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  1. #11
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    Una proposta per unire la sinistra
    http://rifondazioneperlasinistra.it/...sk=view&id=171


    Il Riformista di oggi in un articolo tutto dedicato al Prc titola “Rifondazione per la Sinistra area Vendola verso la scissione da subito”.

    Chiaramente è del tutto privo di fondamento. Infatti come si evince dalla lettera di tutte le interviste e dichiarazioni rilasciate da esponenti della nostra area, parliamo di altro. Parliamo della necessità di ricostruire la sinistra e le ragioni di una sua utilità politica e sociale. La nostra proposta, quella di una lista unitaria nelle prossime competizioni elettorali, è una proposta che non divide ma unisce. La proponiamo a tutti i soggetti della sinistra a partire naturalmente dal nostro partito, il Prc.

    Il mondo è totalmente mutato dal congresso di Chianciano: la crisi finanziaria planetaria e con essa la crisi del capitalismo, l’aggravarsi della crisi energetica, l’affermazione di Obama negli Usa, l’emergere con forza di nuovi e inediti movimenti, ci chiamano a diverse responsabilità per esistere ancora e incidere.

    Non è dunque questa né una proposta velleitaria né la riproposizione di un arcobaleno in sedicesimo.

    In campo c’è anche la costituzione di un’associazione: Per la sinistra. che si presenterà il 13 dicembre in una assemblea nazionale a Roma e che vive già in molti territori. Un’associazione che nasce con l’intento di favorire un luogo e uno spazio comune per tutti coloro che sono interessati alla costruzione della Sinistra, dentro il conflitto sociale, agendo nuove pratiche per l’alternativa.

    Per il Coordinamento Naizonale Rps
    Patrizia Sentinelli
    Gennaro Migliore

  2. #12
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    Strana la situazione dentro a quel partito...
    tante voci e tanti "tastamenti di terreno"...

    tutto in divenire.
    Se se ne vanno a sto punto mejo, stanno dentro solo a rompe li cojoni.

  3. #13
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Diliberto su Rinascita, «riunificare i comunisti per battere l'involuzione autoritaria»

    L'intervista completa al segretario domani sul settimanale in edicola
    Un'anticipazione dell'intervista al segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che troverete in versione integrale col settimanale Rinascita in uscita
    Puoi fare innanzitutto il punto sul processo di riunificazione con il Prc?

    La nostra posizione è nota. Abbiamo tenuto un congresso su questo che ha visto una larghissima maggioranza dei nostri compagni approvare la linea della riunificazione dei due partiti comunisti. Questa riunificazione potenzialmente è in grado anche di suscitare un effetto attrattivo verso tantissime compagne e compagni che nel corso degli ultimi 17 anni, dal 1991 a oggi, di scissione in scissione hanno abbandonato l’uno e l’altro partito. E contemporaneamente può rappresentare uno straordinario punto di riferimento per le nuove generazioni che positivamente stanno tornando in piazza a lottare, penso al movimento degli studenti e alle occupazioni, e che hanno bisogno di uno sbocco politico.

    Un partito riunificato sotto le insegne comuniste può rappresentare un punto di riferimento per queste lotte, senza alcuna pretesa né egemonica né tanto meno di guida, ma come sponda politica. I nostri giovani sono già parte integrante di questi movimenti e noi riteniamo che il processo di riunificazione con il Prc possa potenziare questa lotta. D’altro canto vi è un’urgenza dettata dalle cose. In Italia si sta verificando un processo di involuzione autoritaria che è molto preoccupante. Le voci dissonanti sono davvero poche. E allora quelle poche devono riunificarsi.

    Per descrivere quella che tu definisci una “involuzione autoritaria”, qualcuno usa il termine “regime”. Pensi che sia una definizione corretta?

    Io non so se si debba parlare di regime nel senso tradizionale, ma che ci sia un’involuzione dal punto di vista della dialettica democratica questo è sicuro. Sommariamente voglio ricordare gli elementi di questo processo.

    Primo. Il parlamento è stato completamente svuotato. È il governo che sta determinando interamente il processo legislativo. Si sta andando avanti approvando decreti, cioè provvedimenti approvati dal consiglio dei ministri, quasi sempre tra l’altro con il voto di fiducia. Già il Parlamento per come è composto (per nomine e non per elezione) e con una legge elettorale capestro non rappresenta il paese. Ma in più, ancorché mutilato, il parlamento è svuotato di ruolo.
    Secondo. I processi di ristrutturazione della giustizia vanno nella direzione di un tentativo di vassallaggio da parte del governo verso la magistratura inquirente, cioè verso i pubblici ministeri, che è la fine dell’indipendenza della magistratura.
    Terzo. La ristrutturazione della scuola, da un lato con tagli selvaggi e dall’altro con una sostanziale privatizzazione, porta alla fine di uno dei baluardi della democrazia. E cioè la scuola per tutti, il diritto allo studio al di là dell’appartenenza a un ceto o a un altro.
    Quarto. Abbiamo l’esercito nelle strade in funzione di ordine pubblico. Ricordo: esercito non più di popolo, ma professionale non essendoci più la leva.
    Quinto. Il sistema di comunicazione è interamente in mano a Berlusconi. La sinistra è stata sistematicamente e deliberatamente esclusa da tutto. Ma l’informazione così come l’intrattenimento (di un livello abietto), nella normale programmazione delle reti cosiddette “generaliste”, è interamente in mano al premier, anche nelle tv pubbliche.


    ARDITI NON GENDARMI

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
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    Diliberto su Rinascita, «riunificare i comunisti per battere l'involuzione autoritaria»

    L'intervista completa al segretario domani sul settimanale in edicola
    Un'anticipazione dell'intervista al segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che troverete in versione integrale col settimanale Rinascita in uscita
    Puoi fare innanzitutto il punto sul processo di riunificazione con il Prc?

    La nostra posizione è nota. Abbiamo tenuto un congresso su questo che ha visto una larghissima maggioranza dei nostri compagni approvare la linea della riunificazione dei due partiti comunisti. Questa riunificazione potenzialmente è in grado anche di suscitare un effetto attrattivo verso tantissime compagne e compagni che nel corso degli ultimi 17 anni, dal 1991 a oggi, di scissione in scissione hanno abbandonato l’uno e l’altro partito. E contemporaneamente può rappresentare uno straordinario punto di riferimento per le nuove generazioni che positivamente stanno tornando in piazza a lottare, penso al movimento degli studenti e alle occupazioni, e che hanno bisogno di uno sbocco politico.

    Un partito riunificato sotto le insegne comuniste può rappresentare un punto di riferimento per queste lotte, senza alcuna pretesa né egemonica né tanto meno di guida, ma come sponda politica. I nostri giovani sono già parte integrante di questi movimenti e noi riteniamo che il processo di riunificazione con il Prc possa potenziare questa lotta. D’altro canto vi è un’urgenza dettata dalle cose. In Italia si sta verificando un processo di involuzione autoritaria che è molto preoccupante. Le voci dissonanti sono davvero poche. E allora quelle poche devono riunificarsi.

    Per descrivere quella che tu definisci una “involuzione autoritaria”, qualcuno usa il termine “regime”. Pensi che sia una definizione corretta?

    Io non so se si debba parlare di regime nel senso tradizionale, ma che ci sia un’involuzione dal punto di vista della dialettica democratica questo è sicuro. Sommariamente voglio ricordare gli elementi di questo processo.

    Primo. Il parlamento è stato completamente svuotato. È il governo che sta determinando interamente il processo legislativo. Si sta andando avanti approvando decreti, cioè provvedimenti approvati dal consiglio dei ministri, quasi sempre tra l’altro con il voto di fiducia. Già il Parlamento per come è composto (per nomine e non per elezione) e con una legge elettorale capestro non rappresenta il paese. Ma in più, ancorché mutilato, il parlamento è svuotato di ruolo.
    Secondo. I processi di ristrutturazione della giustizia vanno nella direzione di un tentativo di vassallaggio da parte del governo verso la magistratura inquirente, cioè verso i pubblici ministeri, che è la fine dell’indipendenza della magistratura.
    Terzo. La ristrutturazione della scuola, da un lato con tagli selvaggi e dall’altro con una sostanziale privatizzazione, porta alla fine di uno dei baluardi della democrazia. E cioè la scuola per tutti, il diritto allo studio al di là dell’appartenenza a un ceto o a un altro.
    Quarto. Abbiamo l’esercito nelle strade in funzione di ordine pubblico. Ricordo: esercito non più di popolo, ma professionale non essendoci più la leva.
    Quinto. Il sistema di comunicazione è interamente in mano a Berlusconi. La sinistra è stata sistematicamente e deliberatamente esclusa da tutto. Ma l’informazione così come l’intrattenimento (di un livello abietto), nella normale programmazione delle reti cosiddette “generaliste”, è interamente in mano al premier, anche nelle tv pubbliche.


    ARDITI NON GENDARMI

    davvero stucchevole la teoria dell'involuzione autoritaria associata all'attuale governo Berlusconi.
    Costoro portano avanti tale tema, dimenticando che la tendenza al totalitarismo (più che autoritarismo che è una parola poco adatta alle tendenze in atto) capitalistico, è in atto da una ventina d'anni e i loro complici e sicari sono stati indifferemente i centri gravitazionali destra e sinistra dell'attuale potere costituito. Dunque, gridare all'involuzione autoritaria facendo riferimento agli ultimi mesi di governo è assolutamente ridicolo.
    Ovvio, poi che questo governo utilizza metodi più espliciti ed alza inevitabilmente il livello di uno scontro sociale che quando governa il centro-sinistra, generalmente, resta più sommesso.
    Ma la sostanza è quasi identica.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    davvero stucchevole la teoria dell'involuzione autoritaria associata all'attuale governo Berlusconi.
    Costoro portano avanti tale tema, dimenticando che la tendenza al totalitarismo (più che autoritarismo che è una parola poco adatta alle tendenze in atto) capitalistico, è in atto da una ventina d'anni e i loro complici e sicari sono stati indifferemente i centri gravitazionali destra e sinistra dell'attuale potere costituito. Dunque, gridare all'involuzione autoritaria facendo riferimento agli ultimi mesi di governo è assolutamente ridicolo.
    Ovvio, poi che questo governo utilizza metodi più espliciti ed alza inevitabilmente il livello di uno scontro sociale che quando governa il centro-sinistra, generalmente, resta più sommesso.
    Ma la sostanza è quasi identica.
    Sono d'accordo, ma la percezione reale, al di fuori della cerchia di quelli che si occupao di questi temi, è che il governo attuale sia più forte o, se vuoi - a seconda dei punti di vista -, autoritario.

    Che poi Diliberto attacchi solo questa parte è chiaro: non potrebbe fare altrimenti dopo aver appoggiato i governi di centrosinistra.

 

 
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