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Discussione: Okkupazioni

  1. #11
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    Bravi Tolomeo e Hans. Un saluto di cuore. Prima o poi tornerò: ho avuto ed ho ancora molte cose da fare nei vari campi delle attività di mia pertinenza.

    Scuola.
    Il fatto è che nessuno ha il coraggio di far sgomberare gli okkupanti, i quali devono esser perseguiti per interruzione di pubblico servizio. Ma oggi l'impunità è garnantita a tutti. E se si tenta di metter un po' d'ordine si passa ovviamente per fascisti. Guai! Tutti si piegano alla dittatura degli appellativi.
    In alcune scuole di Firenze i ragazzetti di prima superiore non vengon fatti entrare: i più grandi dicon loro che se entrano non potranno uscire sino a sera inoltrata ed i genitori li tengono a casa. Guarda caso la mia nipotina di 16 anni entra e fa lezione con altre compagne. Il preside è serio.
    Ai miei tempi mi mettevo sul portone o comunque vicino, e nessuno osava impedir il passaggio di chi voleva entrare e far lezione. Sapevano che avrei chiamato polizia e procura della repubblica. Non era, oltretutto molto difficile, perché i mariti di due insegnanti eran sostituti procuratori. Uno squillo e via.

    Almeno sapessero i motivi dello sciopero e delle okkupazioni, i baldi ed ignoranti giovinotti.
    Maestro unico? ma accanto a lui ci saranno maestri di ed. fisica, di informatica, di inglese.
    Tempo pieno? Rimane eccome!
    Riduzione del personale scolastico? le quinte classi del superiore si formano in genere nello stesso numero delle rispettive quarte: quindi se in quarta ci sono 10 alunni e ne boccian 5, le quinte son di 5 alunni, con dieci o 12 professori negli istituti tecnici e professionali. Io ho avuto classi di 5 alunni, quindi parlo per esperienza. Almeno nei professionali si possono costituir classi articolate per le poche materie non comuni.
    Non ci saranno licenziamenti: le graduatorie dei precari (lo è una delle mie nuore) saranno esaurite grazie ai pensionamenti e pre-pensionamenti. Bisogna ora bandire concorsi severi: la pacchia è finita.
    D'altra parte i partiti di sinistra e le sigle sindacali variopinte han voluto immetter nella scuola cani e porci, con abilitazioni ridicole e ridicoli ma a pagamento corsi SSIS, i frequentanti dei quali ultimi si son trovati per lo più promossi col massimo dei voti ed 30 punti aggiuntivi per cui han scavalcato, subito dopo la laurea praticamente, i precari storici che il punteggio se l'eran guadagnato, dopo l'abilitazione regolare, supplenza temporanea dietro supplenza temporanea per lunghi anni.

    Ben venga, quindi la riforma.
    Avere oltre 900 corsi di specializzazione negli istituti professionali è una stortura tutta italiana: ma garantisce il posto ai prof. ignoranti e fannulloni. Il cui voto conta.

    Evviva la Gelmini! Il Berlusca, intanto, sale al 70% di gradimento.
    Si rodan l'anima i sinistri. E buon pro gli faccia

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da 232425 Visualizza Messaggio
    ci sono molti modi di esprimere la protesta, tutti i modi che non infrangono la legge sono leciti.....
    Occupare un ufficio pubblico è reato.
    Se voglino fare qualcosa di utile vadano a chiedere conto a quelli che stanno in parlamento. L'università già costa un casino di soldi, se mi ritrovo a non poter usufruire di ciò per cui pago perché qualcuno ha decisa di occuparla sono per l'ingresso con fucili spianati e sparare a vista. E' assurdo che i servizi italiani debbano sempre essere bloccati da gruppetti di rompiballe e la polizia non possa far mai nulla.

  3. #13
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    Predefinito Quei docenti nelle trincee

    da Repubblica

    Quei docenti nelle trincee
    I valori della conoscenza

    Gli insegnanti arrancano per ottenere un minimo di credibilità, schiacciati tra l´indigenza e il disprezzo, davanti a studenti che pensano ad altro

    Fenomenologia del corpo insegnante

    MARCO LODOLI

    Dopo anni e anni di riforme scolastiche fondate su incerti presupposti pedagogici, dopo Berlinguer, la Moratti, Fioroni e il progressivo smarrimento di insegnanti e allievi di fronte ai nuovi programmi e ai nuovi criteri di giudizio, alle Siss e ai moduli, alla metamorfosi costante degli esami di Stato e alla sistemazione dei precari, ecco che in un attimo tutto si semplifica: finalmente si è trovato il principio regolatore del marasma, era l´uovo di Colombo, ma ci voleva l´accoppiata vincente Tremonti-Gelmini per pervenire a tanta brutale chiarezza. La scuola sarà riorganizzata secondo i pochi soldi che restano.
    Certo, non è un discorso che si può fare apertamente, va mimetizzato dietro le frasche dei grembiulini e del voto in condotta, dietro il velo della nostalgia dei bei tempi che furono, ma la sostanza ormai è evidente. Il piatto piange, dunque si mandano a casa tante maestre, si riducono gli anni scolastici, si congelano i precari in un freezer mortale. Non basta ancora, dalla torre di comando, coi conti della spesa in mano, scende il ministro Brunetta per bacchettare gli insegnanti: per quello che fanno guadagnano benone, in fondo il corpo docente è fin troppo pingue e sotto sotto se la intende mollemente con le armate invisibili dei fannulloni. E ancora: si auspica lo sbarco nella scuola delle fondazioni, addirittura degli sponsor, denaro privato, fresco, produttivo, denaro che produrrà altro denaro, se tutto va bene, e viene quasi da immaginare i nostri bambini con il loro bravo grembiulino azzurro e il nome dell´azienda finanziatrice sulla schiena, come accade ai giocatori di calcio.
    Insomma, ci spiegano Tremonti e la Gelmini, lasciamo stare Rousseau, Steiner e la Montessori, non perdiamoci nella nebbia delle teorie, cancelliamo ogni patetico e rovinoso sessantottismo e andiamo al cuore del problema: la scuola è una ditta sull´orlo del collasso, e allora come nella più feroce tradizione neoliberista, subito forbici e tagli, poi si vedrà. Del resto già da qualche anno, con il varo solenne dell´autonomia scolastica, è difficile per un insegnante parlare dei problemi didattici con il suo dirigente scolastico. «Il preside è corso in banca a firmare carte», «Il preside sta rivedendo le entrate e le spese con la segretaria», «Il preside non sa dove sbattere la testa per pagare i supplenti». Il mondo dell´economia, reale o immaginaria, preme sempre più sulla scuola: gli stessi allievi da molto tempo sentono che in fondo Aristotele o la trigonometria non serviranno un granché, che la vita di oggi ruota attorno ad altri assi cartesiani, soldi e divertimento, soldi e successo, come un luna park eccitante al quale le biblioteche non possono insegnare un bel nulla.
    Il paradosso è proprio questo: il nuovo governo berlusconiano dichiara di voler restituire serietà e autorevolezza alla scuola, contro il lassismo di insegnanti lazzaroni, quando chiunque lavori in un´aula sa che lo sfacelo è figlio proprio della trasformazione antropologica elaborata dalle reti Mediaset, negli studi pubblicitari, nei centri commerciali, in una sottocultura biecamente edonista che ha illuso i più deboli e i più giovani privandoli persino di un senso di dignità e di una colonna vertebrale. Così gli insegnanti arrancano per ottenere un minimo di credibilità, schiacciati tra l´indigenza e il disprezzo, davanti a studenti che pensano ad altro, che neanche fingono più di credere ai valori della conoscenza e dell´apprendimento.
    Un esempio clamoroso è il film La classe, Palma d´oro a Cannes, incensato da tutta la critica. La figura dell´insegnante appare nella sua versione più desolata, il povero Bégaudeau, autore del libro e protagonista principale del film, è davvero uno sciagurato, quasi un inetto, che non ne fa una giusta neanche per sbaglio. Tutto l´anno scolastico perduto dietro una sola idea, far scrivere a ogni studente il suo autoritratto. Mai osa proporre ai ragazzi un brano di Shakespeare, una poesia di Baudelaire, qualcosa di alto e nobile che possa modificare le loro sensibilità: non crede più alla potenza dell´arte, del pensiero, della bellezza, si accontenta di aderire timorosamente alla vita degli studenti, di certificare l´esistente, lo status quo, la vita così com´è, ed è una brutta vita. Finirà a insultare due allieve e a farsi minacciare dal bullo della classe, poi espulso a forza dalla scuola. Un insuccesso totale, una catastrofe. La scuola rischia sempre più di diventare un mondo in cui la cultura conta poco o niente, dove imperano il presente, il disagio, i soldi sognati o tagliati.

  4. #14
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    Ci vuole un po' di elasticità nell'applicazione della legge, le occupazioni sono simboliche.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Tristano Visualizza Messaggio
    Occupare un ufficio pubblico è reato.
    Se voglino fare qualcosa di utile vadano a chiedere conto a quelli che stanno in parlamento. L'università già costa un casino di soldi, se mi ritrovo a non poter usufruire di ciò per cui pago perché qualcuno ha decisa di occuparla sono per l'ingresso con fucili spianati e sparare a vista. E' assurdo che i servizi italiani debbano sempre essere bloccati da gruppetti di rompiballe e la polizia non possa far mai nulla.
    useremo i fucili, al prossimo sciopero dei trasportatori, o dei tramvieri o dei medici o dei controllori di volo ...ecc.ecc...

    anche questi ci privano di un servizio che paghiamo ed a cui abbiamo diritto

    o no?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Questo articolo dimostra come:

    1. Le agitazioni contro il decreto Gelmini siano pretestuose. Qualcuno nei sindacati e nei partiti dell'opposizione dovrà rendere conto al paese di questa strumentalizzazione.

    2. Che gli studenti universitari che protestano sono degli asini: non conoscono la Costituzione, fanno un appello a Napolitano perchè non promulghi la legge.

    3. Forse occorrerebbe imporre il grembiulino anche all'Università.


    Leggete:

    http://www.corriere.it/cronache/08_o...4f02aabc.shtml

    uffa, ma non cambiano mai?
    1. Non capisco dove l'articolo dimostri che le agitazioni sono pretestuose: l'autore dell'articolo non sposa alcuna tesi, non inserisce proprie opinioni, cita solo dei fatti di cronaca, lasciando valutare il lettore.

    2. Se gli studenti universitari non conoscono le prerogative ed i limiti del PResidente della Repubblica e del Parlamento (ne dubito, credo invece si tratti di toni che servono a far capire quanto siano contrari alla riforma), forse è perchè la scuola dell'obbligo non gli ha fatto studiare Educazione Civica; ed ora, con meno fondi, non so come saremo messi....

    3. Forse occorrerebbe ascoltare un po di più chi protesta, prima di imporre una riforma in tempi record e rischiare l'ennesimo fallimento, dopo i tentativi di Berlunguer e della Moratti.

    Vorrei tanto che a cambiare fosse chi agisce senza ascoltare.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    ti pare democratico tutto ciò?

    o piuttosto ricattatorio, mafioso?
    premesso , non sopporto le occupazioni...

    ma detto da te...

    ma dai...un minimo di pudore...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Non escludo, anzi sono abbastanza convinto che sia chi promuove la riforma sia chi la osteggia cerchi di drammatizzare o smorzare i problemi, per sostenere la propria tesi.

    Ma proprio per questo, per evitare una contrapposizione frontale in cui non si sa più chi ha ragione e chi ha torto, occorrerebbe una discussione serena con il mondo della scuola PRIMA di varare la riforma: basterebbe che

    1) il governo ricordasse a tutti che una riforma comunque s'ha da fare e perchè,
    2) definisse alcuni obiettivi irrinunciabili della riforma, sui quali c'è poco da discutere e spiegasse il perchè,
    3) fissasse un termine temporale ragionevole per la discussione con sindacati e altre associazioni di insegnanti e studenti.

    Tanto semplice.....perchè non si fa?

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da 232425 Visualizza Messaggio
    useremo i fucili, al prossimo sciopero dei trasportatori, o dei tramvieri o dei medici o dei controllori di volo ...ecc.ecc...

    anche questi ci privano di un servizio che paghiamo ed a cui abbiamo diritto

    o no?
    Aspetta. Un conto sono i professori che scioperano. Altro conto degli studenti che occupano un luogo impedendo lo svolgersi della normale attività. Chi rappresentano i collettivi per proclamare il blocco dell'anno accademico? Che autorità hanno per paralizzare l'università? Vogliono scioperare i professori? Va benissimo, ma che siano i professori a scioperare come categoria, i collettivi non c'entrano niente, la smettessero di comportarsi come se l'università fosse di loro proprietà.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    Non escludo, anzi sono abbastanza convinto che sia chi promuove la riforma sia chi la osteggia cerchi di drammatizzare o smorzare i problemi, per sostenere la propria tesi.

    Ma proprio per questo, per evitare una contrapposizione frontale in cui non si sa più chi ha ragione e chi ha torto, occorrerebbe una discussione serena con il mondo della scuola PRIMA di varare la riforma: basterebbe che

    1) il governo ricordasse a tutti che una riforma comunque s'ha da fare e perchè,
    2) definisse alcuni obiettivi irrinunciabili della riforma, sui quali c'è poco da discutere e spiegasse il perchè,
    3) fissasse un termine temporale ragionevole per la discussione con sindacati e altre associazioni di insegnanti e studenti.

    Tanto semplice.....perchè non si fa?
    appunto perchè è troppo facile.....

    come si fa a varare una riforma senza sentire chi da questa riforma sarà coivolto, con chi bene o male ne subirà gli effetti?
    senza discuterne con le categorie che ne saranno protagoniste, facendo passare tutto sopra le loro teste?

 

 
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