Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    ANARCONAZIFASCIOCOMUNISTA
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    ne' destra ne' sinistra nessuna omologazione nessun padrone
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    Exclamation Haider, ma quale razzismo. Vince la famiglia

    iltempo.it

    l'europa che cambia

    Haider, ma quale razzismo. Vince la
    tutela della famiglia


    Quando la destra avanza a valanga fa paura. Retaggi del passato, cattiva informazione, incapacità di comprendere i mutamenti delle società sempre più globali e sempre meno tranquille.













    Leggendo molti quotidiani italiani di ieri, ad andare in Austria di questi tempi ci sarebbe da aver paura. Crollano i partiti «buoni», socialisti e democristiani; cresce la destra, votata oramai da un austriaco su tre. Soprattutto dai giovani, moltissimo dalle donne. E se la destra nell'Europa continentale lascia sempre un certo timore, quando parla tedesco può diventare addirittura «un incubo». E per dare allo spettro della destra pericolosa un volto, cosa c'è di meglio che utilizzare quello noto di Jörg Haider, l'unico politico europeo democraticamente eletto contro cui l'Unione nell'ormai lontano 2000 decise di imporre sanzioni necessariamente rivelatesi una inconcepibile macchinazione in stile totalitario.
    Ma nel caos di quei mesi nacque la leggenda dell'uomo nero mitteleuropeo una costruzione mediatica utile all'internazionale socialista, in quegli anni al potere in mezza Europa (e alla Commissione europea) per impedire alle destre europee di andare al governo. Non solo in Austria, ma soprattutto per correre in soccorso dei socialisti francesi e del centro sinistra italiano arginando le loro rispettive destre: Le Pen in Francia, Berlusconi, Bossi e Fini in Italia. Un piano folle, che oggi nessuno avrebbe il coraggio di riproporre e che in piccola parte è stata una delle cause del declino nella fiducia nelle istituzioni europee in molti paesi dell'Unione. Nel frattempo Jörg Haider è sopravvissuto alle sanzioni e ha fatto parecchia strada.
    I tre saggi a cui l'Unione europea affidò il compito di monitorare la democrazia in Austria dopo la vittoria di Haider del 1999 furono costretti a concludere che sulle rive del Danubio blù non esistevano partiti non democratici. L'Fpo entrò nel governo con i democristiani e non si registrò nulla di preoccupante per la democrazia. Anzi, Haider colse l'occasione di aver portato la destra austriaca per la prima volta al governo per tentare una resa dei conti con l'ala nazionalista all'interno del suo partito.
    Una resa dei conti che lo vide perdente e lo costrinse nel 2005 ad abbandonare l'Fpo e ricominciare da zero, fondando un nuovo partito, il Bzo, un partito conservatore e laico, liberale in economia ma sociale, territoriale ed identitario. Con questo partito ha governato la Carinzia per due mandati consecutivi con consensi altissimi alleandosi, senza scandali, con il partito socialista. Non ha coltivato rapporti con i vari partitini e gruppuscoli di estrema destra presenti in Europa. Tutt'al più ha sviluppato qualche rapporto in Italia con Lega e Forza Italia, ma anche con la sinistra quando Illy governava il Friuli Venezia Giulia. Alle ultime elezioni, nonostante lo scontro interno alla destra austriaca e l'ascesa della vecchia Fpo, il Bzo ha triplicato i suoi consensi arrivando all'11%.
    Gli stessi media austriaci, tutti storicamente contrari ad Haider, da qualche tempo hanno cambiato i toni su di lui riconoscendogli esperienza e maturità politica. È un peccato che i media italiani commentando le elezioni austriache non abbiano colto queste evoluzioni. Si poteva fare uno sforzo in più, come qualche anno fa fece il bravo giornalista di Liberazione Fabio Giovannini che, in un libro del 2000 sul leader della destra austriaca, sostiene che Haider non è un nostalgico del passato e del nazismo, bensì il primo di una nuova schiera di politici conservatori e reazionari che incarna le caratteristiche di una destra moderna, agguerrita, abile con i media e proiettata nel futuro.
    Bastava rileggere le interviste di Simon Wiesenthal del '97, il famoso austriaco cacciatore di nazisti, che già allora suggeriva ai media internazionali di non demonizzare la figura di Haider in quanto non è né un neo-nazista né si è mai abbandonato ad espressioni anti-semite o anti-israeliane. Domenica scorsa Haider ha vinto per questo: non ha guardato al passato ma ha saputo conciliare liberismo e tutela della famiglia; identità, tradizione e modernità. Scrivere oggi articoli su Haider da Vienna o da Berlino è come fare un reportage sulla Lega da Palermo o da Madrid. E soprattutto continuare ad etichettare la destra di Haider come radicale è oggi un'operazione politicamente scorretta. Forse i radicali veri di Marco Pannella dovrebbero intervenire per tutelare la propria identità politica, mai tanto abusata come in questi giorni.

  2. #2
    mormilla
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    quindi presto sul muro del pianto anche lui ?

    povera europa

  3. #3
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    ehm...

  4. #4
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    Haider è un omosessuale al soldo del Mossad fatto candidare per controllare il voto nazionalista.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Bandiera Nera Visualizza Messaggio
    Haider è un omosessuale al soldo del Mossad fatto candidare per controllare il voto nazionalista.
    .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Bandiera Nera Visualizza Messaggio
    Haider è un omosessuale al soldo del Mossad fatto candidare per controllare il voto nazionalista.
    Infatti volevano sfasciare l'Fpo, ma la scissione che ha fatto non solo ha rafforzato numericamente l'Fpo, ma l'ha fatto approdare su posizioni ancor più radicali.

 

 

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