Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Cool Scuola&Univ.: ribellarsi è giusto, ma bisogna mirare bene

    da: http://www.rinascita.info/cc/RQ_Edit...mcRTpRnY.shtml

    Il marcio c'è

    Mercoledì 29 Ottobre 2008 – 122 – Rinascita



    Il mondo della scuola si agita contro una riforma che esiste in quanto figlia di una finanziaria liberista che trasforma le università in fondazioni e di fatto in prospettiva uccide l’istruzione gratuita e pubblica. Una riforma che blocca il ricambio degli insegnanti nelle primarie con un rilevante costo sociale e che, al contempo, uccide ogni possibile rivalutazione della meritocrazia.
    Guardiamo le novità per le elementari, peraltro il settore scolastico più interessato alla riforma Gelmini.
    Maestro unico (che poi non è unico, ma prevalente), ritorno al grembiule (che non è obbligatorio ma solo consigliato), classi d’ingresso per quelli che non conoscono la lingua italiana, ripristino del voto in condotta. Il tutto condito con il taglio del “turn-over” degli insegnanti. Non un taglio di merito, ma un’accettata cieca che mira a fare cassa senza progettualità.
    Sui provvedimenti didattici possiamo essere d’accordo. Sul taglio cieco, no. Si tolgano però gli insegnamenti inutili o fantasiosi. Si ricostruisca una scuola per formare i giovani nell’interesse della Nazione.
    E si giunga al più presto ad una rivoluzione delle università. Diventate fabbriche di lauree, di “master”, di corsi e specializzazioni stravaganti, i nostri atenei devono essere rifondati completamente, secondo i principii del merito individuale e dell’utilità sociale.
    Tantopiù che la stessa conferenza dei rettori (i “monarchi” degli Atenei) dichiara che oggi la spesa per studente in Italia è più alta rispetto al resto d’Europa. Mentre nessuno rileva come nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del dieci per cento dei docenti oggi di ruolo. Tutti concorsi che hanno, in pratica, già i loro vincitori. Generalmente banditi dalle università per titoli ed esami sono stati infatti confezionati su misura per il vincitore in pectore: il ricercatore che diventa ordinario o il dottorando che diventa ricercatore. Sanatorie - ma clientelari - per i tanti “precari” dell’università. Concorsi che la Gelmini ha ereditato dalla precedente gestione, quella di Mussi, con un iter che fu “prudentemente” avviato prima del cambio di governo. Gli studenti, medi e universitari, devono indirizzare la loro protesta contro un sistema che blinda già oggi le cattedre per almeno i prossimi dieci anni ed impedirà loro l’accesso all’insegnamento universitario in barba a qualsiasi meritocrazia. Devono poi chiedere la cancellazione delle norme approvate dal governo Prodi sull’aumento dell’età pensionabile. Soprattutto la protesta deve interessare la scandalosa proliferazione delle cattedre attraverso l’istituzione di corsi di laurea fotocopia o fantasiosi.
    Qualche esempio? L’università di Catania produce dottori in “Geofisica applicata alla difesa del territorio”, ma anche dottori in “Geologia applicata alla salvaguardia del territorio”. Ancora più “creativi” a Bari dove esistono corsi di laurea in “Informatica”, “Informatica e comunicazione digitale” e “Informatica e tecnologia per la produzione del software”. Ma nel capoluogo pugliese sanno fare anche di meglio con i corsi laurea in “Scienze ambientali” e quello in “Scienze forestali e ambientali”, raggiungendo però l’apice della fantasia con il corso di laurea in “Scienze dell’allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto”. Sì, motivi per protestare contro questa istruzione e ricerca italiana ce ne sono e le colpe sono di tutta la classe politica, passata e presente. Il marcio c’è: ribellarsi è giusto, ma bisogna mirare bene.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Cool

    da: http://www.rinascita.info/cc/RQ_Edit...YGPABgXN.shtml

    Abbasso la scuola

    Sabato 18 Ottobre 2008 – 115 – Paolo Emiliani



    La sinistra ha fatto ieri la sua prova generale di piazza in vista della prossima adunata del 25 ottobre prossimo. Veltroni e compagni hanno puntato forte sul mondo della scuola perché è quello da loro più facilmente mobilitabile e soprattutto perché sanno bene di non avere argomenti seri per contestare Berlusconi. Non perché il governo Berlusconi sia esente da critiche, sia ben chiaro, ma solamente perché loro non rappresentano una vera opposizione, con vere alternative di programma, alla faccia di quella pagliacciata del governo ombra, una trovata mediatica e nulla più.
    La scuola è invece sempre sensibile al richiamo della foresta rossa. Un po’ perché gli studenti, da che mondo è mondo, in fondo non disdegnano qualsiasi occasione per non andare a scuola e soprattutto perché i giovani di oggi sono ben diversi da quelli politicizzati di quaranta anni fa ed alla sezione preferiscono la discoteca ed al programma politico preferiscono “il grande fratello”, con il risultato di essere facilmente permeabili alle suggestioni. Il Pd non avrà poi più la poderosa macchina da guerra del defunto Pci, ma nella scuola conta ancora su un’organizzazione capillare collaudata e con un po’ d’aiuto da parte dei soliti giornali collaborazionisti riesce sempre a muovere la piazza. L’obiettivo della protesta è stato la riforma che sta attuando il ministro Gelmini e, per contiguità, la politica economica del governo.
    Per mobilitare l’opinione pubblica il centrosinistra ha però fatto ampio ricorso alla menzogna ed anche a qualche espediente scorrettissimo. Tanto per raccontarne uno potremmo citare che a Roma molti bambini delle scuole primarie sono tornati a casa con un volantino che però ad un esame poco attento o in mano a persona “semplice” poteva apparire come una vera e propria comunicazione ufficiale della scuola, nella quale si annunciava per il prossimo anno l’interruzione del tempo pieno e l’erogazione di alcuni servizi essenziali. Naturale la preoccupazione dei genitori, ma questo dissenso è solo frutto di una menzogna. Il ministro Gelmini in verità sta operando in modo positivo e certamente la riforma non diminuirà, anzi aumenterà, il tempo pieno. Il ritorno al maestro unico (che poi è solo prevalente) è una constatazione del pessimo risultato del doppio insegnante nelle primarie. Il voto in condotta non rappresenta poi certo alcuna svolta autoritaria, ma solo il tentativo di riportare un po’ di ordine e di rispetto per l’autorità che sembra perso nella scuola e quindi, di conseguenza, poi nella società.
    Approviamo pure il tentativo di reintrodurre il democraticissimo grembiule, un modo semplice per arginare abiti firmati fin dall’asilo e quindi per rendere gli alunni un po’ più uguali. Soprattutto approviamo l’istituzione di classi separate per coloro che non conoscono le lingua italiana. La sinistra ha subito strillato contro questa misura “razzista”, quando invece si tratta solo di ragionevolezza: è impensabile costringere all’ignoranza diciannove bambini italiani solo perché il programma non può andare avanti perché il ventesimo, straniero, non capisce l’italiano e l’insegnante deve procedere sui suoi ritmi.
    No, il problema non è la Gelmini, non è la scuola, il problema è semmai uno Stato senza sovranità nazionale, legato a modelli economici liberisti ed incapace di garantire i servizi sociali per tutti i suoi cittadini.
    Ma le manifestazioni di ieri, così come sarà quella della settimana prossima hanno saputo esprimere solo folklore e buonismi irrazionali, mentre l’Italia ha disperatamente bisogno di sentire qualcosa veramente di sinistra, di sinistra nazionale, di socialista. Il XXI secolo è già iniziato da parecchio ma questa opposizione deve ancora arrivare al 68, infatti cerca goffamente di rincorrerlo, ma allora erano altri tempi e soprattutto in piazza c’era altra gente e nei cuori altri ideali.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Cool

    da: http://www.rinascita.info/cc/RQ_Poli...GrOYOcSk.shtml

    Il costo sociale della riforma sulla scuola, approvata dal Senato

    Giovedì 30 Ottobre 2008 – 18:20 – Tatiana Genovese



    La conversione in legge del decreto Gelmini relativo alla scuola ha ricevuto ieri il placet definitivo del Senato con 162 voti a favore, 134 contrari e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, come annunciato in questi ultimi giorni dagli esponenti dell’esecutivo è stato licenziato senza subire alcuna modifica. Sette i punti in cui si possono sinteticamente racchiudere i contenuti di un provvedimento che per certi versi presenta buoni spunti, sebbene non si possa assolutamente parlare della riforma della scuola, per altri versi invece va ad influire in modo negativo sul mondo scolastico attraverso dei tagli che si riperquotono a livello sociale. E a proposito di questi ultimi il provvedimento sicuramente più discutibile è quello che attiene all’adozione del maestro unico, o meglio prevalente. Una misura varata per far fronte ai tetti di spesa precedentemente imposti dall’articolo 64 del D.L. datato 25 giugno 2008 e poi convertita in legge il 6 agosto 2008 (legge n.133, “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”), in cui era stato previsto di realizzare per il bilancio dello Stato “economie lorde di spesa”, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012 con la precisazione che “una quota parte delle economie di spesa venisse destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall’anno 2010”. Queste cifre del decreto legge tradotte in criteri operativi nel piano programmatico redatto dal ministro Gelmini, non fanno altro che prevedere esuberi stimati intorno alle 87.400 unità per il personale docente (entro l’anno scolastico 2011/2012). Questi tagli al personale docente, perché di tagli si tratta, rappresentano una vera e propria ingiustizia a dimostrazione che il ministro Gelmini, tra l’altro autrice del progetto di legge “per la promozione e l’attuazione del merito nella società, nell’economia e nella pubblica amministrazione” sicuramente non ha fatto un provvedimento inteso a promuovere il sistema meritocratico, considerando poi che ad affiancare il maestro unico saranno l’insegnate di lingua inglese e quello di religione. Docente quest’ultimo che neanche deve sostenere l’esame di abilitazione per insegnare, fatto questo che lascia presupporre come sia un mestiere scelto da molti. A questo punto appare evidente che se c’erano da prevedere esuberi sarebbe stato opportuno guardare ai docenti di religione piuttosto che agli insegnanti veri e propri.
    Condivisibili invece gli altri punti del decreto che tuttavia non vanno certo ad influire in modo determinante sul sistema scolastico che andrebbe comunque riformato. A cominciare dalla valutazione della condotta degli studenti che farà media ai fini del giudizio finale. Si verrà bocciati con il 5 in condotta; c’è poi il ritorno dei voti in decimi anche alle medie e alle elementari, e il ritorno allo studio dell’educazione civica. Il decreto contiene anche una norma a favore di alcune categorie di docenti come gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento. L’ultima misura riguarda invece la destinazione di venti milioni di euro per l’edilizia scolastica, specie per gli istituti a rischio sismico. Denaro che andrà agli enti locale visto che in attuazione dell’articolo 14, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142, a provvedere alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici di scuole materne, elementari e medie, sono i Comuni.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    su

 

 

Discussioni Simili

  1. ribellarsi è giusto
    Di iproscritti nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 11-12-13, 18:09
  2. Mao:è giusto ribellarsi contro i reazionari.
    Di danko nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 26-12-10, 18:54
  3. Ribellarsi è giusto!
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 24-10-08, 00:52
  4. In questa società è giusto ribellarsi
    Di Muntzer (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-10-08, 19:39
  5. Ribellarsi è giusto. Sempre.
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 29-03-07, 14:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito