crollano le borse e anche il prezzo dell'oro, per fortuna avevo venduto oro a 19.300 al kg e l'ho ricomprato a 18.700, ma non capisco bene..
crolla anche l'euro..
che succede?


crollano le borse e anche il prezzo dell'oro, per fortuna avevo venduto oro a 19.300 al kg e l'ho ricomprato a 18.700, ma non capisco bene..
crolla anche l'euro..
che succede?






c'è una generalizzata corsa alla liquidità
la cosa è curiosa, perché significa che nessuno crede in una monetizzazione della crisi (tipografie eccetera), e paradossalmente il denaro creato nel sistema fiat money non ha mai avuto così tanta fiducia alle sue spalle![]()


http://www.usemlab.com/index.php?opt...d=311&Itemid=1
Il Mondo di Carta verso la Vittoria![]()
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Scritto da Francesco Wednesday 22 October 2008
Due sono le ipotesi in merito a questa crisi, non tanto riguardo alle cause, che le conosciamo benissimo, ma riguardo a chi gestisce la crisi. Sempre i soliti dal dopoguerra.
La prima, che davamo come la più accreditata fino a qualche settimana fa, era che la crisi avesse travolto i gestori del sistema in maniera imprevedibile e al di là di ogni aspettativa. Il domino messosi in moto sarebbe stato talmente forte da superare le capacità di controllo dei gestori. Che si ritrovano ad annaspare per cercare di salvare il salvabile.
La seconda invece vede i gestori al controllo, sempre ben saldi alle leve di comando, nonostante gli scossoni. Tutto viene fatto non a caso. Fa parte di un piano prestabilito.
Questa seconda ipotesi con l'evoluzione degli ultimi eventi ha preso punti. Potremmo dire che alla luce di quanto successo oggi è quella più probabile se non la definitiva.
Ripercorriamo quindi velocemente quanto successo negli ultimi tre mesi.
Il dollaro stava per sfracellarsi, l'america era nella tempesta, il resto del mondo guardava e prendeva qualche colpo, ma tuttosommato con pochi danni. Ad andare in fumo era la carta, quella dei bilanci bancari, soprattutto americani, ed era la valuta cartacea, soprattutto quella americana. Purtroppo ancora valuta di riserva mondiale. L'asso nella manica dei gestori.
Era un momento cruciale, gli stati uniti per la prima volta dal dopoguerra stavano andando al tappeto. Straindebitati al di là di ogni limite sostenibile, in piena crisi, bastava un soffio per sbatterli a terra. La crisi era al cuore del sistema, non alla periferia. Che poteva invece approfittarne. Un evento senza precedenti.
Era sufficiente che un nuovo De Gaulle, alle prime avvisaglie della crisi, riconsegnasse ai legittimi proprietari le montagne di coriandoli verdi accumulati in questi anni, anche d'un sol colpo, facendosi dare in cambio dal Comex (la borsa derivati sui metalli) tutto l'oro e l'argento disponibili.
Siccome i metalli depositati presso il Comex (circa 5B di controvalore di oro a questi prezzi) non sarebbero bastati a soddisfare un cambio di qualche centinaio di miliardi di dollari, come del resto non basterebbero neanche le riserve aurifere di tutte le banche centrali del mondo, il nuovo de Gaulle avrebbe dovuto chiedere in cambio dei coriandoli verdi anche altri asset reali.
Quel concambio sarebbe stato questione di vita o di morte. Ma era necessario conoscere un po' di teoria economica seria per capirlo. Qualcuno che avesse studiato il valore e l'importanza di una moneta onesta come perno necessario del proprio sistema economico e il ciclo economico di boom e bust come spiegato dagli economisti di Scuola Austriaca.
Era sufficiente che una nazione emergente, o tanto meglio l'europa, facesse per prima una mossa del genere per rompere quel cartello di silenzio assenso sul quale si era lasciato proliferare un boom economico assurdo basato su una espansione creditizia senza precedenti, oramai giunta al capolinea.
Ne sarebbe seguito un putiferio, di certo inferiore a quello che comunque è emerso, dove la periferia poteva anche salvarsi dalla crisi e uscirne di stralusso. Sbattendo definitivamente al tappeto chi aveva causato tutto questo e facendogli pagare, come meritava, la gran parte dei danni.
Invece come bambini incantati dai fuochi d'artificio sono stati tutti a guardare i problemi degli americani. Nessuno si è mosso, anzi sperando di evitare una crisi generale, nell'infantile illusione che la crisi si potesse evitare, hanno persino aiutato gli americani a salvare il dollaro dall'orlo del baratro proprio quando stava per fare il salto.
Quello è stato il punto di svolta. Con la scusa che l'america andava aiutata e non poteva andare in crisi pena una recessione globale, hanno abboccato tutti. Tutti dentro. Trappole chiuse.
Poi la crisi ha avuto l'escalation inevitabile. A questo punto capiamo che non è stato per caso. Il dollaro oramai era salvo, i bambini erano caduti nella trappola, non rimaneva altro che scatenare l'inferno.
Ed inferno è stato. Le borse americane finora sostenute a livelli assurdi sopra 1250 di S&P, sono state lasciate libere di cadere. Il PPT che sosteneva i mercati azionari americani, sempre omnipresente, è sparito di colpo. Si è lasciato in maniera deliberata che avvenisse il riaggiustamento dei valori delle borse americane.
Queste quindi crollano trascinandosi in maniera inevitabile tutte le altre, nonostante queste ultime siano già ben appesantite da perdite ben superiori a quelle segnate dagli indici americani, finora sostenuti artificialmente.
E' ufficiale, comincia la guerra dei mondi, dove il mondo di carta, il cuore del problema, si scontra con la periferia, il mondo dei beni reali. Nel giro di pochi mesi il primo ha rovesciato totalmente la situazione a proprio vantaggio, e ha quasi steso al tappeto il secondo. Oggi ne abbiamo definitivamente la prova.
I bambini, fino a qualche mese fa appena preoccupati di mangiare meno caramelle di prima, si sono trovati senza più caramelle. E adesso sono lì a chiedersi come sia potuto succedere. Non hanno neanche il tempo di darsi le risposte che devono già chiedersi come fare per recuperare qualche pannolino. Sempre che esista un pannolino sufficientemente grande capace di contenere tutta quella roba (chiamiamola così) nella quale si sono cacciati.
Ma quale processo inarrestabile si è causato lasciando cadere la borsa americana e facendo fallire la lehman brothers? Quello che tutti quanti sono stati costretti a sciogliere le posizioni finanziarie in essere, cioé a ricomprare yen ma anche dollari.
E infatti il dollaro continua a salire non perchè sia visto come bene rifugio, visto che gli usa come gli altri sono tecnicamente in bancarotta, ma perchè essendo ancora perno del sistema monetario sul quale sono montate tutte le posizioni finanziarie, chi salta per aria o rischia di saltare per aria è costretto a ricomprare dollari, con cui si è indebitato o con i quali deve rispondere per liquidare le posizioni che la crisi costringe a chiudere.
E in questa situazione ci sono in tanti. Con il rischio di saltare per aria ci sono tutte le controparti delle banche americane che sono fallite o sono state nazionalizzate. Ma ci sono anche tanti stati. L'islanda è già andata, ma oramai si comincia a sospettare di argentina, ucraina, ungheria, sud africa. Lo dimostrano le valute di questi paesi in caduta libera contro dollaro.
Non più banche ma paesi della periferia che rischiano il botto da un momento all'altro, come pop corn. Giù come birilli. Uno via l'altro. E questi appena citati sono solo i primi di una lunga lista.
Gli americani incredibilmente primi davanti a una lunga fila pronta a finire dentro il pentolone della bancarotta, si sono messi in fondo alla fila e stanno spingendo dentro tutti gli altri.
Le borse scendono, anzi a questo punto gli americani hanno tutto l'interesse a farle scendere. Più le borse scendono più causano ulteriori problemi. Più ci sono problemi più qualcuno rischia di saltare ed è costretto a ricoprire. Cioè a comprare yen e dollari. Più il dollaro e lo yen salgono e più le materie prime scendono. E causano altri problemi al mondo dei beni reali, spingendo verso il collasso le economie degli stati della periferia che vivono di beni reali.
Il circolo si autoalimenta. Tutti i paesi ricchi di risorse reali di colpo si ritrovano in crisi, sono a rischio di bancarotta. E alimentano il circolo vizioso. Che importa che le borse americane stiano scendendo. Anzi tanto più scendono tanto meglio accelerano il processo in atto.
In ogni caso se il dollaro sale, sale anche il potere d'acquisto del sistema america, del mondo di carta. In termini di altre valute i prezzi delle borse americane rimangono invariate. Il potere di acquisto del sistema america per assurdo aumenta, ci sono sempre più dollari stampati tutti i giorni dalla FED per far finta di ostacolare l'escalation della crisi.
Semplicemente geniale. I bambini guardano stupefatti, pensavano fosse un gioco. Invece sulla testa si sono ritrovati d'improvviso bombardamenti a tappeto.
E l'europa? L'europa come già spiegato tempo fa si è fatta gabbare anch'essa come un bambino di 5 anni. Adesso rischia il peggio. Tutto lo sviluppo dell'est è stato finanziato dalle banche europee. Se saltano Ucraina e Ungheria, tanto per cominciare, parte il domino che potrebbe stendere al tappeto l'europa.
E gli americani? Gli americani soffriranno un po' meno degli altri, ovviamente. Però nelle borse ci sono i loro fondi pensione.e la pagheranno comunque cara. Ma non è questo quel che importa. Sono un danno collaterale di relativa importanza.
Quel che conta è che chi sta alle leve di comando abbia di nuovo il controllo della situazione mondiale e sia oggi più forte di prima. Mentre fino a tre mesi era quasi spacciato. Se poi il suo popolo si ribella o si incazza, ci sono sempre le leggi ad hoc emanate in questi anni a tenerli calmi. Con le buone o con le cattive.


Imho, l'oro è andato giù -nonostante la continua svalutazione delle valute- perché da una parte c'è stata una corsa al disinvestimento, ma soprattutto perché questa crisi ha generato un notevole calo dei consumi. In altre parole la contrazione della domanda e la necessità di liquidità si sono fatte sentire anche lì.






non solo l'oro, anche gli altri metalli e sicuramente anche tante altre commodities; c'è stato un fortissimo movimento speculativo che ha spinto tutto al rialzo , poi, chiaramente, chi ha messo in piedi il tutto, ha iniziato a realizzare i guadagni vendendo più o meno sui massimi;

