
Originariamente Scritto da
•Sorz•
no, il discorso è a più ampio respiro: l'UE anni addietro ha definito le quote latte, ovvero il massimo di produzione in LT per ogni singolo stato. Se si supera la quota, lo stato (-> l'allevatore) vien multato. Le quote riguardano anche altri prodotti, dalle arance ai pomodori, dal grano ai limoni. Le eccedenze, o vengono distrutte dai contadini stessi per non incorrere in sanzioni, o vengono confiscate "dall'alto" e distrutte. Il tutto, ufficialmente, per evitare che gli stati membri della UE si facessero concorrenza fra loro nei beni di prima necessità, determinandone un'impennata dei prezzi. In realtà, le quote servono a salvaguardare le economie dei paesi UE a prevalenza agricola (Polonia, Romania, ...), che difatti han quote sproporzionate "all'insù".
In Italia, da anni, siamo a conoscenza della diatriba sulle quote latte. I politicanti europei non tollerano lamentele, proteste, denunce, scioperi. Nè tollero che l'immagine della UE sia macchiata da "problemini" simili, viste le ben più grosse divergenze in campo prettamente politico fra i vari stati.
Di fatto, dopo che gli allevatori italiani avevano ironicamente chiesto che fine facesse il latte prodotto in eccesso (ironicamente perchè volevan sottolineare che anzichè essere regalato ai paesi del terzo mondo veniva distrutto), son cominciate le ripicche. Il grana, prodotto direttamente derivato dal latte, finisce sulle tavole Cinesi, Americane, Giapponesi,Inglesi, Francesi,... con la stessa denominazione che vien marchiata qui in Italia ANCHE se prodotto in altri stati. Sicchè il consumatore acquista un prodotto credendolo certificato, "sicuro", controllato, quando in realtà è un sotto-prodotto taroccato chissà dove. Il consorzio dei produttori, i nostri ministri dell'agricoltura, i nostri europarlamentari nonchè le varie associazioni dei consumatori han provato ad alzare la voce, inutilmente. Per una sentenza che afferma l'esclusività di una certa denominazione, v'è sempre un mancato stanziamento di fondi per farla rispettare. Una presa in giro, insomma, visto che per altri prodotti (Olio, Vino,...) le specialità vengono tutelate in maniera forte, decisa. Tant'è che le vendite di grana son crollate non per il minor consumo o per l'aumento del prezzo, quanto per la diffusione di tarocchi a livello globale.
E chi ci rimette? I produttori di grana, i lavoratori loro dipendenti, i produttori di latte italiani (forse gli unici danneggiati volutamente), i consumatori di tutto il mondo e... i politici europarlamentari. Peccato che questi ultimi al massimo ci rimettano la faccia.