Il Primo Maggio di Maroni? Cacciati sette precari
di Ivan Cimmarustitutti gli articoli dell'autore
Il Primo Maggio di Maroni? Cacciati sette precari - Economia - l'Unità.it
Lucia (nome di fantasia) e gli altri sui sei colleghi con contratto a tempo determinato, impiegati nell’Ufficio immigrazione della Questura di Bari, non hanno da festeggiare il 1° maggio. Ieri, hanno ricevuto la comunicazione ufficiale: “il vostro contratto è scaduto e non lo rinnoviamo. Prenderemo altre persone”. Questa è la storia di sette precari baresi, colpiti dalla calunnia di essere ‘raccomandati’ e lasciati senza lavoro nel giorno della festa dei lavoratori. Tra loro ci sono quelli che hanno lasciato un posto, anch’esso precario, per tentare un inserimento nell’impiego pubblico. Poi c’è chi ha studiato. Lucia ha 26 anni, una laurea con 110 e lode, uno stage con la Prefettura di Bari. «Ho le carte in regola – spiega -,ma sono figlia di nessuno. Ma ugualmente mi hanno accusato di essere raccomandata, vicina a qualcuno di potente che mi ha sistemato qui, all’Ufficio immigrazione, dove per tre mesi, con i miei sei colleghi, ho smaltito e riordinato 14mila fascicoli di arretrati. E adesso, invece, ci mettono per strada e prendono altri sette ai quali, gli impiegati indeterminati, dovranno spiegare nuovamente tutto il lavoro che va svolto ».
ASSUNZIONE
L’assunzione del gruppo di sette, rientra in un più ampio progetto tra il Ministero dell’Interno e la Gi Group spa di Milano. Questa società, amministrata da Stefano Colli Lanzi, docente di Economia all’Università Cattolica di Milano, già in passato è stata oggetto di polemiche per appalti vinti con la Pubblica amministrazione. Nella filiera della Gi Group, infatti, rientra la Worknet spa, la società che vinse l’appalto, la cui aggiudicazione fu molto discussa, col Ministero dell’Interno per il potenziamento delle “risorse umane (60 assunzioni a tempo determinato, ndr) e tecnologiche dell’apparato di prevenzione e contrasto anticrimine” in Calabria, nelle zone di Gioia Tauro, Lamezia e della Locride.Ma questa è un’altra storia.
NUOVO APPALTO
La Gi Group, l’8 gennaio scorso, vince il nuovo appalto con l’Interno per la fornitura di 650 dipendenti con contratto a tempo determinato, da inserire in questure e prefetture di tutta Italia. Tempo dell’impiego: 3 mesi rinnovabili. “Dopo tre mesi ci hanno mandato a casa”, sottolinea Lucia. A nulla è servito l’intervento dell’Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione che, con una missiva al Ministero dell’Interno, al prefetto di Bari, Carlo Schilardi e al questore barese, Giorgio Manari, “ringrazia” le amministrazioni per aver fornito sette lavoratori che hann o m o s t r a t o g r a n d e “professionalità”, auspicando “che la loro attività continui nel tempo e che il loro mandato trimestrale sia prorogato”, come previsto dall’accordo tra Ministero e Gi Group. Un mesefa, notando che nulla si muoveva, gli stessi dipendenti dell’Ufficio immigrazione hanno sollecitato l’intervento del questore Manari. “Chiediamo di accogliere la richiesta di continuità lavorativa per i prossimi tre mesi, a partire dal 1° maggio, per i (sette, ndr) lavoratori assunti con contratto interinale (…) che svolgono con assiduità e Dedizione un lavoro altamente produttivo, che è risultato fin da subito indispensabile per l’Ufficio immigrazione della questura di Bari”. Madal questore, nessuna risposta. Edanzi: “Ci siamo rivolti personalmente dal questore – spiegano i sette – ma non ci ha voluto incontrare. Sembra, addirittura, che qualcuno gli abbia inviato un esposto contro di noi, accusandoci di essere ‘figli di’”. E intanto la Gi Group ha già pronta una nuova lista di sette persone da inserire nell’Ufficio immigrazione di Bari.
01 maggio 2010




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