, e c'è una bella differenza!) non per dei limiti intrisechi al progetto, ma proprio per la mancata piena realizzazione dello stesso, che ha portato a percepire la stessa come un insieme di forze distanti tra loro ed eterogenee, confuse e litigiose. Mentre Migliore spingeva per il partito unico, la Palermi diceva di non volerlo fare...e via dicendo.

    Mah...io non credo che sia necessario "spogliarsi" della propria identità per poter coesistere in un partito nuovo della Sinistra. Oltretutto, come ho già scritto, tra di noi (ex-SA) ci sono molte più affinità che differenze.
    Nel mio piccolo paese, PRC e SD lavorano insieme e hanno un circolo comune già da un anno. Nessuno ci ha chiesto di rinnegare il comunismo, così come noi non abbiamo certo imposto ai compagni di SD di ri-diventare comunisti. Siamo, semplicemente, la "Sinistra Unita e Plurale". E devo dire che funziona molto bene. Certo, speravamo in un esito diverso del congresso, ma non ci siamo arresi. Ma se SD e PRC dovessero presentarsi divisi alle europee, noi per chi dovremmo fare campagna elettorale?
    Le "case della Sinistra", con all'interno anche PdCi e Verdi sono una realtà, da nord a sud. La base è molto più avanti della dirigenza, sia di Ferrero che dei Vendoliani. Perchè, ripeto, se loro si isolano, noi della costituente stiamo facendo altrettanto nei loro confronti.
    Non credo che Diliberto e Ferrero vogliano difendere il comunismo applicato a tutti i costi. Non a caso, Ferrero ha più volte detto che "comunismo" e "rifondazione" (intesa come "evoluzione") sono due "concetti" indivisibili. E poi il PRC non è, e non è mai stato, il PCUS. L'ho scritto prima, è un partito modernissimo. Nel caso di Diliberto, poi, credo si tratti soltanto di tutelare simboli e identità. Che però potrebbero diventare tranquillamente patrimonio di un nuovo soggetto unitario, così come i Verdi, ad esempio, potrebbero offrire la loro cultura ambientalista.
    In sintesi, io vedo la costituente più come una "fusione" di identità e culture facilmente e naturalmente conciliabili, una contaminazione, e non come una creazione ex novo di qualcosa... Non abbiamo nulla da inventare, abbiamo tutto quello che ci serve, basta soltanto superare i nostri recinti. Tra l'altro, la mozione 2 ( e un pò tutto il pensiero di Nichi Vendola e dei "Vendoliani") si basava proprio su ragionamenti di questo tipo.


    Sulla mia proposta di ricostruire partendo da Rifondazione cosa ne pensi?




    Per quanto riguarda il PS, io posso condividere alcune proposte... ma su altre siamo troppo lontani. E molte socialdemocrazie europee non rispecchiano affatto la mia idea di SOCIALISMO. Certo, nessuno nega il fatto che sarebbe assurdo non avere, in Italia, una forza politica ispirata al socialismo democratico (e infatti io spero che il PS continui ad esistere e non sia inglobato dal PD), ma non mi si può chiedere di abbandonare tutto ciò in cui credo per confluire in un progetto che non condivido sol perchè si ispira ad altre formazioni europee. E' un pò il ragionamento che ha fatto il PD ispirandosi al Partito Democratico Americano, ma in Italia è un'evidente forzatura.

    E poi, anche il progetto della nuova Sinistra ha altri riscontri in Europa. Nel Parlamento europeo esiste, oltre al PSE, anche il gruppo della Sinistra Europea. E in quel gruppo c'è, tra gli altri, la DIE-LINKE, che non è altro che l'unione tra socialisti e comunisti. E che sta cominciando a funzionare e a "erodere" l'elettorato proprio del partito socialdemocratico tedesco, l'SPD.


    Secondo me, un conto è una coalizione di governo, che si basa su un programma condiviso tra più forze politiche, un altro è un partito, che non può contenere idee e proposte troppo diverse. Il PRC, SD e il PdCi sono, da questo punto di vista, totalmente compatibili. E i Verdi sono certamente molto più vicini alle nostre posizioni che a quelle del PD.
    Il PS ha la sua linea politica ed è giusto così. Purtroppo molti suoi potenziali elettori (così come molti elettori della Sinistra) hanno scelto il PD che, paradossalmente, non li rappresenta.

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    Citazione Originariamente Scritto da Anthonynet1984 Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda il PS, io posso condividere alcune proposte... ma su altre siamo troppo lontani. E molte socialdemocrazie europee non rispecchiano affatto la mia idea di SOCIALISMO. Certo, nessuno nega il fatto che sarebbe assurdo non avere, in Italia, una forza politica ispirata al socialismo democratico (e infatti io spero che il PS continui ad esistere e non sia inglobato dal PD), ma non mi si può chiedere di abbandonare tutto ciò in cui credo per confluire in un progetto che non condivido sol perchè si ispira ad altre formazioni europee. E' un pò il ragionamento che ha fatto il PD ispirandosi al Partito Democratico Americano, ma in Italia è un'evidente forzatura.

    E poi, anche il progetto della nuova Sinistra ha altri riscontri in Europa. Nel Parlamento europeo esiste, oltre al PSE, anche il gruppo della Sinistra Europea. E in quel gruppo c'è, tra gli altri, la DIE-LINKE, che non è altro che l'unione tra socialisti e comunisti. E che sta cominciando a funzionare e a "erodere" l'elettorato proprio del partito socialdemocratico tedesco, l'SPD.


    Secondo me, un conto è una coalizione di governo, che si basa su un programma condiviso tra più forze politiche, un altro è un partito, che non può contenere idee e proposte troppo diverse. Il PRC, SD e il PdCi sono, da questo punto di vista, totalmente compatibili. E i Verdi sono certamente molto più vicini alle nostre posizioni che a quelle del PD.
    Il PS ha la sua linea politica ed è giusto così. Purtroppo molti suoi potenziali elettori (così come molti elettori della Sinistra) hanno scelto il PD che, paradossalmente, non li rappresenta.
    mi fa piacere che si comprendano le ragioni che dividono Socialisti e Comunisti.
    l'ideologia non c'entra nulla, si parla di proposte politiche e di linee per molti versi contrastanti, in primis il Lavoro (cosa non da poco).

    a mio avviso il progetto della SA è programmaticamente fattibile anche se non espressamente comunista.
    esiste una ragione di fondo coerente con un determinato percorso, inoltre SD non ricalca neppure il modello eurosocialista che molti problemi avrebbe potuto dare ad un progetto plurale di questo genere.
    sarebbe cosa ben diversa se vi fosse dentro il PS, partito molto incentrato su certe tematiche e su un certo approccio alla questione sociale diversamente dalla sinistra radicale per ragioni storiche che adesso non sto a spiegare, ma immagino siano già conoscenza del lettore.

    condivido un ulteriore elemento.
    un partito ispirato alla European Left come Die Linke sarebbe auspicabile nel nostro sistema politico.
    insomma non cadrebbe nel nostalgismo della Falce e Martello, ma ne perseguirebbe la cultura fondante e il modo di rappresentarla in seguito alla caduta del Muro.
    l'ortodossia di Diliberto e l'autoconservazione di Ferrero non offrono nuovi spunti politici a differenza dell'idea di Vendola protratta ad un progetto nuovo, di apertura (e non di isolamento) e di lungo termine.

    esistono progetti analoghi in Spagna come Izquierda Unida, Syriza in Grecia, formazioni analoghe in Danimarca e in Svezia.

    la loro importanza varia da paese in paese.
    vanno male nelle sinistre in cui è radicato un Partito Socialista, mentre colgono consenso nei contesti in cui il Partito Socialista di turno si mostra assente su tematiche socialmente sensibili come nel caso tedesco.

    in ogni caso credo che in Italia un partito del genere attualmente potrebbe raccogliere dei frutti approfittando dello sbandamento piddino.

    non mi pare però che si stia andando verso questa direzione...

    magari il PS farà meglio, chi lo sa...

 

 
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