Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    moderatore di bachelite
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    Predefinito Assassinio a fin di bene (di MT)

    Assassinio a fin di bene
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    Ora d'aria
    l'Unità, 16 settembre 2008

    L’unico aspetto che stupisce, della sortita di Adriano Sofri in difesa degli assassini del commissario Luigi Calabresi e contro il figlio di quest’ultimo, Mario, colpevole di essere rimasto vivo, è lo stupore che l’ha accompagnato. In base a una sentenza definitiva della Cassazione, che l’ha condannato a 22 anni per omicidio, Sofri è uno dei mandanti del delitto del commissario (l’altro, Giorgio Pietrostefani, è felicemente latitante all’estero). Lui, com’è suo diritto, l’ha sempre negato. Da qualche tempo, però, sembra volerci dire qualcosa di più e di diverso. Nel maggio 2007, sul Foglio, rivelò che, dopo il delitto Calabresi (1972), “uno dei più alti esponenti” dei servizi segreti “venne a propormi un assassinio da eseguire in combutta, noi e i suoi affari riservati”. Forse Federico Umberto D’Amato, capo degli Affari riservati del Viminale, morto nel ‘96. Strano che ambienti così bene informati (e disinformanti) si rivolgessero proprio a Sofri, se l’avessero creduto estraneo agli omicidi politici: forse sapevano di andare a colpo sicuro, senza temere di essere denunciati. Tant’è che Sofri attese trent’anni e parecchi funerali, prima di parlare della cosa.

    Ora, sempre sul Foglio, il lottatore continuo si spinge più in là: “L’omicidio di Calabresi fu l’azione di qualcuno che, disperando della giustizia pubblica e confidando sul sentimento proprio, volle vendicare le vittime di una violenza torbida e cieca”: cioè i caduti in piazza Fontana e l’anarchico Pino Pinelli. E’ un bel passo avanti rispetto ai bislacchi tentativi di Lc e dello stesso Sofri di affibbiare l’omicidio Calabresi ai servizi o alla destra. Ma, anche qui, nessuna meraviglia: in qualità di mandante, Sofri parla da esperto. Poi, certo, sostiene che le persone che assassinarono Calabresi “potevano essere delle migliori”, “non certo persone malvagie”, comunque “non terroristi”. E’ una tesi che confligge con la storia e col vocabolario. Cos’è, se non terrorismo, un delitto commesso da Lc, il cui giornale nei mesi precedenti scriveva: “il proletariato sa chi sono i responsabili del delitto Pinelli e saprà fare vendetta della sua morte” (14-5-1970); “questo marine dalla finestra facile dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito… Noi di questi nemici del popolo vogliamo la morte” (6-6-1970); “Siamo stati troppo teneri con il commissario Calabresi. Egli si permette di continuare a vivere tranquillamente… Il proletariato ha già emesso la sua sentenza: Calabresi è responsabile dell’assassinio di Pinelli e dovrà pagarla cara… Calabresi ha paura ed esistono validi motivi perché ne abbia sempre di più… L’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati; ma è questo, sicuramente, un momento e una tappa fondamentale dell’assalto del proletariato contro lo Stato assassino” (6-6-1970); “Calabresi, assassino, stia attento. Il suo nome è uno dei primi della lista” (6-5-1971). Ed è un fatto che il delitto inaugurò la lunga scia di sangue dell’eversione rossa.

    Ma che dovrebbe dire il mandante, se non giustificarlo come meglio può? Sta parlando di se stesso e, in veste di imputato condannato, ha pure la facoltà di mentire. Per Sofri, Calabresi fu “un attore di primo piano di quella ostinata premeditazione”: cioè della pista anarchica su piazza Fontana. Falso anche questo: Calabresi era un giovane commissario, il depistaggio nacque in ben altre e più alte stanze (l’ufficio Affari Riservati). Come ricorda D’Ambrosio, “il fermo di Valpreda fu ordinato dalla polizia di Roma”, non di Milano. Ma è raro trovare un omicida che tessa l’elogio della sua vittima. Solo chi per tutti questi anni ha rimosso o ignorato la condanna di Sofri, facendo finta di niente o elevandolo addirittura a maitre à penser perché “da allora è molto cambiato”, può stupirsi delle sue parole. All’indomani del delitto, Sofri titolò sul giornale Lotta Continua: “Ucciso Calabresi, il maggior responsabile dell’assassinio di Pinelli” e parlò di “un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia”. Oggi, 36 anni dopo, scrive che i killer erano “mossi da sdegno e commozione per le vittime”. Molto cambiato, si fa per dire. Cambiano le parole, ma il concetto, è lo stesso. Solo che oggi non compare su un foglio della sinistra extraparlamentare. Ma su un house organ del presidente del Consiglio, che ha continuato dall’interno delle istituzioni la guerra alla “giustizia borghese” avviata in piazza trent’anni fa da Sofri & C. Le rivoluzioni - diceva Leo Longanesi - cominciano in piazza e finiscono a tavola.


    Marco Travaglio
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    21/9/2008

  2. #2
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    Bravo Travaglio.


    E c'è ancora gente che fa della Giustizia un problema ideologico fra destra e sinistra (indegne ormai di pronunciarne anche solo la parola).



  3. #3
    i' marchese del grullo
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    ecco .....quando si mette vèllo che scrive i' travaglio ci fosse 'n berlusclone che lo viene a commentà li scritti .....quando in vece so' loro che li mette l'interpretazzioni de li scritti del travaglio fatti dal giornale o da vell'altri 'nbrattapagine pagati dal nanetto ....so' tutti li 'ome le mosche su la ......

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Cato censor Visualizza Messaggio
    Bravo Travaglio.


    E c'è ancora gente che fa della Giustizia un problema ideologico fra destra e sinistra (indegne ormai di pronunciarne anche solo la parola).


    Perchè Olmert non si è fatto un lodo pure lui e invece si è dimesso?
    Eppure il reato presunto di Olmert è molto meno grave di quelli del nostro amato PdC

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da enzogiulio Visualizza Messaggio
    Perchè Olmert non si è fatto un lodo pure lui e invece si è dimesso?
    Eppure il reato presunto di Olmert è molto meno grave di quelli del nostro amato PdC
    Cosa vuoi, in Israele dominano le "toghe rosse" e il bolscevismo giustizialista...


  6. #6
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    Su questo articolo gli anti-travaglio tacciono... che siano miracolosamente d'accordo con lui?

  7. #7
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    Ha ragione Travaglio.

  8. #8
    i' marchese del grullo
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    Citazione Originariamente Scritto da zazoblepa Visualizza Messaggio
    Su questo articolo gli anti-travaglio tacciono... che siano miracolosamente d'accordo con lui?
    via ......io un ci metterei la mano su i' fòco manco la fosse quella d'un altro ......

 

 

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