Rif: IL RISORGIMENTO NASCOSTO
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Donald
E le centinaia di morti nella repressione dei moti popolari scoppiati a Torino nel 1865 dopo la notizia del trasferimento della capitale a Firenze ?
E le centinaia di morti fatte dal generale Bava Beccaris (Beccaris , nomen omen) nel 1899 a Milano , facendo sparare sulla folla di operai che protestavano per le misere condizioni di vita , e chiedevano pane ?
E sono solo i primi due episodi che mi ricordo.....
infatti io ho solo indicato la prima che mi è venuta in mente, sempre di mano savojarda...
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Donald
Certo , potete fare l'ironia su certi "fenomeni".
Ma non dimenticate che se dal Veneto è emigrata tanta gente , ciò si è verificato dopo il 1866 , in modo particolare dopo il 1870.
Prima , in Veneto l'emigrazione era un fenomeno sconosciuto , compresa quella stagionale in Germania , Svizzera o Austria di cui parla Edera sopra.
Emigrazione , povertà , appunto perdita di dignita delle donne cui voi , da bravi terroni , accennate.
Sono state tutte conseguenze dell'unificazione forzata del paese , che ha trasformato città e regioni che erano state floridissime , in prefetture periferiche.
Ti assicuro che se il Veneto avesse potuto conservare un minimo dell'autonomia che aveva quando era Repubblica di San Marco , le serve su cui ironizzate non le avreste viste.
come si vede che non capisci l'ironia...
va a cercare i dati statistici sulle emigrazioni dal 1840 in poi per il veneto e poi potrai parlà e trovandoti impara un po' di sana ironia.
dal sud non partiva nessuno o quasi FINO AL 1862, dopo furono decenni di emigrazione per un povertà sconosciuta quando eravamo un regno autonomo.
GIOPIZZETTO
Rif: IL RISORGIMENTO NASCOSTO
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giopizzetto
PRIMA DI SCRIVERE TANTE CELIATE, siete pregati di informarvi...
ho scritto tante volte, dando i dovuti riferimenti bibliografici e storici, sulle tante storture e bugie del "risorgimento" o sulle tante offese al sud.
MAX tu vivi al sud e ti invito ad informarti meglio, ad es i trasp marittimi perchè superiori a quelli ferroviari, parla con un geologo...
sulla malavita sempre fortemente avversata da FerdinandoII e quasi disturtta a napoli, su chi ha aiutato i mille a maggio-giugno 1860 e perchè, su come era il sostrato politico-culturale-economico-produttivo del sud.
EDERA la strage di via toledo???? dove?? quando?? ma che stai dicendo!! pensa a quella di Genova anni dopo!!!
l'errore fu proprio concedere prigione e poi esilio a tanti borgesi indottrinati che tradirono la loro terra la loro nazione il loro re e se ne pentirono pubbilcamente dopo il 1865.
al sud la leva obbligatoria non esisteva, fu istituita alla fine del 1862...
al sud il sistema fiscale fino al 1860 aveva solo cinque tasse principali, funzionava bene per le casse dello stato e non era iniquo, dal 1863 spuntarono sulle teste del polopo del sud nuove tasse come i funghi, perfino quella odiosa sul macinato, di manzoniana tristezza, che letteralmente gettarono nella miseria e disperazione i contadini, complice anhce l'abolizione sabauda degli usi civici.
fino al 1860 al sud c'era l'immigrazione, dal 1863 cominciò un esodo biblico a causa della fame delle ruberie e delle stragi savojarde che ha portato via quasi 5 milioni di persone in circa quaranta anni (1863/1910) e che ad oggi ha raggiunto quota 20 milioni. nel 1860 gli abitanti del sud erano poco più di 9 milioni adesso fate un attimo i conti dell'esodo e della tragedia.
l'istruzione al sud era in percentuale più che al nord ci sono i dati rilevati dal regno italico nel 1861/1862 andata a cercare, su.
giusto per ricordare quanto i Borbone erano "retrogradi" invito tutti a cercare nel web l'esperimento di San Leucio o andare a leggere i dispacci ministeriali di Ferdinando II del periodo 1830/1850 sulla politica economica e sulla politica rurale, elemento primo per un stato a preminenza rurale, anche nel rapporto pagamenti-export.
oppure confrontare lo sviluppo economico-industriale tra sud e nord, rimarrete stupefatti nello scoprire che il sud era più industrializzato del nord, ma dal 1863 si smontarono pezzo per pezzo tutte le migliori fabbriche del sud per rimontarle al nord, furono annullate tutte le commesse statali preunitarie alle industrie del sud e riassegnate a industrie del nord inefficienti e antiquate (ad es. cantieri di castellammare o mongiana)
ciò che ho scritto lo scrivo da anni, quindi non scopiazzo Pino Aprilie e il suo bel testo che ha il gran pregio di sbattere in faccia in maniera efficace ai tanti lettori la verità sugli ultimi 170 anni.
QUESTO TANTO PER COMINCIARE
GIOPIZZETTO
Purtroppo i racconti scolastici sul risorgimento hanno prodotto tra le più grandi bugie storiografiche della storia recente. I falsari hanno dato l'immagine di un garibaldi portatore di libertà e ricchezza e dei borbone oppressori e cialtroni.
Oggi, facciamo i conti con il conflitto tra quelli che non credono più ai falsari e guardano con atteggiamento laico maturo alla vera storia del regno di napoli e i giustificazionisti o gli occultatori del sacco del sud e delle tragedie che l'occupazione sardo piemontese ha portato nella nostra terra.
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Scipione
Vergogna! Garibaldi, come è noto ai più che hanno studiato, è eroe benemerito dei due mondi! :giagia: :gluglu: :chefico:
nonono brigante dei due mondi...
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Donald
Sentendo i nostri "vecchi" il governo Austro Ungarico non era poi così negativo.
Non dimentichiamoci , visto che si parla di ferrovie , che quelle esistenti in Veneto vennero costruite dagli Austriaci tra il 1848 e il 1866.
Che gli Austriaci fossero il nemico , lo potevano pensare a Napoli o Roma , ma da quello che leggo , sarebbe stato meglio che avessero pensato a governare in maniera più decente i loro regni , anzichè mandare gente a combattere qui.
Per cui di quei soldati napoletani non me ne frega un emerito cazzo.
grazie per gli apprezzameNti ai soldati napoletani, che tra l'altro erano ANCHE in mare a Lissa e non con gli italici, sapevi?
a napoli GLI AUTROUNGARICI ERANO AMICI va a vedere la nascita di due/tre regine napoletane e capirai...
studia donald....
così capirai con chi prendertela....
GIOPIZZETTO
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Donald
Confesso che a parlare con te conoscendoti , provo sempre un senso di fastidio e disgusto.
Però , davanti alle enormità che dici.
1) La Repubblica di San Marco era uno degli stati più floridi d'Europa.Basti pensare alle migliaia di ville che la borghesia mercantile e la nobiltà costruirono nella terraferma , più che nella famosa valle della Loira.
I musei d'Europa sono pieni di oper d'arte di artisti Veneti , e dove c'è miseria non si spendono soldi per pittori , scultori o musicisti.
Dopo l'unità d'italia sono emigrate dalla regione milioni di persone , praticamente in tutto il mondo.
Per dire , oggi ci sono più discendenti Veneti in Brasile che in patria.
Emigrazione era una parola sconosciuta , dato che l'economia della repubblica di San Marco , in parte conservata nel settantennio di dominio Austriaco , somigliava molto a quella attuale , basata sulla piccola impresa e sull'artigianato.
Artigianato , appunto , siamo un Popolo di persone creative e lavoratrici , che sanno anche diventare grandi imprenditori , quando si creano le condizioni.
Fino all'apertura dei mercati negli anni '50 , e la successiva costituzione della CEE , il Veneto venne trattato come area marginale e negletta , che tra l'altro , diversamente dal meridione , non beneficiava di tante iniziative di aiuto ( ma forse è stato meglio così , altrimenti saremmo come loro).
Il veneto, a differenza del sud, non ha subito occupazioni da parte savoiarda, né massacri, né saccheggi di risorse, né ruberie di altro ordine.
Ha subito un incorporamento sostanzialmente svantaggioso che lo ha precipitato economicamente e fatto regredire rispetto a quanto, in termini di vantaggi economici, benessere e ricchezza (pur ammettendo che fossero quantitativamente maggiori a confronto degli anni successivi della fagocitazione, visto e considerato che la crisi dello stato venenziano era antica e perdurante), detenesse al tempo della sua autonomia.
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ConteMax
Cosa lasciò Ferdinando II alla sua morte? Un regno al collasso, che non gli sopravvisse che 2 anni.
Ferdinando II non seppe sfruttare il 1848 per farsi largo in Italia come l'unica autentica potenza militare. Preferì sparare sui deputati del neocostituito Parlamento napoletano e ritirare il proprio esercito. Preferì dar sostegno e rifugio a Pio IX invece che approfittare della rivoluzione mazziniana per cercare di creare uno stato costituzionale al centrosud.
Non capì i suoi tempi Ferdinando II. E la fine del Regno delle Due Sicilie è in gran parte addebitabile a lui e a suo nonno, che aveva perseguitato l'intellighentia murattiana.
Lasciò un regno florido e pacifico e ben amministrato, documentati e rimarrai stupito per la montagna di bugie che ti hanno propinato
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ConteMax
Il Mezzogiorno aveva grandi richezze in poche mani. Gran parte della popolazione era a livelli semifeudali, povera, analfabeta, senza prospettive di sviluppo.
Borghesia inesistente. Intellighentia fatta espatriare, in galera o ridotta al silenzio. Una corte bigotta, incapace, asservita agli interessi del clero.
Le province abbandonate da un potere centrale lontano e inefficiente. Infrastrutture del tutto insufficienti. Istruzione inesistente. Giustizia dispotica in mano alla polizia e alla corte, dove regnava l'arbitrio. Organizzazione amministrativa carente e infficiente.
Ed è peggio uno stato con ricchezze concentrate in poche mani di uno povero e derelitto. Perché se in uno stato povero ci sono condizioni per lo sviluppo questo può migliarare la vita di tutti e non solo delle élites.
Che la mafia spadroneggiasse a Napoli e nelle province ben prima della conquista è un dato di fatto. Il collasso dello stato non fece che dar sfogo ad energie criminali che già erano presenti. Il brigantaggio esplose perché già c'erano i briganti.
E la retorica di un brigantaggio legittimista non ha senso, perché la maggior parte delle bande erano di sbandati e criminali, interessati più ai saccheggi che a restaurare il potere borbonico. Le insorgenze legittimiste si esaurirono tra il 1862 e il 1863. Dopo restò il fenomeno criminale vero e proprio.
Borboni e Savoia furono la rovina del Mezzogiorno. Ma dobbiamo dire grazie a Garibaldi se almeno il nostro Mezzogiorno può essere un parte della nostra comune partria italiana, libera dal governo dei preti e delle aristocrazie locali.
hai scritto una marea di cose falsate:
1) le grandi ricchezze non erano in poche mani e non solo nobili ma anche borghesi(cfr:gramsci latifondismo borghese)
2) borghesia vedi sopra intellighentia, bhè ma era quella liberale che all'epoca era sovversiva, u n po' come certa intellettualità di sx post '68
3) province abbandonate? ti invito a leggere qlcs del prof de martino sulle "intendenze"
4) la P.A. borbonica funzionava infatti dopo il 1862 al sud il sistema pubblico crollò, qnd arrivarono i funzionari piemontesi e rivoltarono l'apparato aministrativo borbonico da capo a piedi( cerca la legge di Ferdinando I del dicembre 1816 sull'amministrazione, ti renderai conto da dove nasce il dir amministrativo italiano)
5) stato povero? ma se le casse del regno erano tra le più floride d'europa e la tassazione al sud era la metà in percentuale a quella piemontese
6) scusa parli di maffja ma tu che ne sai? il più fiero avversario della camorra era Ferdinando II che quasi la eliminò in continente, in sicilia era diverso la maffja come la intendiu tu oggi non esisteva o quasi fu proprio grazie a garibladi che fece il salto di qualità e fiorì, prima era paragonabile ai"bravi di don rodrigo" leggiti gramsci e sereni in proposito; l'errore di Ferdiando II fu che non riuscì a sottomettere i baroni siciliani (l'abolizione vera degli ultimi effetti della feudalità in sicilia vi fu nel 1840 in continente tra il 1808 e il 1817)
7) il brigantaggio, guerra di resistenza ribellione legittimista non semplice criminalità finì ufficialmente nel 1874 qnd PILONE ultimo brigante fu ucciso a tradimento a Boscoreale(NA), ma tra le file dei briganti ti ricordo che ci furono centinaia di soldati borbonici nobili avvocati prof universitari preti insomma fu tutto un popolo che si sollevò, questo dovrebbe farti pensare
8) infatti garibaldi liberò il popolo? vallo a dire a bronte e ancora oggi rischi la pelle; il potere dei preti? già meglio quello di cialdini il macellaio, però su una cosa hai ragione certa aristocrazia fu la rovina della nostra terra infati non è un caso se Ferdiando II odiava certa nobiltà e i liberali.
sono solo risp in pillole se vuoi posso meglio argomentare...
GIOPIZZETTO
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edera rossa
e dove mai Cattaneo parlò della divisione della penisola in tre stati?
Il federalismo cattaneano ( che si manifestò principalmente prima del 1861 mentre in seguito parlerà principalmente di necessità delle autonomie regionali, provinciali e comunali) era un modo di legare ( e che altro significa federare?) tra loro deg istati che nel frattempo dovevano diventare repubblicani e democratici. Fu estremamente critico dell'accentramento sabaudo, ma certamente non amava nè i borboni , nè lo stato pontificio; mentre riconosceva al precedente stato toscano una migliore legislazione penale rispetto a quella sabauda, al ducato di Parma una migliore legislazione civile ed alla Lombardia ( ma più a quella di Maria Teresa che non a quella a lui coeva ) una migliore legislazione in materia di amministrazioni locali.
INFATTI CATTANEO PARLAVA DI FEDERARE STATI E DI FEDERALISMO(VERO NON QUELLO FALSOLEGHISTA)
semplicemente io ho scritto che si trattava di accordi diplomatici tra Ferdinando II e v.e.II con il papa che stava alla finestra,trattative segrete, fortemente osteggiate dalla massoneria per mano di cavour, va a controllare.
sulla civiltà giuridica criminale toscana non dirlo a me che so cos'è la leopoldina...
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edera rossa
i fatti di Napoli di maggio del 1848. A seconda delle fonti si parlò di un numero di vittime oscillante tra i cinquecento ed i duemila. Secondo Benedetto Croce segnò l'inizio della fine della dinastia borbonica, ma segnè anche la sconfitta della componente più democratica ( più di sinistra se vogliamo) all'interno del movimento liberale del meridione. Le conseguenze ebbero modo di evidenziarsi anche nei decenni successivi.
i fatti di napoli portarono molti meno morti di quanto riportarono i liberali che avevano interesse a screditare Ferdinando II, inoltre ricorda che il re non mandò a morte i liberali catturati e processati, che nell'ottica dell'epoca in tutta europa erano considerati come terroristi, li mandò al confino e quelli continuarono a tramare fino a tornare a napoli nel 1861(pensa a setembrini)
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edera rossa
ConteMax:.Appunto, bisogna ricordare la miopia di Ferdinando II e Pio IX a non comprendere che era l'Austria il vero nemico.
Se Guglielmo Pepe e i soldati napoletani non hanno una lapide che li ricordi è anche per la miopia di ferdinando II che ordinò loro di ritornare. E si capisce benissime lo stato di frustrazione degli alti verici militari del Regno delle Due Sicile, che vedevano la storia passare sotto i loro occhi senza poter far nulla.
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GioPizzetto: STAI SCHERZANDO, VERO?
fu cavour che fece fallire le trattative diplomatiche tra v.e.II e Ferdinando II che aveva capito quale era l'unica via pacifica per salvare la penisola, il papa seguiva Ferdinando II e v.e.II nelle loro trattative...
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per la verità cavour ( pur con tutta la disistima che ho nei suoi confronti ) con i fatti del 48-49 non c'entrava un bel niente.
.
l'austria non era il vero nemico, il vero nemico erano i savojardi...
c'entrava come c'entravano i massoni che aizzavano e foraggiavano i liberali...
GIOPIZZETTO
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Originariamente Scritto da
Donald
Sentendo i nostri "vecchi" il governo Austro Ungarico non era poi così negativo.
Non dimentichiamoci , visto che si parla di ferrovie , che quelle esistenti in Veneto vennero costruite dagli Austriaci tra il 1848 e il 1866.
Che gli Austriaci fossero il nemico , lo potevano pensare a Napoli o Roma , ma da quello che leggo , sarebbe stato meglio che avessero pensato a governare in maniera più decente i loro regni , anzichè mandare gente a combattere qui.
Per cui di quei soldati napoletani non me ne frega un emerito cazzo.
Scusa ma di quali "nostri vecchi" stai parlamdo? chissà come mai circa un terzo dei milanesi abbandonarono la città al rientro degli austriaci e come mai Manin ebbe tanta vicinanza di popolo anche da sconfitto. Per gli austriaci il lombardo veneto era la mucca da mungere , e basta leggere un federalista come Cattaneo per capire cosa significava il governo di Checco Beppe. ( che era ben altra cosa rispetto a quello di Maria Teresa).
La ferrovia ferdinandea fu costruita prevalentemente con denaro di azionisti italiani ( il rimanente di altri azionisti) ed il progetto iniziale subì modifiche antieconomiche per ragioni di politica miliare fatte dall'Austria.
l'Austria non solo fu un padrone tirannico in fatto di libertà di espressione e ben organizzato soprattutto nell'impiccare con processi politici privi di garanzie per gli imputati, ma era contraria anche al libero scambio con le altre region id'Italia . Vi furono non solo ragioni politiche , ma anche economiche forti ad ispirare quanti volevanoi che gl iAustriaci tornassero al di là delle Alpi
Rif: IL RISORGIMENTO NASCOSTO
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Originariamente Scritto da
Donald
Certo , potete fare l'ironia su certi "fenomeni".
Ma non dimenticate che se dal Veneto è emigrata tanta gente , ciò si è verificato dopo il 1866 , in modo particolare dopo il 1870.
Prima , in Veneto l'emigrazione era un fenomeno sconosciuto , compresa quella stagionale in Germania , Svizzera o Austria di cui parla Edera sopra.
Emigrazione , povertà , appunto perdita di dignita delle donne cui voi , da bravi terroni , accennate.
Sono state tutte conseguenze dell'unificazione forzata del paese , che ha trasformato città e regioni che erano state floridissime , in prefetture periferiche.
Ti assicuro che se il Veneto avesse potuto conservare un minimo dell'autonomia che aveva quando era Repubblica di San Marco , le serve su cui ironizzate non le avreste viste.
ma dal tempo della Serenissim a stava cambiando il mondo e la crisi che portò alla grande emigrazione fu europea. ED anche ai tempidella Serenissima non è che le condizioni fossero splendide per tante aree del veneto ( vi sono alcune belle pagine di Marco e Mattio che ne fanno una foto più di tanti trattati di storia economica.
Rif: IL RISORGIMENTO NASCOSTO
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Originariamente Scritto da
Donald
Confesso che a parlare con te conoscendoti , provo sempre un senso di fastidio e disgusto.
Però , davanti alle enormità che dici.
1) La Repubblica di San Marco era uno degli stati più floridi d'Europa.Basti pensare alle migliaia di ville che la borghesia mercantile e la nobiltà costruirono nella terraferma , più che nella famosa valle della Loira.
I musei d'Europa sono pieni di oper d'arte di artisti Veneti , e dove c'è miseria non si spendono soldi per pittori , scultori o musicisti.
Dopo l'unità d'italia sono emigrate dalla regione milioni di persone , praticamente in tutto il mondo.
Per dire , oggi ci sono più discendenti Veneti in Brasile che in patria.
Emigrazione era una parola sconosciuta , dato che l'economia della repubblica di San Marco , in parte conservata nel settantennio di dominio Austriaco , somigliava molto a quella attuale , basata sulla piccola impresa e sull'artigianato.
Artigianato , appunto , siamo un Popolo di persone creative e lavoratrici , che sanno anche diventare grandi imprenditori , quando si creano le condizioni.
Fino all'apertura dei mercati negli anni '50 , e la successiva costituzione della CEE , il Veneto venne trattato come area marginale e negletta , che tra l'altro , diversamente dal meridione , non beneficiava di tante iniziative di aiuto ( ma forse è stato meglio così , altrimenti saremmo come loro).
la storia della Serenissima è durata circa dieci secoli e non si possono attribuire i suoi momenti di gloria anche ai periodi della decadenza; la Serenissima degli ultimi decenni fu, forse unica in Europa, costretta per ragioni economiche ad imboccare la strada della neutralità disarmata .