da: http://euro-holocaust.splinder.com/p...ti+mondialisti
Spigolature varie sul multiculturalismo: spunti per rivedere qualche posizione
Testo di Lif (con la collaborazione di Vlad)
Premessa:Ma veniamo all'intervento vero e proprio:
- l'intervento anomalo (perchè extra-europeo) dedicato alla realtà indiana [articolo del 4 ottobre 2008] ha scatenato dubbi solo in parte comprensibili. Il punto che si è tentato lì di toccare, provocatoriamente, non è questione di preoccupazioni per realtà altre (perlomeno non con la stessa preoccupazione per la propria), nè di fare classifiche tra tolleranti o intolleranti. Il problema non è un qualche meccanismo di azione-reazione nè di contrappasso, ma uno sfondo più ampio, in cui le continue parole della Chiesa Cattolica e delle altre chiese e sette cristiane, contro il fantomatico "razzismo" in Italia, suonano come insensate, se non ideologizzate. Sfondo in cui il vero problema attuale, ossia il rispetto delle identità, viene maltrattato continuamente in nome di idee quali "diritti umani" o "religiosi", senza porsi il problema se la soluzione non risieda nel sapere gestire equilibri etnici e culturali e religiosi, affinchè tutti (tutti) possono esistere, prima ancora che non coesistere.
- Anche lo stracciarsi le vesti per l'ebraismo è grottesco: Alain Finkielkraut, tanto per dire, è solo; non è un leader, non è un movimento, non scatena (più) particolari dibattiti, nonostante scriva ancora cose interessanti (anche a luglio abbiamo pubblicato qualcosa di suo, senza che abbia avuto un successo stratosferico, ad onor del vero). Più avanti daremo alcuni esempi, ma negare che l'ebraismo, tolte alcune eccezioni, sia complessivamente uno degli agenti del mondialismo, significa esseri ciechi. Esso, al pari della religione maomettana (e ribadiamo: soprattutto l'ambito sunnita) e delle chiese protestanti e cattolica, rappresenta, considerato nelle sue autorità e associazioni più in vista, in Europa o in Nord America, uno degli elementi maggiormente inclini a promuovere e difendere una visione del mondo livellata solo sul globalismo e sull'artificialità multiculturalista.
- Altrettanto grottesco è l'appunto che, al di fuori di questo blog e dei suoi commenti (ci riferiamo al forum Politica Online), viene fatto all'articolo "indiano", polemizzando su una nostra ipotetica difesa dell'integralismo induista. Ora, in un articolo in cui vengono nominati cristiani, buddisti e sikh, che c'entrano gli induisti? Sì, vengono, molto tangenzialmente, nominate le loro violenze contro i cristiani, ma, come già detto, il punto non è "azione-reazione", ma lo sfondo di ampi movimenti opposti di "mondialisti" e "identitari".
Chiesa Cattolica: ricordando alcuni interventi passati [basti l'articolo del 28 gennaio 2008], è cosa problematica affermare che, attualmente, il cattolicesimo, come istituzione, ha parole di preoccupazione per le identità europee. Lo è nel momento della presenza diffusa di innumerevoli e vocianti associazioni e personaggi promuoventi gli "ultimi" (la loro idea di "ultimo") e non propagandanti la Verità (la quale è problematica, pena l'integralismo). Benedetto XVI, nella sua omelia di ieri, ha affermato che le nazioni europee stanno perdendo la loro identità e che serve una nuova evangelizzazione. La volontà di una nuova evangelizzazione si scontra però anche con la crescente (numericamente e proporzionalmente) presenza alloctona, culturalmente parlando. E' vero che la Chiesa Cattolica afferma la volontà di evangelizzare anche gli immigrati, ma ciò si scontra con la realtà concreta, sia nazionale, sia internazionale, fatta di superamento numerico da parte dell'islam rispetto al cattolicesimo, parallelamente al già citato crescere allogeno in Italia. Ma la realtà italiana è, appunto, complicata e non è costituita solo da cattolici. Conseguenza di ciò è la presenza significativa, tra le truppe immigrazioniste, di molti indifferenti o atei o appartenenti ad altre religioni. Ossia, se un fiume è in piena e, al contempo, il ponte rischia di crollare, una sola parte della comunità non può dedicarsi a rimediare ad entrambe le cose, nel mentre che tutti gli altri si dedicano o ad una sola o a nessuna. Se il cattolicesimo vuole evangelizzare, come pensa di farlo, nel mentre che crescono altre comunità, spalleggiate dal cattolicesimo stesso e da quelli che Benedetto XVI chiama "affievoliti nell'entusiasmo" (tra i cattolici)? C'è un problema di equilibri che la Chiesa Cattolica o non riesce a valutare seriamente o non sa come affrontare o non sa come evidenziare nelle sue comunicazioni. Di fronte a tutto questo, le questioni indiane finiscono per avere un sottofondo grottesco, mostrando, se ce ne fosse maggiore bisogno, quanto l'attuale cattolicesimo sia confuso su ciò che significhi evangelizzare, ma anche fare i conti con la realtà, la quale, sia come sia, non è a comodo di nessuno, Chiesa Cattolica e annuncio del Vangelo compresi.
Benedetto XVI: "Le nazioni cristiane stanno perdendo la propria identità"
Ebraismo (in Italia e negli USA): chi afferma che l'ebraismo "occidentale" sia estraneo al processo di degradazione anti-identitaria, dell'Europa o delle altre aree e nazioni con forte presenza europea, è o confuso o impaurito da possibili rigurgiti anti-ebraici o in malafede. Se il problema riguardasse solo personaggi alla Gad Lerner sarebbe un conto, ma le cose sono più vaste e riguardano autorità, associazioni, personalità eminenti, ecc. Di fronte a ciò (e a ciò che scriveremo più avanti), i cittadini di fede ebraica dovrebbero riflettere attentamente se è il caso di andar dietro le parole d'ordine continuamente invocate da certi loro correligionari, sventolanti pericoli "anti-semiti" e simboli del secolo passato, o, più opportunamente, affrontare il presente per quello che è e si evidenzia. Non si può pretendere che le società occidentali subiscano il genocidio attualmente in atto e, allo stesso tempo, il tutto avvenga in modo pulito e chiaro. L'opera di genocidio (promossa nei fatti da élites di varia estrazione culturale e religiosa) mina la tenuta di società reputate, un tempo, libere e liberali, tolleranti e aperte. Il risultato grave è la distruzione etno-culturale e tradizionale, ma non ci si illuda anche sulla tenuta di quelle società libere. La sostituzione etnica (il GENOCIDIO anti-europeo ed anti-euroamericano) non lascerà necessariamente invariate le istituzioni e gli stili di vita. Chi rimarrà non avrà necessariamente tutti gli stravizi "occidentali", compresi i diritti umani sbandierati, sino ad ora, a piene mani. Perchè mai dovrebbe avvenire? E' un po' lo stesso problema dell'attuale atteggiamento cattolico, secondo cui la venuta massiccia di allogeni è fonte di ipotetiche opportunità, ma, nei fatti, non mostra particolari miglioramenti nella qualità della vita o nella produzione culturale o nelle cose dello spirito. Non si segnala un salto in alto spirituale e democratico grazie agli stranieri. Semplicemente, come immaginabile, continua la degradazione livellante, sotto l'ombra delle varie élites. Punto. E, ripetiamo, in tutto questo, l'ebraismo occidentale c'entra eccome. Due veloci esempi italiani:Comunità ebraica: «Ci sono allarmanti segnali di razzismo» (28 maggio 2008)
- Vi indigna la polemica accusatrice che dipinge gli italiani come "razzisti"? La questione sul censimento degli zingari è stata uno dei momenti iniziali di tale polemica. Nonostante tale censimento fosse opportuno per capire chi e come si muove nei vari campi-nomadi, subito (e nonostante esempi di altro tenore in Europa [articolo del 3 agosto 2008]) si è gettato discredito. La comunità ebraica di Roma, con in testa Riccardo Di Segni [foto sopra, primo da sx], ad esempio, è stata subito pronta ad accorrere in un campo-nomadi per affermare contrarietà e preoccupazione rispetto a quello che affermava essere un "segnale allarmante", riguardo il superamento della "soglia maledetta del razzismo", sventolando la retorica olocaustica, per di più. La comunità ebraica della Capitale è una delle più conosciute ed è capace di mobilitare i mezzi di comunicazione. Tali prese di posizione finiscono, conseguentemente, per minare la possibilità di riuscire a dare ordine al consesso nazionale e difenderne le prerogative, rispetto all'arrivo massiccio di comunità allogene. Il tutto in nome di alcuni "timori".
Presto proposta di legge contro siti web xenofobi (3 ottobre 2008)
- Non solo. A fronte di questo, la stessa comunità ebraica di Roma, in questi giorni sta proponendo un disegno di legge per colpire tutto ciò che può essere identificato come "xenofobo" e "razzista" su internet. Alessandro Ruben [foto sopra, secondo da sx], parlamentare del Popolo delle Libertà e presidente dell'Anti Defamation League italiana, e appartenente a tale comunità, assieme al presidente della stessa, Riccardo Pacifici [foto sopra, terzo da sx], si sta muovendo al fine di porre un ulteriore bavaglio alle sempre più limitate libertà europee. In questo blog non affrontiamo particolarmente la questione del revisionismo storico (che prenderebbe molto spazio e tempo), ma l'abbiamo spesso citata a proposito dei sempre maggiori impedimento alla libertà individuale presenti in Europa. Nel maggio scorso, Andrea Carancini si è occupato sinteticamente di dare un quadro complessivo della repressione in Europa contro le opinioni revisionistiche. Lo inseriamo più avanti. Qui di seguito citiamo brevemente da un articolo del britannico Telegraph, ospitato sul blog di Carancini, riguardante il recente arresto di Frederick Toben, fermato in Gran Bretagna e a rischio estradizione in Germania (do you know mandato d'arresto europeo?) per le sue idee revisionistiche: "Il caso del dr. Töben è precisamente il tipo di incidente che i Ministri ci avevano assicurato non sarebbe mai accaduto. Dissero che il mandato riguardava solo terroristi e spacciatori di droga. Ora che viene usato per punire opinioni, il nostro governo e i giudici hanno l’obbligo di respingerlo.
Per una volta, i liberaldemocratici hanno ragione: la libertà di parola è un valore troppo importante per sacrificarla alla causa di promuovere un’”unione sempre più stretta” con gli altri membri dell’Unione Europea [troppo importante anche per assecondare le paure di questa o quella minoranza o di questo o quel movimento ideologico o per imporre una società multietnicista, ndr]." (Editoriale del Telegraph sul caso Toben) E' chiara la questione? Non è la prima volta che dubitiamo di questi mezzi repressivi, spacciati per difendere diritti, ma utilizzati per colpire libertà più ampie. La comunità ebraica non dà il suo contributo in quest'opera di repressione, la quale, a sua volta, dà appoggio al fenomeno genocida in atto attualmente in Europa? Suvvia! Qualcuno potrebbe dire che revisionismo e negazionismo, "razzismo" e ogni possibile idea legata ad un discorso identitario sono cose differenti, quindi non tutte perseguibili dalla legge (attuale o futura), ma sarebbe solo una menata: se le élites dominanti vogliono imporre un modello di società sradicante, ogni identitario (anche il meno "razzista" possibile) è a rischio persecuzione. Non ci si faccia illusione: adesso, la libertà d'opinione tutta è a rischio e con essa lo sono libertà e valori più ampi.
Tra poco anche in Italia? - La repressione legale del revisionismo olocaustico in Europa (1 maggio 2008)Jewish Involvement in Shaping American Immigration Policy, 1881-1965: A Historical Review (qui anche il PDF)
- Ulteriormente interessante, per la questione ebraismo-identità europee ed euroamericane, l'estratto da un saggio di pochi anni fà, "The Culture of Critique: An Evolutionary Analysis of Jewish Involvement in Twentieth-Century Intellectual and Political Movements", di Kevin B. MacDonald, docente alla California State University-Long Beach. Il lungo estratto (una sessantina di pagine) riguarda l'appoggio delle lobbies ebraiche in tutte quelle scelte politiche e per tutti quei movimenti volti ad incrinare l'identità della maggioranza euro-americana, in favore di una società più frammentata (in particolare permettendo l'arrivo massiccio di immigrati non-europei). Possiamo pensare che ciò non stia avvenendo oggi in Europa? E, crediamo, devono essere gli ebrei stessi d'Europa (intendiamo i cittadini comuni di famiglia ebraica) a porsi molte domande sulle loro élites. Se si vuole affrontare le cose nella maniera più seria, seppur dolorosa.
Religione maomettana (in Italia e negli USA): altro aspetto problematico è la simpatia maomettana provata da molti ambienti controinformativi. Tale simpatia ha vari aspetti e, per fortuna, molti non ci riguardano particolarmente e hanno ragioni che non riguardano più che tanto questo blog. Ma c'è una fin troppo ampia considerazione per il mondo maomettano, preso all'ammasso, come se si trattasse di un mondo necessariamente alternativo a quello "occidentale". Nessuno sembra ipotizzare che potrebbe tradursi in una "continuazione dell'occidentalismo con altri mezzi". Abbiamo più volte riportato quanto economia maomettana e mondo occidentale si incontrino felicemente (curiosamente con piena soddisfazione sia della controinformazione occidentale, amante delle banche islamiche, così come della finanza sempre occidentale, amante dei soldi degli islamici! Qualcosa non torna...). D'altronde il filosofo Emanuele Severino ha segnalato che l'ombra di Prometeo si estende anche nelle terre e comunità maomettane. Diamo un ulteriore esempio, partendo da un intervento del blog Fatti d'Europa di qualche tempo fa e dedicato all'interessamento governativo statunitense per le minoranze etniche presenti in Francia, arabi e africani sub-sahariani principalmente [articolo del 3 agosto 2008]. Proprio pensando a tutto questo, è interessante, come esempio di quanto dicevamo prima, notare quanto afferma Antonio Caracciolo sul blog Civium Libertas a proposito del docente e giornalista Sherif El Sebaie [foto sopra]. Civium Libertas si occupa di revisionismo e controinformazione, in particolare rispetto al lobbismo ebraico. Discutendo, pochi giorni fa, di questioni inerenti personaggi ruotanti attorno al mondo ebraico-italiano, Caracciolo cita Sebaie e il suo blog e lo fa in questi termini:
[...]
Ho già espresso la mia ammirazione per il blog di Salamelik [il blog di Sherif El Sebaie, ndr], dove in cose islamiche posso apprendere molto di ciò che non conosco ed è importante sapere per comprendere il gioco che si sta conducendo sulla pelle dei numerosi immigrati di religione musulmano. Mi viene spontaneo pensare che l’affermarsi in Italia e in Europa di una forte presenza islamica ben integrata nei nostri sistemi giuridici – ce ne sono tutti i presupposti – costituirebbe un argine di fronte all’influenza israeliana e sionista finora prevalente e tale da condizionare la nostra politica estera, come già accade in America, dove il libro di Mearsheimer e Walt ha portato contributi di conoscenza decisivi. È ovvio come dei registi occulti ma individuabili abbiano tutto l’interesse ad alimentare un clima di islamofobia. L’operazione può essere condotta a diversi livelli di sofisticazione. Non credo si possa collocare la maga Lisistrata ai massimi livelli di stile e sofisticazione intellettuale. È tuttavia una presenza. Nell’archivio di Salamelik che ha una particolare specializzazione si trovano alcuni riferimenti a costei. Se occorre, ne isoleremo i passaggi che la riguardano. Ma intanto ne sappiamo qualcosa. (Civium Libertas, 4 ottobre 2008)
Chissà se Caracciolo ha letto le prime cinque puntate del recente viaggio negli USA di Sebaie, per un programma di scambi culturali dedicato a quelli che il Dipartimento di Stato degli USA ritiene essere dei potenziali leader futuri (cioè: per gli USA, Sebaie è un potenziale futuro leader, nel suo campo, in Italia!). Sebaie, che Caracciolo dipinge come fonte di spunti per una alternativa lobbistica maomettana rispetto a quella ebraica, esalta la società statunitense, il suo multietnicismo e multiculturalismo e afferma che l'Italia dovrebbe maggiormente orientarsi a diventare simile agli USA. Come citato da Fatti d'Europa per la Francia, Sebaie propone un lobbismo maomettano e immigrazionista per l'Italia e, addirittura, un "Piano di rinascita multietnica dell'Italia" (insomma una specie di "piano di rinascita nazionale" per una P2 multietnica). Il cerchio sembra quindi chiudersi: l'ebraismo americano ha contribuito alla frammentazione identitaria degli USA e gli USA attuale contribuiscono alla frammentazione identitaria dell'Europa, innalzando quelle comunità maomettane che, con la scusa di alcuni casi di repressione, dovrebbero essere alternative, mentre invece sono totalmente funzionali al genocidio anti-europeo, finendo per ritrovare, in un unico camerino, attori che in scena sembrano odiarsi (cristiani, ebrei e maomettani). Ah, sembra che una lettrice di Sebaie abbia già prospettato una simile possibilità e Sebaie stesso l'ha derisa, ma poco cambia: è istruttivo notare quanto (e con quanta vanità) questo giornalista egiziano si sia esaltato per la chiamata del Padrone di Washington. Qui di seguito le (non conclusive) puntate del viaggio americano:
Mi hanno preso gli Americani (I)
Parte (II)
Parte (III)
Parte (IV)
Parte (V)
Francia: per concludere questo lungo intervento, un piccolo salto in Francia. Se avete qualche conoscente francese, il quale abbia votato per Nicolas Sarkozy nel 2007, chiedetegli il perchè e perchè non abbia considerato l'alternativa del Front National. A parte quelli molto convinti rispetto alla scelta dell'UMP in quanto tale, noterete che per alcuni (molti?) votare per Jean-Marie Le Pen avrebbe significato quasi un salto nel vuoto, mentre votare per Sarkozy avrebbe significato rimediare a certo "lassismo", ma senza strappi duri. Il risultato lo stiamo vedendo. La Francia non è mai stata tanto vicina nei confronti degli USA, affermando, di fatto, la sua subalternità. Inoltre, la questione immigratoria e identitaria è diventata di scarsa rilevanza, limitandosi ad un blando desiderio d'ordine nelle città. Ad esempio, riguardo alle presenze maomettane d'Oltralpe, sono interessanti le parole del ministro dell'Interno Michèle Alliot-Marie [foto sopra], secondo cui l'islam deve ormai prendere posto nel panorama istituzionale francese. Il tutto condito dalla promessa di un impegno in favore delle esigenze relativamente ai pellegrinaggi alla Mecca, il controllo religioso delle macellerie maomettane, ecc. Gli elettori che sognavano un identitarismo "champagne" sono serviti (loro, non lo champagne).
MAM rompt le jeûne du ramadan (16 settembre 2008)
Qual'è la conclusione di tutti questi spunti, in parte anche contradditori? Ecco, non risponderemo noi. Ci piacerebbe che rispondeste voi lettori, per capire quanta coscienza c'è rispetto a ciò che mette a repentaglio non solo le identità europee, ma forse anche libertà più ampie.








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