Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: chi mi da un aiuto?

  1. #1
    Fu fgc.adelfia
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    10,608
     Likes dati
    0
     Like avuti
    42
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito chi mi da un aiuto?

    in una discussione via mail sulla riforma gentili,ho avuto una risposta del genere,alla quale voglio rispondere,però voglio racchiudere in questa risposta piu' materiale possibile...se qualcuno mi da una mano per la risposta,ne sarei grato

    Mi permetto anch’io di fare qualche considerazione sulle recenti bufere che hanno investito la scuola, anche in relazione a quanto scritto dal nostro Rivoluzionario.

    Proprio ieri sono stato a Piacenza per le elezioni, guarda caso, del Senato Accademico (a cui quest’anno ho partecipato anch’io). Ho così avuto modo di parlare con numerosi docenti sia del Conservatorio che dell’Università che delle Accademie delle Belle Arti, alcuni miei colleghi e il Rettore; pacatezza e dialogo in quelle serene lande emiliane non si sono lasciate scalzare da cortei e occupazioni varie.

    Inizio con qualche puntalizzazione, proprio sul Senato Accademico. Mi chiedevo infatti se Francesco oltre a postare il link avesse anche letto il suo contenuto. Lì difatti si evince con chiarezza che qualunque iniziativa promossa dal Senato accademico necessita, per essere deliberata, dell’avvallo del Consiglio di Amministrazione. Il punto 2b dice difatti “in base alle disponibilità finanziarie accertate dal Consiglio di Amministrazione”; il punto 2e dice “sentito il Consiglio di Amministrazione”; tra i membri di diritto compare inoltre il Direttore Amministrativo (con voto consultivo e funzioni di segretario).
    Non si tratta quindi di affidare incarichi gestionali a chi non ha competenze.
    Dopo un anno di insegamento ho partecipato a numerosi consigli accademici nei quali la presenza “amministrativa e finanziaria” era sempre garantita, nonché necessaria.

    Oltre ad aspettarsi commenti DI PARTE bisognerebbe precedentemente chiedersi se si sia capaci di avvedersi delle proprie parzialità, troppo spesso l’ideologia la fa’ da padrona, anche quando ci si crede liberi da costrizioni ideologiche ed invece l’ideologia è già parte radicata in noi stessi.

    Siamo, infatti, proprio di fronte ad una delle roccaforti di una certa ideologia: la difesa della “cosa” pubblica.
    E così come spopola chi è disposto a cambiare idee per il proprio partito, io, che di partito non ne ho mai avuto, sono facilmente disposto a cambiarlo per le mie idee. Una vera dialettica propositiva non dovrebbe essere imbrigliata da queste famose “roccaforti” del pensiero ideologico, o per lo meno bisognerebbe essere capaci di sbrigliarsene in occasione di decisioni così importanti.
    Per me una chiusura totale alle Fondazioni sarebbe uno sbaglio. Oltre ad essere una prassi affermata e dilagante in ogni ambito, le Fondazioni si sono spesso rivelate unica ancora di salvezza per enti e istituzioni varie.
    Purtoppo quando una cosa è di tutti (in senso collettivistico e banalmente vago) finisce per non essere di nessuno, nella misura in cui ciascuno si sente parte di un tutto solo per diritto e non per reale convinzione. Nella pratica, è questa mentalità che spinge decine e decine di studenti a imbrattare muri e bagni con grande facilità e stupido dvertimento. Chi paga “pretende” di ricevere un tornaconto in termini non solo di offerta formativa, ma anche di vivere in un ambiente di pulizia, ordine e di totale assenza di degrado. Se tutto ciò non soddisfa lo studente, il medesimo è libero di ritirarsi dall’università; da qui l’interesse dell’istituzioni a mantenere elevati gli standard educativi ma anche tutti quei corollari di cui sopra. In breve, sai con chi prendertela se le cose non funzionano. Tutt’altra storia nel pubblico.
    Certo l’obiezione è spontanea e naturale: chi non può pagare?
    Di qui la necessità di addivenire ad un punto di incontro che non può significare “sospensione del decreto”. Che dialogo è questo?
    Io credo che la trasformazione in fondazioni (poco mi curo se i privati si arricchiscono, se i risultati sono quelli sperati – ricordo che i privati non sono demoni) che le università “possono deliberare” e non “devono” sotto coercizione, potrebbero essere valide soluzioni, tanto più se si tiene conto che nelle Fondazioni spesso o quasi sempre prendono parte anche soggetti “pubblici”. D’altra parte già oggi numerosi privati e banche contribuiscono economicamente alla realizzazione di attività didattiche altrimenti irrealizzabili con le sole ed esigue disponibilità finanziare delle università.

    Dal modello di numerose università australiane, americane e inglesi (che annoverano il maggior numero di Premi Nobel assegnati, quindi dai rendimenti assicurati) si dovrebbe attingere una nuova e dinamica “economicità della gestione” nonché la “capacità di investire gli utili nel perseguimento degli scopi universitari”. Onlus o non onlus ciò che conta è un nuovo principio di razionalizzazione delle risorse e responsabilizzazione della gestione (vale anche per il FUS, il fondo unico dello spettacolo non escluso anch’esso dai tagli), che per giunta disincentiva ulteriormente clientelismi vari. In fondo è in quelle università che le nostre menti “fuggono”! Perché allora non importare quei modelli?


    Se oggi la protesta monta è perché ci si è accorti troppo tardi che la fotografia del nostro sistema universitario è a dir poco infangata: alle 94 univeristà si aggiungono ben 320 sedi distaccate; non saranno un po’ troppi 5500 corsi di laurea se si considera che 37 hanno soltano “uno” studente iscrtitto e ben 327 non superano i 15 iscritti? Non sarà forse utile anche in questo caso invocare paragoni con l’Europa dove mediamente si insegnano 90.000 materie mentre in Italia ben 170.000?
    E che dire dei 26.000 posti di associato promossi nel 99,3% dei casi senza che ci fossero i posti, contribuendo così a far arrivare a 300 milioni di euro l’aumento della spesa dovuta alla moltiplicazione delle catedre senza che ci fosse spesso una reale esigenza didattica?
    E’ da questa situazione che si rende necessario una gestione dove anche “il privato” che ha “a giusto titolo” il diritto a guadagnarci, debba intervenire a promuovere una più sana organizzazione economica.
    Non si tema, aggiungo, il sempre paventato rischio di “manipolazione” e “asservimento”: le fondazioni possono adottare un regolamento che riguardi solo amministrazione, finanza, contabilità e non avrà alcun potere decisionale in scelte didattiche. Se poi c’è chi vede sempre nero in tutto (pur essendo “rosso”) e teme anche qui coercizioni varie…

    Quanto alla crescita esponenziale delle rette degli studenti che secondo alcuni sarà inevitabile, non sarebbe male anche in questo caso rivolgersi ai succitati modelli stranieri che prevedono (anche per il nullatenente) un sistema di finanziamenti in itinere che poi viene estinto nei successivi anni lavorativi dello studente: di qui l’estremo interesse dell’università a provvedere ad un reale e quanto immediato inserimento nel mondo lavorativo dell’ex studente.

    E’ ovvio che ogni tipo di taglio non può che preoccupare, ma una riforma è assolutamente necessaria, e qui si tratta di capire come cercare di “migliorare” un sistema anche a costo di sacrifici.

    L’occupazione, infine, patetico e sbiadito retaggio sessantottino, di cui ogni anno in ogni scuola celebriamo la ricorrenza, è l’indicatore di quanto ipocrita sia la volontà di affrontare un dialogo sereno e moderato (termine assai poco caro agli occupanti). Alla pretesa di sospensione immediata e assoluta dei decreti Gelmini, il solito controcanto, il solito secco rifiuto.
    L’ennesimo triste muro contro muro!

    Ecco, questa è la mia opinione, che vale tanto quanto qualunque altra in questa società che ha generato l’opinionismo come categoria televisiva, sociale e professionale.
    Ma la verità, tanto più per quella che ha la storia come fonte di studio critico-oggettiva, esiste sempre e solo in un’unica forma d’esistenza, e sebbene ciascuno possa “credere” di averne una propria, questo non toglie alla verità il suo carattere di unicità.
    Varrà forse il paragone con la Finocchiaro che crede che quella di manifestare (“alias occupare scuole, stazione di Milano Lambrate, e interrompere il diritto allo studio e allo svolgimento delle attività didattiche) sia una sorta di liberta “assoluta”, cioè, per una democrazia, più importante della libertà di coloro che vogliono dissociarsi dalla protesta e continuare a frequentare o tenere le lezioni.
    Esistono tante libertà, ma una può essere predominante.
    a voi la parola

  2. #2
    Forumista storico
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Messaggi
    31,653
     Likes dati
    3,543
     Like avuti
    659
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Concordo sostanzialmente con la risposta

    Non dobbiamo permettere che la lotta contro questa controriforma sia scambiata per un "Qui va tutto bene" Il passaggio alle fondazioni non è del tutto negativo, IMHO, se viene gestito in maniera accurata e si garantiscono una presenza pubblica di controllo, criteri di qualità e rappresentanza degli studenti.

  3. #3
    Teppista
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    Frivolezza & Libertà
    Messaggi
    35,074
     Likes dati
    3,890
     Like avuti
    4,809
    Mentioned
    90 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Concordo sostanzialmente con la risposta

    Non dobbiamo permettere che la lotta contro questa controriforma sia scambiata per un "Qui va tutto bene" Il passaggio alle fondazioni non è del tutto negativo, IMHO, se viene gestito in maniera accurata e si garantiscono una presenza pubblica di controllo, criteri di qualità e rappresentanza degli studenti.
    No, qui non va bene niente, ma sta roba che stanno mettendo in piedi è il peggio del peggio.

 

 

Discussioni Simili

  1. Aiuto mi serve un'immagine che nn trovo aiuto!
    Di Combat nel forum Fondoscala
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 17-07-08, 17:05
  2. aiuto!!!
    Di zhanghe nel forum Fondoscala
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 01-04-07, 22:40
  3. Aiuto Lauraf! Aiuto!
    Di DrugoLebowsky nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 18-01-05, 21:15
  4. Aiuto pcosta! Aiuto!
    Di Il_Siso nel forum Fondoscala
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 18-01-05, 18:46
  5. aiuto
    Di nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-01-04, 18:39

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito