metto anche il volantino
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metto anche il volantino
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non lo so è un po sgranato, comunque questa è una screen rimpicciolita del pdf che lo rende un po' peggio






è la deriva dell'assurda logic (secondo me, sia chiaro) figlia di concetti come "maggioritario" o "preferenze".
Da anni sostengo la tesi che l'eletto di un partito non è, di per sé, una "persona" nel momento in cui espleta le sue funzioni di eletto. Egli è rappresentante del partito che lo ha spedito in un'assemblea. In quanto tale non può permettersi assurdità come queste né prese di posizioni autonome.


Questo modo di fare è figlio di tante cose, diciamo che in estrema sintesi è figlio del pensiero borghese che si è pesantemente "infiltrato" anche fra di noi, sia nei contenuti (cosa più importante) che nei metodi (che sono logica conseguenza dei contenuti). Certo l'eletto è anche una "persona", nel senso che non è solo un mero strumento del Partito o un suo megafono, ma in teoria dovrebbe esserne organico, dare cioè il suo contributo ad elaborare la linea comune portando il suo punto di vista particolare. Che non deve essere, fra l'altro, necessariamente più "moderato". Delle volte, e questa è una domanda un po' scomoda, mi sono domandato come sarebbe stato giusto comportarsi per un eletto in una istituzione di Firenze (mettiamo Comune o Quartieri), se non ci fosse stata la batosta elettorale e la successiva svolta politica, e nel quadro di una linea "arcobalenica", il Partito ti avesse imposto di entrare in maggioranza, magari con un voto del Federale. Non è un'ipotesi strana, ma quello che sarebbe potuto molto probabilmente accadere. Uno avrebbe dovuto tradire il programma elettorale, alzare la mano per approvare speculazioni e strupri al territorio, dare fiducia a personaggi ripugnanti e a una giunta, benchè di "centrosinistra", fra le peggiori.