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Discussione: Ossezia e mondialismo

  1. #1
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    Predefinito Ossezia e mondialismo

    Tra Russia e Georgia è guerra: 1.400 morti Bombardata Tibilisi

    Tshkinvali - È guerra tra Russia e Georgia. Il conflitto rischia di allargarsi in tutto il Caucaso e di pregiudicare del tutto i rapporti tra il Cremlino e gli Stati Uniti. Dopo anni di tensione latente, Mosca e Tbilisi sono giunti alla resa dei conti in un conflitto scatenato dalla scintilla della regione separatista dell’Ossezia del Sud. I soldati russi e georgiani per la prima volta hanno ingaggiato scontri diretti e battaglie violentissime.

    Guerra e caos Per Vladimir Putin "in Sud Ossezia di fatto è scoppiata una guerra" dopo che la Georgia, a dire del Cremlino, aveva attaccato le forze di interposizione russe. Il premier russo lo ha detto al presidente americano George W. Bush a margine dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. Il presidente americano si è limitato a rispondere che "nessuno vuole una guerra" e si è tenuto costantemente in contatto con il Dipartimento di Stato. È stato il segretario di Stato, Condoleezza Rice, più tardi, a chiedere ufficialmente ai russi di "ritirare le truppe dal territorio georgiano" e a "rispettare l’integrità territoriale della Georgia". La Rice, ha chiesto un cessate-il-fuoco, al quale lavora insieme ai partner europei e al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che, però, ha rinviato a domani i negoziati per la difficoltà di trovare un’intesa. "Alcuni Paesi membri hanno chiesto più tempo", ha spiegato l’ambasciatore belga, Jan Grauls, che presiede il Consiglio. "I negoziati riprenderanno domani".

    Almeno 1.400 vittime Il bilancio provvisorio delle vittime è controverso, come sempre in una guerra, dove le informazioni provengono dall’uno a o dall’altro campo senza la possibilità di una verifica indipendente. Per i ribelli e il comando militare russo è di 1.400 civili osseti e 12 soldati russi uccisi, mentre Tbilisi riferisce di almeno 30 vittime, soprattutto militari. La Russia ha accusato la Georgia anche di "pulizia etnica".

    Il destino di Tshkinvali Oggetto della propaganda è soprattutto il destino di Tshkinvali, capitale della regione contesa. Sia Georgia che Russia affermano di averla conquistata. L’aviazione russa ha bombardato il porto di Poti e una base militare georgiana e le infrastrutture strategiche di Tbilisi sono state evacuate. Il presidente Mikheil Saakhashvili, che proclamerà la legge marziale, è stato trasferito in un luogo sicuro e la popolazione ha abbandonato diversi quartieri della capitale georgiana. Il conflitto in Ossezia del sud rischia di catalizzare le tentazioni indipendentiste di tutta la regione. L’inviato presidenziale dell’Abkhazia, Ruslan Kishmariya, ha riferito che Tbilisi ha aumentato il numero dei soldati al confine con quest’altra provincia ribelle.

  2. #2
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    Comunicato del Fronte Eurosiberia di solidarietà al popolo Osseto e di condanna del terrorismo di stato georgiano



    Il Fronte Eurosiberia è al fianco del valoroso popolo indoeuropeo e cristiano Osseto, storico alleato della Russia, distintosi nel secondo conflitto mondiale per gli innumerevoli eroi della Grande Guerra Patriottica, vittima di una aggressione criminale e terroristica ingiustificata da parte della Georgia di Mikheil Saakašvili, nella quale sono rimasti uccisi centinaia di civili e decine di soldati peacekeepers russi.

    Saakašvili dopo questa aggressione e il regime poliziesco da tempo instaurato a Tbilisi ha gettato definitivamente la maschera mostrando il suo vero volto di ruffiano viscido e criminale del mondialismo targato USA-UE.

    Dopo il brutale attacco terroristico contro il popolo Osseto a Beslan nel 2004 da parte degli stragisti infanticidi islamici del separatismo ceceno allora guidati da Šamil’ Basajev, neutralizzato dalle forze di sicurezza della Federazione Russa nel 2006, mentre tutti gli occhi del mondo sono puntati su Pechino, il popolo Osseto subisce ancora la violenza terroristica da parte georgiana.

    L’uccisione di soldati russi “peacekeeper” rappresenta a tutti gli effetti una azione di guerra di Saakašvili contro la Federazione Russa.

    Il Fronte Eurosiberia sostiene i governi autonomi dell’Ossezia meridionale e dell’Abkhazia e appoggia totalmente le operazioni russe nel Caucaso contro il terrorismo internazionale.

    Ridicole sono le dichiarazioni di George Bush che sarebbe intenzionato a difendere «l’integrità territoriale georgiana» quando è evidente che gli Stati Uniti e la NATO stanno solamente minacciando, destabilizzandola, l’integrità e la sovranità della Federazione Russa, fiancheggiando vergognosamente ogni tipo di criminale.

    E’ chiaro che gli Stati Uniti, terminata la guerra fredda, si stanno servendo della NATO come di uno strumento per controllare e dominare l’Europa, ai danni dei popoli europei, di una Europa forte e indipendente alleata con la Federazione Russa, sostenendo e incoraggiando il terrorismo, il crimine, le “rivoluzioni colorate”, come in Kosovo e in Ucraina.

    Washington e Bruxelles vogliono imporci la Turchia, noi non vogliamo la Turchia, non vogliamo le moschee, non vogliamo il cosiddetto Trattato di Lisbona, non vogliamo essere le frociocrazie del mondialismo, vogliamo l’Europa dei Popoli liberi, l’impero dei popoli bianchi preconizzato da Spengler contro l’ibrido globale e la rivoluzione di colore terzomondista, l’Europa potenza politica ed economica unita e sovrana con la Federazione Russa in nome della Civiltà di Atene e Sparta, Roma, Costantinopoli, Aquisgrana e Mosca.

    Viva l’Europa dei Popoli! Viva l’Eurosiberia!

    Via gli americani dal Caucaso!

    Libertà per l’Abkhazia e l’Ossezia meridionale!

    Russia orgoglio d’Europa!


    FRONTE EUROSIBERIA


    Comitato di informazione e stampa della Repubblica autonoma dell'Ossezia del Sud - http://cominf.org/english/
    Comitato delle "Madri di Beslan" contro il terrorismo nel Caucaso - http://www.materibeslana.com/
    Links utili - http://www.ossetia.ru/
    http://ossetians.com/
    http://ossetians.com/eng/
    http://www.osetia.com/
    http://osetia.ru/~toma/
    http://www.iriston.ru/
    http://as.alanianet.ru/
    http://www.myspace.com/ossetia_alania/





    Governo autonomo dell'Abkhazia - http://www.abkhaziagov.org/en/






    carlomartello

  3. #3
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    Ossezia Sud, Georgia vuole tregua, Russia: prima ritiro
    sabato, 9 agosto 2008
    di Matt Robinson

    GORI, Georgia (www.Reuters.it) - La Georgia ha chiesto oggi il varo di un cessate-il-fuoco, dopo che l'aviazione militare russa ha allargato l'offensiva fuori dall'immediata area di conflitto in Ossezia del Sud, ma il presidente russo Dmitry Medvedev ha detto che l'unico modo per risolvere la crisi è il ritiro immediato delle truppe georgiane dalla provincia secessionista.

    La Russia ha annunciato di aver cacciato le truppe georgiane dalla capitale dell'Ossezia in un'operazione che mira a respingere i tentativi di Tbilisi di riconquistare la provincia separatista, mentre la Georgia continua a negare la sconfitta.

    Nel secondo giorno di combattimenti, gli aerei russi hanno bombardato la città di Gori, luogo natale dello storico dittatore sovietico Stalin che si trova a 80 chilometri dalla capitale georgiana.

    In una telefonata con il suo omologo americano George W. Bush, Medvedev ha detto che il ritiro georgiano è una condizione imprescindibile per qualsiasi trattativa.

    "Il presidente russo ha sottolineato espressamente che l'unica via d'uscita dalla tragica crisi provocata dai leader georgiani è il ritiro delle forze armate di Tbilisi dalla zona di conflitto", si legge in una nota diffusa dal Cremlino, che vede nella firma di un accordo vincolante sul divieto di aggressione fra georgiani e osseti un'altra condizione fondamentale.

    Secondo l'ambasciatore russo a Tskhinvali, citato dall'agenzia di stampa Interfax, il bilancio provvisorio degli scontri è di 2.000 vittime fra i civili e 30.000 rifugiati, che dall'Ossezia del Sud sono fuggiti in Russia nelle ultime ore.

    Mosca ha anche confermato che due suoi aerei da combattimento sono stati abbattuti ieri dalla contraerea georgiana e che il bilancio provvisorio fra i soldati di Mosca è di 12 morti e 150 feriti.

    Un ministro georgiano ha detto che cacciabombardieri russi hanno cercato senza successo di colpire anche l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan, che, permettendo al petrolio azero di saltare la Russia nel suo percorso verso l'Europa, rappresenta una delle infrastrutture di maggiore valore strategico per la Georgia.

    STATO DI GUERRA

    La risposta militare russa ha portato ad una drammatica escalation della crisi fra Mosca e la leadership filo occidentale al potere in Georgia che, negli scorsi mesi, aveva già creato preoccupazione fra le potenze aderenti al patto Atlantico e ad una serie di accesi dibattiti nelle riunioni delle Nazioni Unite.

    Per far fronte alla situazione di crisi, il Parlamento di Tbilisi ha approvato oggi la dichiarazione dello stato di guerra.

    "Lo stato di guerra sarà valido per 15 giorni", dice il decreto del presidente georgiano Mikheil Saakashvili approvato dall'assemblea.

    Nel frattempo, però, l'ambasciatore russo presso la Nato ha detto che Mosca non si considera in guerra con la Georgia.

    In mattinata, Saakashvili aveva lanciato un appello per il cessate-il-fuoco, mentre il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Kahka Lomaia non ha escluso che la Georgia possa chiedere assistenza militare internazionale.

    BUSH: MOSCA FERMI BOMBARDAMENTI

    Da Pechino, dove si trova per i Giochi olimpici, il presidente Usa George W. Bush ha detto che gli attacchi condotti dalla Russia contro la Georgia al di fuori della zona di guerra dell'Ossezia del Sud segnano "una pericolosa escalation" della crisi, e ha invitato Mosca a fermare immediatamente i bombardamenti.

    "Sono molto preoccupato per la situazione in Georgia", ha detto Bush. "Gli attacchi stanno avvenendo in regioni della Georgia lontane dalla zona del conflitto in Ossezia del Sud. Segnano un pericolo di escalation nella zona".

    Il presidente Usa ha chiesto che l'integrità territoriale della Georgia venga rispettata.

    Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, l'Ucraina, un altro ex membro dell'Unione sovietica che ora aspira a diventare membro della Nato e dalla Ue, ha spinto la Georgia a compiere una "pulizia etnica" in Ossezia del Sud.

    Questa mattina, la Russia ha annunciato di aver ripreso il controllo della capitale della provincia separatista georgiana, mentre le autorità georgiane sostenevano l'esatto contrario.

    "Unità tattiche hanno completamente liberato Tskhinvali dai militari georgiani e hanno cominciato a spingere le unità georgiane oltre la zona di responsabilità dei peacekeepers", ha detto il generale Vladimir Bldyrev, secondo quanto riportato dall'agenzia Itar-Tass.

    "Tskhinvali è sotto il completo controllo delle nostre truppe", ha detto Khakha Lomaia, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale di Tbilisi.

    SCONTRI ANCHE IN ABKHAZIA

    Intanto l'altra provincia georgiana che da anni si batte per l'indipendenza, l'Abkahazia, ha dichiarato di aver lanciato un'offensiva militare contro le truppe georgiane stanziate nella zona delle gole di Kodori, che si trovano in una parte di territorio della provincia separatista ancora in mano a Tbilisi.

    Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri del governo secessionista.

    Ieri, i ribelli dell'Abkhazia avevano dichiarato di aver inviato alcuni aerei da guerra per bombardare la zona delle gole di Kodori. Un portavoce del governo dell'Abkhazia in esilio ha però detto che gli aerei appartenevano all'aviazione russa.

    Da tempo la Georgia mirava a interrompere l'autonomia che la regione separatista dell'Ossezia del Sud, nello stesso periodo dell'Abkhazia, conquistò con una sanguinosa guerra combattuta nel 1991-1992, subito dopo il distacco di Tbilisi da Mosca.

    La maggioranza delle quasi 70.000 persone che popolano la regione secessionista sono distinte dai georgiani. Sostengono di essere state assorbite a forza dalla Georgia dopo la dissoluzione dell'ex Unione Sovietica, e ora vogliono esercitare il loro diritto all'autodeterminazione.

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    Ossezia Sud, Georgia: nostre truppe ritirate. Russia: non ancora

    domenica, 10 agosto 2008

    di James Kilner

    ERGNETI, Georgia (www.Reuters.it) - Il ministro dell'Interno georgiano ha annunciato oggi che Tbilisi ha ritirato le sue truppe dalla Ossezia del Sud, dopo il confronto armato con le forze di Mosca russe per il controllo della provincia secessionista, mentre i militari russi sostengono che i georgiani occupino ancora parte del territorio conteso.

    L'annuncio del ritiro è arrivato dopo tre giorni di combattimenti scatenati da un tentativo della Georgia di riconquistare la provincia appoggiata da Mosca, che ha spinto il Cremlino ad inviare l'esercito in Ossezia del Sud e a bombardare la Georgia.

    Un convoglio militare georgiano che trasportava anche pezzi d'artiglieria pesante si è ritirato dall'Ossezia passando attraverso il villaggio georgiano di Ergneti, situato sul confine con la provincia ribelle.

    "(I soldati) sono stati completamente ritirati", ha detto a Reuters il portavoce del ministero dell'Interno georgiano Shota Utiashvili, aggiungendo che il motivo del ritiro sta "nelle pesanti perdite civili subite dalla Georgia".

    L'assistente del comandante della missione russa di peacekeeping in Ossezia del Sud, Vladimir Ivanov, ha invece detto che i soldati georgiani, con la loro artiglieria e i mezzi blindati, rimangono ancora all'interno del territorio osseta, secondo quanto riferito dall'agenzia Interfax.

    "La Georgia non ha ritirato le sue forze dall'Ossezia del Sud", ha detto Ivanov.

    Nel frattempo, oggi la Russia ha inviato alcune navi da guerra davanti alle coste georgiane del Mar Nero, con l'obiettivo di impedire l'eventuale afflusso di armamenti verso lo stato caucasico.

    "L'incrociatore lanciamissili Mosca, la nave da guerra Smetlivy e vascelli di appoggio sono arrivati a destinazione questa mattina", ha detto una fonte all'agenzia stampa Ria.

    "Alla marina è stato ordinato di non consentire il rifornimento di armi e materiale militare verso la Georgia via mare", ha detto un'altra fonte all'agenzia Interfax.

    La Russia ha accusato i paesi occidentali e l'Ucraina di armare la Georgia.

    Alle prime luci dell'alba, Mosca ha anche bombardato un aeroporto militare georgiano appena fuori dalla capitale Tbilisi e ha cominciato ad ammassare truppe anche in Abkhazia, l'altra provincia separatista del paese caucasico.

    A New York, uno dei comandanti delle forze di peacekeeping dell'Onu ha avvertito che ci sono gli elementi per pensare che anche l'Abkhazia si stia preparando a lanciare un'offensiva militare contro i soldati di Tbilisi stazionati nelle gole di Kodori, nell'Abkhazia settentrionale.

    "A questo punto siamo preoccupati dal fatto che il conflitto sembra sul punto di estendersi dall'Ossezia del Sud all'Abkhazia", ha detto ai giornalisti Edmond Mulet, assistente al segretario generale per le missioni di peacekeeping.

    Il presidente del governo non riconosciuto dell'Abkhazia ha detto di aver inviato 1.000 soldati nella zona contesa con Tbilisi delle gole di Kodori e di aver ordinato la mobilitazione dei suoi militari riservisti.

  10. #10
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    Georgia: Ucraina, "Impediremo rientro navi russe"

    KIEV - Si appesantisce il gioco di relazioni nella guerra in corso nel Caucaso. Anche l'Ucraina, dopo gli Stati Uniti, minaccia ora la Russia: "Bloccheremo le unita' da guerra russe che fanno da blocco al confine della Georgia - fa sapere un comunicato ufficiale del ministero degli Esteri di Kiev - se dovessero rientrare alla loro base di Sebastopoli, nella penisola di Crimea". La Repubblica ex sovietica, spiega il comunicato, "si riserva il diritto d'impedire a navi da guerra e altre imbarcazioni che potessero prendere parte al confronto con la Georgia di ritornare in territorio ucraino finche' il conflitto non sara' stato risolto". L'Ucraina, insieme alla Georgia - forte dell'appoggio degli Stati Uniti - punta a entrare a far parte della Nato, ma sconta la storica opposizione della Russia.

 

 
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