I have a dream, ho fatto un sogno. Ieri sera, mentre mi ...
I have a dream, ho fatto un sogno. Ieri sera, mentre mi addormentavo, sognavo a occhi aperti che gli studenti dell'onda leggessero il decreto Gelmini, che i baroni dell'università di vattelappesca si vergognassero un po' del nepotismo, che gli ex sessantottini non istigassero i propri figli contro i fantasmi del loro passato, che certi partiti, se proprio vogliono guidare il movimento, almeno non spedissero ai cortei militanti baffuti di quarant'anni, che proprio studenti non possono sembrare.
Speravo che qualche politico di sinistra smettesse di mentire per agitare la piazza e che qualche politico di destra capisse il baratro economico verso cui andiamo e cercasse l'aiuto di tutti.
Poi mi sono addormentato, il desiderio si è trasformato in vero sogno e come tutti i sogni è diventato confuso, frammentato, convulso. Ecco che allora sogno il Premier che va verso Palazzo Chigi. Porta un basco da operaio per non farsi riconoscere troppo, ma due sgherri gli sbarrano il passo torvi. «Provocazione! - dice uno - il Palazzo è nostro per diritto divino!». «Non passerà - ribatte l'altro - la piazza siamo noi!». «Siamo due milioni - urlano - anzi due e mezzo!». Sudo e mi rigiro nel letto. Il sogno si fa incubo. Ecco un'altra stagione, siamo al futuro, il governo si è trasferito a Brindisi. Montecitorio è diventato una multisala cinematografica e Bettini la gestisce. Io vivo a Frosinone, compro da un rom una copia de Il Tempo, ma è una copia vecchissima - la Guzzanti è ancora una comica di successo - e ci sono parole incomprensibili: elezioni, chi vince governa, sovranità popolare, democrazia rappresentativa. Ecco che devo dare un esame su quel testo e non lo capisco. Mi sto agitando. Chiedo in giro cosa significhino quei concetti, tutti alzano le spalle, nessuno lo sa. L'esame è cominciato, è una angoscia, c'è un intero collegio docenti davanti a me, chi mi interroga è un maestro precario che al sentire quelle parole sconosciute ride a crepapelle. Sudo e sudo ancora, forse mi sveglio e bevo un sorso d'acqua.
Ma l'incubo riprende e vedo Santoro che fa il Ministro e va al G8 e Di Pietro che conduce Sanremo e agita le mani e strepita: «Anche ai giudici il grembiulino, anche al Csm vorrebbimo il Maestro unico!». E per dispetto abolisce con decreto urgente tutti i congiuntivi. Poi mi appare Prodi che arringa la folla a piazza Navona e sento con terrore che dice: «Sono tornato, sono tornato!». Mi sveglio di soprassalto. Sono le quattro del mattino e sono fracido e ansimante. Mi guardo intorno. Era solo un brutto incubo, per fortuna. Sono a Roma, nel mio letto, è domenica.
La maggioranza è ancora in piedi. Le piazze di nuovo sgombre. Le elezioni lontane. Non tutto è perduto. Non fate gli intolleranti. Non fate gli sfascisti. Non fate i mestatori. Piantateli lì coi luoghi comuni. Tra cinque anni giudicherà il popolo. Solo la maggioranza del popolo.
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/...a_mentre.shtml
Bell'articolo.




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