E' prioritaria la repressione degli "okkupanti". 10 100 1000 Scuole Diaz
E' prioritaria la tutela del diritto allo studio. Sì all'utilizzo della pubblica forza.
Gli "okkupanti" sono feccia immonda ma non posso certo appoggiare Berlusconi.
E' prioritaria la tutela del diritto di protesta, fino a quando è pacifica
E' prioritaria la tutela del diritto di protesta, sempre e comunque
Non saprei, in sezione/circolo non mi hanno detto niente
Putane, Capeloni, 'nde' via! (cit.)
Morte ai servi di konfindustria del vatikano e dell'amerika








Per le università questo è un obiettivo antisociale. C'è gente che fa mille sacrifici per studiare, ed ha tutto il diritto di concludere gli studi nel minor tempo possibile.Blocchi della didattica prolungati, sono a discapito di chi ha un alto costo opportunità dello studio, cioè le classi meno abbienti. In quel caso l'uso della forza per ristabilire l'ordine sarebbe più che legittimo.






nel brevissimo periodo si (un semestre), se si guardano le cose nel medio-lungo termine ho grossi dubbi sulle politiche del governo riguardo a questo tema. Ho la grossa impressione che saranno sempre i soliti (le classi meno abbienti) a pagare per le colpe/miopia di altri (vedi banche o Alitalia).


Sono sicuro che queste proteste si affievoliranno presto, come tutte le proteste nel nostro paese e chi si è divertito a fermare la didattica avrà le possibilità economiche per porvi rimedio. Chi invece aveva l'esigenza di frequentare i corsi perchè,magari voleva risparmiare sul costo dei libri, sarà l'unico penalizzato. Esistono altri modi per far sentire la propria voce senza danneggiare gli altri.




le occupazioni dovrebbero essere decise per liberissima alzata di mano; nel '68 e per diversi anni dopo questo metodo è pressochè sempre stato rispettato. Una volta stabilito che l'occupazione è stata decisa dalla maggioranza degli universitari si tratta di vedere che poteri giuridici o tradizionali gli stessi hanno di occupare le nuniversità. Stranamente, ma forse sono passati molti anni da quando ero giovine e le cose passano, nessuno ha ricordato gli antichi diritti degli universitari e anche quanti sono disposti a fare gazzarra chiamandosi goliardi hanno dimenticato cosa stabilissero le antiche consuetudini. A Venezia ci fu attorno al '68 il direttore dell'accademia di Belle Arti, un vecchio repubblicano che aveva conosciuto la strada dell'esilio, che disse che se la polizia avesse oltrepassato il portone dell'Accademia egli si sarebbe dimesso in segno di protesta per l'abbattimento di antichi diritti.( Ma, come dicevo, sembra che ormai queste memorie siano completamente sparite).
Quando le truppe tedesche si presentarono ai portoni dell'università di Genova, così mi raccontò Adele Faccio, furono trattenuti da alcune studentesse che ad un ufficiale , fiero di ricordare di essere stato allievo dell'antica Heiderberg,ricordarono che non era lecito di entrare senza il permesso degli studenti. Stranamente questo ufficiale si soffermò ad interloquire per un po' di tempo prima di procedere comunque; nel frattempo parecchi giovani renitenti alla leva erano riusciti a scappar via per portarsi verso la montagna.