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Skepto
Occhio perché così crei un concetto di persona variabile nel tempo, che dipende dall'avanzamento della scienza medica (se ti adatti a 22 settimane e poi riesci a fare sopravvivere un feto di 18 settimane, ad esempio, hai di nuovo lo stesso problema).
Lo so, infatti, e mi chiedo anche se il termine dei 180 giorni della legge 194 (che è del 1978) non vada rivista, proprio alla luce delle migliorate tecnologie rianimatorie e diagnostiche precoci.
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fulvia
Io non mi indigno affatto, cerco di capire.
Non mi riferivo mica a te, ma all'intervento riportato dal giornale, di cui tu hai postato l'articolo.
In particolare al vescovo e dopo a Gasparri (mi pare)
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Citazione:
Originariamente Scritto da
fulvia
Lo so, infatti, e mi chiedo anche se il termine dei 180 giorni della legge 194 (che è del 1978) non vada rivista, proprio alla luce delle migliorate tecnologie rianimatorie e diagnostiche precoci.
Aspetta, non ci siamo capiti... quello che voglio dire è che non penso che le tecniche rianimatorie siano un buon metro per definire la persona.
Intuitivamente, direi che una persona deve essere una persona indipendentemente dalla tecnologia che abbiamo a disposizione. Insomma, se un feto di X settimane è una persona (che a mio avviso significa "qualcosa come me", anche se definire quel "come me" è un bel ginepraio), lo è sia che io lo possa rianimare in caso di aborto spontaneo, sia che io non lo possa fare.
Non vorrei arrivare al giorno in cui si fa l'utero artificiale e seguire l'associato dibattito per sapere se gli ovuli fecondati sono da considerare persone... per poi magari scoprire il sintetizzatore di DNA e considerare il mucchio di proteine da cui puoi sintetizzare un ovulo artificiale come una persona.
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io spero che quetso dottore non abbia mai nè una moglie nè dei figli...non li invidierei certo, ad avere un potenziale assassino come padre.....quando avrò dei figli, di sicuro non li porterò da lui,.....
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anzi, gli proporrei di andare in un ospedale dove assistono portatori id handicap e malati terminali...vai loro a dire che non sono persone, che non sono normali, e che devono essere soppresse...
chi è una persona?
bè, di sicuro quest'essere non lo è, almeno per me....
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Originariamente Scritto da
Skepto
Aspetta, non ci siamo capiti... quello che voglio dire è che non penso che le tecniche rianimatorie siano un buon metro per definire la persona.
Intuitivamente, direi che una persona deve essere una persona indipendentemente dalla tecnologia che abbiamo a disposizione. Insomma, se un feto di X settimane è una persona (che a mio avviso significa "qualcosa come me", anche se definire quel "come me" è un bel ginepraio), lo è sia che io lo possa rianimare in caso di aborto spontaneo, sia che io non lo possa fare.
Non vorrei arrivare al giorno in cui si fa l'utero artificiale con associato dibattito per considerare gli ovuli fecondati sono considerati persone... per poi magari scoprire il sintetizzatore di DNA e considerare il mucchio di proteine da cui puoi sintetizzare un ovulo artificiale come una persona.
In effetti se il limite è fissato dalla capacità tecnica, il risultato sarà quello.
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robdealb91
chi è una persona?
bè, di sicuro quest'essere non lo è, almeno per me....
Gli ricambi la cortesia, quindi?
Lo sopprimiamo?
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non ho detto questo....di certo per me è più meritevole di rispetto e amore un malato innocente che non un sano colpevole....
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e comunque, come potrei sopprimere una persona, sana o malata che sia? 5a comandamento, non uccidere...e io sono contrario a aborto, guerra, tortura, soppressione, eutanasia, pena di morte.....
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Originariamente Scritto da
robdealb91
anzi, gli proporrei di andare in un ospedale dove assistono portatori id handicap e malati terminali...vai loro a dire che non sono persone, che non sono normali, e che devono essere soppresse...
chi è una persona?
bè, di sicuro quest'essere non lo è, almeno per me....
Qualcosa che fa quotidianamente visto che è un medico