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  1. #1
    Uno nato con la camicia..Nera!
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    Predefinito Riforma scolastica: facciamo luce!

    Credo, personalmente, che a fronte delle manifestazioni che sono in atto in tutto il nostro paese sia ora di fare luce sulla riforma Gelmini: questo articolo cerca, volutamente, di essere al di sopra di qualsiasi orientamento politico, e vuole gettare uno sguardo critico sia al processo di riforma delle nostre scuole che alle manifestazioni che la stanno seguendo.
    Il decreto legge in cui si trova la riforma è il 133, più precisamente agli articoli 64 e 66( se ne avete voglia, potete leggerlo al link http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm ) più qualche aggiunta minore agli art. 33 e 16; esso non si occupa altro che della riorganizzazzione della struttura scolastica al fine di diminuire la spesa pubblica e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse convogliate o già esistenti.
    Leggiamo nell'art. 64 che per ottenere questo:
    1.Entro il 2011 si dovrà ridurre del 17% il personale totale.
    2.Nella scuola primaria si avrà un orario settimanale di 24 ore con maestro unico.
    3.Sarà stabilizzato intorno alle 30 ore l'orario settimanale di scuola secondaria e superiore.
    4.Verrà riformato il criterio di formazione delle classi, aumentando il minimo di alunni. 5.Gli istituti scolastici con meno di 500 alunni (circa 700 ad oggi) saranno accorpati agli altri.

    (approfondimenti qui: http://www.gildains.it/news/2008/011...ni_sintesi.htm)
    All'art.66 invece troviamo riforme riguardanti le assunzioni e i finanziamenti alle università:
    1.Per ogni 10 pensionati, si potranno effettuare solo due nuove assunzioni. (“Blocco dei Turnover”)
    2.Riduzione progressiva dei finanziamenti alle università fino a 450 milioni circa per l'anno 2012.
    Infine – non mi ricordo però dove se ne parli però – si è voluto agire anche in senso meritocratico formulando questa soluzione: ai professori più bravi verrà dato un bonus sullo stipendio.(Leggere qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292247 )

    La riforma Gelmini, quindi, non riguarda in nessun modo la privatizzazzione degli atenei!

    Quest'ultima infatti è stata fatta nel DL 112 ("Decreto Brunetta") varato il 25 giugno 2008, più precisamente all'art.16 (”Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università”) e funziona pressapoco così: su libera iniziativa una università può trasformarsi in fondazione di diritto privato, per fare questo però deve ottenersi, in seno ad essa, il favore del 51% del senato accademico.

    Nella sostanza già dal 25 giugno, se i professori vogliono, possono rendere l'università privata: perchè nessuno ha manifestato allora? La parte che più va a danno degli studenti è questa!
    Che strana coincidenza.. Vediamo di trovarci una spiegazione plausibile: i giovani non hanno le stesse capacità e lo stesso contatto con la politica (per un insieme di ragioni) dei professori, ed è proprio per questo che si è dovuto aspettare che fossero i professori a dare l'incipit degli scioperi! Chi non è neofito di manifestazioni e occupazioni studentesche troverà in queste righe la conferma alle proprie perplessità di fronte a quella strana evidenza per la quale molto spesso in mezzo a quest'ultime si celi una quantità strabiliante di insegnanti.
    Sarebbe divertente se si scoprisse che pure quel 40enne calvo e brizzolato che l'altro ieri (29/10/08) parlava al microfono in piazza Navona era un professore! Fors'ancora proprio come quelli che arrivarono nella stessa piazza all'inizio degli scontri!
    Ritorniamo al punto precedente: questo governo - ancora prima dell'inizio della crisi – ha sempre sbandierato la necessità di una “iniezione di meritocrazia” nella nostra società; questa qui, chiaramente, deve, in primis, passare dalla formazione!
    Tale ragionamento sarebbe perfettamente logico se non fosse che, evidentemente, nel passare alla pratica qualcuno -la Gelmini- ha fatto confusione: si è dimenticato che a decidere il destino della nostra nazione non sarà la bravura dei formatori, ma quella dei formati: il merito dovrebbe essere premiato fra i ragazzi!
    Questa è, sì, una grossolana falla della riforma!
    Proviamo a trovarci un'altra spiegazione plausibile: probabilmente il ministro, ben sapendo che questo insieme di tagli avrebbe suscitato le ire roventi della casta dei professori, largamente rappresentata in ambito politico dall'opposizione, ha ben pensato di agire in questo modo (cioè col bonus di stipendio ai professori bravi) per gettare un po' d'acqua sul fuoco. Trattamento di riguardo verso cui gli studenti non hanno uguale diritto, dato che questi non hanno lo stesso peso politico degli altri, come dimostra ampiamente il fatto che alla manifestazione “unitaria” di ieri sono arrivati tutti: CGIL,CISL,UIL,PD,RIFONDAZIONE, e chi più ne più ne metta!

    Il fatto è che la scuola italiana necessita di una riforma già da un sacco di tempo(più o meno dal '68); stando ai rapporti OCSE il nostro stesso ateneo di Bologna (il più vecchio dell'occidente) sta al 192esimo posto nella classifica mondiale. (figuriamoci gli altri atenei italiani!)
    Può, obbiettivamente, avere senso che su un campione medio di 100 italiani 50 siano laureati scienze politiche, 30 in dams e 20 in aeronautica spaziale?
    Può, ancora, avere senso che per fare il carabiniere uno debba avere una laurea in lettere?
    Perchè io devo pagare l'università pubblica per chi dopo 7-8 anni deve ancora finire la triennale?
    Questi sono problemi che vanno risolti!
    Significa allora che bisogna privatizzare? Assolutamente no! Dato che la privatizzazzione non cura in nessun modo il bisogno di meritocrazia e dinamismo dell'istruzione: chi diamine ha detto che se uno ha i soldi per permettersi di studiare è necessariamente dotato? Così facendo si ritorna punto e a capo: quella puzza di stantìo dell'istruzione attuale, massificata e '68ina sarà la stessa puzza che si respirerà negli atenei allorquando l'istruzione sarà riservata ad una stretta cerchia di persone dotate economicamente. Nell'istruzione attuale il successo non è praticamente presente, così come il fallimento. Nell'istruzione privata non lo sarà nemmeno: sarà semplicemente diminuito il range di persone che avranno diritto a prendervi parte.

    Ci sono una serie di errori di fondo nell'istruzione e nella struttura scolastica relativa che vanno risolti.
    Cercherò di coglierne, per adesso, i due all'ordine del giorno:
    1. E' ora di finirla di puntare sulla quantità, e bisogna puntare sulla qualità. All'istruzione devono avere diritto tutti, ma ha senso che solo chi ha talento vi partecipi e la usi per produrre frutti.
    2. Il sapere non è fine a se stesso! Questo concetto, profondamente '68ino, è alla base della nostra incapacità nella ricerca.
    (I due punti sono sottilmente legati.)
    Molti leggendo diranno che il primo punto è quasi ovvio, ma non è così: paradossalmente oggi ci si ritrova in una situazione tale per cui chi non ha una laurea è considerato una pecora nera, un'eccezione; dovrebbe invece essere il contrario! Ci aspettiamo per caso che in un'azienda 9 faranno i direttori e 1 l'operaio?
    Di fronte a questa evidenza molti penseranno che invece ci vogliono 10 direttori: ma questo non funzionerà mai: dopo 200 anni di storia ancora nessuno si è forse reso conto che la “bella utopia” (per citare Moni Ovadia) è fallita?
    Se si lascia posto a chi ha talento invece, otterremo che questo creerà sottospazi in cui i meno fortunati (cioè con meno doti) potranno farsi, creando lavoro!
    Per spiegare il secondo punto c'è bisogno di molto più tempo. Ne discuterò in un altro articolo.
    Luca Tampellini

    p.s.:Questo articolo è stato tratto dal mio blog http://nonhotradito.splinder.com

  2. #2
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    Predefinito

    Le cose non vanno proprio come scrivi.
    La privatizzazione degli atenei e le altre misure porcata sono sì contenute nel decreto 112, ma tale decreto (come tutti i decreti legge) decadrebbe retroattivamente dopo due mesi se non convertito in legge dal Parlamento. Qui a Pisa ne parlavano i Collettivi, ma necessariamente dovevano mettere: "se sarà convertito in legge" nei loro volantini, il che faceva pensare a qualcosa di non ancora definitivo.
    Però la conversione c'è stata, per la precisione il 6 agosto 2008 con la legge 133.

    La protesta è scattata quando la maggior parte degli studenti è tornata in sede e ha potuto ricevere informazioni, ovvero verso l'inizio del nuovo anno accademico (fine settembre-inizio ottobre).

    Poi... da quanto ne so l'OCSE non pubblica classifiche mondiali delle università (ha in cantiere un progetto, ma dovrebbe partire nel 2010); conosco un'altra classifica internazionale, l'ARWU, ma stando a quelle Bologna sta fra il 200simo e il 300simo posto (dopo ai primi 100, si va di grandi pari merito) e ci sono ben cinque università italiane che si piazzano meglio di essa (a volte considerevolmente: Pisa, Milano e la Sapienza stanno nella fascia 100-150).

    Incidentalmente: sembra non sia neppure vero che serva la laurea per diventare carabiniere (semplicemente dà dei punti in più al concorso), però questa è una cosa che ho letto su un sito non ufficiale, quindi potrei sbagliarmi.

    Infine... c'è sapere ricercato senza secondi fini (che poi però spesso ha ricadute pratiche inattese) e c'è sapere che nasce con le applicazioni in mente. Trascurare uno dei due rischia di rivelarsi letale per la ricerca; non so se sarai d'accordo con questa affermazione o meno, perché "il sapere non è fine a se stesso" ha un significato un po' ambiguo.
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Le cose non vanno proprio come scrivi.
    La privatizzazione degli atenei e le altre misure porcata sono sì contenute nel decreto 112, ma tale decreto (come tutti i decreti legge) decadrebbe retroattivamente dopo due mesi se non convertito in legge dal Parlamento. Qui a Pisa ne parlavano i Collettivi, ma necessariamente dovevano mettere: "se sarà convertito in legge" nei loro volantini, il che faceva pensare a qualcosa di non ancora definitivo.
    Però la conversione c'è stata, per la precisione il 6 agosto 2008 con la legge 133.
    Grazie della precisazione, credevo fosse gia stata varata nella 112

    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    La protesta è scattata quando la maggior parte degli studenti è tornata in sede e ha potuto ricevere informazioni, ovvero verso l'inizio del nuovo anno accademico (fine settembre-inizio ottobre).
    Appunto: perchè bisogna aspettare di essere in ateneo per ricevere queste informazioni?
    Chi credi che le abbia date queste informazioni se non i professori?

    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Poi... da quanto ne so l'OCSE non pubblica classifiche mondiali delle università (ha in cantiere un progetto, ma dovrebbe partire nel 2010); conosco un'altra classifica internazionale, l'ARWU, ma stando a quelle Bologna sta fra il 200simo e il 300simo posto (dopo ai primi 100, si va di grandi pari merito) e ci sono ben cinque università italiane che si piazzano meglio di essa (a volte considerevolmente: Pisa, Milano e la Sapienza stanno nella fascia 100-150).
    Ti assicuro che qui ti sbagli. Il rapporto OCSE diceva esattamente 192esimo posto nel mondo.

    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Incidentalmente: sembra non sia neppure vero che serva la laurea per diventare carabiniere (semplicemente dà dei punti in più al concorso), però questa è una cosa che ho letto su un sito non ufficiale, quindi potrei sbagliarmi.
    Ammesso che sia vero quello che dici, nella stessa frase prima affermi che non serve e poi che da dei punti: Ti contraddici.
    Ti posso assicurare che serve.

    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Infine... c'è sapere ricercato senza secondi fini (che poi però spesso ha ricadute pratiche inattese) e c'è sapere che nasce con le applicazioni in mente. Trascurare uno dei due rischia di rivelarsi letale per la ricerca; non so se sarai d'accordo con questa affermazione o meno, perché "il sapere non è fine a se stesso" ha un significato un po' ambiguo.
    Quello del sapere non fine a se stesso è un argomento di cui non ho ancora trattato proprio perchè serve un sacco di tempo e di digressioni: è un concetto molto più profondo di quanto sembri.
    Per ora mi limito a dirti che vengono prodotti milioni e milioni di modelli matematici, dei quali molto pochi vengono usati.

  4. #4
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Katuiros Visualizza Messaggio
    Credo, personalmente, che a fronte delle manifestazioni che sono in atto in tutto il nostro paese sia ora di fare luce sulla riforma Gelmini: questo articolo cerca, volutamente, di essere al di sopra di qualsiasi orientamento politico, e vuole gettare uno sguardo critico sia al processo di riforma delle nostre scuole che alle manifestazioni che la stanno seguendo.
    Il decreto legge in cui si trova la riforma è il 133, più precisamente agli articoli 64 e 66( se ne avete voglia, potete leggerlo al link http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm ) più qualche aggiunta minore agli art. 33 e 16; esso non si occupa altro che della riorganizzazzione della struttura scolastica al fine di diminuire la spesa pubblica e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse convogliate o già esistenti.
    Leggiamo nell'art. 64 che per ottenere questo:
    1.Entro il 2011 si dovrà ridurre del 17% il personale totale.
    2.Nella scuola primaria si avrà un orario settimanale di 24 ore con maestro unico.
    3.Sarà stabilizzato intorno alle 30 ore l'orario settimanale di scuola secondaria e superiore.
    4.Verrà riformato il criterio di formazione delle classi, aumentando il minimo di alunni. 5.Gli istituti scolastici con meno di 500 alunni (circa 700 ad oggi) saranno accorpati agli altri.

    (approfondimenti qui: http://www.gildains.it/news/2008/011...ni_sintesi.htm)
    All'art.66 invece troviamo riforme riguardanti le assunzioni e i finanziamenti alle università:
    1.Per ogni 10 pensionati, si potranno effettuare solo due nuove assunzioni. (“Blocco dei Turnover”)
    2.Riduzione progressiva dei finanziamenti alle università fino a 450 milioni circa per l'anno 2012.
    Infine – non mi ricordo però dove se ne parli però – si è voluto agire anche in senso meritocratico formulando questa soluzione: ai professori più bravi verrà dato un bonus sullo stipendio.(Leggere qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292247 )

    La riforma Gelmini, quindi, non riguarda in nessun modo la privatizzazzione degli atenei!

    Quest'ultima infatti è stata fatta nel DL 112 ("Decreto Brunetta") varato il 25 giugno 2008, più precisamente all'art.16 (”Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università”) e funziona pressapoco così: su libera iniziativa una università può trasformarsi in fondazione di diritto privato, per fare questo però deve ottenersi, in seno ad essa, il favore del 51% del senato accademico.

    Nella sostanza già dal 25 giugno, se i professori vogliono, possono rendere l'università privata: perchè nessuno ha manifestato allora? La parte che più va a danno degli studenti è questa!
    Che strana coincidenza.. Vediamo di trovarci una spiegazione plausibile: i giovani non hanno le stesse capacità e lo stesso contatto con la politica (per un insieme di ragioni) dei professori, ed è proprio per questo che si è dovuto aspettare che fossero i professori a dare l'incipit degli scioperi! Chi non è neofito di manifestazioni e occupazioni studentesche troverà in queste righe la conferma alle proprie perplessità di fronte a quella strana evidenza per la quale molto spesso in mezzo a quest'ultime si celi una quantità strabiliante di insegnanti.
    Sarebbe divertente se si scoprisse che pure quel 40enne calvo e brizzolato che l'altro ieri (29/10/08) parlava al microfono in piazza Navona era un professore! Fors'ancora proprio come quelli che arrivarono nella stessa piazza all'inizio degli scontri!
    Ritorniamo al punto precedente: questo governo - ancora prima dell'inizio della crisi – ha sempre sbandierato la necessità di una “iniezione di meritocrazia” nella nostra società; questa qui, chiaramente, deve, in primis, passare dalla formazione!
    Tale ragionamento sarebbe perfettamente logico se non fosse che, evidentemente, nel passare alla pratica qualcuno -la Gelmini- ha fatto confusione: si è dimenticato che a decidere il destino della nostra nazione non sarà la bravura dei formatori, ma quella dei formati: il merito dovrebbe essere premiato fra i ragazzi!
    Questa è, sì, una grossolana falla della riforma!
    Proviamo a trovarci un'altra spiegazione plausibile: probabilmente il ministro, ben sapendo che questo insieme di tagli avrebbe suscitato le ire roventi della casta dei professori, largamente rappresentata in ambito politico dall'opposizione, ha ben pensato di agire in questo modo (cioè col bonus di stipendio ai professori bravi) per gettare un po' d'acqua sul fuoco. Trattamento di riguardo verso cui gli studenti non hanno uguale diritto, dato che questi non hanno lo stesso peso politico degli altri, come dimostra ampiamente il fatto che alla manifestazione “unitaria” di ieri sono arrivati tutti: CGIL,CISL,UIL,PD,RIFONDAZIONE, e chi più ne più ne metta!

    Il fatto è che la scuola italiana necessita di una riforma già da un sacco di tempo(più o meno dal '68); stando ai rapporti OCSE il nostro stesso ateneo di Bologna (il più vecchio dell'occidente) sta al 192esimo posto nella classifica mondiale. (figuriamoci gli altri atenei italiani!)
    Può, obbiettivamente, avere senso che su un campione medio di 100 italiani 50 siano laureati scienze politiche, 30 in dams e 20 in aeronautica spaziale?
    Può, ancora, avere senso che per fare il carabiniere uno debba avere una laurea in lettere?
    Perchè io devo pagare l'università pubblica per chi dopo 7-8 anni deve ancora finire la triennale?
    Questi sono problemi che vanno risolti!
    Significa allora che bisogna privatizzare? Assolutamente no! Dato che la privatizzazzione non cura in nessun modo il bisogno di meritocrazia e dinamismo dell'istruzione: chi diamine ha detto che se uno ha i soldi per permettersi di studiare è necessariamente dotato? Così facendo si ritorna punto e a capo: quella puzza di stantìo dell'istruzione attuale, massificata e '68ina sarà la stessa puzza che si respirerà negli atenei allorquando l'istruzione sarà riservata ad una stretta cerchia di persone dotate economicamente. Nell'istruzione attuale il successo non è praticamente presente, così come il fallimento. Nell'istruzione privata non lo sarà nemmeno: sarà semplicemente diminuito il range di persone che avranno diritto a prendervi parte.

    Ci sono una serie di errori di fondo nell'istruzione e nella struttura scolastica relativa che vanno risolti.
    Cercherò di coglierne, per adesso, i due all'ordine del giorno:
    1. E' ora di finirla di puntare sulla quantità, e bisogna puntare sulla qualità. All'istruzione devono avere diritto tutti, ma ha senso che solo chi ha talento vi partecipi e la usi per produrre frutti.
    2. Il sapere non è fine a se stesso! Questo concetto, profondamente '68ino, è alla base della nostra incapacità nella ricerca.
    (I due punti sono sottilmente legati.)
    Molti leggendo diranno che il primo punto è quasi ovvio, ma non è così: paradossalmente oggi ci si ritrova in una situazione tale per cui chi non ha una laurea è considerato una pecora nera, un'eccezione; dovrebbe invece essere il contrario! Ci aspettiamo per caso che in un'azienda 9 faranno i direttori e 1 l'operaio?
    Di fronte a questa evidenza molti penseranno che invece ci vogliono 10 direttori: ma questo non funzionerà mai:
    Scusa, conosci qualche scuola dove ci siano 10 presidi ogni insegnante? Se si, fammelo immediatamente presente, CONFESSO LA MIA IGNORANZA IN MERITO ( già fa un sacco di danni un preside solo, figurati un centinaio! )!!
    dopo 200 anni di storia ancora nessuno si è forse reso conto che la “bella utopia” (per citare Moni Ovadia) è fallita?
    Se si lascia posto a chi ha talento invece, otterremo che questo creerà sottospazi in cui i meno fortunati (cioè con meno doti) potranno farsi, creando lavoro!
    Per spiegare il secondo punto c'è bisogno di molto più tempo. Ne discuterò in un altro articolo.
    Luca Tampellini

    p.s.:Questo articolo è stato tratto dal mio blog http://nonhotradito.splinder.com
    ANALFABETELLO dei miei stivali ( questa te la sei proprio VOLUTA!! ), questi articoli, commi e postille valli a raccontare agli avvocatucoli come te!
    Premesso e sottolineato che il sottoscritto è in pensione e pertanto il suo punto di vista vale il triplo degli altri, NON essendo minimamente parte in causa e sottolineato ulteriormente che lo stesso si rende conto molto più degli altri della portata NUMERICA dei provvedimenti, essendo un matematico - statistico, detto altresì che taluni tagli andrebbero certamente messi in atto ( mi riferisco agli eccessivi i.t.p. ed agli aiutanti di laboratorio ), ti informo che la tua frase " nell'istruzione attuale il successo non è praticamente presente, così come il fallimento " è, nella gran parte dei casi, FALSA!! Sapessi quanta gente ho BOCCIATO! Ti faccio altresì presente che da DECENNI si ripete alla noia il PIAGNISTEO " in Italia ci sono TROPPO POCHI diplomati e laureati rispetto alla media europea ed all'america "!! E MENO MALE che sono pochi!! Sarà in grazia del loro LIMITATISSIMO NUMERO che NON TROVANO POSTO PER INTERI LUSTRI e poi " rimediano "gli ormai 500 euro per tre mesi seguiti da PUNTUALE LICENZIAMENTO? Ti RICORDO, ulteriormente, che i tagli alla scuola sono in atto ormai da oltre QUINDICI ANNI ( fino al '92, credo, si poteva andare in pensione con i fatidici e, per carità, pochissimi, 19 anni 6 mesi ed un giorno, da allora il tempo di lavoro obbligatorio per andare in pensione è PIU' CHE RADDOPPIATO e cè stato un CONTINUO AUMENTO DEL NUMERO MINIMO DI ALUNNI PER CLASSE! ANCORA NON BASTA?? ).
    Ti permetti di scrivere di " lasciare posto a chi ha talento "! A questo punto necesse est operare un'indispensabile errata corrige, in quanto trasuda da ogni parola che hai scritto la tua intenzione di dire lasciare posto a chi ha ... TALENTI, nel senso di dané o la solita, IMMANCABILE, RACCOMANDAZIONE!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Katuiros Visualizza Messaggio
    Grazie della precisazione, credevo fosse gia stata varata nella 112



    Appunto: perchè bisogna aspettare di essere in ateneo per ricevere queste informazioni?
    Chi credi che le abbia date queste informazioni se non i professori?
    Molto più semplicemente, le bacheche e le assemblee di corso di laurea sono i posti migliori per disseminare l'informazione; non tutti leggono la Gazzetta Ufficiale (anzi, quasi nessuno) e telefonare a tutti diventa assai poco pratico quando devi informare un'intera facoltà.
    Io lo ripeto: i fogliettini illustrativi dei Collettivi li avevo visti appesi in bacheca già durante luglio, quindi almeno qualche studente che ne sapeva qualcosa c'era. Se non erro, poi, l'assemblea in Piazza dei Cavalieri è stata richiesta dalle liste studentesche di sinistra (Collettivi e Sinistra Per), quindi...
    Ti assicuro che qui ti sbagli. Il rapporto OCSE diceva esattamente 192esimo posto nel mondo.
    Ma sei sicuro che fosse l'OCSE e non qualche altra organizzazione? Come si chiamava il rapporto?
    Ammesso che sia vero quello che dici, nella stessa frase prima affermi che non serve e poi che da dei punti: Ti contraddici.
    Ti posso assicurare che serve.
    Ah, aspetta... questo è un semplice fraintendimento dovuto all'ambiguità dell'espressione "serve".
    La mia frase, usando un linguaggio più preciso, diventa: "Incidentalmente: sembra non sia neppure vero che sia necessaria la laurea per diventare carabiniere (semplicemente dà dei punti in più al concorso)"
    Peraltro, qui è confermato: non è necessaria (è invece necessario un diploma di istruzione secondaria) http://www.carabinieri.it/Internet/C...clutamento.htm
    Quello del sapere non fine a se stesso è un argomento di cui non ho ancora trattato proprio perchè serve un sacco di tempo e di digressioni: è un concetto molto più profondo di quanto sembri.
    Per ora mi limito a dirti che vengono prodotti milioni e milioni di modelli matematici, dei quali molto pochi vengono usati.
    Effettivamente è vero: noi matematici siamo estremamente prolifici.
    Il dramma nel tentare di fare una selezione in anticipo è che non sai mai quello che ti capita di usare davvero e dove... le curve ellittiche si possono usare per fare della buona crittografia per le carte di credito, ad esempio, e l'algebra tensoriale (ai tempi snobbata, a quanto ho sentito dire) trovò applicazione nella Relatività.
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario Visualizza Messaggio
    ANALFABETELLO dei miei stivali ( questa te la sei proprio VOLUTA!! ), questi articoli, commi e postille valli a raccontare agli avvocatucoli come te!
    Premesso e sottolineato che il sottoscritto è in pensione e pertanto il suo punto di vista vale il triplo degli altri, NON essendo minimamente parte in causa e sottolineato ulteriormente che lo stesso si rende conto molto più degli altri della portata NUMERICA dei provvedimenti, essendo un matematico - statistico
    PRIMO: io non ti conosco, nè tu conosci me! Quindi evita di darmi dei nomi. Se hai qualcosa da dire sulla materia di cui stiamo trattando dilla. Se hai invece voglia di attaccarmi personalmente non stare a perdere tempo scrivendo sul forum, ci sono modi molto migliori.

    SECONDO: Io non sono analfabeta, nè faccio l'avvocato: sono studente di ingegneria. Quei commi, articoli e postille me le sono andate a cercare e studiare da solo.

    TERZO: Hai detto che sei in pensione, che tutto questo non ti riguarda e che ti rendi conto più degli altri della portata numerica, nonostante sia stato io a dover tirare fuori tutti i dati statistici su cui trattare. Come cazzo fai a dire che la tua parola vale triplo?

    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario Visualizza Messaggio
    , detto altresì che taluni tagli andrebbero certamente messi in atto ( mi riferisco agli eccessivi i.t.p. ed agli aiutanti di laboratorio ), ti informo che la tua frase " nell'istruzione attuale il successo non è praticamente presente, così come il fallimento " è, nella gran parte dei casi, FALSA!! Sapessi quanta gente ho BOCCIATO! Ti faccio altresì presente che da DECENNI si ripete alla noia il PIAGNISTEO " in Italia ci sono TROPPO POCHI diplomati e laureati rispetto alla media europea ed all'america "!!
    Hai per metà ragione, ho sbagliato. Il fallimento, come tu dimostri, esiste. Così come hai proprio ragione sul fatto che quella frase si ripeta da decenni, ho fatto un errore non da poco dicendo che il fallimento non esiste.

    Ti ripeto invece che il successo non c'è! Sembra contradditorio? Non lo è:
    se si ragionasse su qualcosa di finito come un bicchiere d'acqua, il vederlo mezzo vuoto o mezzo pieno sarebbe uguale. Ma il soggetto del nostro studio è la natura umana la quale è, per ragioni assolutamente darwiniane, infinita (potenzialmente): se quel bicchiere di cui parlavamo fosse infinito, il vederlo mezzo vuoto non sarebbe assolutamente uguale a vederlo mezzo pieno, per la semplice ragione per cui tu da buon matematico mi insegnerai che dividere per 2 infinito ti ritorna di nuovo infinito; per la stessa ragione riempire o svuotare il bicchiere non è la stessa cosa, poichè le due metà non verranno mai a contatto: quello che è cambiato è soltanto l'atto d'averlo riempito o svuotato. Stesso discorso allora vale per l'istruzione.
    Nella scuola attuale il successo coincide col non-fallire, ossia ci sono certi standard da rispettare, superati i quali si può anche stare in panciolle. Ma se questi standard sono creati da professori(come chiaramente devono essere), e lo studente non deve fare altro che assumerli, non abbiamo appena dimostrato, in poco, perchè la nostra istruzione, e così la nostra ricerca, è così statica? Non si da compito allo studente di inventare, creare, ma solo di riassumere gli stessi modelli che i professori hanno assunto a loro volta. Così non andremo a premiarlo quando fa qualcosa di meraviglioso, ma solo a castigarlo se sbaglia.
    Non appare ovvio, adesso, il limite? Aggiungerò, però, che il problema è anche che il limite non è tutto qui. Il problema è anche d'ambiente: una delle caratteristiche della scuola grigia e massificata attuale è che l'emergere non conviene, anzi è considerato addirittura sbagliato. Ma tutto questo è votato al ribasso.


    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario Visualizza Messaggio
    Ti permetti di scrivere di " lasciare posto a chi ha talento "! A questo punto necesse est operare un'indispensabile errata corrige, in quanto trasuda da ogni parola che hai scritto la tua intenzione di dire lasciare posto a chi ha ... TALENTI, nel senso di dané o la solita, IMMANCABILE, RACCOMANDAZIONE!
    L'unica cosa che trasuda è il fatto che evidentemente non hai proprio capito un cazzo di quello che ho scritto. Ho detto esattamente il contrario:

    "..Significa allora che bisogna privatizzare? Assolutamente no! Dato che la privatizzazzione non cura in nessun modo il bisogno di meritocrazia e dinamismo dell'istruzione: chi diamine ha detto che se uno ha i soldi per permettersi di studiare è necessariamente dotato? Così facendo si ritorna punto e a capo: quella puzza di stantìo dell'istruzione attuale, massificata e '68ina sarà la stessa puzza che si respirerà negli atenei allorquando l'istruzione sarà riservata ad una stretta cerchia di persone dotate economicamente. Nell'istruzione attuale il successo non è praticamente presente, così come il fallimento. Nell'istruzione privata non lo sarà nemmeno: sarà semplicemente diminuito il range di persone che avranno diritto a prendervi parte..."

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Molto più semplicemente, le bacheche e le assemblee di corso di laurea sono i posti migliori per disseminare l'informazione; non tutti leggono la Gazzetta Ufficiale (anzi, quasi nessuno) e telefonare a tutti diventa assai poco pratico quando devi informare un'intera facoltà.
    Io lo ripeto: i fogliettini illustrativi dei Collettivi li avevo visti appesi in bacheca già durante luglio, quindi almeno qualche studente che ne sapeva qualcosa c'era. Se non erro, poi, l'assemblea in Piazza dei Cavalieri è stata richiesta dalle liste studentesche di sinistra (Collettivi e Sinistra Per), quindi...

    Ma sei sicuro che fosse l'OCSE e non qualche altra organizzazione? Come si chiamava il rapporto?

    Ah, aspetta... questo è un semplice fraintendimento dovuto all'ambiguità dell'espressione "serve".
    La mia frase, usando un linguaggio più preciso, diventa: "Incidentalmente: sembra non sia neppure vero che sia necessaria la laurea per diventare carabiniere (semplicemente dà dei punti in più al concorso)"
    Peraltro, qui è confermato: non è necessaria (è invece necessario un diploma di istruzione secondaria) http://www.carabinieri.it/Internet/C...clutamento.htm

    Effettivamente è vero: noi matematici siamo estremamente prolifici.
    Il dramma nel tentare di fare una selezione in anticipo è che non sai mai quello che ti capita di usare davvero e dove... le curve ellittiche si possono usare per fare della buona crittografia per le carte di credito, ad esempio, e l'algebra tensoriale (ai tempi snobbata, a quanto ho sentito dire) trovò applicazione nella Relatività.
    Per quanto riguarda la storia dell'informazione, hai proprio ragione è così come dici tu, ma appunto non ti sembra strano che servano sempre terze parti per poter sapere cosa fa il governo? Non sei d'accordo che ci vorrebbe una specie di filo diretto? (Non è una critica la mia, solo una domanda)

    Sulla storia dell'OCSE sono sicuro 100%.

    Sulla cosa dei carabinieri se tu mi dici che è così, vista anche la fonte, mi fido. Comunque concorderai che forse sarebbe meglio se quei due punti in concorso si guadagnino per altre abilità utili all'esser carabiniere, a meno che vogliamo carabinieri che scrivono poesie.
    Sta storia, infine, era solo uno degli esempi che si possono portare.

    Sulla quarta: tu da buon matematico sai anche dirmi che tutta la matematica, di fatto, è tutta una costruzione dell'uomo basata su postulati, i quali sono indimostrabili. Per la stessa ragione possiamo costruire, di fatto, le matematiche che vogliamo; inoltre, per la stessa ragione, la matematica, non essendo "chiudibile", non può spiegare la verità in quanto non può spiegare l'uomo che l'ha creata.
    Da più di 200 anni si fa ricerca perchè si crede che questa possa spiegare la verità, ma stiamo ora dimostrando che questo non lo può fare!
    Per questo assume senso che la ricerca, matematica in questo caso, debba essere prodotta e figlia della VOLONTA.
    Perchè non cambiare il processo con cui si creano i modelli matematici?

  9. #9
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    Illuminati sulla via di Damasco...

  10. #10
    Uno nato con la camicia..Nera!
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    Citazione Originariamente Scritto da bruna9 Visualizza Messaggio
    Illuminati sulla via di Damasco...
    Io direi che la tua frase andrebbe scritta in un altro modo: sulla via di Damasco ci sono gli illuminati.
    A buon intenditore poche parole.

 

 
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