....dichiarano
Si può morire per aggiustare le ossa al ronzino zoppo della Rai?
Si possono rischiare la disidratazione e l’autodigestione dello stomaco per garantire una grassa poltrona a tal Leoluca Orlando Cascio?
Beh, qualcuno lo sta facendo e, come altre volte, mette in gioco la sua vita, il suo corpaccio tormentato dal cilicio della protesta civile, strapazzato e fustigato come il monaco albino del Codice da Vinci.
Lo fa, dice, per difendere la legalità rubata e calpestata, per restituire al Parlamento la responsabilità delle decisioni libere. Sottraendolo alle ipocrisie delle convenienze partitiche e dei ricatti incrociati.
Rieccolo: Marco Pannella, antipatico padre e padrone del Partito radicale, ci prova ancora (la conta si perde nei decenni): sciopera, si infligge la pena della fame, rifiuta il conforto di liquidi e zuccheri solo perché altri possano legittimamente godere dei diritti garantiti dalla Costituzione.
L’arma è la solita: il digiuno.
A dispetto dei medici e pure del suo balzano cognome che ispira invece immagini zuccherose e soffici: pannella e cannella, cremino e cioccolatino. Strano contrappasso rovesciato e anticipato.
Orlando e il giudice
È vero, nessuno se lo fila Marco, su giornali e tv c’è un silenzio tombale.
Non ne parlano forse perché la notizia non fa più notizia.
Pannella in sciopero della fame e della sete ha lo stesso valore informativo del celebre e un po’ stupido cane che si ostina a mordere l’uomo.
E poi, in questi giorni di apocalisse finanziaria, figuriamoci se il risparmiatore tignoso ha tempo e voglia di seguire i radicali in satyagraha permanente.
Il digiuno, a lui, gli viene facile con i listini a picco.
E poi, per che cosa stanno facendo tutto ‘sto casino i radicali? Quale altissima causa di sicurezza nazionale li spinge a bivaccare da giorni nei corridoi della Rai?
Che diavolo vogliono? Semplice: che il Parlamento nomini il presidente della Commissione di Vigilanza Rai e, già che c’è, il giudice mancante della Corte costituzionale.
Ma per piacere, dicano invece agli italiani come evitare gli asteroidi di Borsa e mettere al riparo quei quattro sporchi soldi messi da parte.
Beh, ognuno la accomodi come vuole, ma per noi, che pure il Pannella Giacinto, detto Marco, non sempre ci sta a sfizio, sta conducendo un battaglia a vantaggio di tutti.
Obiezione: però questi radicali, fissati con l’astensione quaresimale, non lo fanno per cristiana devozione. Il loro agitarsi, in fondo, è a scopo di lucro, sia pur mediatico. Spariti dal Parlamento come partito, dicono sempre le malelingue, non gli resta che mettersi a digiuno per mendicare qualche briciola di attenzione.
Obiezione respinta: se i risultati su stampa e tv sono questi (ieri solo venti righe sul Corriere) ci sarebbe da dubitare seriamente della sanità mentale degli strateghi radicali della comunicazione.
No, basta insinuazioni: che deve fare stavolta il povero Giacinto per avere la vostra attenzione? Dopo aver bevuto urina in tv, inscenare un trainspotting radicale con taglio finale delle vene?
Scambio di ostaggi
Diamo invece a Pannella tutta la buona fede e il credito che merita: fosse anche a scopo mediatico la sua protesta è incisa nel corpo, mica come taluni stakanovisti della dichiarazione continua, solo parole e cotillons. Se proprio polemica si vuol fare, occorre spostare l’obiettivo da un’altra parte: sta alle spalle del Marco digiunatore. Le cronache dicono che oltre 300 parlamentari hanno aderito e firmato l’appello di Pannella per «il ripristino della legalità e della democrazia»: un fronte trasversale destra, sinistra, centro, indipendenti e fiancheggiatori. Trecento, mica dieci: una forza che potrebbe dare una sonora sveglia al Parlamento dormiente, una bella frustata ai rispettivi partiti che nicchiano e se la tirano: il vostro Orlando no, il nostro giudice sì, il mio Lo Cascio sì, il tuo giudice no. Insomma, uno scambio di ostaggi come nei spy movie.
Invece… Invece, eccoli i cuor di leone, bravi e zelanti sì, ma solo a ruggire. Sfilano impettiti ai microfoni di Radio Radicale: parlano di vulnus inaccettabile, discettano sui doveri parlamentari, condannano e si indignano per veti e ricatti dei partiti. Sembra che loro, di scioperi della fame e della sete siano da sempre infaticabili sostenitori; omaggiano Pannella come acqua fresca, si inchinano, baciano la pantofola e poi: via con la bella dichiarazione. Radio Radicale li manda in onda senza commentare: e perché dovrebbe?. Fa il suo lavoro. Semmai, sono loro, i verbosi parlamentari a non fare quel che dovrebbero fare. Ieri, a straparlare c’era pure un tizio della Lega: ha detto che il Carroccio è sempre stato per la legalità, figurarsi se non sosteneva la battaglia dell’amico Marco. Poi, ha parlato un neo onorevole del Pd: stessa musica, stessa osteria. Il Partito democratico, ha detto, non resta insensibile al grido di dolore, facciamo nostra la giusta lotta, siamo sempre con chi si batte per la democrazia e la legalità. Paraponzi ponzipà. Già, se così è, non si capisce perché mica hanno voluto quello scassaballe di Pannella nella loro lista. Mah..
Onorevoli, ai vostri posti
Insomma, cari 300 onorevoli dell’indigno, se davvero vi importa la salute di Pannella e della nostra democrazia, cogliete al volo l’occasione del week end. Non prendete l’aereo di Stato e restate a presidiare le Camere, tutti quanti, ai vostri posti oggi e domani, costringete gli uscieri a tenere aperte l’arene del popolo italiano. E fate vedere al Paese che siete davvero onorevoli d’onore. Nel Parlamento che dite espropriato ci state voi, mica il Gabibbo. Volere e potere e voi il secondo ce l’avete. Potete fare tante cose, Napolitano e Ciampi sono con voi.
Se non per la poltrona di Orlando Cascio Leoluca, fatelo almeno per la salute dello straziato Pannella e la nostra affamata democrazia.
Luigi Santanbrogio www.libero.it 11 10 08
saluti




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