Se Sarkozy si fa la sua prima televisione, Berlusconi si fa la sua quarta. Debutterà nei prossimi mesi YouCav, un filo diretto tra il premier e gli italiani. Una sola parola d’ordine: Silvio dixit.
A Palazzo Grazioli si sta già lavorando al palinsesto, e alcune idee (“le
migliori”, si sottolinea), le ha già avanzate il premier in persona.
A cominciare dalla sigla.
“Siamo il governo di tutti gli italiani, perciò non voglio né l’inno né le bandiere di Forza Italia”, ha spiegato con orgoglio.
Così, nessun simbolo di partito, solo una sobria gigantografia 4x4 del leader, mentre in sottofondo Mina canterà “Grande, grande, grande”.
“Lo facevamo anche io e Fedele sulle navi da crociera”, ha confidato commosso.
I programmi inizieranno alle 6 con l’alzabandiera, il cui compito, a turno, sarà affidato a qualche ex del Grande Fratello, “simboli di una gioventù studiosa e non facinorosa”, con la supervisione del ministro Elio Vito, mentre La Russa garantirà il quotidiano supporto di lagunari, fanti e bersaglieri.

Ore 9, “Incominciamo benissimo”, una trasmissione “per mettere subito il paese in sintonia con il suo governo”.
Ore 10, sintesi della S. Messa.
Ore 10,05, rubrica “Il video nero del comunismo”, a cura del professor Quagliariello.
Ore 12,30, programma di cucina, conduce l’onorevole Bertolini.
“Il nome evoca un antico lievito italico e l’espressione di gran simpatia Ave
Ninchi: il meglio della nostra tradizione, mica come quelle maestre scioperate”, ha sintetizzato il premier.

La rubrica, centrale nella programmazione di YouCav per replicare alle accuse della sinistra sulle difficoltà economiche delle famiglie, avrà una sigla particolare che il capo dell’esecutivo – a quattro mani con Bonaiuti – ha già composto:
“Senza pene né afflizioni/ si arriva a fine mese con Berlusconi/
con il governo di Silvio/ quello che voglio me lo piglio/
Ve lo dice Mariastella/ qui la vita è sempre bella/
ve lo spiega la Carfagna/ se c’è Silvio si beve e si magna…”.

Ore 15, va in onda “Forum”, perché, spiegano a Palazzo Chigi, “non abbiamo mai sostenuto che tutti i giudici sono comunisti”.
Ore 18, l’appuntamento centrale della programmazione di YouCav: “Silvio risponde”.
In studio, con il capo del governo, alcuni giornalisti.
Per la carta stampata il premier ha dato il via libera a Verderami del Corriere, “è calabrese, ma è alto come un sardo”, qualche dubbio su Minzolini della Stampa, “troppo lungo, però certo ha il pregio di pochi capelli”, perplessità sui baffi di Fusi del Messaggero.

Temerariamente, ha fatto sapere di essere disponibile a un’intervista con Riotta, “purché consegni a Marinella la ricetta del suo appretto per le camicie: mai che io riesca ad averle così perfette”, e con la direttora
dell’Unità, Concita De Gregorio, “ma porti con sé il numero della testimonial della campagna del suo giornale: ha un volto che non mi è nuovo”.

Ore 20, rubrica di poesia affidata a Sandro Bondi. “Odi et amo”, ha proposto
come titolo il premier. “Catullo lo conosco, mica come questi scioperati in piazza: andavo dai salesiani, io”.
Al ministro conduttore ha raccomandato: “Spiega che ‘odi’ sono i comunisti et ‘amo’ siamo noi, paese dell’amore e del fare”.

A mezzanotte “buonanotte fiorellini”.
Per quanto riguarda il tigì, Berlusconi si è autoproposto per condurlo di persona in diretta dal Consiglio dei ministri:
“Siamo il governo del fare, gli italiani lo devono vedere”
.
Una raccomandazione ha avanzato:
“Un po’ di gnocca, sennò la gente non capisce la differenza tra un governo delle libertà e uno dei comunisti”.
E infine, ogni sera, a mezzanotte, il premier chiuderà con un saluto a tutti gli italiani, durante l’ultima trasmissione del palinsesto di YouCav:
“Buonanotte fiorellini”.

SDM www.ilfoglio.it 30 10 08

saluti