Ciao Ritalxp, lascia che esprima il mio pensiero che , anche se non condividerai, esso è il pensiero di molta più gente di quanta tu possa immaginare. Io ammiro il tuo attaccamento alla tua terra e alle tue origini, questo ti fa onore, ti capisco pure per quanto riguarda la tua impressionante idea di una grande Lucania, sorprendente elaborazione, un gran bel lavoro, e sono contento che ci siano ancora dei giovani con le vostre idee e con la voglia di fare. Ma il vostro nazionalismo è il nostro nazionalismo, tu parli di gruppi culturali e linguistici come se stessi parlando di fiamminghi e valloni, di serbi e croati, bada bene che il vostro gruppo culturale non è dissimile da quello abruzzese o pugliese o campano o calabrese, perché siamo una nazione. La vostra lingua è la lingua(iso 693-3) nazionale Napoletana (http://it.wikipedia.org/wiki/Italiano_meridionale) a cui con piccole varianti sono incluse le parlate abruzzesi, campane, pugliesi(eccetto il Salentino), il cosentino che l’ha appreso dal lucano. E che cosa c’è di differente nel sociale, economico e politico tra la Lucania ed il resto del ‘Sud’ visto che abbiamo le stesse tradizioni cresciute in 8 secoli di unità nazionale. Siamo una nazione, e senza di voi non ci sarebbe tale nazione. Tu parli di guerrieri senza identità, ma non è stato il tempo a farla smarrire, ma un complotto crudele iniziato 148 anni fa accomunandoci col termine ‘meridionali’, del ‘sud’, terroni, africani, beduini, noi razza maledetta abitante dell’Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, terre e uomini che furono capaci di costituire quella che era la più grande, moderna, innovativa, luccicante e ricca capitale d’Europa insieme a Parigi: NAPOLI, che con onore e orgoglio si nominava su tutto il territorio della Napolitania. Gli eserciti che hanno assoggettato voi, hanno assoggettato pure noi, le tasse che avete pagato voi le abbiamo pagate anche noi del resto del ‘SUD’, il sangue che avete sparso voi, lo abbiamo sparso anche noi. Mi parli di Crocco, ma per chi combatteva, per la Lucania forse? E in che lingua impartiva gli ordini se non in napoletano.
Tu parli di meridione libero e su questo hai l’appoggio di tutti noi del resto del ‘SUD’, ma come ci vuoi arrivare, con il progetto della grande Lucania? Questo ‘nazionalismo’ può essere nocivo per la causa indipendentista della nostra nazione, non credi? Magari dopo si può anche parlare di province autonome per una migliore gestione amministrativa del territorio, ma dopo, a cose fatte, per ora, invece, ci vuole unità.
In Svizzera, nel cantone italiano o francese o tedesco, se si domanda a qualcuno del posto di che nazionalità è ti diranno svizzera. In bretagna, pure se parlano un linguaggio misto bretone ti diranno che sono francesi. In Provenza la stessa cosa e così per la Borgogna. A Monaco sono tedeschi di Germania come ad Amburgo o Bonn o Colonia o Berlino. E’ ovvio che ci sono pomerani, sassoni, bavaresi, ma la loro nazionalità è tedesca.
Da noi è ovvio che ci sono calabresi, pugliesi, lucani, abruzzesi, campani, molisani, ma siamo tutti di nazionalità Napolitana perché tale è la nostra definizione da secoli e che con il risorgimento ci hanno fatto il lavaggio del cervello facendoci credere di non essere una nazione. Prendete l’esempio della Sicilia, li ci sono i siciliani, anche se un palermitano si differenzia da un catanese, un trapanese da un messinese, ma sono di nazionalità Siciliana, cerchiamo di imparare da loro e dai padani che ci ridono addosso con queste nostre uscite. Siciliani e Napolitani insieme possono fare molto, è unendo le nostre forze che potremo arrivare al nostro scopo, ma per fare questo c’è bisogno che i Napolitani prendano coscienza della propria identità nazionale limando le proprie divergenze o almeno accantonarle momentaneamente. La nazione Siciliana saluterebbe fraternamente una rinata nazione Napolitana per una comune causa indipendentista. Teniamone conto e sforziamoci a costruire e non ad abbattere.
C’è gente del ‘SUD’ oggi, che maledice Napoli e i napoletani e benedice delle ipotetiche passioni localistiche per mettere le mani avanti e per prendere le dovute distanze da accuse infamanti rivolte sempre di più verso la più grande metropoli del ‘SUD’. Qui è la vittoria del cavour, di garibaldi e dei savoia, oggi hanno completato la vittoria di un genocidio iniziato 148 anni fa. Con la disconoscenza della propria identità Napolitana si conclude la fine di una nazione, causata dagli stessi appartenenti. Si parla spesso di chi ha distrutto un felice stato e di chi ha straziato un tranquillo popolo, ma in molti cuori di questo popolo si cela la complicità inconsapevole: ti prego fa che non siate tra questi, liberatevi e liberiamoci da queste catene psicologiche che ci hanno addossato, ribelliamoci e gettiamogli in faccia il fallimento del loro infame disegno, rinunciando a noi stessi per il bene della nostra nazione.




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