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Discussione: Somara !

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    Predefinito Somara !

    Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-Gelmini

    Gli studenti si mobilitano, i prof sullo stesso fronte. Oggi raduno di ateneo a Ingegneria e sciopero Cobas Lunedì il ministro è atteso allo Steri
    di Antonella Romano


    Parte la mobilitazione anti-Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola. Si preannuncia una giornata calda, quella di lunedì prossimo: il ministro dell'Istruzione è annunciata come ospite d'onore a un convegno allo Steri. E gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio davanti alla sede del rettorato. Il calendario della protesta sarà concordato oggi alle 9,30 in un'assemblea di ateneo alla facoltà di Ingegneria. I Cobas, intanto, lanciano per oggi una giornata di sciopero nelle scuole, mentre l'Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione per il 20, il 21 e il 22 novembre.

    All'Università i primi a mobilitarsi sono stati gli studenti di Lettere: per loro è già il quinto giorno di assemblea permanente. Oggi proporranno ai colleghi delle altre facoltà di organizzare lunedì un corteo che parta da viale delle Scienze e arrivi in piazza Marina. «Scenderemo in piazza a protestare anche se la Gelmini darà forfait, come sta facendo nelle altre città italiane dopo le prime contestazioni - annuncia Fabrizio Fasulo, rappresentante di uno dei gruppi di autogestione a Lettere - La trasformazione dell'università in fondazione privata, in una terra di speculazioni mafiose, non la vogliamo».

    Il clima si surriscalda ogni giorno che passa e spinge sindacati e movimenti - Andu, Cisal-Università, Cnu, Flc-Cgil, Snals-Università, Udu, Uil-Urafam - a unirsi per coinvolgere oggi all'assemblea di Ingegneria studenti, docenti, tecnici, amministrativi, il rettore uscente Giuseppe Silvestri e il successore Roberto Lagalla, che si insedierà il 1° novembre, e discutere insieme sulle ricadute del piano Gelmini sull'università. Oggi, dunque, in molte facoltà lezioni sospese per tre ore. Una raccolta di firme dalla Lombardia alla Sicilia per chiedere le dimissioni del ministro alla Pubblica istruzione la annuncia il segretario nazionale del Codacons, il siciliano Francesco Tanasi.



    Tra gli studenti universitari, in prima fila a protestare c'è l'Udu: «Il decreto Gelmini sarà la causa del crollo degli atenei pubblici, in particolare al Sud, segnando la fine della formazione - dice il coordinatore palermitano Pasquale Di Pollina - Siamo convinti che l'università debba essere pubblica e l'insegnamento libero». Da giorni l'Unione degli universitari si oppone al provvedimento Tremonti-Gelmini, attraverso assemblee di facoltà e una capillare sensibilizzazione degli studenti, che contestano anche la recente legge, voluta dal ministro Renato Brunetta, che blocca la stabilizzazione dei ricercatori precari.

    Anche alcuni docenti di Lettere hanno proclamato, già da lunedì, lo stato d'agitazione, mentre a Scienze della formazione i professori hanno deciso di dedicare parte delle ore di insegnamento al dibattito sui provvedimenti del governo, per dire no ai tagli sui finanziamenti ordinari e a quelli per la ricerca, all'aumento dei corsi di laurea a numero chiuso, alla precarizzazione del lavoro universitario. «Siamo doppiamente colpiti - dice il preside Michele Cometa - non solo in quanto parte del sistema accademico ma anche perché la missione della nostra facoltà è la formazione degli insegnanti». Il Consiglio di facoltà ha indetto un'assemblea giovedì prossimo all'Albergo delle povere.
    (17 ottobre 2008)
    http://palermo.repubblica.it/dettagl...elmini/1528565

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  2. #2
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    Mobilitazione studentesca
    contro la riforma Gelmini

    Agitazione in tutti gli atenei per esprimere la contrarietà rispetto alla legge 133 che "mira a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico". Tensione a Palermo e Catania, dove alcuni studenti hanno dato il via alle occupazioni





    PALERMO - Giornata di mobilitazione negli atenei italiani, in agitazione per esprimere la contrarietà rispetto alla legge 133 che "mira a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico".

    È quanto afferma l'Unione degli studenti universitari, spiegando che iniziative sono in corso, o previste per le prossime ore, a Palermo, Pavia, Ancona e Ferrara.

    Alcune migliaia di studenti universitari (15 mila secondo gli organizzatori) hanno sfilato a Palermo contro la riforma del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini. Il corteo è partito dalla facoltà di Lettere e filosofia, all'interno della cittadella universitaria, in viale delle Scienze. "Non saremo noi a pagare per la vostra crisi" è lo striscione che apre il corteo, al quale partecipano anche docenti e dipendenti dell'Università.

    Alcuni di loro portavano in spalla una bara di cartone con la scritta "Università", simulando il funerale dell'ateneo. Poche le bandiere, nessuna di partiti e di sindacati. "Questa è una manifestazione auto organizzata - gridano gli studenti con i megafoni - non permetteremo al ministro Germini di ammazzare l'università con la legge 133".

    La polizia, in tenuta antisommossa, ha respinto il tentativo degli studenti di forzare il cancello d'ingresso del palazzo del rettorato. Un gruppo di manifestanti ha cercato di superare il blocco di poliziotti e carabinieri che sono schierati proprio davanti al cancello.

    Per allentare la tensione, il rettore dell'ateneo palermitano, Giuseppe Silvestri, ha accettato di scendere dal palazzo e di parlare con gli studenti, rifiutando la proposta fatta da una delegazione di aprire le porte del rettorato per consentire ai manifestanti di entrare nel piazzale. Poi ha fatto entrare gli agenti di polizia ed i carabinieri all'interno del palazzo.

    Il rettore, con un megafono, ha parlato agli studenti sostenendo la propria contrarietà alle misure previste dalla riforma Gelmini ed in particolare "alla trasformazione delle Università statali in fondazioni".

    Nel frattempo, gli studenti di Scienze politiche dell'Università di Catania hanno occupato l'aula magna della facoltà, rimanendovi in assemblea permanente, per "protestare contro la legge Gelmini, contro i tagli di oltre un miliardo e mezzo di euro previsti a danno degli ateneì".

    I promotori dell'iniziativa annunciano che "la mobilitazione è l'inizio di un percorso di lotta che da domani coinvolgerà altre facoltà dell'Università di Catania".

    20/10/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  3. #3
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    (18 ottobre 2008)

  4. #4
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    Appello bipartisan per l´Università

    Big e studenti ancora in piazza: "No al piano della Gelmini"
    di Antonella Romano


    Di nuovo in piazza, in 15 mila, per dire no alla riforma-Gelmini e dichiarare lo stato di agitazione dell´Università di Palermo. Un secondo corteo di universitari, dopo l´invasione pacifica di piazza Marina, ha attraversato ieri le vie del centro, da viale delle Scienze alla Prefettura, mentre il sito web dell´università è rimasto oscurato per tutto il giorno. Un gruppo di docenti ha sfilato in testa al corteo, dopo aver preso parte alle assemblee indette nelle dodici facoltà. Per la prima volta sono comparsi cartelli firmati dalla destra e dalla sinistra, «insieme per respingere la 133». «La riforma non la vogliamo», hanno urlato i rappresentanti delle sigle studentesche assieme ai loro prof. «L´Università non è una fondazione, non toglieteci l´istruzione», hanno scandito tra fischi e applausi. Solo a Scienze politiche il preside non ha autorizzato ieri la sospensione delle lezioni. A Medicina, dove a solidarizzare con gli studenti c´erano il preside Elio Cardinale e il neo rettore Roberto Lagalla, è stato deciso che le prossime lauree si celebreranno senza toghe ed ermellini. Da Lettere è partita la proposta di una autogestione, con la facoltà aperta anche nelle ore serali. Ricercatori, dottori e dottorandi, assegnisti e professori a contratto di Lettere hanno proposto il blocco della didattica per 10 giorni, con attività alternative come seminari, assemblee. A Ingegneria studenti, dottorandi, assegnisti e docenti hanno organizzato per domani, alle 16, una lezione simbolica di protesta davanti al teatro Politeama, per dire no al taglio di finanziamenti, alle limitazioni del turnover, alle fondazioni universitarie. A Giurisprudenza è stato il preside Giuseppe Verde ad aprire l´assemblea. Forti prese di posizione sono venute anche da Economia e da Scienze della Formazione. E a Scienze la proposta di un´occupazione è stata lanciata dai docenti. «Istituiremo anche da noi un coordinamento, come quello di Medicina, per coordinare gli incontri e le iniziative da adottare», dice Antonio Maria Greco, direttore del dipartimento di Matematica e coordinatore

    del collegio dei direttori di Dipartimento, in prima fila assieme a Teresa Cannarozzo e Valeria Militello. Ha raggiunto in corso Vittorio Emanuele il corteo anche Rita Borsellino, leader di Un´altra Storia. per portare la solidarietà ai manifestanti. E assieme ai giovani dell´assemblea di Lettere e dell´Udu, organizzatori del corteo, hanno sfilato una cinquantina di esponenti di Alleanza Etica, gruppo in orbita Pdl. «Siamo tutti quanti partecipi dei destini dell´università, sia da destra che da sinistra. Non siamo d´accordo con alcuni punti della 133, certo non siamo qui per manifestare contro il governo», chiariscono Riccardo Catania, coordinatore provinciale di Alleanza Etica e Francesco Mineo, coordinatore a Ingegneria. La marcia contro la riforma Gelmini è approdata alle tre del pomeriggio in Prefettura. Della delegazione che è salita dal prefetto facevano parte i due rettori Silvestri e Lagalla. «Il rettore non ha potuto autorizzare la sospensione dell´attività didattica. Ogni facoltà stabilirà in autonomia come continuare la protesta. Oggi è stata un´altra giornata storica per gli studenti dell´Ateneo palermitano», dice Pasquale Dipollina, coordinatore Udu. Solidarietà ai manifestanti sono giunte in massa dalla Cgil, da Pd e da Rifondazione comunista, che hanno preso parte al corteo.
    (22 ottobre 2008)
    http://palermo.repubblica.it/dettagl...ersita/1530975

  5. #5
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    A Palermo si studia in piazza
    Protesta anti-Gelmini, il rettore annuncia il calendario delle attività: molte lezioni saranno tenute in luoghi pubblici. A Catania 100 ragazzi manifestano alle Ciminiere





    CATANIA - Un centinaio di studenti, tra universitari e delle scuole medie superiori, ha protestato contro la riforma Gelmini davanti alla sede del centro fieristico Le Ciminiere dove è in corso la sesta Giornata europea della giustizia civile.

    Alla manifestazione era annunciata la presenza del ministro alla Scuola, che però ha fatto sapere da giorni di non potere partecipare ai lavori. Non si registrano incidenti. Sul posto agenti della Digos della Questura, carabinieri e agenti di polizia municipale.

    Intanto a Palermo il preside della facoltà di Lettere, Vincenzo Guarrasi, ha presentato il calendario delle attività informative, culturali, seminariali organizzate nel periodo di sospensione dell'attività didattica (fino al 31 ottobre) decretato dal Consiglio di facoltà lunedì scorso: molte lezioni saranno tenute in luoghi pubblici.

    Comincerà lo storico Salvatore Lupo, martedì prossimo alle 16 in piazza Magliocco; le attività culturali saranno realizzate in collaborazione con i docenti associati e ordinari, i ricercatori e dottorandi della facoltà.

    Le proteste proseguiranno fino al 31 ottobre. "Voglio sperare che per quella data - ha aggiunto il preside - la legge 133 sia stata respinta dal Senato".

    Due commissioni di studenti e docenti stanno lavorando per redigere una relazione sulle "classi differenziali" e un documento propositivo da consegnare al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini.

    24/10/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  6. #6
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    Solidarietà al mondo della scuola!

  7. #7
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    Al Senato con Battiato
    Intonano le canzoni del cantautore catanese gli studenti che a Roma stanno assediando Palazzo Madama per protestare contro la riforma Gelmini. A Palermo lezioni in piazza e fiaccolate





    ROMA - Cercano "un centro di gravità permanente" le centinaia di studenti confluite da quasi un'ora davanti all'ingresso principale del Senato. E' un Battiato rivisitato e mixato quello che intonano gli studenti di scuole medie e licei, che occupano lo spazio della Corsia Agonale, vale a dire la stradina che collega Corso Rinascimento a Piazza Navona.

    La protesta contro il decreto Gelmini alterna intermezzi musicali a slogan urlati contro la riforma della scuola o all'indirizzo del ministro. Sette i cortei spontanei degli studenti medi e universitari che hanno attraversato Roma per convergere a palazzo Madama, dove oggi è in discussione il contestato decreto Gelmini.

    Il corte più numeroso, circa 1.000 i partecipanti è partito da piazza della Repubblica diretto a piazza Navona. Alle 14 è previsto un corteo da piazza della Repubblica a piazza Barberini. Numerose le pattuglie della polizia municipale che stanno operando lungo i percorsi delle manifestazioni per limitare i disagi al traffico e provvedere alla chiusura e riapertura delle strade interessate.

    A PALERMO. Insegnanti, dirigenti scolastici e genitori dell'istituto elementare Alcide De Gasperi di Palermo hanno organizzato una fiaccolata che partirà alle 21 dalla piazza Giovanni Paolo II, davanti alla direzione didattica della scuola. Al corteo si uniranno i 40 bambini rom che frequentano regolarmente l'istituto e che si muoveranno con i loro genitori dal campo nomadi della Favorita.

    Una serie di lezioni all'aperto, nelle piazze di Palermo, è la forma di protesta scelta da alcune facoltà universitarie. Oggi pomeriggio le lezioni si terranno in piazza Pretoria, davanti ai teatri Politeama e Massimo e in via Generale Magliocco. Mentre continua l'occupazione di Scienze politiche, stasera la facoltà di Lettere organizza una serata di letture e incontri.

    28/10/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  8. #8
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    Scuola, tutta la Sicilia contro la Gelmini
    Mega corteo in piazza Politeama a Palermo


    In tutta la Sicilia esplode la protesta contro la riforma Gelmini. Secondo la Cgil 50 mila persone sono in piazza a Palermo, 20 mila a Catania, 10 mila a Messina, 6 mila a Siracusa, 10 mila a Trapani, 5 mila a Caltanissetta. Manifestazioni anche nei centri minori. Impressionante manifestazione nel capoluogo, dove gli studenti hanno invaso pacificamente piazza Politeama


    In tutta la Sicilia esplode la protesta contro la riforma Gelmini. Secondo la Cgil 50 mila persone sono in piazza a Palermo, 20 mila a Catania, 10 mila a Messina, 6 mila a Siracusa, 10 mila a Trapani, 5 mila a Caltanissetta. Manifestazioni sono inoltre in corso anche nei piccoli centri. A Cefalù, ad esempio, in provincia di Palermo, tutte le scuole superiori sono rimaste chiuse ed è in corso un corteo al quale, secondo il sindacato, partecipano 1.500 persone. Per il sindacato in tutta l'Isola sono scesi in piazza oltre 100 mila manifestanti.

    Il centro di Palermo invaso dagli studenti. Intorno alle undici hanno fatto il loro arrivo in piazza Politeama, nel centro di Palermo, i due imponenti cortei di studenti e docenti che scioperano contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. In piazza ci sono decine di migliaia di persone. Sul numero delle presenze, gli organizzatori danno cifre discordanti che vanno dalle 30 alle 80 mila persone. Il lungo serpentone dei manifestanti si snoda ancora per una grande parte di via Libertà, l'asse viario principale del centro di Palermo.

    (30 ottobre 2008)
    http://palermo.repubblica.it/dettagl...alermo/1536511

  9. #9
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    Non si placa la rabbia degli studenti

    In migliaia hanno dato vita ad un maxi-corteo


    Una delegazione di studenti, giunta in corteo per protestare contro la legge Gelmini, è stata ricevuta dall'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Di Maggio, a palazzo Comitini. Tra i temi affrontati nel corso del dibattito, l'importanza di un confronto costante fra Provincia e studenti, la revisione del regolamento di assegnazione dei contributi agli istituti scolastici e il dialogo continuo con tutte le altre istituzioni per migliorare la qualità della scuola in provincia.

    "Sin dall'insediamento della Giunta Avanti - ha sottolineato al termine dell'incontro Di Maggio - l'impegno nei confronti della scuola è stato focalizzato sui temi dell'edilizia scolastica e del miglioramento della qualità della vita nelle scuole". Secondo il presidente Giovanni Avanti invece "il confronto continuo e costante con gli studenti che sarà istituzionalizzato in un "Forum" è uno strumento importante per agire tempestivamente e con iniziative mirate, raccogliendo idee e contributi non solo dai dirigenti scolastici ma anche da chi come gli studenti vive ogni giorno la scuola. Un confronto che verterà non solo sui temi dell'edilizia scolastica ma sul contributo che l'Ente Provincia può dare, attraverso iniziative e progetti, all'educazione delle nuove generazioni".

    Sempre nel corso della mattinata migliaia di studenti si sono radunati in viale delle Scienze, presso la facoltà di Ingegneria, formando un corteo in direzione di Palazzo Steri, sede del rettorato. Una ventina di studenti del comitato "No Gelmini", sono riusciti a entrare all'interno dell'atrio del rettorato di Palazzo Steri a Palermo. Un'occupazione simbolica, seguita da un centinaio di manifestanti rimasti all'esterno del cancello. I promotori dell'iniziativa sono gli stessi che ieri avevano fatto irruzione a un convegno a Palazzo dei Normanni, con la partecipazione di alcuni rettori italiani, esponendo uno striscione contro la legge 133. Uno studente aveva anche ottenuto di prendere la parola per illustrare i motivi della protesta.

    Attesa nei locali di Fisica, in via Archirafi, una riunione del comitato d'ateneo per la definizione del documento politico. In programma anche una fiaccolata organizzata dalle scuole superiori con partenza da piazza Croci e destinazione piazza Verdi.


    (07 novembre 2008)
    http://palermo.repubblica.it/dettagl...41752#commenta

  10. #10
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    L'onda degli universitari
    "Siamo duecentomila"

    Studenti e ricercatori da tutta Italia per i cortei romani contro la Gelmini, a colpi di vecchi slogan ("Se non cambierà lotta dura sarà") e ironia ("Berlusconi, se hai i capelli lo devi alla ricerca"). Migliaia anche a Palermo, a Catania rettorato occupato





    ROMA - Terminati i comizi in piazza Navona dei segretari generali della Flc e della Uil Università, visto che Cisl e Snals Confsal si sono 'sfilati' dalla protesta, si è chiusa la parte 'sindacale' della manifestazione di oggi a Roma. Resta in piedi la protesta di universitari e studenti medi provenienti da tutta Italia, che dicono di essere in oltre 200 mila e si sono sfilacciati lungo le vie limitrofe a Montecitorio.

    Quella che gli stessi studenti chiamano 'onda anomala', rumorosa ma pacifica e che forse non ha portato in piazza tanti studenti quanti ce ne si aspettava all'inizio, è sorvegliata da un'imponente schieramento di forze dell'ordine. Il presidio di studenti che circonda Montecitorio si è ingrossato fino a raggiungere piazza del Pantheon.

    La manifestazione è stata contraddistinta da protesta e ironia, con una gigantesca 'ola' improvvisata lungo via Cavour. Moltissimi gli striscioni e i cori rivolti al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Berlusconi se hai i capelli lo devi alla ricerca" e "Notizie Ansa: dispersa la Gelmini, ma mancano i soldi per la ricerca", entrambi firmati dai ragazzi della facoltà di scienze dell'università Federico II di Napoli.

    E poi la protesta vera e propria: "Se non cambierà lotta dura sarà", uno slogan che arriva direttamente dal passato. I manifestanti hanno ribadito la loro volontà di "andare avanti con le diverse forme di protesta" fino alla "modifica sostanziale della 133 o al suo ritiro".

    "Continueremo a protestare ad oltranza, con cortei, assemblee, iniziative paradidattiche e attività di studio di autoriforma", spiega Matteo, un rappresentante della facoltà di Geologia dell'università di Firenze. "La mobilitazione continuerà a oltranza che nella facoltà di Lettere nella Sapienza - fa sapere una rappresentante del collettivo di facoltà - con occupazioni intermittenti e momenti di riflessione comuni per l'autoriforma delle università. Non ci accontentiamo del ritiro della 133, vogliamo rifondare l'università italiana".

    "Noi la crisi non la paghiamo" e "la gente come noi non molla mai", sono altri cori urlati nei vari spezzoni del lungo corteo. "Se vogliono ridurre i costi pensassero a diminuire il numero dei parlamentari e a eliminare una delle due Camere", dice uno studente.

    In Sicilia. Anche a Palermo cortei degli studenti universitari e delle scuole superiori, partiti stamattina poco prima delle 10, rispettivamente da viale delle Scienze e da piazza Croci. Circa 5 mila studenti si sono ritrovati in piazza Bologni, nel centro storico di Palermo.

    In uno striscione esposto dai giovani era scritto "Il sapere libero dalla repressione, Genova non si dimentica", per ricordare il G8 e la sentenza, emessa ieri, nei confronti di 29 poliziotti imputati per l'assalto alla scuola Diaz dove dormivano i componenti del social forum. Il corteo degli studenti medi e universitari in piazza Bologni si è unito a quello indetto dalla funzione pubblica della Cgil per i lavoratori del pubblico impiego.

    A Catania i giovani del movimento studentesco, dopo il corteo di protesta per le vie della città contro le politiche del governo in tema di istruzione, sono entrati nel rettorato in piazza Università, occupandolo. E' quindi cominciata un'assemblea degli studenti.

    14/11/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

 

 
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