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il Gengis
Politica
Domani potrebbe essere eletto l'Idv Leoluca Orlando alla Vigilanza
Rai, Veltroni smentisce patto su Cda. Ma Pd resta diviso
L'ex sindaco di Roma: "Mai stretto accordi su ticket Calabrese-Parisi per vertici viale Mazzini". Melandri: "Trovare accordo su riforma governance". Gentiloni 'sonda' il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. Rao (Udc): "È farsa anche per confusione Partito Democratico"
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Roma, 23 set. (Adnkronos/Ign) -
"Non ho mai stretto un patto con Berlusconi" per
Orlando alla Vigilanza e
il ticket Calabrese-Parisi ai vertici della Rai.
Walter Veltroni, alla riunione del Pd di questa mattina, ha voluto sgombrare il tavolo così delle illazioni circolate nei giorni della sua assenza da Roma per gli impegni newyorchesi. Il segretario del Partito democratico ha smentito che vi sia un accordo già sottoscritto con la maggioranza. La strada per Veltroni resta quella di portare a casa, intanto, l'elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza (oggi c'è stata una nuova fumata nera) e quindi insistere sulla riforma della governance Rai per andare all'elezione del nuovo Cda con regole diverse rispetto a quelle della legge Gasparri.
La rassicurazione di Veltroni, tuttavia, non ha prodotto la quadratura del cerchio
dentro al Pd dove restano linee diverse sulla vicenda che durante la riunione di oggi sono emerse esplicitamente. Fermo restando che tutto il Partito democratico è per tentare di trovare un'intesa con la maggioranza su una riforma della governance, diverse sono le posizioni nel caso in cui l'accordo non venisse raggiunto.
Goffredo Bettini (incaricato da Veltroni, già prima dell'estate, di sondare i desiderata della maggioranza) oggi si è speso
a favore di un rinnovamento, elogiando l'ipotesi di
Pietro Calabrese contro la continuità rappresentata da Claudio Petruccioli.
Fabrizio Morri e Claudio Gentiloni si sono fatti portavoce di un ragionamento diverso. Nel caso in cui, infatti, si andasse al rinnovo del Cda con la Gasparri, si avrebbe un consiglio di amministrazione fortemente politicizzato. Allora
non sarebbe forse il caso di lasciare Petruccioli al suo posto? Ormai ha un'esperienza di tre anni a viale Mazzini e insomma, si fa notare, è più vicino al Pd.
Veltroni, a quanto viene riferito, non si è sbilanciato a favore di alcuna delle due ipotesi, ha ribadito stima sia a Petruccioli che a Calabrese e ha rimandato a quanto detto ieri a 'SkyTg24'. "Se vi fosse la disponibilità del centrodestra a votare Petruccioli, noi saremmo disponibili a farlo", aveva dichiarato.
Giovanna Melandri nei giorni scorsi era stata tra i più critici di fronte all'ipotesi circolata di un patto Veltroni-Berlusconi su Vigilanza e nuovi vertici Rai. Oggi, dopo la riunione al Pd, il ministro ombra delle Comunicazioni è apparsa rassicurata dalle parole di Veltroni: "Noi attendiamo fiduciosi che il Pdl venga in Commissione per eleggere il presidente della Vigilanza indicato dall'opposizione e siamo convinti che la linea del Pd ribadita oggi al termine della riunione sia la strada giusta per rilanciare il servizio pubblico''.
La linea, spiega, è appunto quella di "tenere distinti la Vigilanza e il Cda Rai" ed infatti
"il vero accordo con la maggioranza deve essere sulla riforma della Rai". Sulle speranze che l'accordo si possa raggiungere c'è molta cautela. "Sono scettico - osserva Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza - anche perché se si va con la Gasparri, il centrodestra si assicura un controllo politico sulla Rai per sei anni. Il Cda scade infatti tra tre anni e, a meno che si interrompa la legislatura, sarà sempre questa stessa maggioranza a votare il nuovo consiglio di amministrazione".
Paolo Gentiloni è più ottimista. "Noi proponiamo la riforma della Gasparri e abbiamo visto qualche disponibilità che speriamo si confermi", dice l'ex ministro delle Comunicazioni che oggi
ha sondato il sottosegretario Paolo Romani, incontrato 'casualmente' fuori Montecitorio. "Abbiamo parlato di riforme e delle convergenze da approvare. Per noi del Pd bisogna eleggere Orlando e poi andare a fare una legge per la Rai. Modificati i criteri di nomina del Cda, cercheremo le intese. Gli accordi sono necessari perché sono previsti dalla legge", sottolinea Gentiloni.
Le fibrillazioni interne al Pd non piacciono al resto dell'opposizione e
il centrista Roberto Rao se ne è fatto portavoce oggi al termine della riunione di Vigilanza che ha segnato l'ennesima fumata nera per l'elezione di Leoluca Orlando, visto che hanno disertato la seduta tutti i membri della maggioranza. "L'elezione del presidente della commissione di Vigilanza Rai sta ormai scadendo nella farsa: con quella di oggi siamo alla undicesima fumata nera", sottolinea l'esponente dell'Udc.
Colpevole della 'farsa' è in parte anche il Pd, secondo Rao: "Oggi accanto alla grave e continuata indisponibilità del centrodestra, registriamo la confusione che emerge nel principale partito di opposizione. La correttezza dell'Udc non può essere scambiata per disponibilità ad accettare ogni tipo di soluzione sulla nomina dei vertici e sulla governance dell'azienda".
Mentre
i radicali con Marco Beltrandi sono pronti a dare battaglia per far rispettare la decisione, presa dai presidenti di Camera e Senato, di andare avanti ad oltranza nei lavori della commissione di Vigilanza finché non si raggiunga l'accordo per eleggere il presidente.
Domani ci sarà una nuova seduta a San Macuto e la voce insistente è che sarà la volta buona per eleggere Orlando.
Salve, ci sono.
il Gengis