Come previsto (ma non in maniera così clamorosa) il Governo del Nano, di Finistein e della Lega non solo non sta mantenendo nulla di quel che la Lega aveva promesso, ma fa addirritura l'opposto.
Ricapitoliamo?
Immigrazione: aumentata del 69%, sparito il progetto di trasformare in reato la clandestinità, tramontata la promessa di espellere i comunitari furilegge (vedi i rom). Praticamente un disastro.
Federalismo: Peggio che peggio: soldi a Roma, a Catania, a tutto il terroname, ma solo vaghe promesse (da realizzare forse tra 9 anni) per il "Nord" senza specificare quali tasse e in quale percentuale rimarranno là dove sono raccolte. Una calderolata tale che perfino Formigoni e la mummia di Milano denunciano un federalismo deludente e al contrario.
Unici difensori dei soldi a Catania(vedi giornali) il solito Calderoli e la sua corte (Boni, Reguzzoni e pochi altri).
Infrastrutture:In campagna elettorale si parlava di Brebemi, Pedemontana etc. ma adesso ci fanno sapere che i soldi per queste cose non arriveranno manco per l'Expo (essa stessa a rischio). Occorre invece il Ponte di Messina.
Territorio: Questo governo è riuscito a fare quel che Prodi non osava: l'eliminazione delle comunità montane e delle scuole di montagna.
Industria e finanza: Debiti alitaglia sul groppone dei cittadini, e il resto regalato ai soliti noti, regali alla Fiat e alle solite banche gestite dagli amici di Roma e un saluto agli imprenditori del nord che pagano le tasse.
Continuate voi, ce n'è all'infinito.
Dunque? Molta gente ha aperto gli occhi, la delusione verso la Lega è palpabile, lo sentiamo a RPL e lo vediamo ai gazebo, e un movimento autonomista esterno oggi potrebbe avere spazio.
Occorre però dire che i tempi potrebbero essere maturi per rivolgimenti epocali e che se in Lega qualcuno rinsavisse si potrebbero fare discorsi ampi e tentativi seri di rivolta del sistema. Qualcosa di incoraggiante a volte si sente (soprattutto in Veneto), alcuni elementi ributtanti sembrano essere in fase calante, qualche discorso onesto a volte si può intavolare. In Lombardia oggi gli interlocutori attenti al tema autonomia stanno cominciando ad essere tanti e tanti si fanno sentire e chiedono cosa vogliamo fare.
L'isolamento è finito.E' servita la fase di rottura totale e di cesura, per definire un'identità diversa dalla Lega, ma adesso, conquistata questa identità autonoma, occorre tornare sul campo e far pesare la nostra parola.
Troppi danno per scontato il nostro aventino e, quindi, se fregano di quel che diciamo, tanto il nostro 1-2-3% è congelato. La festa è finita:una nostra discesa in campo, e una possibile lista di interlocutori, ci restituisce peso e parola sulla scena politica e lo restituisce al nostro messaggio.
Rimango dell'idea che,nella totale autonomia, il miglior partner per accordi di desistenza elettorale et simili sia la Lega, e qualche segnale arriva, ma è chiaro che se alle vaghe promesse di interessamento a certi progetti non seguono concretezze, stringeremo accordi con altri che diano spazio alla nostra voce. I grandi giochi comunque sono solo all'orrizzonte.Non c'è fretta.Andiamo con i piedi di piombo e aspettiamo il cadavere sulla riva del fiume.
So già che i puristi che dedicano a queste questioni un paio d'ore di computer al giorno diranno:>mai accordi con nessuno etc>,ma vorrei ricordare che in un recente passato, gruppi di durissimi e purissimi (al bar) ci hanno fatto fare scelte discutibili e poi, al momento della verità, sono prima spariti e poi ricomparsi in Lega in versione vicebidello o scopino di sezione.
Siccome noi in questa Lega non torneremo, tantomeno a fare gli scopini, dobbiamo attrezzarci per affrontare il mondo esterno, far eleggere nei consigli comunali gente nostra (se no non siamo più movimento politico) e portare avanti le nostre battaglie.
Lombardei Ueber Alles




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2001-2006, in Cinque anni di Governo non si è portato a casa Niente di concreto, una devolution Trombata a Fine Legislatura...con scuse di ogni forma e di ogni tipo, del tipo Colpa di follini, dell'UDC,