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Discussione: Gli Obamacons

  1. #1
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    Predefinito Gli Obamacons

    Gli Obamacons

    16 Ottobre 2008 Il Foglio

    New York. C’è in corso una specie di rivolta di editorialisti e intellettuali conservatori contro la campagna presidenziale di John McCain. Sono in parecchi, ormai, ad aver annunciato di votare Barack Obama il 4 novembre, invece che il malinconico candidato repubblicano. Molti altri sollevano dubbi, criticano la campagna McCain, suggeriscono vie d’uscita improbabili e sono tentati dal dire pubblicamente che questa volta, per la prima volta, sceglieranno un democratico. Victor Davis Hanson e altri conservatori duri e puri accusano gli ex amici di essere pronti a passare di là per non perdere il posto a tavola nei circoli che contano.
    Il gruppo di Obamacons non è omogeneo e non costituisce un movimento ideologicamente rilevante: ci sono liberisti, paleocon, neocon, cattolici, falchi, colombe, pro e contro Bush. McCain non è diventato improvvisamente incapace, ha scritto Michael Gerson sul Washington Post, né ha perso il suo carisma, è stato semplicemente vittima di un agguato della storia: la crisi finanziaria di fine settembre.
    Andrew Sullivan, blogger dell’Atlantic Monthly, è stato il primo, anche se aveva già saltato il fosso nel 2004, quando si era schierato con John Kerry. Fanno parte del gruppo il professore Andrew Bacevich, a causa della guerra in Iraq; l’ex consigliere legale di Ronald Reagan, Doug Kmiec; il consigliere economico liberista di Reagan e Bush senior, Bruce Bartlett; il figlio di Milton Friedman, David, convinto che Obama sia il più adatto a seguire le teorie economiche del padre; e Susan Eisenhower, la figlia nipote del presidente Dwight Eisenhower. In questi ultimi giorni di campagna elettorale, mentre l’anziano eroe McCain scivola nei sondaggi senza sapere bene per quale motivo – se non per la sfortuna di essere stato travolto dalla crisi di Wall Street – la tendenza è diventata una valanga. Christopher Hitchens, che non è un conservatore, ma uno di sinistra che negli ultimi sei o sette anni è stato tra i più vivaci sostenitori della dottrina Bush contro l’islamofascismo e della guerra per liberare l’Iraq, ha scritto su Slate che voterà Obama, anche se lo reputa “altamente sopravvalutato”. Hitchens è convinto che la presidenza Obama non sarà una “capitolazione” all’Islam militante e questo gli basta, anche perché la candidatura di Sarah Palin è “una barzelletta”.
    Due giorni fa è stato Christopher Buckley – romanziere di successo e figlio di uno dei più importanti intellettuali conservatori degli ultimi 50 anni, Bill Buckley, il fondatore della rivista National Review scomparso a febbraio – ad aver scritto sul blog di Tina Brown, “The Daily Beast”, che “scusa, papà, ma voterò Obama”. Buckley, come suo padre, è un conservatore tradizionale, scettico sulla guerra in Iraq e sostenitore dello stato minimo. La sua dichiarazione di voto ha scatenato la protesta dei lettori della National Review, dove Buckley da sei mesi tiene la rubrica di ultima pagina in sostituzione di Mark Steyn, impegnato in un processo in Canada. Buckley ha offerto le sue dimissioni al direttore della rivista fondata da suo padre e, a sorpresa, le dimissioni sono state accettate, formalmente perché il titolare della rubrica, Steyn, è tornato a scrivere. Poco prima era stata Kathleen Parker, editorialista conservatrice del Washington Post, a chiedere a Sarah Palin di ritirarsi perché non qualificata al ruolo di vicepresidente. I dubbi su Palin ce li hanno anche il nostro David Frum, già speechwriter di Bush, e la giurista neoconservatrice del Manhattan Institute Heather Mac Donald. Peggy Noonan, firma del Wall Street Journal ed ex speechwriter di Reagan, è indecisa su chi votare. David Brooks, sul New York Times, non considera Palin adatta al ruolo di vicepresidente e l’ha definita “un cancro fatale per il Partito repubblicano”.
    Un altro gigante dell’opinionismo conservatore vecchio stampo, George Will, mai tenero con la politica estera di Bush, ha scritto che “McCain ha perso la testa” perché ha affrontato la crisi finanziaria come un pivello, accusando Wall Street di ingordigia invece che valutare attentamente i fatti.


    Christian Rocca


    http://www.camilloblog.it/archivio/2...gli-obamacons/

  2. #2
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  3. #3
    Liberale Dubbioso
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    Le dichiarazioni di Colin Power lo annoverano a tutti gli effetti tra i republicansforobama!

  4. #4
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    What Motivates Me to Support Barack Obama

    Wed, 08/20/2008 - 47pm — Joel Haugen
    While my crystal ball may be no clearer than anyone else’s, I am sure that we need to choose a President who exemplifies the 21st Century and is not just an echo of the Cold War mentality. I personally admire John McCain, but I simply cannot see him inspiring the nation and our world economic partners to work together and solve our very daunting problems. My Obama support-decision matrix includes the characteristics of Judgment, Temperament, Charisma, Intellect, Adaptability, Virtue, Vision, Traditional Republican Values, and dedication to “Main Street.” Barack Obama is without question the superior choice for me based on my analysis below.

    Temperament: Inside and out of the next administration, the next president needs a personality and disposition that does not inflame problems, but intelligently resolves them.
    Charisma: Is there any question?
    Intellect: Obama finished at the top of his class at Harvard while McCain finished very close to the bottom of his class at Annapolis; if there is doubt, listen to each of them respond to a complex question.
    Adaptability: I measure this characteristic by a person’s ability and willingness to compromise to achieve a solution to a problem
    Virtue: Obama’s choice to serve his Chicago community and forego lucrative options to apply his acknowledged skills, speaks volumes about his character.
    Vision: I see Obama’s view of the world as deep and nuanced to reflect reality as opposed to ideology. I am particularly enthusiastic about his plans for converting to clean energy, improving our environment, and encouraging national service.
    Judgment: Obama sees the world in wide angle and Technicolor, as suggested by his views on Iraq, Afghanistan, Cuba, Russia, Iran, Venezuela, North Korea, etc. Even the Bush administration is beginning to use some of the diplomatic tools Obama has long been discussing.
    Traditional Republican Values: Republican Presidents from Lincoln through Ford were strong advocates for equal rights, balancing labor and business, consumer protection, protecting the environment, a humble but vigorous foreign policy, promoting peace through strength, fiscal integrity, and unafraid of great challenges. A traditional Republican would never condone torture or cruel and inhuman treatment of prisoners regardless of circumstances. Dwight D. Eisenhower probably embodied these traits as well as any Republican President; I see Barack Obama in the same vein, although arguably even more inspirational.
    Main Street Values: America is comprised mostly of folks from “main street” who earn their wages, work in their communities, raise their families, and aspire to create a better world for their children. Barack Obama has worn the shoes of main street. His values and success are derived, not from privilege or position, but through real life experience, hard work, and commitment to his ideals and family.
    The opportunity to elect such a leader does not come around often; I hope that America does not squander this opportunity!
    Joel Haugen is the Republican Party’s candidate in Oregon’s 1st Congressional district.

    http://www.republicansforobama.org/?q=node/1704

 

 

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  1. Aiuto! Ci mancavano anche gli Obamacons!
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