il cyberspazio si affolla di foto in cui Mara Carfagna appare più o meno come Eva nel paradiso terrestre, comunque ricolma di intensa sensualità. In piedi, a seno scoperto, la futura ministro delle Pari Opportunità, scultorea, come anche distesa dentro una rete da pesca, o languida in un groviglio di maschioni, opportunamente pelati. Le pose sono quelle tipiche dei calendari, per loro natura nemici giurati dell' ironia, per cui lei ora si spreme un pompelmo in bocca, ora depone il piedino nelle mani callose di un anziano pescatore, in verità stranamente impassibile, e nei pressi c' è pure un somaro, il che aumenta la silenziosa fissità dell' immagine. Michela Vittoria Brambilla, invece, è da qualche giorno disponibile su Youtube in forme piuttosto concitate, sonagliera rock di sottofondo, guantini, minigonna cortissima, occhiali neri di notte, balla a gambe divaricate e accompagna i teleutenti alla scoperta delle perversioni di un club spagnolo, ma visto che è lì ben si adatta al clima, che decisamente vira verso il sadomaso. E' un servizio televisivo del 1991, anch' esso blindato da qualsiasi spiffero umoristico, anzi: a un certo punto l' odierna sottosegretario e magari domani vice ministro del Turismo, travestita da dominatrice dark, conduce per qualche istante a guinzaglio due schiavetti che Gianluca Nicoletti sulla Stampa di ieri ha descritto «muniti di finimenti di cuoio, sospensorio metallizzato e pantaloni di latex con natiche all' aria».