Questo mi pare (ma potrei sbagliarmi) un argomento poco conosciuto. E' una pagina importante della storia della Dalmazia. Chissà se in Croazia lo sanno... In Dalmazia si parlava una lingua neolatina (simile all'italiano e al rumeno) secoli prima dell'arrivo dei Croati e anche dei Veneziani.

Il Dalmatico (Dalmata) è una lingua romanza estinta, un tempo parlata lungo le coste della Dalmazia. Si distinguono due dialetti principali:
  • il settentrionale o dell'isola di Veglia.
  • il meridionale o Raguseo (simile a quello di Zara).
Un terzo dialetto, il Fiumano, secondo il linguista Carlo Tagliavini era molto simile alla lingua veneta della vicina Istria.

Con la caduta dell'impero romano d'occidente le popolazioni romanizzate dell' Illiria rimasero in balìa degli invasori barbari, principalmente Avari e Slavi.
Inizialmente la regione nel VII secolo si divise in due parti: la Dalmazia sulla costa ed un'area interna montuosa occupata dagli invasori barbari (Slavi ed Avari), ma con alcuni gruppi di pastori neolatini: i morlacchi. Infatti le invasioni barbariche non riuscirono a sopraffare le popolazioni romanizzate della costa dalmata, che si rifugiarono in città come Zara, Spalato e Ragusa (attuale Dubrovnik), a differenza di quanto avvenne in Tracia e Pannonia.
Queste popolazioni della Dalmazia, grazie ai contatti marittimi colla penisola italica, svilupparono la lingua dalmata (una delle lingue romanze balcaniche) e si mantennero collegate nel medioevo col mondo neolatino tramite la Repubblica di Venezia. Secondo lo storico Giovanni De Castro, oltre 50000 persone parlavano il dalmatico nell'XI secolo. Nella città di Zara il dalmatico fu sostituito dalla lingua veneta prima del Rinascimento.
Lentamente tutta la Dalmazia entrò nell'orbita di Venezia e conseguentemente la lingua veneta finì per assimilare la lingua dalmata, ma nelle isole del Quarnero il dalmato si mantenne fino ai tempi di Napoleone.
L'ultimo nativo del dialetto settentrionale, Tuone Udaina, morì a Veglia per una mina di terra nel 1898. Prima di morire fu intervistato dal glottologo Matteo Bartoli che nel 1906 pubblicò due volumi in tedesco, tuttora fondamentali, sul dalmatico intitolati Das Dalmatische.
Il dialetto Raguseo parlato dalla maggioranza della popolazione della Repubblica di Ragusa fino alla metà del Quattrocento, sparì invece nel secolo XVII. Questo avvenne (secondo lo storico Randi) a seguito dell'immigrazione massiva in Dalmazia di Slavi che cercarono rifugio nelle terre cristiane protette dalla Serenissima, per sfuggire alle invasioni dei musulmani turchi.
Fonte: wikipedia (ma si possono trovare le stesse informazioni su qualunque manuale di linguistica neolatina).