Rubrica Le Russie di Putin (e Medvedev)
La Russia si prende l’Islanda
di Mauro De Bonis
Mosca finanzierà un paese Nato stroncato dalla crisi imperante. Il Cremlino sfrutta le difficoltà americane per seppellire il progetto del mondo ad una sola guida.
(10/10/08)
Approfondimenti
“Il mondo sta cambiando a beneficio della Russia”. Questo è il parere di un noto analista russo, guida dell’Istituto di studi politici moscovita. Ma perché, in questo momento di crisi globale, Mosca potrebbe recuperare terreno sullo scenario internazionale?
Se la guerra russo-georgiana di agosto ha stoppato i progetti occidentali di allargamento (militare) verso le frontiere della Federazione guidata dal presidente Medvedev, la crisi finanziaria, che sta falcidiando le economie del pianeta, può rappresentare per Mosca una chance importante per aumentare la sua influenza nel mondo a scapito di una Washington, e di un Occidente, primi artefici della debacle finanziaria planetaria. Ciò, chiaramente, se la Russia riuscirà ad arginare la crisi in casa propria supportando adeguatamente il mercato azionario, salvando le banche e preservando la crescita del paese.
Una crisi che il primo ministro Putin quantifica in circa 200 miliardi di dollari, ma che, anche secondo l’ex presidente russo, può rappresentare un’insperata opportunità per Mosca per raggiungere importanti obiettivi geopolitici. Come quello di aiutare ad uscire dalla crisi uno dei paesi appartenenti alla Nato. La gelida Islanda, per la precisione, sull’orlo della bancarotta. Con i suoi rappresentanti il 14 ottobre Mosca discuterà il prestito di 4 miliardi di euro, che se accettati legheranno Reykjavik al Cremlino non solo per riconoscenza.Un membro dell’Alleanza Atlantica, e sarebbe la prima volta, finanziato dalla Russia, dopo che i suoi più diretti alleati si sono educatamente defilati.
Una vittoria per Mosca e il suo neonato “capitalismo autoritario”. Uno schiaffo per il sofferente Occidente, oggi impossibilitato a respingere le ambizioni di una Russia forte dei suoi oltre 500 miliardi di dollari in riserve valutarie; I quali, a detta delle autorità, garantirebbero alla Federazione di passare (quasi) indenne dalla crisi di questi giorni. Dalla catastrofe finanziaria che il presidente Medvedev e il predecessore Putin hanno imputato, senza mezzi termini, all’irresponsabilità e all’egoismo economico dell’Occidente a guida americana, accusando Washington di aver infettato l’intero mondo della finanza, Mosca sale in cattedra decisa a sfruttare il momento.
Medvedev nel suo discorso dell’8 ottobre scorso in Francia, quasi un manifesto del Cremlin-pensiero, chiarisce che l’avventura di un mondo guidato da una sola potenza, dalla sua economia e dalla sua moneta è ormai finita. “E’ importante che si arrivi a capire – spiega il presidente russo – la multilateralità del mondo e la complessità della globalizzazione”. E aggiunge: “Negli anni Novanta il modello di economia unipolare ha mostrato i primi segnali di inefficienza. I suoi pilastri, il Fondo monetario internazionale e la Wto, si auto screditarono… Ed ora siamo testimoni della frammentazione del sistema finanziario globale”.
La sua ricetta per risolvere questa crisi, e le altre che un capitalismo egoista e senza controlli sicuramente determinerà, è semplice: formare nuovi centri finanziari e forti valute regionali. Seppellire cioè, una volta per tutte, le aspirazioni da uni-potenza della Casa Bianca. A questo scopo Medvedev propone e auspica la costruzione di uno spazio economico comune tra Russia ed Europa. Ma anche che l’intera architettura della finanza globale venga cambiata, così come il ruolo delle istituzioni internazionali.
Una stoccata dopo l’altra al nemico di sempre, nel discorso del presidente russo ad Evian. Questa crisi ha dato a Medvedev la possibilità di dimostrare al mondo l’esattezza della sua tesi: quella per la quale il mondo può reggersi solo sul multilateralismo, anche e soprattutto in economia.
Invia il tuo commento
www.temi.repubblica.it....islanda




Mosca finanzierà un paese Nato stroncato dalla crisi imperante. Il Cremlino sfrutta le difficoltà americane per seppellire il progetto del mondo ad una sola guida.
“Il mondo sta cambiando a beneficio della Russia”. Questo è il parere di un noto analista russo, guida dell’Istituto di studi politici moscovita. Ma perché, in questo momento di crisi globale, Mosca potrebbe recuperare terreno sullo scenario internazionale?
Rispondi Citando
