Torneo per Ramelli, città blindata
Tensione estrema destra-sinistra
Forze dell’ordine per evitare ai due gruppi di entrare in contatto
MILANO - «Per adesso il tempo ha tenuto: le divinità sono dalla nostra parte». Quello di Federico Goglio, in arte Skoll, ieri mattina a fine concerto, organizzato dalla destra radicale ai Giardini Ramelli, era più che altro un augurio. Cupo, invece, il clima nei pressi di piazzale Lotto, blindata da un ingente numero di forze dell’ordine per evitare ogni contatto: da una parte le varie anime dell’estrema destra, riunite al Lido per un torneo di calcetto in memoria del missino ucciso 35 anni fa; dall’altra il movimento Antifa, che si era dato appuntamento davanti al centro sociale Cantiere, in via Monte Rosa. Guardando al di là delle camionette di polizia e carabinieri quasi un migliaio di militanti hanno gridato: «Fuori i fascisti dalla nostra città», per poi partire in un corteo non autorizzato nel quartiere.
Ieri è stata la giornata conclusiva di una settimana all’insegna delle polemiche. Fatta da manifestazioni, presidi, cortei. Tutto per cercare di impedire una serie di appuntamenti indetti in ricordo di Ramelli. «Non si possono tollerare raduni nazi-fascisti nei quartieri», dicono i centri sociali. La risposta: «Ogni volta che organizziamo qualcosa si cerca di impedircelo». Ma la partita si è conclusa, appunto, ieri. In mattinata il concerto ai giardini Ramelli, poi il torneo (vinto da Azione Giovani) e quindi l’esibizione degli Amici del vento in serata sempre al Lido.
A pochi metri lo striscione «Il nuovo millennio ha bisogno di nuovi partigiani» ha aperto il corteo. Gli abitanti del quartiere si sono uniti al gruppo. Tra loro anche immigrati, bambini, anziani. Tensione in piazza Selinunte, quando la polizia ha cercato di bloccarli. Poi tutti di nuovo verso il Cantiere, dove si è conclusa la manifestazione tra poche gocce di pioggia.
Benedetta Argentieri
03 maggio 2010
Torneo per Ramelli, città blindata Tensione estrema destra-sinistra - Milano
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