Vorrei riportare alcuni passaggi dell’articolo scritto da Rosy Bindi su “L’Unità” di oggi, in cui fa un giustissimo, a mio parere, ragionamento sul ruolo della religione nella società contemporanea.

Afferma che la questione torna al centro del dibattito sociale, grazie anche all’intervento del Papa a Parigi, con la riflessione sul rapporto tra fede e politica. Sembra che oggi infatti, si stia perdendo quell’etica nella politica che sta mandando al collasso le nostre democrazie, confermato dal grande crollo dell’economia mondiale di questi giorni. Il deficit etico delle nostre democrazie può essere superato grazie al fattore religioso, visto erroneamente come un surrogato del vuoto lasciato dalle ideologie novecentesche.
Si richiede dunque una nuova laicità che restituisca chiarezza e senso al rapporto stato-chiesa; grazie ai cattolici democratici la laicità si afferma come metodo della politica, e nella Costituzione il rapporto tra libertà e Verità. Per questo il cattolicesimo democratico ha permesso di riconciliare,non solo i cattolici, ma anche la Chiesa con la società moderna. E’ necessaria la presenza dei cattolici in politica per il futuro della democrazia, non a caso l’Ulivo affonda le sue radici culturali nel cattolicesimo democratico. Rivalutando la necessità di questa presenza nella nostra politica, potremo capire come mai gli italiani hanno scelto la paura cavalcata dalla destra, anzichè la speranza. Per arrivare a questo dobbiamo allontanarci da certi pregiudizi laicisti, che vedono nella religione una sorta di preistoria dell’umanità, e la Chiesa come potere che attenta alla laicità dello Stato.
Non significa che dobbiamo approvare le istanze integraliste dei teodem o della moderna laicità di Rutelli, ma solo sostenere quel progetto da cui il pd è partito, ovvero secondo un ottica pluralista, l’unione tra credenti e non credenti.
L’intolleranza che la lega e la destra alimentano, utilizzando in modo blasfemo il cristianesimo come baluardo della difesa dell’identità italiana o lombardo-veneta,è un veleno che produce violenza e razzismo e non possiamo neutralizzarlo affidando le nostre ragioni a Famiglia cristiana o all’Osservatore romano. Infine anche i rapporti etici, non possiamo contestare il diritto della Chiesa di esprimersi, non ha senso; ha senso invece lavorare perchè credenti e non si confrontino in questo campo, nella difesa della dignità e della libertà umana.


Di Rosy Bindi
"L'Unità", 13/10/08