CADUTI DAL PODIO
tratto da www.impegnosociale.eu
Da secondi a ventesimi. La città perde il podio delle più ecologiste
Brusca caduta per Bergamo nell’annuale indagine di Legambiente dedicata all’ecosistema urbano: da seconda è scivolata al 21° posto con un punteggio di 59,13 rispetto a una media nazionale di 51,96. Di certo non una bella figura per la città e soprattutto per un’Amministrazione che poneva l’ambiente al primo posto nel suo programma elettorale.
Peggiora la qualità dell’aria
I responsabili dell’associazione ammettono che quest’anno, a differenza dell’anno 2007, si è fatto ricorso a una misurazione più corretta, ma ciò non deve essere un’attenuante.
Aumentano di molto i dati sull’ozono, molto pericoloso ma di cui si parla poco, si registra un incremento di pm 10 e si è riscontrato, durante tutto l’arco dell’anno, che politiche di lotta all’inquinamento in BErgamo non sono state attuate o lo sono state in minima parte.
Male pure i dati, legati ovviamente alla qualità dell’aria, sulle auto circolanti (63 ogni 100 bergamaschi) e del consumo pro capite di carburante (56^ posizione).

Si consuma troppa acqua
Non rassicurano nemmeno i dati sull’utilizzo di acqua: 247,2 litro al giorno per abitante, e sulla produzione dei rifiuti pro capite (566,4 chilogrammi l’anno).

L’Assessore all’Ambiente Fausto Amorino si difende commentando i risultati durante una conferenza stampa: <<Questo tipo di indagini – ha esordito – sono utili e rappresentano certamente uno stimolo per chi si trova ad amministrare. Vanno prese però un po’ con le pinze: innanzitutto perché il punteggio è legato in buona parte (21 %, ndr) alla qualità dell’aria e questa nel 2007 è stata fortemente influenzata dalle particolari condizioni meteo della Pianura Padana sulle quali purtroppo non possiamo intervenire. Già quest’anno le cose vanno meglio, basti considerare che, a oggi, i pm 10 hanno superato la soglia dei 50 microgrammi in 47 occasioni, mentre lo scorso anno alla stessa data eravamo a 72>>.
L’Assessore ricorre a giustificazioni anche sul resto attaccando l’utilizzo di criteri non sempre omogenei. <<Anche il consumo dell’acqua domestica è risultato distorto dall’utilizzo del valore Istat comprensivo del sottore commercio e degli artigiani, mentre per il teleriscaldamento si sono conteggiati i 116 palazzi e uffici serviti come fossero singoli utenti: in realtà considerando i metri cubi si evince che gli abitanti che usufruiscono di questo servizio sono circa 12 mila, il 10% dei residenti>>.

Giustificazioni, attenuanti, scuse, accuse di criteri non sempre omogenei non servono a motivare la perdita del podio.
Le politiche ambientali non sono state prese seriamente in considerazione, basti pensare che, nonostante le giornate quasi primaverili – si è toccata la soglia di 27° centigradi nei primi 10 giorni di ottobre – non si è vietata l’accensione di impianti di riscaldamento, o prorogato tale data.
Solo una giornata ecologica, il 19 ottobre.
Saranno stati impiegati criteri non omogenei, i dati dell’anno scorso convincevano poco, certo è che, passeggiando per strada, ci si imbatte in puzze allucinanti dovute agli scarichi di automobili e i comignoli delle case non smettono mai di “sbuffare” anche e soprattutto nelle ore più calde del giorno.


I dati sono stati forniti da L’Eco di Bergamo di martedì 14 ottobre 2008
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