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Discussione: Viva gli studenti !

  1. #1
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    Predefinito Viva gli studenti !


  2. #2
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    I movimenti e le lotte sono sempre occasioni di crescita collettiva e individuale, speriamo che sia così anche questa volta, alla faccia di tutti i conservatori !

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da paolida Visualizza Messaggio
    I movimenti e le lotte sono sempre occasioni di crescita collettiva e individuale, speriamo che sia così anche questa volta, alla faccia di tutti i conservatori !
    Speriamolo !

  4. #4
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    FAMIGLIA CRISTIANA: SOSPENDERE O RITIRARE DECRETO GELMINI

    2008-10-27 16:28

    ''Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini'', invoca Famiglia Cristiana nell'editoriale del prossimo numero intitolato ''Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa''. ''Non si garantisce cosi' il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo'', scrive il settimanale dei paolini.


    Per la scuola solo tagli. Il Paese in crisi ''trova i soldi per Alitalia e banche'', ma per la scuola si richiedono ''sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti'', scrive ancora il giornale. ''Studenti e professori - osserva la rivista, diffusa in tutte le parrocchie italiane - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che 'colpiscono il cuore pulsante di una nazione', come dice il filosofo Dario Antiseri.

    Nel mirino c'e' una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura e' roboante: 'Riforma della scuola'; piu' prosaicamente 'contenimento della spesa', a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti''. E di fronte alle proteste nelle scuole non ''si potra' pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e 'baronie', nonche' le 'allegre e disinvolte gestioni'''. ''Un Paese in crisi - commenta ancora Famiglia cristiana - trova i soldi per Alitalia e banche: perche' non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti''
    http://www.ansa.it/opencms/export/si...792906896.html

  5. #5
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    Sciopero della fame contro Gelmini

    28 Ottobre 2008,

    Un padre, Marco Spitella, ha deciso di combattere per i suoi figli, contrastando la riforma Gelmini con una forma di protesta non violenta: lo sciopero della fame.
    Ecco il testo della sua lettera.
    Mi chiamo Marco Spitella, ho quarantasette anni, tre figli in età scolare, e sono molto preoccupato per il loro futuro.
    Sono preoccupato perchè se il piano Tremonti-Gelmini-Aprea dovesse giungere a compimento, il loro sarà un futuro con pochissime scelte.
    Io voglio una scuola pubblica eccellente, che formi persone eccellenti, che dia a ciascuno gli strumenti per crescere e non solo per imparare.
    Voglio una scuola che insegni a tutti la differenza tra dovere & diritto e sottomissione & favore.
    Voglio una scuola i cui docenti siano motivati e motivanti, una scuola che insegni che i migliori vanno avanti, una scuola per tutti ma non per forza, in cui chi non ha il desiderio o le capacità possa arrivare dove può e non oltre.
    Voglio una scuola in cui il reddito della famiglia non sia garanzia di promozione per alunni svogliati.
    Voglio una scuola che consenta anche al figlio di un camionista di diventare dirigente d’azienda.
    Ma tutto questo non è compatibile con il piano Tremonti-Gelmini-Aprea: non si può sperare di migliorare la scuola pubblica sotrraendole le risorse economiche e le risorse umane.
    E allora ho deciso di provare a difendere il futuro dei miei figli e di farlo con un urlo silenzioso, che spero possa contrastare l’arroganza mostrata dalla signora Gelmini e dai suoi corifei. E siccome io non sono un facinoroso, ho deciso di protestare rischiando “solo” la mia salute, ed ho iniziato oggi uno sciopero della fame.
    Non so per quanto potrò andare avanti (a me mangiare piace, e molto), ma lo farò e ingerirò solo acqua, caffè e vitamina C sciolta in acqua, due volte al giorno, per proteggere un po’ il mio organismo e continuerò ad andare a lavorare, ad accompagnare i miei figli a scuola, a fare la mia vita normale, insomma.
    Non so cosa riuscirò a fare da solo, ma non importa. Non posso non provare. Perchè i miei figli meritano una scuola pubblica coi fiocchi, non solo con il grembiulino.
    Marco Spitella

    Marco Spitella - viale val padana 109, tel. uff.0657228038 cell. 339.4376105
    marcospitella@yahoo.com
    http://www.inviatospeciale.com/2008/...ontro-gelmini/

  6. #6
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    Grande manifestazione degli studenti, in piazza contro la riforma
    Sfilano in oltre 200mila. Sit in pacifico davanti alla Camera
    L'assedio dell'Onda a Montecitorio
    gli universitari padroni di Roma


    Sono arrivati dagli atenei di tutta Italia, di fermeranno alla Sapienza
    Domani e dopodomani assemblea nazionale per stilare le proposte di "contro-riforma"
    di ALESSANDRA VITALI




    Gli studenti a Montecitorio

    ROMA - Obiettivi raggiunti. Un corteo massiccio e pacifico, una protesta convinta e colorata, l'assedio di Montecitorio, del Senato, niente provocazioni né frizioni. "L'onda non si arresta, il potere non si acquista" hanno scandito ancora una volta le migliaia di universitari che hanno manifestato a Roma contro la riforma. Duecentomila, forse di più. Arrivati ieri sera e stamattina, con la Stazione Termini che sfornava ragazzi quando la testa del corteo era già via da un po'. Due cortei degli atenei, che sono diventati uno solo, e da un'altra parte quello di Cgil e Uil. Una marea colorata che si è ingrossata sempre di più.

    Poco dopo le nove erano migliaia in piazza dei Cinquecento. Il corteo c'è ma non si muove finché non arriva la Sapienza. Ci sono i precari della ricerca con gli striscioni, "RICERCAti in Europa, senza futuro in Italia" scrive l'Istituto nazionale di Fisica nucleare, con il sito web che si chiama buconero.eu. C'è "Geologia in lotta" che protesta "contro la fossilizzazione della cultura". Arrivano "Pisa per il sapere" e le superiori che hanno aderito alla manifestazione, "Contro Gelmini, fascisti e privatizzazione / studenti medi in mobilitazione".

    L'attesa è lunga, un camioncino diffonde musica, sul muso c'è scritto "Alitalia Servizi Airport", come sia finito lì è un mistero. I ragazzi cantano, ballano, gridano slogan, poi da piazza Indipendenza avanza un muro umano, ecco la Sapienza che prende la testa del corteo e ci si incammina. Su via Cavour l'onda appare davvero, è un telone azzurro di quelli dei lavori in corso, lo fanno ondeggiare sopra alle loro teste. Il corteo di Roma Tre parte dalla Piramide, arriva al Colosseo e aspetta diligente l'arrivo degli altri, "quando passa lo spezzone della Sapienza - dice uno al megafono - noi ci inseriamo dietro". Non ci si ammucchia e non ci si sperde, la struttura del corteo è solida e così deve restare.



    Questo è l'aspetto che più colpisce, oggi. Il più nuovo. Un'organizzazione senza sbavature. C'è anche il servizio d'ordine, lo stampo è vecchio e sempre efficace, i cordoni che ci si prende sottobraccio e di qui non si passa, il percorso è uno e compatti bisogna andare. Lo fanno a piazza Venezia, dove la Guardia di finanza è schierata sul monumento al Milite ignoto e la polizia è distante, fra via del Corso e via del Plebiscito, la piazza è libera ma nessuno si stacca. Un cambio di passo. Il Movimento è diventato adulto. Si staccano, invece, a largo Argentina, perché va bene marciare composti ma quello che interessa è là dietro, bisogna farsi vedere. Il fiume si ramifica al grido di "occupiamo la città", si spandono nelle stradine che portano alla Camera, la polizia ha blindato ogni accesso ma loro si allargano come l'acqua che si rovescia dal secchio. E si ricompattano davanti a Montecitorio.

    Il sit in andrà avanti fino al primo pomeriggio, fra slogan e fumogeni colorati, non solo alla Camera, anche intorno al Senato. Le maglie della protesta si allargano, non c'è solo la Gelmini, "Berlusca stiamo arrivando", "Siete tutti pregiudicati" gridano verso la facciata di Montecitorio, e giù fischi per le facce note che passano di lì, prima Ronchi, poi Casini che si allontana a passo svelto, Paolo Cento invece si ferma e si diverte un sacco.

    L'onda si muove di nuovo. Il servizio d'ordine rifà il cordone, sciamano verso La Sapienza, in quindici fanno muro davanti agli agenti in assetto antisommossa, a un certo punto ecco l'intoppo e quelli dietro che gridano "a-van-ti, a-van-ti". La polizia li guarda, un po' si confonde perché dietro alle transenne, fra i reparti, ci sono due infiltrati ma camuffati così bene che nemmeno loro li riconoscono, un funzionario dice allarmato "che fanno quei due, che prendono da quello zaino? Ma che, sono dei nostri?" e un altro gli fa cenno che sì, sono dei nostri, giovani, magretti, i jeans calati, proprio come sono quelli che sfilano al di là, com'era Carlo Giuliani, che i ragazzi evocano sfilando davanti ai caschi blu, "Vergogna" gridano, a meno di 24 ore dalla sentenza sulla Diaz, "Carlo è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno mai".

    Se ne vanno fra i turisti che non sanno cosa accade, "manifestescion" dice un celerino a un'americano. Invadono la piazza del Pantheon e corso Vittorio, mangiano seduti in terra a piazza Navona, vicino c'è uno striscione con scritto "Gelmini, facce du' panini". Li aspetta la Sapienza, dove in tanti venuti da fuori si fermeranno anche a dormire. E a lavorare: domani e dopodomani assemblea nazionale perché "non accettiamo i tagli e le privatizzazioni di Tremonti" e "il decreto del 6 novembre è un provvedimento di facciata", spiega l'Unione degli universitari. E' tempo di controriforma. Quello che gli studenti difendono non è lo status quo ma l'esistenza stessa del sistema di formazione pubblico. Proposta, non solo protesta invoca chi l'Onda la vede come fumo negli occhi. E loro ancora una volta capovolgono gli schemi: dalla Sapienza uscirà la proposta.
    (14 novembre 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/11/sez...niversita.html

 

 

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