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Ragioniamo!
Nella mia visione, che è anche quella della petizione in oggetto, non è come dici tu.
Il voto politico rimane esclusivo dei cittadini. Si estende il voto amministrativo ai residenti.
In questo modo l'integrazione, come è giusto che sia, procede per gradi.
Dapprima l'ospite non ha diritto di voto. Dopo un certo tempo di permanenza comincia a votare alle elezioni amministrative, dove la valutazione dell'operato del sindaco è relativamente immediata rispetto alla politica nazionale.
Solo diventando cittadino uno accede al voto politico.
E' una proposta di percorso di integrazione allora, la tassazione non c'entra quindi. Perchè le imposte si pagano subito, non dopo un certo tempo di permanenza. Resto cmq contrario. Ogni voto, cmq sia definito dalla normativa vigente, è eminentemente politico, proprio perchè rappresenta l'esercizio della cittadinanza. Inoltre il "certo tempo di permanenza" è qppunto quello necessario ad ottenere la cittadinanza, in più si può agire politicamente anche creando comitati d'interesse, che hanno ugualmente influenza sulla politica locale.
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Ragioniamo!
Ottima base di discussione.
Tutti quelli che arrivano in Italia, anche i turisti, hanno ovviamente una serie di diritti e di doveri. Per esempio, uno statunitense a cui venga l'infarto, viene curato dal pronto soccorso italiano, non deve tornare un USA. D'altra parte, se negli USA è permesso comprare armi al supermarket, lo statunitense non può pretenderlo in Italia.
Questo non ne fa dei cittadini.
Nel momento in cui una persona si stabilisce per lavoro in Italia, quindi soggiace per un tempo prolungato ai doveri impliciti nello stare in Italia tra cui soprattutto il pagamento delle tasse e quindi il contributo in solido al funzionamento della società... viene spontaneo pensare che sia detentore anche di qualche diritto.
Un possibile compromesso è estendere il voto amministrativo dopo 5 anni di regolare permanenza, e dare dopo 10 anni la possibilità di avviare le pratiche per chi lo desidera di diventare cittadino.
In questo modo si rispettano i diritti di tutti: il diritto dei cittadini italiani a esercitare in modo esclusivo i diritti politici; il diritto di chi paga le tasse a essere rappresentato; il diritto a chi resta per molti anni in una comunità a chiedere di farne parte a pieno titolo.
La tua opinione è ben argomentata, ma la parola chiave è "compromesso". Compromesso assolutamente non necessario, né utile. Inoltre la normativa sulla concessione della cittadinanza dovrebbe essere più rigida, in quanto dovrebbe essere lo Stato a valutare quanto un futuro cittadino sia integrato, non limitarsi ad accettare le domande (sia pure coi soliti freni burocratici). Questo sarebbe un buon compromesso.
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Ragioniamo!
Nel momento in cui una persona si stabilisce per lavoro in Italia, quindi soggiace per un tempo prolungato ai doveri impliciti nello stare in Italia tra cui soprattutto il pagamento delle tasse e quindi il contributo in solido al funzionamento della società... viene spontaneo pensare che sia detentore anche di qualche diritto.
Un possibile compromesso è estendere il voto amministrativo dopo 5 anni di regolare permanenza, e dare dopo 10 anni la possibilità di avviare le pratiche per chi lo desidera di diventare cittadino.
Il fatto strano è che agli immigrati pare (pare) interessi poco il diritto di voto, nonché la cittadinanza italiana.
Ben altre sono le loro priorità che vanno dalla costruzione delle moschee (che non sono luoghi ci culto come le nostre chiese) alla apertura di proprie banche, propri ambulatori e tribunali come fanno le comunità cinesi.
Solo sinistri e maldestri italiani si sbattono per il diritto di voto agli extracomunitari senza cittadinanza italiana.
Strano questo fatto!
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Pensieri sciolti
1) Magari non tutti lo sanno, ma alcuni immigrati (cittadini comunitari residenti) possono votare alle amministrative.
http://ec.europa.eu/justice_home/uni...ections_it.htm
Non capisco come mai i nostri amici razzistelli possano tollerare il fatto che tale diritto spetti ad un Rom-Rumeno e non a Bush o a un cittadino US (provo a ragionare da razzi-leghista)...quindi troverei logico estendere tale diritto a tutti i residenti in Italia, comunitari e non :)
2) La cittadinanza in Italia si CHIEDE dopo 10 anni in Italia....si ottiene quando pare alla PA, visto che hanno ampia discrezionalità...(cosa orrenda)
3) Io fossi un italiano mi preoccuperei molto di più del diritto di voto riservato agli immigrati all'estero...visto che tempo 10 anni torneremo ad essere un paese di emigranti, qui non ci verrà più nessuno, poco ma sicuro...
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erciccio
Pensieri sciolti
1) Magari non tutti lo sanno, ma alcuni immigrati (cittadini comunitari residenti) possono votare alle amministrative.
http://ec.europa.eu/justice_home/uni...ections_it.htm
Non capisco come mai i nostri amici razzistelli possano tollerare il fatto che tale diritto spetti ad un Rom-Rumeno e non a Bush o a un cittadino US (provo a ragionare da razzi-leghista)...quindi troverei logico estendere tale diritto a tutti i residenti in Italia, comunitari e non :)
2) La cittadinanza in Italia si CHIEDE dopo 10 anni in Italia....si ottiene quando pare alla PA, visto che hanno ampia discrezionalità...(cosa orrenda)
3) Io fossi un italiano mi preoccuperei molto di più del diritto di voto riservato agli immigrati all'estero...visto che tempo 10 anni torneremo ad essere un paese di emigranti, qui non ci verrà più nessuno, poco ma sicuro...
1) E' vero, e c'è reciprocità (ovvero un italiano può votare in uno Stato dell'UE alle elezioni locali), ma questo vale appunto per i cittadini comunitari. Con cui si spererebbe prima o poi di creare un unico Stato. Peraltro io non sono favorevole a tale norma, cmq è bene sottolineare il valore della reciprocità. E' un accordo internazionale, non un regalo fatto a degli stranieri.
2) E' orrendo gli anni dovrebebro essere 15, e ci dovrebbe essere una valutazione di merito, senza ritardi burocratici, certamente.
3) Se noi emigreremo sarà giusto che si segua la normativa dello Stato che ci ospiterà.
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Ragioniamo!
Ottima base di discussione.
Tutti quelli che arrivano in Italia, anche i turisti, hanno ovviamente una serie di diritti e di doveri. Per esempio, uno statunitense a cui venga l'infarto, viene curato dal pronto soccorso italiano, non deve tornare un USA. D'altra parte, se negli USA è permesso comprare armi al supermarket, lo statunitense non può pretenderlo in Italia.
Questo non ne fa dei cittadini.
Nel momento in cui una persona si stabilisce per lavoro in Italia, quindi soggiace per un tempo prolungato ai doveri impliciti nello stare in Italia tra cui soprattutto il pagamento delle tasse e quindi il contributo in solido al funzionamento della società... viene spontaneo pensare che sia detentore anche di qualche diritto.
Un possibile compromesso è estendere il voto amministrativo dopo 5 anni di regolare permanenza, e dare dopo 10 anni la possibilità di avviare le pratiche per chi lo desidera di diventare cittadino.
In questo modo si rispettano i diritti di tutti: il diritto dei cittadini italiani a esercitare in modo esclusivo i diritti politici; il diritto di chi paga le tasse a essere rappresentato; il diritto a chi resta per molti anni in una comunità a chiedere di farne parte a pieno titolo.
il post più sensato di questo 3d