Neofascismo
L'anello di congiunzione tra il fascismo storico e quello dopo la morte del suo Fondatore è rappresentato dal progetto PDL (dal nome dei due uomini incaricati di attuarlo: Puccio Pucci e Aniceto Del Massa), progetto fortemente voluto ed ideato da Alessandro Pavolini.
Puccio Pucci era stato nominato Presidente del Coni, ma chiaramente questa era un'attività di copertura infatti altri non era che il capo dei servizi segreti del PFR e Dal Massa era il braccio destro anche se la sua attività "ufficiale" era quella di giornalista della Nazione.
Il progetto PDL doveva creare una sorta di fascismo sotterraneo, clandestino, esteso il più possibile in tutte le città italiane con lo scopo di mantenere viva l'idea e di tenere ben salde le fila. Una sorta di "infiltrazione" nell'Italia occupata.
Dopo varie avventure personali fatte di fughe, asili "politici" nelle Chiese moltissimi reduci piegarono verso Roma: la Capitale offriva maggior sicurezza in quanto estranea alla serie impressionante di omicidi delle "radiose giornate" da parte della feccia partigiana in più la grande presenza di Chiese e di possibilità di fuga garantiva una certa clandestinità per quei tempi fondamentale.
A Roma si stabiliscono:
Romualdi: il vice di Pavolini, il più alto tra i dirigenti della R.S.I. sopravvissuti,
Domenico Pellegrini: ministro delle Finanze della RSI,
Alfredo Cuoco: vicesegretario del PNF poi sottosegret. MinCulPop RSI,
Olo Nunzi: segretario e capo di gabinetto di Pavolini,
Puccio Pucci: depositario progetto PDL,
Cesci Giulio Baghino: uno fra i fondatori del MSI,
Giorgio Almirante: capo di gabinetto di Mezzasoma nella RSI...
Ugo Franzolin: giornalista e scrittore
Pino Rauti, Roberto Mieville...
Romualdi, Pucci, Pace, Nunzi ed altri danno dunque vita al "SENATO", una struttura segreta per gli ovvi problemi giudiziari dei componenti. Il compito del Senato era quello di assicurare una nuova classe dirigente al nuovo fascismo quindi, nel giugno del 1947, data della prima riunione del comitato centrale del M.S.I., il Senato si sciolse automaticamente.
F.A.R.
Particolarmente suggestive furono le azioni dei FAR o Fasci di Azione Rivoluzionaria, fondati dall'inesauribile e vulcanico Romualdi per raggruppare la miriade di circoli e gruppetti segreti sparsi per l'Italia. I FAR avevano anche un giornale: Rivoluzione una sorta di programma politico. I FAR, soprattutto nei primi mesi furono i responsabili di centinaia di "beffe" come ad esempio l'occupazione di una radio per mandare in onda Giovinezza, oppure gli assalti alle sedi del PCI...
Tra i FAR, costituiti per la maggior parte da reduci, possiamo notare De Boccard, Chiarissi, Finaldi, Tedeschi, Baghino, Rauti e altri.
Meritano una particolare attenzione gli uomini del "Partito Democratico Fascista", una organizzazione milanese, guidata da Leccisi Domenico, autore di una delle imprese più audaci del neofascismo: il recupero della salma di Mussolini dal cimitero di Musocco nella notte fra il 22 ed il 23 aprile... un'azione temeraria che fece il giro del mondo. Purtroppo padre Parini riconsegnò le spoglie mortali del Duce il 12 agosto.
Intanto in Italia il referendum sanciva per una manciata di voti la nascita della Repubblica; i fascisti furono divisi perchè da un lato c'era l'odio verso il re traditore dall'altro c'era la paura del comunismo che con la Repubblica avrebbe avuto la vita molto facile... d'altronde era una questione di vita o di morte: se i comunisti fossero andati al governo per i reduci non ci sarebbe stata alcuna speranza di sopravvivenza.
In ogni caso la Repubblica nacque anche e soprattutto per i fascisti, assolutamente determinanti per l'esito finale poichè furono l'ago della bilancia.
L'organizzazione dei FAR era molto elitaria perchè consentiva la partecipazione solo a quelli che avevano fatto parte del PFR, delle forze armate della RSI o che abbiano collaborato a qualsiasi titolo con la RSI. Divieto assoluto era per i collaborazionisti con le forze alleate, per i massoni e gli ebrei.
In ogni caso i FAR, nella metà del 1946, cominciavano ad essere una realtà troppo particolare in quanto nuove leve, magari meno intransigenti o estranee alla guerra, affluivano ed ingrossavano le fila.
Augusto De Marsanich e Arturo Michelini erano due esempi, così come Giorgio Almirante, il Principe Valerio Pignatelli.
Romualdi quindi si convince del fatto che occorre una svolta e che valeva la pena accettare le regole della nascente democrazia... nasce quindi il...
MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO
la cui nascita viene datata in quello storico 26 DICEMBRE 1946. L'ideazione di questo movimento risale al 3/12/46 quando Pace, Toneli, Romualdi e Michelini si riuniscono e redigono il famoso verbale: "Convinti della necessità di coordinare tute le iniziative già esistenti allo scopo di creare un fronte unico della gioventù italiana dei combattenti, dei reduci, degli ex prigionieri e di tutti gli italiani che credono nella rinascita della Patria e nei valori spirituali della vita, i dirigenti del Fronte dell'Italiano, del Partito Nazionale Italiano, dell'Olda, dei Gruppi Nazionalisti Lombardi, del Png, dei Reduci indipendenti e dgli altri gruppi affini a tale scopo oggi riuniti, ritengono indispensabile dar vita ad un unico organismo politico nazionale che con oggi è creato sotto la denominazione di Movimento Sociale Italiano (MO.S.IT). I dirigenti dei giornali "Fracassa", "Rataplan", "Rivolta Ideale", "Rosso e Nero", della rivista "Lettere", si impegnano ad affiancare con adeguata opera di propaganda il movimento politico unificato: pur mantenendo ogni giornale la propria intera indipendenza, concordano di seguire gli indirizzi della direzione politica del nuovo movimento. I firmatari decidono di lanciare un manifesto che li chiami a raccolta nella lotta per i supremi interessi del Paese dimenticati o traditi da quanti delle sue rovine si valgono per interesse di fazione".
In ogni caso i FAR continueranno per la loro strada non accettando il compromesso democratico.
Il MSI era al suo interno molto eterogeneo, d'altronde questo era logico per un partito che voleva rappresentare tutti i fascisti, infatti erano ben delineate due correnti interne: quella di sinistra e quella di destra.
Quella di sinistra, rappresentata da Almirante, Bacchi, Sargenti, Ruinas, Massi riteneva di non sentirsi nè di sinistra nè di destra perchè entrambe le categorie non erano avvicinabili alla dottrina fascista;
quelli della corrente di destra, formata da Michelini, De Marsanich, Gray, Tripodi e Romualdi riconoscevano anche il fascismo regime e non solo quello della RSI.
Queste due correnti si daranno battaglia fino alla fine del MSI con alterne fortune: mentre all'inizio la corrente di destra prevale, a partire dagli anni 60/70, anche grazie all'influenza di personaggi del calibro di Evola sarà la "sinistra" del partito a prevalere.
Da una parte c'era chi criticava i compromessi del ventennio e si ispirava ad un fascismo rivoluzionario e sociale, dall'altra veniva ribattuto che anche e soprattutto nel periodo del Regime il fascismo aveva contribuito in modo decisivo allo sviluppo della nazione costruendo praticamente tutto dal punto di vista sociale.
La questione basilare era comunque una sola: il ventennio terminò con il 25 luglio 1943 e probabilmente la corrente di sinistra, formata da ex Repubblicani identificava il ventennio con quella orribile data falsando anche tutto quello che di buono era stato fatto.
Comunque quei primi anni erano anni di lotta per la sopravvivenza: il pericolo rosso era alle porte ed era sentito da tutti, anche dagli "anti-fascisti" non comunisti. Erano anni di vera e propria paura in cui gli Italiani si dividevano fra filo-comunisti e filo-americani quindi la posizione del MSI era debole perchè la paura era talmente tanta che la gente non voleva sprecare il voto.
Le elezioni del '48 infatti confermarono tutto ciò, nonostante il MSI avesse un programma veramente rivoluzionario e sociale che sarebbe attualissimo anche nei giorni nostri!
Ad esempio oltre alla proposta dello Stato Nazionale del Lavoro realizzabile tramite la partecipazione dei lavoratori alla direzione e al profitto dell'impresa, l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e l'estensione dei suoi poteri, l'eliminazione del senato per evitare inutili doppioni trasformandolo in Camera dei rappresentanti delle categorie e della produzione...
Risultati: 2% alla Camera, 1% al Senato per un totale di 6 deputati ed 1 senatore. Gli stessi militanti avevano infatti preferito votare DC per scongiurare il pericolo comunista.
In ogni caso all'interno del MSI c'era grande ottimismo soprattutto perchè la dirigenza riteneva che la popolazione appoggiasse ed abbracciasse ancora l'ideologia fascista. Purtroppo niente di più sbagliato... le ferite della guerra erano ancora aperte, in più il bombardamento mediatico faceva i suoi effetti: il fascismo era il male e doveva essere combattuto con tutti i mezzi, anche i meno democratici.
Le elezioni del 1953 confermarono questo: solo il 6% dei voti.... percentuale con la quale il MSI dovrà fare per molte volte i conti. Il pericolo comunista era ancora vivo ma non così incombente come nel 1948: il popolo quindi aveva abbandonato il fascismo, non c'era più dubbio su questo. Dal 1953 quindi, i dirigenti si resero veramente conto della situazione italiana.
Comunque nei primi anni del dopo guerra si viveva nell'incubo/speranza di un golpe: il ricordo delle "radiose giornate" era fin troppo vivo e la mattanza di preti, fascisti o dei semplici parenti aveva lasciato il segno, anche negli anti-fascisti; il comunismo faceva veramente paura e tutti i partiti se ne rendevano conto tanto che, in caso di vittoria nelle elezioni o in caso di golpe comunista era già previsto un piano che sanciva l'immediato intervento dell'esercito affiancato da tutti i fascisti italiani, soprattutto dagli ex-combattenti della RSI.
I Carabinieri avevano reparti appositamente costituiti in funzione anti-comunista, l'intero corpo dei bersaglieri era pronto ad intervenire e solo a Roma l'intera vigilanza privata era stata avvisata di un possibile intervento coadiuvato dai fascisti della capitale. In quel periodo l'alleanza con i fascisti faceva comodo tanto che anche il Papa in un messaggio puntò il dito contro i crimini partigiani perpetrati contro i fascisti... ma questo capitolo si stava per chiudere... infatti il motto "uccidere un fascista non è un reato" era alle porte.
Mentre nel partito continua lotta fra "socializzatori" e "conservatori" si affaccia per la prima volta una corrente definibile "spiritualista", guidata da Erra e Rauti, corrente che caratterizzerà e muterà profondamente il neo-fascismo. Se Erra e Rauti guidavano la corrente l'ispiratore era indubbiamente Julius Evola, personaggio misterioso, vissuto ai margini del fascismo ed esponente italiano del dadaismo.
Julius Evola, aristocratico romano di origini siciliane, filosofo, poeta, alchimista e pittore teorizzò il razzismo spirituale ed il superfascismo; semi sconosciuto nell'Italia fascista Evola godeva di ampio credito nella Germania Nazional-socialista, tanto che lo stesso Fuhrer amava invitarlo alle più importanti manifestazioni culturali del Reich.
Evola fu ferito durante il bombardamento di Vienna che causò la sua paralisi, fortunatamente tornato a Roma una contessa romana si occupò di lui donandogli un appartamento al 5° piano di Corso Vittorio Emanuele.
Il fascismo di Evola era diverso, innovativo, europeo fatto di suggestioni nordiche, guerriere, leggendarie, di miti ed eroi. La parola chiave di Evola è una sola: TRADIZIONE, la tradizione della civiltà Europea che comincia con la Grecia, passa per l'impero Romano, si esalta nel Sacro Romano Impero per finire negli imperi centrali e nelle rivoluzioni nazionali degli anni 30/40. La tradizione è quel filo comune che lega tutti gli avvenimenti storici che hanno caratterizzato l'Europa, la tradizione è stile di vita volto al trascendente, alla spiritualità, alla lotta, all'onore, alla dignità di uomo, tradizione è rifiuto del denaro e degli anti-valori emersi dalla Rivoluzione Francese.
Un Fascismo molto più complesso ma nello stesso tempo molto più vero, sentito, nobile; è grazie ad Evola che vengono studiati autori come Drieu La Rochelle, Brasillach, condottieri come Codreanu, guerrieri come Lèon Degrelle, grazie ad Evola viene anche rivisitata la storia delle SS, inflazionata dal falso stereotipo SS=assassini, e dei lati misteriosi e mistici di questa "casta". Il fascismo era quindi una continuità storica della tradizione.
Il primo libro culto fu "ORIENTAMENTI", un libro che ebbe un grandissimo successo, un libro che indica il nostro periodo come la fine di un ciclo che ha cominciato a disgregarsi dalla rivoluzione francese che ha diffuso nel mondo dei DISVALORI come il "razionalismo, l'economicismo e l'egulitarismo" e che si è quasi definitivamente chiuso con la vittoria del dollaro e del comunismo nella II guerra mondiale.
I primi anni cinquanta quindi sono caratterizzati da una grande confusione: spiritualisti, socialisti e conservatori si davano battaglia all'interno del MSI, mentre all'esterno si compiono una serie di azioni terroristiche per mano della "Legione Nera": attentati alle sedi del PRI e del PRU, bombe alle ambasciate americane e jugoslave ed altre azioni più che altro dimostrative portano arresti a catena.
Furono coinvolti nomi di primo piano tra i quali Rauti, Baghino e lo stesso Evola anche se la stragrande maggioranza risultò innocente.
Intanto il MSI viene direto da Augusto De Marsanich, che il 15/1/1950 ottiene la maggioranza ai danni di un contestato Almirante. E' quindi la vittoria dei conservatori, della così detta "destra del partito" che porterà all'alleanza con i monarchici, con i liberali e con i cattolici, alleanze che crearono fortissimi contrasti interni ma che porterà il MSI a raggiungere nel meridione, da solo, l'11,8% dei consensi. Soprattutto il MSI riesce a cavalcare egregiamente una delle sue grandi battaglie, quella per Trieste italiana, battaglia che conterà anche molti feriti a causa degli agguati degli sloveni e degli assalti dei nostri camerati.
Il congresso del partito, tenuto a Viareggio, nel gennaio del 1954 sancisce con maggior vigore la vittoria della corrente conservatrice e De Marsanich viene sostituito da Michelini per ragioni anagrafiche. L'ennesima sconfitta della sinistra del partito porta ad una prima, significativa, rottura ad una svolta senza precedenti: nasce infatti
ORDINE NUOVO
per mano di Pino Rauti, Paolo Andriani, Clemente Graziani e Paolo Signorelli. Ordine Nuovo rappresenta lo scontro fra i giovani e la direzione del partito.
Questo non era altro che il preludio a quello che sarebbe successo di lì a poco, nel congresso di Milano del '56 dove si assiste ad uno scontro deciso fra sinistra e destra del partito, fra "il fascismo rivoluzionario, di lotta e quello di governo". Nonostante la famosa oratoria di Almirante che sulla carta aveva la maggioranza, il leader della "sinistra" perde per 7 voti, 307 contro 314, in una contestatissima votazione. Il risultato è l'allontanamento di moltissimi esponenti del MSI e della ormai chiara frattura fra dirigenti e giovani militanti ormai tutti schierati in O.N.
Il 1960 si apre con l'alleanza MSI e DC ma soprattutto questo anno vede i comunisti tornare alla carica con il più bieco e violento anti-fascismo: vedendo il MSI ottenere risultati importanti i rossi rispolverano il loro repertorio cominciando a innescare una spirale d'odio sempre più forte, spirale che porterà morti in quantità da ambo le parti. I primi morti sono comunisti, per mano dell'esercito ma per colpa del PCI che incita alla violenza in piazza ed ai disordini che scoppiano in molte città.
Il motto "uccidere un fascista non è un reato" cominciò dunque a circolare e il MSI fu relegato nel ghetto causa la violenza e la falsità comunista che creò dal 1960 un inesistente mostro fascista. Tra i più violenti oratori c'era un certo pertini sandro, responsabile diretto delle "radiose giornate" che più di altri vomitava violenza gratuita contro il MSI dai comizi elettorali. Dal 1960 la DC scelse come partner la sinistra.
Mentre Rauti non si decide a trasformante il "Centro Studi" Ordine Nuovo in un vero movimento politico, Stefano Delle Chiaie fonda il 25 Aprile 1960 Avanguardia Nazionale, la data non è logicamente casuale proprio perchè i giovani fascisti si sentivano eredi dei traditi, di quelli che avevano perso, eredi di un mondo praticamente scomparso.
Obiettivo di An, il cui simbolo era una Runa, la "odal", era un'Europa libera ed indipendente ed il sostegno alle fascie più disagiate della popolazione. Un movimento portato più all'azione che alla meditazione che rifletteva quindi anche l'età dei suoi militanti.
Statuto di An:
a) Riaffermare i principi di Onore, Fedeltà, Gerarchia e Giustizia;
b) Conservare il culto dei valori dello spirito di fronte alla minaccia delle pseudo civiltà materialiste;
c) Lottare contro la partitocrazia;
d) Propagandare la formula socializzatrice di un sistema corporativo;
e) Riaffermare la funzione di una Europa Nazionale, terza forza contro l'Oriente e l'Occidente;
f) Completare l'educazione fisica dei giovani attraverso attività sportive.
Un movimento impostato militarmente che faceva obbligo ai suoi militanti di mantenere un comportamento decoroso e degno anche fuori dal contesto politico, un movimento che voleva essere vicino alle fascie più deboli della popolazione, che voleva entrare nelle borgate-roccaforti dei rossi, che voleva attuare vere politiche sociali.
Purtroppo però poco di questo venne realizzato poichè i militanti di An dovettero far fronte alla violenza rossa nei loro confronti, una violenza continua e premeditata che i giornali contrabbandavano come fascista, contribuendo così a stereotipare ancora di più il fascista in un essere violento e amorale. Pressata dall'opinione pubblica e sommersa da denunce An, nel 1965, si scioglie.
C'è da aggiungere che certamente An fu influenzata, così come tutti gli altri movimenti della nostra area, da un'altra eccezionale opera di Evola: CAVALCARE LA TIGRE del 1961, dove la tigre è il mondo borghese. Nello stesso anno Franco Giorgio Freda scrive il "Manifesto del gruppo di Ar" che ribadisce l'antitesi ai partiti politici, l'anti democraticità, il disprezzo per la borghesia, la visione "trascendetale" della vita e l'esaltazione della lotta come elevazione dell'uomo, l'antisionismo....
Da questo si può capire quanto Evola sia stato importante e quanto il suo pensiero abbia plasmato i movimenti della nostra area. Nel 1964 Le edizioni di Ar pubblicano il loro primo libro "Il saggio sull'ineguaglianza delle razze umane" di Joseph Arthur de Gobineau.
Il '68 fu un anno molto particolare per l'Europa, non soltanto per i rossi ma anche per i camerati che subirono una vera e propria persecuzione ideologica esaltata ed appoggiata dai media e tollerata dalla società in cerca di capri espiatori.
All'inizio tutti i neofascisti sorrisero favorevolmente alla contestazione prendendovene parte, naturalmente secondo le idee e i valori propri della nostra area: furono occupate diverse facoltà a Roma, Torino, Perugia, Cameriano... D'altronde le tematiche anticapitalistiche erano ben presenti nel nostro ambiente, però se da una parte i giovani appoggiavano la contestazione ancora una volta la dirigenza era su posizioni diamentralmente opposte e di fatto regalò la contestazione alla sinistra lasciando spazio al proliferare di tutti i disvalori propri della contestazione.
Romualdi sostenne giustamente che "la contestazione non è in nessun modo una antitesi al sistema, ma solo l'evoluzione interna" allo stesso. Ed i giovani ribelli "si atteggiano ad antiamericani ma sono marci di americanismo fino al midollo: le loro giacche, i loro calzoni, i loro berretti sono quelli dei beatniks di San Francisco, il loro profeta è Alen Ginsberg, la loro bandiera l'Lsd, la loro patria spirituale è Greenwich Village". Romualdi si chiede pure "come mai una rivoluzione così sfacciatamente inautentica è riuscita ad imporsi alla gioventù?" Risposta "Perchè dall'altra parte non esisteva più nulla. Seppellita sotto un cumulo di qualunquismo borghese e patriottardo.... La destra non aveva più una parola d'ordina da dare alla gioventù...."
In ogni caso intere sezioni del Fuan parteciparono alla contestazione cercando però di proporre la loro ideologia anche se su alcuni temi rossi e neri andavano d'accordo, soprattutto contro il diffuso bigottismo.
Tra il '66 ed il '68 nacquero dunque una miriade di gruppetti e di movimenti che al massimo potevano contare su un centinaio di militanti ma che il più delle volte non superavano la ventina, tra i più famosi bisogna elencare "Primula Goliardica", "Nuova Repubblica", "Ordine Umano", "l'Orologio", "Seconda Repubblica"...
A confermare la partecipazione dei movimenti "di destra" sono le foto dei primi importanti scontri tra giovani e polizia in cui si possono notare nelle primissime file i militanti neo-fascisti, Villa Giulia ne è un esempio. Parallelamente la dirigenza del MSI condannava aspramente la contestazione e il PCI prese la palla al balzo e incitò apertamente all'antifascismo con il risultato che i camerati divennero il primo obiettivo da colpire, alla stessa stregua delle forze dell'ordine, dimenticandosi frettolosamente che il nemico di oggi era l'alleato del giorno prima...
Famoso è l'episodio dell'assalto missino alla facoltà di Lettere a Roma, attacco respinto che porta i camerati a difendersi nella facoltà di Legge, dove dalle finestre pioverà di tutto per rompere l'assedio dei comunisti. Questo è il periodo di Primula Goliardica e del nazimaoismo, un compromesso di mistica, di pensiero Evoliano e di Codreanu, il disinteresse verso il nazionalismo, un europeismo acceso e soprattutto il rifiuto di schierarsi nei 2 blocchi esistenti e quindi nelle 2 superpotenze. Logicamente questa impostazione porta all'interesse e all'appoggio dei paesi e delle etnie più deboli infatti sia i palestinesi che i vietcong vengono guardati con rispetto e con simpatia dichiarata. D'altronde il fascismo è o no l'opposizione al liberalismo ed al comunismo?
Ed è in quest'ottica che nasce l'OLP, l'Organizzazione Lotta di Popolo il cui nome era un chiaro riferimento alla lotta palestinese contro l'oppresione israeliana così come rinasce Avanguardia Nazionale anche se bisogna dire che nulla aveva a che fare con la precedente infatti gli esponenti della disciolta (69) Primula Goliardica chiesero e ottennero la possibilità di continuare ad usufruire del vecchio nome.
Particolarmente duri erano i contrasti tra i "nazimaoisti" e l'ultra sinistra infatti gli scontri fra queste due fazioni erano all'ordine del giorno. Intanto Franco Freda, che era l'elemento guida e un po' l'ideatore del nazimaoismo viene arrestato, ingiustamente, per la strage di Piazza Fontana. Sul fronte interno del MSI il partito vede, nel giugno del 1969, la morte di Michelini quindi Almirante viene subito eletto come Presidente. E' la svolta perchè per la prima volta la sinistra del partito si trova saldamente alla guida del partito ed Almirante può operare con tranquillità lanciando l'idea e lo slogan "alternativa al sistema" e "grande destra".
Per realizzare ciò Almirante cerca di coinvolgere tutti i camerati in un unico progetto riaprendo di fatto le porte del MSI al centro studi Ordine Nuovo di Rauti ma anche a tutti i movimenti allora presenti sul panorama politico della nostra area. Ordine Nuovo dunque rientra nella quasi totalità nel MSI mentre i contrari (Clemente Graziani, Roberto Besutti, Mario Tedeschi, Antonio Ragusa, Bruno Esposito, Roberto Gabellini, Sandro Saccucci ed Elio Massagrande) danno vita al
MOVIMENTO POLITICO ORDINE NUOVO
è il 21 dicembre 1969. Il MPON verrà sciolto dal ministero dell'Interno alla fine del 1973 ma in soli 4 anni il movimento rappresentò il gruppo extraparlamentare più noto e più importante per quel periodo nell'ambito della destra.
Anche il Mpon si schiera contro le due superpotenze e rilancia le ambizioni di un Europa unita e libera dai tentacoli russo-americani, parallelamente ad un nuovo preogeto scolastico che prevedeva fra le altre cose anche il prolungamento dell'istruzione primaria con la conseguente eliminazione dell'inutile scuola media, e una struttura base dei Centri studio sumile a botteghe artigiane o a piccole attività agricole o industriali. Il Principe Borghese intanto fonda il Fronte Nazionale e il MSI che persegue una tattica unitaria non può che appoggiare questi movimenti, parallelamente un buon programma politico di Almirante porta il MSI al 5,2% dei consensi. Per cominciare ad unificare i gruppuscoli esistenti Almirante, il 23 aprile 1971 dà vita al Fronte della Gioventù nel quale confluiscono il Raggruppamento Giovanile Studenti e Lavoratori e l'ASAN Giovane Italia mentre il Fuan restava autonomo.
Il 1970, precisamente 8 Dicembre, passa alla storia per un tentato o presunto golpe militare progettato da Borghese con la collaborazione di un gruppo di allievi sottoufficiali e delle guardie forestali. Se da una parte la notizia era credibile perchè la Cia aveva più volte chiesto al governo Italiano di tenere sotto controllo il Fronte Nazionale, dall'altra parte bisogna dire che questo tentato golpe non fu bene organizzato... stona un po' che il Comandante della Xa Flottiglia MAS, Principe Junio Valerio Borghese abbia potuto orchestrare un golpe tanto disorganizzato e basato sulla fortuna.
Il sud Italia intanto rafforza il MSI che raggiunge nelle amministrative del 71 punte del 21,5% a Catania e 16,2% a Roma per una media del 13,9% anche se la vittoria verrà ridimensionata l'1972 quando il MSI raggiungerà l'8,7% dei consensi, un record ma anche una piccola delusione per i risultati clamorosi dell'anno prima. Il progetto di Almirante coinvolge non solo i camerati ma anche deputati fuoriusciti dalla DC e dal PLI e non esita ad assorbire i monarchici e a proporre un programma veramente sociale che garantisce voti anche di anti-fascisti. Naturalmente tutta questa apertura implicava anche incompresioni e una certa confusione ma va dato atto ad Almirante del tentativo di far uscire dal ghetto il MSI. Purtroppo il tentativo fallì per colpa del PCI che ancora una volta, preoccupato per i successi del MSI pensò bene di rispolverare la vecchia ma sempre efficace bandiera dell'anti-fascismo facendo leva sulla strage di Piazza Fontana che i giornalisti ed i magistrati con la tessera del PCI in tasca avevano immediatamente addossato ai fascisti. Ancora una volta il PCI chiama e la piazza risponde, ancora una volta il PCI induce alla violenza e agli scontri in piazza moltissimi giovani.
Il coro è unico: scrittori, registi, professori, giornalisti, intellettuali, media, opinione pubblica tutti contro il MSI ed i suoi giovani, assalti a sedi, circoli ma anche a camerati isolati sono all'ordine del giorno, tollerati se non giustificati dai ritornelli impressi nei muri e urlati dalle piazze d'Italia come
"uccidere un fascista non è reato" o "camerata basco nero il tuo posto è al cimitero"...
Tutti schierati con il bene e contro il male, salvo poi risvegliarsi due decenni dopo con la mortificante e frustante consapevolezza non solo di aver contribuito allo disfacimento dei valori della gioventù ma anche e soprattutto di pentirsi per aver contribuito a rafforzare un sistema che credevano erroneamente di combattere.
Ecco che dal 1972 si assisteranno a violenze quotidiane che porteranno morti da ambo le fazioni ma come sempre gli unici a pagare saranno i camerati, in particolari gli Ordinovisti mentre i NAR e il Fuan di Via Siena verrà quasi completamente annientato. La sinistrosa magistratura non solo si rese responsabile di una corruzione palese ed ingiustificata ma contribuì, con lo scioglimento dei movimenti della destra, a lasciare per strada, senza quindi una guida, migliaia di giovani che braccati dalla violenza comunista si rifugiarono nella violenza stessa.
Il richiamo alla violenza del PCI era indiscriminato: tutti i missini erano possibili obiettivi da colpire, senza distinzione d'età o di importanza politica. All'interno del FdG la sezione si Sommacampagna è sicuramente fra le più attive e vitali perchè intraprese una lotta dichiarata al sistema facendo breccia nelle borgate protestando contro la disoccupazione, il caro vita, le case sfitte.... Ancor più battagliero su temi sociali era il movimento "Lotta Popolare" che riusci ad avere successo anche sugli strati sociali più poveri roccaforte del comunismo e sicuramente questo fu il motivo principale dell'omicidio del camerata diciasettenne Mario Ziccheri, un ragazzino militante di Lotta Popolare. Il MSI praticamente espelleva Lotta Popolare dal partito perchè colpevole di voler frazionare l'ambiente ma soprattutto perchè "rea" di coinvolgere moltissime sezioni del FdG le quali non esitavano a schierarsi con LP nelle battaglie politiche. In ogni caso nel '76 LP chiude i battenti per la repressione poliziesca aggiungendosi ad Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale.
Il 1973 vede l'orrendo omicidio dei fratelli Mattei, un bambino ed un giovane bruciati vivi il 16 aprile nella loro casa dai compagni perchè rei di essere figli del segratario di sezione del MSI di Primavalle.
Nel 1975, il 28 Febbraio, un corteo di compagni che presidiava Piazzale Clodio dove si svolgeva il processo per gli omicidi di Primavalle decide di assaltare la sezione del MSI del quartiere Prati. I compagni aprono il fuoco sui camerati e il diciannovenne Mikys Mantakas rimane ucciso.
L'11 Aprile dello stesso anno, un gruppo di picchiatori di Avanguardia Operaia circonda alle spalle Sergio Ramelli, un ragazzo diciasettenne che milita nel FdG massacrandolo a colpi di chiave inglese. Morirà alcuni giorni dopo con terribili sofferenze.
A questo punto i giovani neo-fascisti scatenano un'ondata di violenze a Milano e dopo numerosi scontri l'agente Antonio Marino viene ucciso dallo scoppio di una bomba a mano.
A Sezze un gruppo di compagni assalta il comizio del deputato Sandro Santucci il quale spara colpi in aria per difendersi, nella fuga gli accompagnatori del deputato sparano contro i compagni uccidendone uno.
L'opinione pubblica punta l'indice contro il neo-fascismo per le stragi di Brescia e dell'Italicus... naturalmente senza avere uno straccio di prova. Intanto il MSI conosce una spaccatura impressionante: fuoriescono 17 deputati su 35, 9 senatori su 15, 51 consiglieri provinciali su 160 e 350 consiglieri comunali su 1500 questo a causa della scelta di Almirante di rimanere sulle posizioni di alternativa al sistema rifiutando così lo spostamento al centro. Almirante con questa mossa sapeva benissimo di perdere una fetta della dirigenza ma così facendo avrebbe garantito una base solida per il futuro: nasce la Nuova Destra.
Il 1977 vede due novità:
il campo Hobbit (hobbit: personaggio fiabesco, tra uno gnomo e un folletto dei racconti di Tolkien, lo scrittore de "Il Signore degli anelli"
e l'uso della Celtica come simbolo della destra europea (croce cerchiata nera su un sole bianco posto su uno sfondo rosso) perchè l'uso della celtica? Perchè ha radici millenarie, è un simbolo cristiano e fu adottato non solo da Costantino nella battaglia di Ponte Milvio (In Hoc signo vinces...) e da Carlo Magno ma anche dai cavalieri di Re Artù in quella Camelot che era il modello/suggestione per i giovani neofascisti. In più fu usata anche dalle Waffen SS della Div. Charlemagne che si dissanguò nell'assedio di Berlino contro l'assalto comunista.
Inutile dire che questo simbolo fece subito presa e si diffuse con una rapidità impressionante, ancora oggi viene usato, sebbene il governo abbia pensato di renderlo illegale per togliere un punto di riferimento importantissimo che ha accomunato diverse generazioni. Comunque la celtica segna una svolta: ormai la vecchia simbologia viene sostituita così come viene riproposto anche un nuovo e più attuale fascismo... d'altronde la cosa fu normale anche perchè nessun giovane militante aveva partecipato al conflitto o vissuto nel dopoguerra.
Il 1977 vede aprirsi nella capitale una vera e propria caccia al fascista che dà via alla lotta armata sia a destra che a sinistra, sicuramente la svolta fu l'uccisione di Walter Rossi, un giovane autonomo ucciso nel corso degli scontr davanti alla sezione del MSI del quartiere "Balduina" il 30/9. La piazza si scatena e il PCI inscena la più grande manifestazione anti fascista mai organizzata vomitando violenza e preannunciando rappresaglie.
Rappresaglie che puntualmente arriveranno:
Nel dicembre viene ucciso a colpi di pistola Angelo Pistolesi, neofascista amico di Sandro Santucci.
La sera del 7 gennaio 1978 i rossi sparano all'impazzata contro un gruppetto di giovani militanti del FdG davanti alla sezione di Acca Larentia del MSI: Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta rimangono uccisi. Purtroppo dopo ore di scontri con la polizia da parte di centinaia di camerati accorsi sul luogo della tragedia viene colpito da un colpo di arma da fuoco sparato da un ufficiale dei carabinieri Stefano Recchioni che morirà 2 giorni dopo.
Nascono intanto i NAR, i neofascisti del Fuan di Via Siena che decidono di intraprendere la lotta armata: Giusva Fioravanti, Franco Anselmi, Francesca Mambro sono i fondatori dei Nuclei Armati Rivoluzionari. I NAR verranno sterminati negli scontri a fuoco con la polizia e si macchieranno di decine di omicidi, Fioravanti e la Mambro verrano arrestati e condannati all'ergastolo.
Nel 1977 nascono anche COSTRUIAMO L'AZIONE e TERZA POSIZIONE: C.A. nasce da Paolo Signorelli, TP da Roberto Fiore, Gabriele Adinolfi e Giuseppe Dimitri anche se originariamente sarà chiamata Lotta Studentesca perchè prenderà il nome T.P. solo dal 1978.
Costruiamo l'azione sposa le tesi di Freda e di Lotta di Popolo quindi si pone l'attenzione non solo sui popoli oppressi dal capital-comunismo ma si appoggia chiaramente la crociata islamica contro gli U$A e il fondamentalismo islamico soprattutto per il marcato antisionismo.
Terza posizione invece fu un vero e proprio movimento politico, molto giovane, e fortemente Evoliano tanto che ai militanti venivano subito forniti due libri "Orientamenti" e "Dottrina Aria di lotta e di vittoria", entrambi di Evola. In ogni caso Tp era molto vicina a Lotta di Popolo e quindi anche a Costruiamo l'azione e al pensiero di Freda. TP ha particolare successo in quanto molto innovativa ed originale, i militanti avevano un look che pian piano si era imposto, simboli e gestualità nuove per il neofascismo, basta pensare alle tre dita usate come saluto per indicare "terza posizione", tra dita che erano usate dai rossi per simboleggiare la P38 e dalle SS per il giuramento.
TP. chiude i battenti nel 1980 dopo le perquisizioni a tappeto del 23 settembre che portano all'arresto di decine di militanti anche se la magistratura non definì Terza Posizione come "banda armata" ma come semplice movimento politico.
Gli anni '80 si aprono con il duello interno Fini-Rauti, duello dovuto soprattutto alla voglia di uscire dal ghetto in cui era caduto il MSI, per i primi anni è ancora Almirante il Presidente ma l'avvicendamento per motivi anagrafici e di salute è vicino e, dopo scarsi risultati elettorali, Fini viene eletto presidente nel 1987. La carica avrà vita breve perchè Fini non riesce a far presa sugli elettori nè sugli stessi camerati che lo appoggiavano e il 5,5% dei consensi dell'89 decreteranno in pratica la fine dell'esperienza di Fini come segretario.
A Rimini infatti, viene convocato il congresso del partito e Rauti viene eletto anche se per pochi voti rispetto alle attese, questo a causa di un grande intervento oratorio di Fini che ribadiva (ahimè) l'importanza del fascismo e dei valori della RSI sfidando apertamente Rauti il cui cavallo di battaglia era proprio la socializzazione e l'esperienza Repubblicana. Dopo quasi 40 anni di opposizione interna Rauti sal e finalmente alla direzione del partito... ma forse è troppo tardi, l'età si fa sentire e Rauti si rivela un ottimo storico ma un cattivo politico, sicuramente è un uomo più di pensiero che di azione e questo costerà al MSI il minimo storico... ed il ritorno di Fini alla direzione del partito. Un momento molto fortunato perchè tangentopoli coinvolge tutti i partiti Italiani tranne il MSI, la sinistra si rivela corrotta fino al midollo, la DC scompare (bisogna però dire che per dei motivi.... che mi sfuggono.... non si capisce come mai i comunisti siano usciti indenni da mani pulite anche se tutti sapevano delle Coop, di Botteghe Oscure, dei finanziamenti della Russia.... io un'idea ce l'ho... e penso che sia comune a tutti. Magistrati con la tessera del PCI?)
Il resto lo sapete... Alleanza Nazionale, record nel '94... e poi Fiuggi.... ancora una volta è un tradimento a sbarrarci la strada. Ieri si chiamava Badoglio, oggi Fini.... la sostanza è la stessa....