



I candidati erano scelti dai partiti, ma l'ultima parola spettava sempre ai cittadini. Non è che se i voto Pdl e mi propongono un dalla Vedova nella mia circoscrizione io ontinui a votare Pdl. Credo che il candidato in quanto rappresentante valga più del programma del partito. Ad esempio, nel programmo del Pdl non c'erano i pacs, però due parlamentari, per lo più ministri, hanno proposto una legge in tal senso; questo perché in Italia più che il Governo e il suo relativo programma conta il Parlamento e di conseguenza l'azione dei parlamentari è molto più rilevante che in altri paesi. Non possiamo dire in altri paesi è così, perché non esiste un sistema elettorale perfetto, in quanto ogni sistema istituzionale ha delle sue specificità.




Comunque, nè il sistema a preferenze nè quello a liste bloccate sono perfetti in assoluto, anche se fra i due sceglierei le preferenze perchè con le liste bloccate è tutto nelle mani dei partiti, mentre con le preferenze c'è un margine di azione da parte degli elettori.
Più che altro penso che il problema delle preferenze sia un altro: ovvero che vince chi ha più voti, non chi lo merita. Ovvero, è più facile far eleggere un cerebroleso che però è famoso e portatore di voti che far eleggere una professionalità semisconosciuta che però servirebbe il suo Paese.
Quindi, in conclusione, credo che il sistema migliore sia un sistema misto, tipo con il 75% di eletti con le preferenze e il 25% con le liste bloccate.




No ... semplicemente penso che, come ha detto il tuo amato Silvio per cercare di giustificare le sue manovre, "il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all'interno delle commissioni del Parlamento europeo", professionisti che altrimenti difficilmente sarebbero eletti con le preferenze.
Ora, il ragionamento di Berlusconi è giusto, anche se i professionisti che poi ci metterà lui saranno, come suo solito, avvocati personali, Vezzali e Carfagne varie, eccetera eccetera. A differenza sua, però, io credo che per ovviare questo problema non bisogna per forza affossare le preferenze, semplicemente destinare una quota di eletti, non superiore al 25%, alle liste bloccate.
Poi, ciascun partito ragionerà su chi inserire nelle liste bloccate ... se i soliti a cui assicurare una poltrona o se davvero dei professionisti in grado di rappresentarci bene ma che con le preferenze non sarebbero eletti. Ovviamente in stragrande maggioranza prevarrà la prima ipotesi, ma in linea teorica sarebbe giusto questo sistema.
http://www.repubblica.it/2008/09/sez...tml?ref=search




l'elettorato vuole votare la persona propio perchè c'è il rischio che la lista metta gente non affidabile in parlamento.
il presupposto della tua affermazione è sbagiato, dato che dai assoluta fiducia alle segreterie del partito.
una fiducia malriposta, nel caso specifico del PDL.



