Rif: IL RISORGIMENTO NASCOSTO
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Miles
anche a Poerio è dedicata una via centrale di Mestre ed a Marghera è ricordato S.Doda; ma questi sono solo i primi nomi che mi vengono in mente In via Poerio vi era anche una lapide
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giopizzetto
GARIBAALDII?
prrrrrrrrrrrr!!!!!
BRIGANTE DEI DUE MONDI, LADRO, NEGRIERO, ASSASSINO, FLAGELLO DEL POPOLO DEL SUD.....
ora segnala anche me e chi vuoi tu!!!
GIOPIZZETTO
Vergogna! Garibaldi, come è noto ai più che hanno studiato, è eroe benemerito dei due mondi! :giagia: :gluglu: :chefico:
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giopizzetto
PRIMA DI SCRIVERE TANTE CELIATE, siete pregati di informarvi...
ho scritto tante volte, dando i dovuti riferimenti bibliografici e storici, sulle tante storture e bugie del "risorgimento" o sulle tante offese al sud.
MAX tu vivi al sud e ti invito ad informarti meglio, ad es i trasp marittimi perchè superiori a quelli ferroviari, parla con un geologo...
sulla malavita sempre fortemente avversata da FerdinandoII e quasi disturtta a napoli, su chi ha aiutato i mille a maggio-giugno 1860 e perchè, su come era il sostrato politico-culturale-economico-produttivo del sud.
EDERA la strage di via toledo???? dove?? quando?? ma che stai dicendo!! pensa a quella di Genova anni dopo!!!
l'errore fu proprio concedere prigione e poi esilio a tanti borgesi indottrinati che tradirono la loro terra la loro nazione il loro re e se ne pentirono pubbilcamente dopo il 1865.
al sud la leva obbligatoria non esisteva, fu istituita alla fine del 1862...
al sud il sistema fiscale fino al 1860 aveva solo cinque tasse principali, funzionava bene per le casse dello stato e non era iniquo, dal 1863 spuntarono sulle teste del polopo del sud nuove tasse come i funghi, perfino quella odiosa sul macinato, di manzoniana tristezza, che letteralmente gettarono nella miseria e disperazione i contadini, complice anhce l'abolizione sabauda degli usi civici.
fino al 1860 al sud c'era l'immigrazione, dal 1863 cominciò un esodo biblico a causa della fame delle ruberie e delle stragi savojarde che ha portato via quasi 5 milioni di persone in circa quaranta anni (1863/1910) e che ad oggi ha raggiunto quota 20 milioni. nel 1860 gli abitanti del sud erano poco più di 9 milioni adesso fate un attimo i conti dell'esodo e della tragedia.
l'istruzione al sud era in percentuale più che al nord ci sono i dati rilevati dal regno italico nel 1861/1862 andata a cercare, su.
giusto per ricordare quanto i Borbone erano "retrogradi" invito tutti a cercare nel web l'esperimento di San Leucio o andare a leggere i dispacci ministeriali di Ferdinando II del periodo 1830/1850 sulla politica economica e sulla politica rurale, elemento primo per un stato a preminenza rurale, anche nel rapporto pagamenti-export.
oppure confrontare lo sviluppo economico-industriale tra sud e nord, rimarrete stupefatti nello scoprire che il sud era più industrializzato del nord, ma dal 1863 si smontarono pezzo per pezzo tutte le migliori fabbriche del sud per rimontarle al nord, furono annullate tutte le commesse statali preunitarie alle industrie del sud e riassegnate a industrie del nord inefficienti e antiquate (ad es. cantieri di castellammare o mongiana)
ciò che ho scritto lo scrivo da anni, quindi non scopiazzo Pino Aprilie e il suo bel testo che ha il gran pregio di sbattere in faccia in maniera efficace ai tanti lettori la verità sugli ultimi 170 anni.
QUESTO TANTO PER COMINCIARE
GIOPIZZETTO
E le centinaia di morti nella repressione dei moti popolari scoppiati a Torino nel 1865 dopo la notizia del trasferimento della capitale a Firenze ?
E le centinaia di morti fatte dal generale Bava Beccaris (Beccaris , nomen omen) nel 1899 a Milano , facendo sparare sulla folla di operai che protestavano per le misere condizioni di vita , e chiedevano pane ?
E sono solo i primi due episodi che mi ricordo.....
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giopizzetto
HIHIHIHI ti ho bruciato sul tempo...
si si ricordi totò "la serva serve!!" era così tanto tanto tempo fà..
i veri veneti so molto vicini a noi del sud, oggi come ieri e ieri l'altro..
Certo , potete fare l'ironia su certi "fenomeni".
Ma non dimenticate che se dal Veneto è emigrata tanta gente , ciò si è verificato dopo il 1866 , in modo particolare dopo il 1870.
Prima , in Veneto l'emigrazione era un fenomeno sconosciuto , compresa quella stagionale in Germania , Svizzera o Austria di cui parla Edera sopra.
Emigrazione , povertà , appunto perdita di dignita delle donne cui voi , da bravi terroni , accennate.
Sono state tutte conseguenze dell'unificazione forzata del paese , che ha trasformato città e regioni che erano state floridissime , in prefetture periferiche.
Ti assicuro che se il Veneto avesse potuto conservare un minimo dell'autonomia che aveva quando era Repubblica di San Marco , le serve su cui ironizzate non le avreste viste.
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giopizzetto
EDERA la strage di via toledo???? dove?? quando?? ma che stai dicendo!!
Quella strage, fatta per reprimere il neonato parlamento delle Due Sicilie è poco conosciuta, ma rappresenta l'inzio della fine del Regno.
Dopo la repressione del Parlamento fu chiaro a tutti che Ferdinando II non aveva alcuna intenzione di riformare le istituzioni e di permettere all'intellighentia del Regno, proveniente dai suoi angoli più sperduti, di partecipare al governo dello stato.
Fu forse l'errore più grande di Ferdinando II.
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ConteMax
Appunto, bisogna ricordare la miopia di Ferdinando II e Pio IX a non comprendere che era l'Austria il vero nemico.
Se Guglielmo Pepe e i soldati napoletani non hanno una lapide che li ricordi è anche per la miopia di Ferdinando II che ordinò loro di ritornare. E si capisce benissimo lo stato di frustrazione degli ufficiali del Regno delle Due Sicile, che vedevano la storia passare sotto i loro occhi senza poter far nulla.
Sentendo i nostri "vecchi" il governo Austro Ungarico non era poi così negativo.
Non dimentichiamoci , visto che si parla di ferrovie , che quelle esistenti in Veneto vennero costruite dagli Austriaci tra il 1848 e il 1866.
Che gli Austriaci fossero il nemico , lo potevano pensare a Napoli o Roma , ma da quello che leggo , sarebbe stato meglio che avessero pensato a governare in maniera più decente i loro regni , anzichè mandare gente a combattere qui.
Per cui di quei soldati napoletani non me ne frega un emerito cazzo.
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Donald
Certo , potete fare l'ironia su certi "fenomeni".
Ma non dimenticate che se dal Veneto è emigrata tanta gente , ciò si è verificato dopo il 1866 , in modo particolare dopo il 1870.
Prima , in Veneto l'emigrazione era un fenomeno sconosciuto , compresa quella stagionale in Germania , Svizzera o Austria di cui parla Edera sopra.
Emigrazione , povertà , appunto perdita di dignita delle donne cui voi , da bravi terroni , accennate.
Sono state tutte conseguenze dell'unificazione forzata del paese , che ha trasformato città e regioni che erano state floridissime , in prefetture periferiche.
Ti assicuro che se il Veneto avesse potuto conservare un minimo dell'autonomia che aveva quando era Repubblica di San Marco , le serve su cui ironizzate non le avreste viste.
intanto, da bravo "terrone del nord", non offendere gli altri ...poi informati su cosa era il veneto poco prima di perdere l'indipendenza per mano di napoleone. Poi soffermati sul dato di fatto che il veneto ha trovato la sua rinascita economia solo sotto l'unita' d'italia (dopo secoli di fame nera) nel periodo repubblicano. Certo all'inizio subi', come le altre popolazioni italiane, il caritatevole "buon governo" di quelli che ora definisci "fratelli padani".
In ultimo ringrazia Guglielmo Pepe e gli altri duosiciliani che combatterono per l'indipendenza di venezia (io lo faccio)
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Donald
Sentendo i nostri "vecchi" il governo Austro Ungarico non era poi così negativo.
se paragonato al mal governo di stampo piemontese non hai tutti i torti, almeno su questo
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Donald
Non dimentichiamoci , visto che si parla di ferrovie , che quelle esistenti in Veneto vennero costruite dagli Austriaci tra il 1848 e il 1866.
Che gli Austriaci fossero il nemico , lo potevano pensare a Napoli o Roma , ma da quello che leggo , sarebbe stato meglio che avessero pensato a governare in maniera più decente i loro regni , anzichè mandare gente a combattere qui.
intanto , tranne questo episodio, i napoletani avevano un ottimo rapporto con gli austriaci. Tanto è vero che l'indomani dell'unita' d'italia molti andarono a combattere con gli austriaci.
Quelli che invece avevano in odio gli austriaci, con cui si sono scontrati innumerevoli volte, furono proprio quelli che tu definisci "fratelli padani".
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Donald
Per cui di quei soldati napoletani non me ne frega un emerito cazzo.
la non conoscenza della storia porta all'ingratitudine, ne convengo
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venetoimpenitente
intanto, da bravo "terrone del nord", non offendere gli altri ...poi informati su cosa era il veneto poco prima di perdere l'indipendenza per mano di napoleone. Poi soffermati sul dato di fatto che il veneto ha trovato la sua rinascita economia solo sotto l'unita' d'italia (dopo secoli di fame nera).
In ultimo ringrazia Guglielmo Pepe e gli altri duosiciliani che combatterono per l'indipendenza di venezia (io lo faccio)
Confesso che a parlare con te conoscendoti , provo sempre un senso di fastidio e disgusto.
Però , davanti alle enormità che dici.
1) La Repubblica di San Marco era uno degli stati più floridi d'Europa.Basti pensare alle migliaia di ville che la borghesia mercantile e la nobiltà costruirono nella terraferma , più che nella famosa valle della Loira.
I musei d'Europa sono pieni di oper d'arte di artisti Veneti , e dove c'è miseria non si spendono soldi per pittori , scultori o musicisti.
Dopo l'unità d'italia sono emigrate dalla regione milioni di persone , praticamente in tutto il mondo.
Per dire , oggi ci sono più discendenti Veneti in Brasile che in patria.
Emigrazione era una parola sconosciuta , dato che l'economia della repubblica di San Marco , in parte conservata nel settantennio di dominio Austriaco , somigliava molto a quella attuale , basata sulla piccola impresa e sull'artigianato.
Artigianato , appunto , siamo un Popolo di persone creative e lavoratrici , che sanno anche diventare grandi imprenditori , quando si creano le condizioni.
Fino all'apertura dei mercati negli anni '50 , e la successiva costituzione della CEE , il Veneto venne trattato come area marginale e negletta , che tra l'altro , diversamente dal meridione , non beneficiava di tante iniziative di aiuto ( ma forse è stato meglio così , altrimenti saremmo come loro).
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Donald
Confesso che a parlare con te conoscendoti , provo sempre un senso di fastidio e disgusto.
pensa un po' che curioso, quando ti rispondo mi tappo il naso
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Donald
Però , davanti alle enormità che dici.
1) La Repubblica di San Marco era uno degli stati più floridi d'Europa.
MUAHAHHAHAHAHHAHAH!
la repubblica di san marco era in una crisi nerissima poco prima di cadere come un castello di carte.
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Donald
Per dire , oggi ci sono più discendenti Veneti in Brasile che in patria.
Emigrazione era una parola sconosciuta ,
e chi lo nega?
anzi molto spesso ho ricordato che molte migliaia emigrarono nel meridione d'italia pur di avere un tozzo di pane. Dal sud mandavano casse di arance e limoni, come fa l'occidente per i bambini africani, per strapparci dalla pellagra.
Ho sempre ricordato poi il caritatevole comportamento dei "fratelli padani" che ci accolsero a colpi di "terroni del nord".
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Donald
Fino all'apertura dei mercati negli anni '50 , e la successiva costituzione della CEE , il Veneto venne trattato come area marginale e negletta , che tra l'altro , diversamente dal meridione , non beneficiava di tante iniziative di aiuto ( ma forse è stato meglio così , altrimenti saremmo come loro).
è stato meglio perchè non sono arrivati le locuste dal nord ovest a drenare risorse e ad aprire cattedrali nel deserto, sono d'accordo