Conservatorismo tradizionalista
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Il conservatorismo tradizionalista, noto anche come "conservatorismo burkeano", "tradizionalismo", "conservatorismo culturale", "nuovo conservatorismo" (da non confondere con neoconservatorismo) o "conservatorismo classico" è quel ramo occidentale del pensiero conservatore che è caratterizzato da una adesione ai principi di prescrizione (legge), consuetudine (diritto), ordine sociale, gerarchia, fede, famiglia naturale, libertà ordinata, e tradizione. Si può dire che ha affinità con il pensiero reazionario, e alcuni seguaci di questo movimento accettano probabilmente quella etichetta, sfidando il marchio d’infamia ad essa legato nella cultura occidentale dopo l’Illuminismo.
Indice
1 Le origini burkeane
2 Il conservatorismo tradizionalista americano
3 Storia dei "nuovi conservatori"
4 Russell Kirk e i sei canoni del conservatorismo
5 Conservatorismo tradizionalista e paleoconservatorismo
6 Tradizionalisti contemporanei
7 Importanti tradizionalisti
8 Bibliografia
9 Collegamenti esterni
9.1 articoli
9.2 organizzazioni didattiche tradizionaliste
9.3 pubblicazioni tradizionaliste
Le origini burkeane
Si potrebbe dire che il conservatorismo tradizionalista abbia avuto inizio con il pensiero del filosofo e statista Whig anglo-irlandese Edmund Burke. I principi politici di Burke erano radicati nella legge morale naturale morale e nella tradizione occidentale. Egli credeva nei diritti prescrittivi e in quella che aveva denominato la "libertà ordinata", nonché in una forte fede nei valori trascendenti che trovano sostegno in istituzioni come la Chiesa, la famiglia, e lo stato. [1] Egli era un feroce critico dei principi alla base della Rivoluzione francese e nel 1790 le sue osservazioni sul radicalismo e gli eccessi della Rivoluzione francese sono state raccolti nelle Riflessioni sulla rivoluzione in Francia. Nelle Riflessioni egli ha contestato le innovazioni radicali dei rivoluzionari, come i "diritti dell'uomo". Lo storico e critico sociale americano Russell Kirk ha scritto che "... le Riflessioni bruciano con tutta la rabbia e l'angoscia di un profeta che ha visto le tradizioni della cristianità e il tessuto della società civile dissolversi sotto i suoi occhi." [2]
L'influenza di Burke si sarebbe estesa pensatori e scrittori successivi sia nel suo paese natio, la Gran Bretagna che nell’Europa continentale. Tra coloro che sono stati influenzati da questo pensiero sono stati i poeti romantici inglesi Samuel Taylor Coleridge, William Wordsworth, e Robert Southey, l’autore romantico scozzese Sir Walter Scott, [3] i contro-rivoluzionari francesi François-René de Chateaubriand, Louis de Bonald, e Joseph de Maistre [4], e in America il presidente John Adams e coloro che erano associati al Partito Federalista [5]
Il conservatorismo tradizionalista americano
Il tradizionalismo burkeano è stato trasportato nelle colonie americane attraverso le politiche e i principi del Partito federalista e delle sue leadership rappresentate da John Adams e Alexander Hamilton. I Federalisti si opponevano alla Rivoluzione francese, difendendo la morale cristiana tradizionale, e sostenendo una nuova "aristocrazia naturale", basata sulla "proprietà, l'istruzione, lo stato di famiglia, e il senso di responsabilità etica" [6]. Opere classiche del federalismo americano includono Il Federalista di Alexander Hamilton, James Madison, e John Jay, la Difesa delle Costituzioni e i Discorsi su Davila di John Adams, e le Lettere di Publicola di John Quincy Adams [7].
L'influenza di Burke in America continuò al di là del Partito Federalista nella vita e nelle opere di alcuni pensatori e scrittori come John Randolph di Roanoke, John C. Calhoun, Joseph Story, James Russell Lowell, Woodrow Wilson, [8] e Irving Babbitt. [9]
Il conservatorismo tradizionalista ha avuto alcuni dei suoi massimi difensori orali nei primi anni del ventesimo secolo grazie agli sforzi dei nuovi umanisti (Irving Babbitt e Paul Elmer More), i Southern Agrarians (John Crowe Ransom, Allen Tate, e Donald G. Davidson), e in pubblicazioni come The Bookman, The American Review, The Sewanee Review, e The Kenyon Review. Altri conservatori tradizionalisti la cui influenza sarebbe stata sentita dal successivo movimento dei "Nuovi conservatori" degli anni ‘40 e ‘50 furono Herbert Agar, Bernard Iddings Bell, Gordon Keith Chalmers, Grenville Clark, Peter Drucker, Will Herberg, Ross JS Hoffman, e Dorothy Thompson. [10]
Storia dei "nuovi conservatori"
Il conservatorismo tradizionalista continuò dopo la Seconda Guerra Mondiale negli scritti di un gruppo di professori universitari (etichettati come "nuovi conservatori" da parte della stampa popolare del tempo), che rinnovò l’interesse accademico in quelle che T.S. Eliot chiamò le "cose permanenti" (quelle istituzioni perenni su cui la società è fondata: la chiesa, la famiglia, lo stato, la vita comunitaria, ecc.) Essi difesero la civiltà americana e occidentale contro la crescente ondata di progressismo (liberalismo moderno) e comunismo nella filosofia politica e pratica politica. Durante questo periodo vi fu anche una ripresa di interesse tra i nuovi conservatori per la vita e l'opera di Edmund Burke.
I tradizionalisti rimproveravano la visione del mondo progressista inerente ad un'America a proprio agio con le economie del New Deal, un fiorente complesso militare-industriale, e una consumistica e commercializzata cittadinanza. Richard M. Weaver, professore all’Università degli Studi di Chicago è stato tra i primi nuovi conservatori e il suo Ideas Have Consequences (1948) ha fatto la cronaca della costante erosione dei valori culturali occidentali a partire dal Medio Evo [11]. A Weaver si è unito nel 1949 Peter Viereck, il cui Conservatism Revisited ha esaminato il pensiero conservatore del principe Klemens Metternich.
Gli anni ‘50 hanno portato una nuova fioritura del pensiero dei nuovi conservatori con La Nuova Scienza della Politica di Eric Voegelin, del 1953, The Quest for Community di Robert A. Nisbet, 1953, e Conservatism in America di Clinton Rossiter, del 1955. Tuttavia, il libro che ha definito la scuola tradizionalista è stato The Conservative Mind: From Burke to Eliot, scritto da Russell Kirk nel 1953, che ha fornito una dettagliata analisi del pedigree intellettuale del conservatorismo tradizionalista anglo-americano [12].
Altri nuovi conservatori includono John Blum, Daniel Boorstin, McGeorge Bundy, Thomas Cook, Raymond English, John Hallowell, Anthony Harrigan, August Heckscher, Milton Hindus, Klemens von Klemperer, Erik von Kuehnelt-Leddihn, Richard Leopold, S. A. Lukacs, Malcolm Moos, Eliseo Vivas, Geoffrey Wagner, Chad Walsh, e Francis Wilson[13]) così come Arthur Bestor, Mel Bradford, C.P. Ives, Stanley Jaki, John Lukacs, Forrest McDonald, Thomas Molnar, Gerhard Neimeyer, James V. Schall, S.J., Peter J. Stanlis, Stephen J. Tonsor, e Frederick Wilhelmsen.[14]
Russell Kirk e i sei canoni del conservatorismo
The Conservative Mind è stato scritto da Kirk come una dissertazione di dottorato, mentre egli era uno studente presso l'Università di St Andrews, in Scozia. In precedenza autore di una biografia del conservatore americano John Randolph di Roanoke, Kirk ha stabilito in The Conservative Mind sei "canoni del pensiero conservatore", tra cui:
La convinzione che un intento divino regoli la società così come la coscienza... Che i problemi politici, in fondo, sono problemi morali e religiosi.
L’affezione per la varietà proliferante e il mistero della vita tradizionale, distinta dall’uniformità restringente e dagli obiettivi egualitari e utilitaristici dei sistemi più radicali.
La convinzione che la società civile richiede ordini e classi...
La persuasione che la proprietà e la libertà sono inseparabilmente connesse, e che il livellamento economico non è il progresso economico ...
La fede nella prescrizione e la sfiducia verso i "sofisti e i calcolatori". L'uomo deve mettere a controllo la sua volontà e i suoi appetiti... La tradizione e il sano pregiudizio provvedono a controllare gli anarchici impulsi dell’uomo.
Il riconoscimento del fatto che cambiamento e riforma non sono identici ... [15]
Kirk va a esaminare il pensiero di una vasta gamma di pensatori conservatori, tra cui lo statista anglo-irlandese Edmund Burke, i federalisti americani John Adams e Alexander Hamilton, i letterati britannici Samuel Taylor Coleridge e Robert Southey, il conservatore del sud John Randolph di Roanoke, John Calhoun, il pensatore politico e cattolico americano Oreste Brownson, lo scrittore del New England Nathaniel Hawthorne, il Primo ministro britannico Benjamin Disraeli, il cattolico britannico John Henry Newman, lo storico americano Henry Adams, il New Humanism di Irving Babbitt e Paul Elmer More, e il poeta e critico letterario anglo-americano TS Eliot.
Conservatorismo tradizionalista e paleoconservatorismo
Vi è molta confusione sulla questione che il conservatorismo tradizionalista americano e il paleoconservatorismo siano la stessa filosofia. Mentre vi è una certa sovrapposizione in materia di principi e anche prescrizioni politiche, il paleoconservatorismo è generalmente inteso essere di natura più ideologica. Si potrebbe arrischiare che il paleoconservatorismo sia forse l'espressione politica del conservatorismo tradizionalista, in particolare per quanto riguarda molti paleoconservatori come l'ex candidato presidenziale e giornalista Patrick J. Buchanan tradizionalista che esprime idee conservatrici e sostiene cause del conservatorismo tradizionalista come il rinnovamento culturale e la difesa della civiltà occidentale. Il conservatorismo tradizionalista, tuttavia, è precedente al paleoconservatorismo (che è emerso alla fine degli anni ‘80 tra gli accademici e i giornalisti tradizionalisti in risposta alla crescente influenza del neoconservatorismo), e mentre molti paleoconservatori (G. Claes Ryn, Paul Gottfried) sono anche tradizionalisti, non tutti i conservatori tradizionalisti sono paleoconservatori. In realtà, all’Intercollegiate Studies Institute, tradizionalisti associati con pubblicazioni dell'Istituto quali Mofern Age e The Intercollegiate Review probabilmente hanno poco in comune con il nazionalismo bianco paleoconservatore di altrettante figure quali Samuel Francis e organizzazioni paleoconservatrici come The Council of Conservative Citizens.
Tradizionalisti contemporanei
Il conservatorismo tradizionalista oggi è principalmente centrato attorno al Intercollegiate Studies Institute, il Russell Kirk Center for Cultural Renewal, la National Humanities Institute, e la Edmund Burke Society. Importanti moderni conservatori tradizionalisti includono Giuseppe Baldacchino,Presidente del National Humanities Institute e co-direttore di Humanitas; Jeremy Beer, direttore di ISI Books (sigla di Intercollegiate Studies Institute); Thomas Bertonneau, Professore ospite di Inglese come SUNY-Oswego; Bradley J. Birzer, Professore associato di Storia all’Hillsdale College; Christopher Olaf Blum, Professor di Latino al Thomas More College of Liberal Arts; Cicero Bruce, Assistente di Inglese al Southern Catholic College; George W. Carey, Professore di Amministrazione alla Georgetown University; Allan Carlson, Presidente dell’Howard Center for Family, Religion, and Society; James Como, fondatore della C. S. Lewis Society; T. Kenneth Cribb, Jr., Presidente dell’Intercollegiate Studies Institute; Allan R. Crippen, II, fondatore del John Jay Institute for Faith, Society, and Law; Ian Crowe, Professore associato di Storia al Brewton-Parker College e Direttore della Edmund Burke Society of America; Hugh Mercer Curtler, Professore di Filosofia alla Southwest Minnesota State University; Lee Edwards, Professore di Politica alla Catholic University of America; William E. Fahey, Professore di Latino e Rettore al Thomas More College of Liberal Arts; Michael P. Federici, Professore di Scienze Politiche al Mercyhurst College; Bruce Frohnen, Professore associate di Legge all’Ohio Northern University College of Law; Paul Gottfried, Professore di Latino all’Elizabethtown College; Vigen Guroian, Professore di Studi Religiosi (Cristianità orientale) all’University of Virginia; Mark C. Henrie, Redattore di The Intercollegiate Review; Annette Y. Kirk, Presidente del Russell Kirk Center for Cultural Renewal ed editore di The University Bookman (e vedova di Russell Kirk); E. Christian Kopff, Professore di Greco e Latino all’University of Colorado, Boulder; James Kurth, Claude Smith Professore di Scienze Politiche al Swarthmore College; Peter Augustine Lawler, Professore di Amministrazione e di Studi Internazionali al Berry College; Daniel J. Mahoney, Professore di Politica all’Assumption College; Mark G. Malvasi, Professore di Storia al Randolph-Macon College; Wilfred M. McClay, Professore di Storia all’University of Tennessee, Chattanooga; W. Wesley McDonald, Professore di Scienze Politiche all’Elizabethtown College; lo storico independente George H. Nash; Jeffrey O. Nelson, Presidente del Thomas More College of Liberal Arts, Editore di The University Bookman, Second Spring, and Studies in Burke and His Time (e genero di Russell Kirk); George A. Panichas, già dell’University of Maryland e in passato Direttore di Modern Age; Joseph Pappin III, Decano all’University of South Carolina, Lancaster ed Editore di Studies in Burke and His Time; James E. Person, Jr., un biografo di Russell Kirk; Gerald J. Russello, Direttore di The University Bookman; Claes G. Ryn, Professore di Politica alla Catholic University of America, Presidente del National Humanities Institute, e Co-Direttore di Humanitas; Ellis Sandoz, Hermann Moyse Jr. Professore di scienze Politiche alla Louisiana State University e Direttore dell’Eric Voegelin Institute for American Renaissance Studies; Caleb Stegall, Procuratore e già Direttore di The New Pantagruel; Ewa M. Thompson, Professore di Studi tedeschi e slavi alla Rice University; John M. Vella, Direttore Amministrativo di Modern Age, The Intercollegiate Review, e di The Political Science Reviewer; Gleaves Whitney, Direttore dell’Hausenstein Center for Presidential Studies alla Grand Valley State University; Gregory Wolfe, il Redattore e Fondatore del Center for Religious Humanism; R. V. Young, Professore di Inglese al North Carolina State University e Redattore di Modern Age, and John Zmirak, scrittore al Thomas More College of Liberal Arts.
Il Tradizionalismo è associato anche con il pensiero del filosofo inglese Roger Scruton e, con le politica britannica attraverso le attività del Cornerstone Group.
Importanti tradizionalisti
Russell Kirk
Eric Voegelin
Peter Viereck
Richard M. Weaver
Robert A. Nisbet
Clinton Rossiter
Daniel Boorstin
Patrick J. Buchanan
Forrest McDonald
John Lukacs
Stanley Jaki
Mel Bradford
Claes G. Ryn
James Kurth
R. V. Young
T. Kenneth Cribb, Jr.
Allan Carlson
Bruce Frohnen
Peter Augustine Lawler
E. Christian Kopff
Bibliografia
1^ American Conservatism: An Encyclopedia, Bruce Frohnen, Jeremy Beer, and Jeffrey O. Nelson, pp. 107-109, ISI Books, 2006
2^ Edmund Burke: A Genius Reconsidered, Russell Kirk, p. 154, ISI Books, 1967, 1997
3^ Edmund Burke: A Genius Reconsidered, Russell Kirk, p. 155, ISI Books, 1967, 1997
4^ Critics of the Enlightenment, Christopher Olaf Blum, ed., pp. xv-xxxv, ISI Books, 2004
5^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, pp. 87-95, Transaction, 1956, 2006
6^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, p. 89, Transaction, 1956, 2006
7^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, p. 88, Transaction, 1956, 2006
8^ Edmund Burke: A Genius Reconsidered, Russell Kirk, pp. 220-221, ISI Books, 1967, 1997
9^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, p. 104-105, Transaction, 1956, 2006
10^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, p. 107, Transaction Publishers, 1956, 2006
11^ The Conservative Intellectual Movement in America since 1945, George H. Nash, pp. 30-36, ISI Books, 2006
12^ The Conservative Tradition in America, Charles W. Dunn, p. 10, Rowman & Littlefield, 2003
13^ Conservative Thinkers from John Adams to Winston Churchill, Peter Viereck, p. 107, Transaction Publishers, 1956, 2006
14^ The Conservative Intellectual Movement in America since 1945, George H. Nash, pp. 50-55, 68-73, ISI Books, 2006
15^ The Conservative Mind: From Burke to Eliot, Russell Kirk, pp. 7-8, Regnery, 1953
Collegamenti esterni
Articoli
"Understanding Traditionalist Conservatism" by Mark C. Henrie
Organizzazioni didattiche tradizionaliste
The Center for Religious Humanism
The Cornerstone Group
The Edmund Burke Society
The Eric Voegelin Institute
The Free Enterprise Institute|Center for the American Idea
The G. K. Chesterton Institute for Faith and Culture
The Intercollegiate Studies Institute
The John Jay Institute for Faith, Society, and Law
The National Humanities Institute
The McConnellCenter (The University of Kentucky)
The Centre for Faith and Culture (ThomasMoreCollege of Liberal Arts)
The RussellKirkCenter for Cultural Renewal
The Trinity Forum
The WilberforceCenter for Colorado Statesmanship
Pubblicazioni tradizionaliste
The Chesterton Review
Continuity
Humanitas
Image: A Journal of the Arts and Religion
The Intercollegiate Review: A Journal of Scholarship and Opinion
Modern Age: A Quarterly Review
The Salisbury Review
Second Spring: A Journal of Faith and Culture
Touchstone: A Journal of Mere Christianity
The University Bookman
http://en.wikipedia.org/wiki/Traditionalist_conservatism
Traduzione di Florian




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