



E' degno certamente di nota (e merito) che Socrate Scolastico, un cristiano, parli bene di Ipazia, ma mi sono soffermato però su queste affermazioni:
"E certamente nulla può essere più lontano dallo spirito del cristianesimo che permettere massacri, violenze, ed azioni di quel genere."
Questa è una tipica frase apologetica (di chi non vuol guardare in faccia la realtà delle cose), in uso tutt'ora ai giorni nostri (!), per cui se un cristiano agisce "male" non sarebbe un "buon cristiano"... quando è evidente che si tratta dell'intima natura fanatica della superstitio cristiana di cui la vicenda di Ipazia è esemplificazione (e che nel corso dei secoli avrà innumerevoli ulteriori riconferme, Giordano Bruno solo per citarne un altro illustre...).
Tra l'altro Socrate Scolastico visse nel periodo 380 e.v. – 440 e.v. (circa), ovvero, fine IV - metà V secolo e.v. e come sappiamo i secoli IV fino al VI (anche inizi VII) furono il periodo di massima persecuzione e soppressione del Paganesimo, ciò che accadde ad Ipazia era la "regola", massacri di pagani come distruzioni di templi e quant'altro erano in pieno svolgimento, con il beneplacito della legislazione imperiale cristiana... (che a livello ideologico ed anche strettamente terminologico, era di una violenza inaudita, ed infatti le turme di monaci e fanatici vari non furono mai fermate e scoraggiate, perchè "funzionali") quindi di cosa si stupisce Socrate Scolastico visto che tra l'altro pochi anni prima ad Alessandria si era distrutto il Serapeion e tumulti antipagani erano la regola?
Quella frase è ovviamente volta a condannare personaggi come Cirillo e soci senza però volere ammettere l'intima natura della propria superstitio e non esporsi troppo.
Onore ad ipazia!


Vittima del fanatismo galileo.

