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  1. #1
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    Predefinito La Crisi E Le Sue Prospettive

    Leggo da piu parti le solite analisi da complotto-fine del mondo.



    In realta pochi hanno compreso che la crisi attuale è figlia non tanto e non solo di errate politiche finanziarie ma della rottura di equilibrio storico durato quasi un secolo.


    Questo equilibrio, che ha costituito le fondamenta dell'economia capitalistica occidentale reggeva, su tre colonne : ABITAZIONI, CIBO E MEZZI DI TRASPORTO (auto).
    Attorno a questi tre assi ruotava una gigantesca filiera industriale e di servizi che negli ultimi trent'anni è diventata sempre piu articolata, complessa e integrata.

    In sostanza prendiamo l'esempio dell'auto.
    Per costruire questi mezzi, ci vogliono svariati materiali (alluminio. plastica, vetro, gomma), servono le fabbriche, una rete di vendita, soggetti finanziari (prestiti, leasing, assicurazioni), reti di supporto (meccanici e rivenditori componenti) e naturalmente il petrolio.

    In pratica intorno all'oggetto automobile ( la cosa potrebbe riguardare altri mezzi di trasporto camion, moto, barche, treni, aerei....) ruota una gigantesca organizzazione di supporto che da lavoro direttamente o indirettamente a milioni di persone.</p>
    La stessa cosa vale per il CIBO e la CASA.

    Questo modello negli ultimi anni cominciava a produrre (nei paesi occidentali) un livello di valore aggiunto sempre piu declinante e per certi aspetti controproducente.

    In sostanza lo scarso livello di incremento demografico e l'effetto saturazione non consente all'industria dell'auto quei picchi di incrementi che aveva negli anni cinquanta e sessanta. Per giunta i troppi mezzi in circolazione vengono visti con fastidio, per i problemi che cio causa alla viabilita e all'ambiente.

    Lo stesso vale per il cibo, ormai ipercalorico e abbondante, causa il fenomeno dell'obesita e quindi costi sanitari sempre maggiori.In altri termini i benefici economici e della qualita della vita si sono fatti sempre piu effimeri e contaddittori.
    Alla fine degli anni 50 uno slogan recitava:
    quello che va bene per la General Motors,va bene per l'America!




    In realta oggi il peso occupazionale e reddituale che la GM ha sull'economia americana è piuttosto trascurabile

    Dal 1940 alla meta degli 70 gli USA sono stati l'impero della PRODUZIONE, dalla meta degli anni 70 a oggi sono stati l'impero dei CONSUMI e da oggi in poi diventeranno l'impero dei SERVIZI.

    Saranno proprio i servizi che plasmeranno il nuovo ciclo economico che si aprira tra qualche anno.Servizi che gia esistono e altri che si inventeranno, in tutti i settori: cura alla persone, consulenza alla impresa, gestione dell'informazione, nuove energie, turismo, intrattenimento, educazione, formazione.

    Le auto invece verrano prodotte all'estero e il loro costo sara piu basso. Tra cinque anni avremo utilitarie che costano 5-6mila euro.Il cibo verra in gran parte prodotto da paesi del terzo mondo, le cui economie diventeranno sempre piu integrate con i paesi avanzati.Le case, edificare con l'utlizzo di nuovi materiali e tecniche costruttive meno costose e attente ad assicurare efficienza energetica.

    In altri temini CASE, CIBO E AUTO peseranno molto meno in termini di reddito e occupazione.


    In questo nuovo paradigma, prevarranno quelle societa in cui le idee (innovative) circolano con facilita, in cui l'educazione e la ricerca sono prioritarie, con un apparato burocratico leggero ed efficiente, un sistema giudiziario veloce, una societa-laboratorio dove la sperimentazione e il cambiamento sono la regola.

  2. #2
    email non funzionante
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    ho stralciato un passo delle tue ipotesi(non le chiamerei tesi) per sottolieare che sei incorso in un serio infortunio quando affermi che l'industria dell'auto non può raggiunmgere i picchi d'incrementi produttivi del ventennio anni 50 e 60.
    Dovresti sapere che è la struttura dei redditi che consente alle imprese di programmare il proprio futuro e non solo.
    Gli stipendi e i salari bassi,tipici dell'Italia sono la causa principale della mancanza di sbocco della produzione dell'auto e del settore delle abitazioni e non certo la bassa natalità in Italia.
    Insomma, a quale economista ti sei ispirato?

    In sostanza lo scarso livello di incremento demografico e l'effetto saturazione non consente all'industria dell'auto quei picchi di incrementi che aveva negli anni cinquanta e sessanta. Per giunta i troppi mezzi in circolazione vengono visti con fastidio, per i problemi che cio causa alla viabilita e all'ambiente.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide Visualizza Messaggio
    ho stralciato un passo delle tue ipotesi(non le chiamerei tesi) per sottolieare che sei incorso in un serio infortunio quando affermi che l'industria dell'auto non può raggiunmgere i picchi d'incrementi produttivi del ventennio anni 50 e 60.
    è quello che sosteneva che in cina hanno le case piccole...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  4. #4
    Non prevalebunt
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    Guardate che la ragione della crisi è, per ora, solo una. A livello mondiale si sono spesi soldi che, molto semplicemente, non c'erano. Un po' come successe con i fidi concessi ai sudamericani negli anni settanta. Ed ora che si tratta di mettere mano al portafoglio ci si accorge che è vuoto. Sic et simpliciter!

 

 

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