Gli Stati si stanno sperticando per salvare il sistema dopo averlo reso governabile da parte del privato.
I privati ovviamente hanno gestito le banche orientandole al profitto, al risultato d'esercizio, a quello trimestrale. Un manager accorto e moderato era un cattivo manager da escludere, mantenere il benchmark di mercato era la religione
Oggi questi liberisti d'accatto di cui e' pieno zeppo il governo si rifugia, come nel resto del mondo nell'intervento statale che aggrava i bilianci dello Stato
E' ovvio che lasciare la situazione a se stessa sarebbe intollerabile e quindi che l'intervento dello Stato e' sacrosanto, detto questo pensdo che molti che parlavano di infallibilita' del mercato. quale panacea di tutti i mali, dovrebbero nascondersi invece che reinventarsi statalisti
Una banca e' un infrastruttura dell'economia e come tale deve servirla, non inghiottirla. Si deve perseguire un minor rischio e di conseguenza un minor rendimento. Evitare di creare management con costante ansia da prestazione, ma guardare al sistema nel complesso con ottica di medio periodo.
Detto questo nella situazione attuale penso che un aggravio dei bilanci pubblici rischi di mettere in pericolo, in caso di scenari di medio periodo catastrofici paesi come il nostro che sono stracarichi di debito pubblico.
Ancora una volta emerge in tutta la sua grandezza la lungimiranza del governo Prodi, che se analizzato con asettica imparzialita' non potra' che essere rimpianto con le sue politiche volte a limitare gli eccessi delle stock opitons, degli stipendi d'oro dei manager pubblici, volte ad aumentare la tassazione del capital gain in favore del reddito dell'economia reale.
Siamo sicuri che un governo guidato da gente tanto contraddittoria sia una buona cosa? Se c'era ancora zio Romano mi sarei sentito molto piu' al sicuro




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