Incinta, ruba le bistecche
"Non mangio carne da mesi"
Ventitré anni, una gravidanza di cinque mesi e un contratto di lavoro part time, è stata sopresa con tre confezioni di carne e alcune di affettati. Totale: 67 euro
di Emilio Randacio
L’hanno sorpresa tra gli scaffali della Standa, in zona Barona. In maniera goffa, da un giubbotto sgualcito, spuntavano tre confezioni di carne e alcune di affettati. Gli addetti alla sicurezza del grande magazzino, com’è prassi, quando si sono resi conto che avevano a che fare con una ladra, l’hanno accompagnata in direzione e chiamato i carabinieri. E hanno atteso. Non è la cronaca dell’ennesimo fallito furto per mano di un balordo qualunque. L’autrice di quel colpo mancato è una ragazza di 23 anni incinta di cinque mesi, italiana, incensurata, con un lavoro part time.
Nell’attesa che la gazzella dei carabinieri arrivasse alla Standa, la sicurezza del grande magazzino ha fatto i conti: il bottino ammontava a 67 euro. Tre pacchetti di carne per lo spezzatino, alcune confezioni di affettati misti. Dopo essere stata prelevata dai carabinieri e portata in caserma per l’identificazione, davanti al maresciallo che le chiedeva le generalità e una spiegazione, la ragazza l’ha fornita con semplicità: «Era un mese che non mangiavo carne. Ne avevo davvero bisogno e non ho resistito alla tentazione». La paga part time, ha fatto capire, non le basta per tirare la fine del mese. Poi è scoppiata in un pianto a dirotto
Ora la ventitreenne è sotto inchiesta per furto e il fascicolo è finito sulla scrivania del pm Tiziana Siciliano. Per il furto scoperto in flagranza il codice prevede anche l’arresto, ma nel suo caso, sia per l’avanzato stato della gravidanza sia per il fatto di essere incensurata, il magistrato ha deciso di non adottare misure restrittive in attesa del processo.
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(05 novembre 2008
http://milano.repubblica.it/dettagli...a-mesi/1541392
Il senatore con mazzetta, ma se millanta la scampa
Da ieri c'è un altro parlamentare pregiudicato. La Cassazione ha infatti reso definitiva la condanna per Giulio Camber, esponente di punta della Pdl a Trieste. Il reato, anche se non fa scandalo, è di quelli che dovrebbero demolire l'immagine di un politico e spingerlo alle dimissioni: millantato credito. Avere cioè promesso cose illecite che non poteva realizzare. E cosa aveva promesso? Un intervento parlamentare? No, aveva offerto un bella corruzione. Camber nel 1994 si fece dare cento milioni di lire dalla banca Kreditna che era sull'orlo del fallimento. L'avvocato, all'epoca deputato di Forza Italia, aveva intascato la somma dicendo che gli serviva per «comprare il favore di pubblici ufficiali» negli «ambienti romani» ed evitare il commissariamento dell’istituto di credito. Perché credergli? Oltre che parlamentare, era già stato sottosegretario del governo Amato. Poichè la banca non si è salvata e non c'è prova di mazzette girate a terzi, l'accusa è stata solo di millantato credito.
In appello si è beccato otto mesi di carcere e 300 euro di multa sospesi con la condizionale. Ora Camber può festeggiare. La sentenza è definitiva ma non avrà nessun effetto: non sconterà gli otto mesi, non pagherà la multina. Il reato è "derubricato" e quindi non verrà attivata la procedura per il decadimento dall'incarico parlamentare. Non dovrà nemmeno risarcire per danni morali la Presidenza del Consiglio e il Ministero delle Finanze, che si erano costituite parte civile. E questo perché il senatore non aveva specificato chi avrebbe voluto “ammorbidire” con i soldi presi alla Kreditna banca.
Insomma, il reato paga. E così Camber, che a soli 55 anni è già arrivato alla sesta legislatura, potrà continuare a rappresentare gli italiani. A proposito: fa parte della Commissione lavori pubblici.
http://www.spreconi.it/2008/11/il-senatore-con.html




Da ieri c'è un altro parlamentare pregiudicato. La Cassazione ha infatti reso definitiva la condanna per Giulio Camber, esponente di punta della Pdl a Trieste. Il reato, anche se non fa scandalo, è di quelli che dovrebbero demolire l'immagine di un politico e spingerlo alle dimissioni: millantato credito. Avere cioè promesso cose illecite che non poteva realizzare. E cosa aveva promesso? Un intervento parlamentare? No, aveva offerto un bella corruzione. Camber nel 1994 si fece dare cento milioni di lire dalla banca Kreditna che era sull'orlo del fallimento. L'avvocato, all'epoca deputato di Forza Italia, aveva intascato la somma dicendo che gli serviva per «comprare il favore di pubblici ufficiali» negli «ambienti romani» ed evitare il commissariamento dell’istituto di credito. Perché credergli? Oltre che parlamentare, era già stato sottosegretario del governo Amato. Poichè la banca non si è salvata e non c'è prova di mazzette girate a terzi, l'accusa è stata solo di millantato credito.
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