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«Il comitato direttivo della Cgil la prossima settimana deciderà la data e le modalità dell'unificazione delle varie iniziative di lotta»
Le posizioni di Cisl e Uil
Dal palco del Palalottomatica di Roma Guglielmo Epifani lancia lo sciopero generale, un annuncio che aspettavano in molti e che viene accolto da applausi e bandiere sventolanti.
L'assemblea dei delegati e dei quadri del sindacato di corso Italia si è riunita per analizzare la crisi che investe il Paese e dare le proprie risposte. Dopo gli interventi di lavoratori, studenti, immigrati, a prendere la parola di fronte a una platea di 10 mila persone è il leader della Cgil, che ha presentato una profonda analisi della crisi economica che coinvolge le banche e le industrie ma anche i lavoratori, gli studenti, i pensionati, tutti i cittadini. Ed anche a loro bisogna pensare, lo Stato aiuti le banche, come è giusto, ma aiuti anche i lavoratori, chiede Epifani esponendo le proposte della Cgil, un vero e proprio piano anticrisi articolato in 6 punti, per affrontare il momento di estrema difficoltà che investe tutti i settori.
E allora la Cgil prova a dare delle risposte, a partire dal sostegno all’occupazione alla riduzione del prelievo fiscale su salari e pensioni, dal sostegno agli investimenti, alla politica industriale e ai nuovi piani di investimenti infrastrutturali, ad un impegno serio per l'edilizia popolare e per alleggerire una delle spese che più incide sui redditi dei lavoratori, i mutui per la casa. Attenzione particolare al welfare e al rafforzamento della coesione sociale, partendo innanzi tutto da un sostegno al reddito delle famiglie e dei giovani inoccupati. Infine Epifani ha posto l'attenzione sui lavoratori stranieri, una delle categorie più a rischio per gli effetti della crisi perché, per loro, la perdita del lavoro equivale alla perdita del permesso di soggiorno e l'espulsione immediata. Questi lavoratori, che producono il 10% del reddito nazionale e che sono una parte importante nel sindacato, «questi lavoratori che hanno contribuito alla crescita del Paese ora pagano la crisi due volte», per questo la Cgil chiede la sospensione per almeno 2 anni della famigerata Bossi-Fini.
Contro le politiche economiche e sociali di questo governo, contro la Finanziaria «che ci rende più poveri», la Cgil ha dato vita ad una intensa stagione di lotte, fra i lavoratori del commercio, della scuola, della Pubblica amministrazione, fra gli operai, ricordiamo che per il 12 dicembre è già stato convocato lo sciopero che unisce le due grandi categorie di Fiom e Funzione pubblica.
Ora all'ordine del giorno è la discussione dello sciopero generale che, spiega Nicola Nicolosi, coordinatore nazionale di “Lavoro e Società”, «rientra nella prospettiva dell'azione di lotta, ma ovviamente per modalità di lotta così diffuse e sentite, abbiamo bisogno di costruire la consapevolezza ed il consenso diffuso per fare in modo che il Paese si fermi contro le politiche economiche e sociali di Berlusconi. Da questo punto di vista il lavoro che abbiamo prodotto come Cgil con l'articolazione delle lotte partendo dal territorio e dalle categorie contribuisce a formare quella consapevolezza per arrivare allo sciopero generale». A questo punto bisognerà capire quali saranno le modalità e i tempi della mobilitazione e Nicolosi espone diverse possibilità: «O lo sciopero generale lo facciamo entro dicembre o lo proiettiamo all'inizio dell'anno prossimo o, ancora, articoliamo una modalità di lotta che possa essere lo sciopero nazionale con manifestazioni regionali e una grande manifestazione nazionale da fare a febbraio o marzo. Così ci sarebbero altri 2 mesi per preparare questo grande evento che dovrà diventare un grande appuntamento non solo per la Cgil ma per tutto il mondo del lavoro e per quella politica che guarda al sindacato con interesse».
E se sciopero generale sarà la Cgil è pronta a scendere in piazza anche da sola, dopo le divisioni maturate con Cisl e Uil. Divisioni che, sottolinea Epifani, «la Cgil non ha cercato ma ha subito» e che il sindacato di corso Italia non vuole. «La gente continuamente ci chiede di rimanere uniti. Per noi l'unità è un valore straordinario, soprattutto di fronte a questa crisi» ha affermato Epifani, parlando anche degli accordi separati sottoscritti da Cisl e Uil. Sul contratto degli statali il leader Cgil ribadisce che la proposta Brunetta è inaccettabile e si chiede perché Cisl e Uil accettano ad ottobre quello che non hanno accettato a giugno. E ancora, per il contratto del commercio, Epifani ha detto di pensare che «quell'accordo separato è stato voluto; l'hanno fatto mentre noi chiedevamo una sospensione».
Insomma, Epifani chiede unità ma se questa non c'è la Cgil è pronta ad andare da sola alla lotta, a stare in campo al fianco dei lavoratori, «con la forza – sottolinea Epifani - e l'autorevolezza necessarie
«Dicevano che il sindacato era morto, non è così. In passato hanno cercato di metterci in un angolo, e si sono dovuti ricredere. Ci chiamavano “arnese del '900”, bé siamo orgogliosi di essere l'arnese: l'arnese è la falce, è il martello, l'arnese è il lavoro».
(6.11.08)





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