Anche se con due giorni di ritardo,
anche se la vostra Russia non è senz'altro, per ora, la Russia sognata dai veri patrioti,
grazie a Putin la Russia si sta rialzando!
http://www.youtube.com/watch?v=gncW1zqMFgs


Anche se con due giorni di ritardo,
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grazie a Putin la Russia si sta rialzando!
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Saakashvili: «italia paese amico, sì a conferenza»
Putin: «Usa dietro il conflitto in Georgia» Casa Bianca: «Accusa irrazionale»
ll premier: «Non blocchiamo la fornitura di gas». L'Unione europea considera sanzioni contro la Russia
Vladimir Putin (Afp)PARIGI - Gli Stati Uniti dietro al conflitto in Georgia, per favorire uno dei candidati alle presidenziali americane. È la tesi sostenuta da Vladimir Putin di fronte alle telecamere della Cnn. Ma l'ex presidente russo non specifica a chi si riferisce, se al repubblicano John McCain o al democratico Barack Obama. L'attuale primo ministro difende inoltre le scelte militari del suo Paese, che - secondo lui - non aveva alternative dopo l'attacco della Georgia. Nell'intervista alla rete americana, Putin ha anche espresso il suo disappunto perché l'amministrazione Usa non avrebbe «fatto molto per fermare il conflitto in Georgia, sin dall'inizio». Il premier russo ha detto di aver seguito l'evoluzione della crisi anche da Pechino, dove si trovava per la cerimonia olimpica. In quell'occasione Putin ha parlato con il presidente Bush, che gli avrebbe assicurato di «non volere la guerra».
LA REPLICA DELLA CASA BIANCA - La Casa Bianca resginge al mittente le accuse, giudicandole «irrazionali». «L'insinuazione secondo cui gli Stati Uniti abbiano orchestrato il conflitto in Georgia nell'interesse di un candidato alle prossime elezioni non è razionale» ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. Robert Wood, dell'ufficio del portavoce del Dipartimento di Stato, ha definito «ridicole» le affermazioni di Putin: «La Russia è responsabile della crisi e il mondo sta rispondendo a quello che ha fatto».
PUTIN: «NON BLOCCHEREMO FORNITURA GAS» - Nell'intervista alla Cnn, Putin ha comunque assicurato che la Russia non bloccherà mai le forniture di idrocarburi come risposta alle pressioni europee per il conflitto in Georgia. «Noi non politicizziamo mai i rapporti economici. È vero che gli europei dipendono dalle nostre forniture, ma anche noi dipendiamo dagli acquirenti».
SAAKASHVILI: ITALIA PAESE AMICO - Da Mikhail Saakashvili, presidente georgiano, arriva poi un'attestazione di amicizia nei confronti dell'Italia, «un vero paese amico». In un'intervista al Tg1 ha detto di accogliere «con molto piacere» la proposta del ministro Franco Frattini di una conferenza sul Caucaso a Roma a novembre. «Verremo molto volentieri a Roma, accetteremo qualsiasi proposta italiana - ha aggiunto -. Per noi l'Italia è l'isola della speranza, ci legano storia, cultura, commercio. Ci somigliamo molto anche come temperamento, lo consideriamo un vero paese amico». «La Russia non ha scatenato una guerra solo contro la Georgia, ma ha messo in crisi tutto il Caucaso per controllare le fonti energetiche, poi toccherà ai paesi baltici - ha denunciato Saakashvili nell’intervista esclusiva alla tv italiana -. E comunque tutto il mondo rischia una guerra. Noi ci sentiamo europei, abbiamo bisogno dell’Europa e della Nato. Preferiamo essere sudditi dell’Europa - ha concluso - piuttosto che schiavi della Russia». In prima linea anche il premier Berlusconi, che assicura: «Ho lavorato e sto lavorando per arrivare al consiglio di lunedì con delle soluzioni».
Un missile Topol sfila nella Piazza Rossa a Mosca (Afp)LANCIO DI UN MISSILE ANTI-SCUDO - Ma i venti di guerra sembrano non placarsi. La Russia ha effettuato il lancio di un missile balistico intercontinentale. Si è trattato di test per provare a perforare la difesa antimissile Usa, che in futuro dovrebbe distribuirsi in Europa Orientale. Lo ha comunicato il Ministero della Difesa russo. La conferma è arrivata anche dal portavoce delle forze strategiche Aleksandr Vovk, citato dall'agenzia Ria-Novosti. Il missile Topol è stato lanciato alle 14
6 ora di Mosca (le 12
6 italiane) dal cosmodromo di Plessetsk , nel nordovest della Russia.
UE: SANZIONI ALLA RUSSIA - L'Unione europea valuterà la possibilità di sanzionare la Russia. Lo ha annunciato il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, in vista del vertice europeo di lunedì primo settembre a Bruxelles, dove i Ventisette discuteranno della crisi in Georgia. Secca e ironica la risposta della Russia, attraverso le parole del Ministro degli esteri Sergei Lavrov, che commentato: «A mio parere, questa è la dimostrazione che il tesoruccio di alcune capitali occidentali non ha soddisfatto le aspettative». E del collega francese Bernard Kouchner dice «parla molto». Mercoledì sia Nato che i ministri degli Esteri del G7 avevno condannato la scelta di riconoscere l’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud. La Georgia ha invece chiesto con urgenza di essere ammessa alla Nato. «Non abbiamo bisogno di Piano d’azione per l’adesione nell'Alleanza Atlantica e neanche un periodo di transizione» ha detto il presidente georgiano Mikhail Saakashvili.
28 agosto 2008




Rubrica Le Russie di Putin (e Medvedev)
L'ultimo dittatore europeo
di Mauro De Bonis
La Bielorussia è appena uscita da una discussa tornata elettorale. Lukashenko rimarrà fedele alla "sorella Russia"? Putin è in partenza per Minsk per evitare che le trame europee vadano a buon fine.
(3/10/08)
Approfondimenti
Il conflitto russo-georgiano che si è consumato l’agosto scorso ha scatenato un duro scontro tra la Russia e l’Occidente a guida americana. Un faccia a faccia per il riassetto geostrategico di alcune pedine fondamentali oggetto di contesa tra Mosca e Washington/Bruxelles.
Tra queste la Bielorussia del presidente Lukashenko. Appena uscita da una discussa tornata elettorale.
Per chiudere il cerchio intorno ai confini occidentali della Federazione russa, l’Europa e gli Stati Uniti, dovrebbero inglobare, oltre alla turbolenta Ucraina, anche Minsk. Capitale di un paese oggi cerniera e via di transito energetico tra Mosca e il vecchio continente.
Un paese soggetto da tempo a dure sanzioni da parte di Washington e Bruxelles, applicate per la scarsa dedizione del suo leader ai dettami della democrazia occidentale. Sanzioni che, soprattutto gli europei, oggi vorrebbero ridurre. Per poter riannodare un costruttivo dialogo con il paese ex-sovietico, inserito anni fa dal presidente Bush nella lista nera dei cattivi.A tirare la cordata europea per alleggerire la Bielorussia dai vincoli impostigli, ci sono due importanti vicini di casa di Minsk e primi in classifica tra i paesi più russofobi in questo momento. Si tratta di Polonia e Lituania, nazioni con vasti interessi economici ed etnici in territorio bielorusso.
L’obiettivo dell’Unione europea è quello di fare un passo verso Minsk per tentare di portarla dalla propria parte. Evitando l’unica alternativa possibile per il paese est-europeo: il definitivo riavvicinamento con Mosca, che ai circa 10 milioni di abitanti, secondo alcuni sondaggi, proprio non dispiacerebbe.
Per evitare che le trame europee vadano a buon fine, e per rinsaldare l’antico progetto di costruzione di un nuovo soggetto statuale tra Russia e Bielorussia, mai felicemente decollato per le resistenze del presidente Lukashenko, ecco che il primo ministro russo Vladimir Putin volerà a Minsk il 6 ottobre prossimo.
In agenda, come detto, il punto della situazione circa l’Unione russo-bielorussa per arrivare ad una soluzione finale, la probabile adozione del rublo come moneta unica entro la fine dell’anno, ma soprattutto, e tutti ne sono convinti, il leader russo cercherà di distogliere il suo ex-omologo di Minsk dalle sirene occidentali.
A rassicurare almeno in parte la leadership russa sulla salda fedeltà di Lukashenko alla causa russa, le recenti dichiarazioni del presidente bielorusso, che prima esprimono la solidarietà del proprio paese a Mosca per aver sconfitto l’aggressore (georgiano) e poi confermano che Minsk “rimarrà alleato della sorella Russia.” Ma “l’ultimo dittatore europeo” sembra voler giocare su due tavoli, per ottenere forse di più di quello che può offrire. Con il rischio che la Bielorussia diventi un altro “campo di battaglia” nel rinato scontro tra la Russia e l’Occidente.
Il prossimo 13 ottobre dalla riunione dei ministri degli esteri dell’Unione europea dovrebbe uscire la decisione sull’eventuale riduzione delle sanzioni occidentali imposte a Minsk. E subito dopo si capirà se Lukashenko sarà più sensibile alle moine continentali che ai consigli di Mosca.
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di Mauro De Bonis
sarà parente del buon vecchio de Bonis![]()










W Putin!