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    Arrow Rif: STOP AL GENOCIDIO AFRIKANER

    Vi consiglio nuovamente di visitare, leggere e diffondere questo preziosissimo sito in italiano sulla questione sudafricana e sulla Resistenza Boera:

    Volkstaat



    Vi riporto alcuni articoli importanti, tratti sempre dal sito sopra indicato, sulle origini e la storia del popolo boero:



    Afrikaner e Boeri



    "I boeri non sono gli afrikaner (Republican Trekker Volk)
    Giovedì 01 Luglio 2010 10:08
    L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.
    I boeri sono un distinto gruppo culturale che non fa parte della maggioranza di coloro che si dettero nome “afrikaner”, nonostante fossero stati i boeri i primi a considerarsi africani, prima che i discendenti degli olandesi del Capo adottassero per sé il termine afrikaner, tanto da forzare i boeri ad adottarne un altro per specificare la propria identità, formatasi sulle frontiere del Capo, lontano dagli olandesi del Capo / afrikaner. Seppur un certo numero di boeri contemporanei utilizzi il termine afrikaner per definirsi, giustificando tale scelta con il fatto che significa “africani” – tale termine accomuna i boeri ad un gruppo numericamente maggiore, quello degli olandesi del Capo / afrikaner. Il termine afrikaner non può essere utilizzato per definire la nazione Boera, che è distinta e indipendente da qualsiasi altra, e non può essere confusa con nessun’altra."



    "Boeri, afrikaner, minoranza bianca
    Martedì 28 Settembre 2010 12:26
    Il testo che segue è stato tratto da un’intervista di Thule Italia a Volkstaat.it.

    1. Partiamo da qualche precisazione chiarificatrice: boeri, afrikaner, minoranza bianca; quali le differenze?

    Gli afrikaner sono i bianchi di lingua afrikaans.
    I boeri, oltre ad essere bianchi di lingua afrikaans, sono una nazione; sono i discendenti biologico-spirituali dei trekboer (migranti seminomadi), dei voortrekker (pionieri) e dei cittadini delle libere Repubbliche Boere.
    Quando si parla di popolo boero o di nazione Boera, il termine “afrikaner” può essere utilizzato per identificare i bianchi non boeri di lingua afrikaans.
    In tempi recenti, il termine “afrikaner” è stato utilizzato – anche da leader boeri (tra cui Eugene Terre’Blanche) – per identificare tutti i madrelingua afrikaans, senza distinzioni razziali. Relativamente ai bianchi afrikaner, i movimenti nazionalisti boeri (e particolarmente l’AWB, da sempre) ne promuovono l’assimilazione, essendo assimilabili, nella nazione Boera.
    Con “minoranza bianca”, relativamente all’Africa del sud, si intendono tutti i bianchi, di qualsiasi nazionalità, sul territorio dell’Africa meridionale; i quali sono numericamente minoritari rispetto alla popolazione totale. L’accostamento del termine “minoranza” ad un raggruppamento di persone che appartengono a nazioni diverse, per di più su un territorio scelto arbitrariamente, è assolutamente artificiale; purtroppo tale definizione è spesso utilizzata per cercare di legittimare un potere assolutamente illegittimo, quello di un regime che incatena insieme nazioni diverse. E in Sudafrica questo è avvenuto spesso: prima con l’imperialismo britannico; poi con il dominio afrikaner, britannico ed ebraico; e oggi con il regime della ANC, sostenuto dal capitalismo internazionale e dalle forze comuniste. Regimi diversi, politiche simili, volte ad imporre determinati numeri, rendendo qualcuno “minoranza”.
    La popolazione della nazione Boera è “minoranza” in Africa del sud, come quella Italiana è “minoranza” nel Mediterraneo. Ma nessuna nazione è mai “minoranza”, perché i confini di una nazione sono innanzitutto biologico-spirituali; perché ogni nazione (bianca o nera che sia) ha il diritto ad essere libera ed indipendente da tutte le altre."



    "La frontiera del Capo: dove nacque la nazione Boera
    Martedì 06 Luglio 2010 11:44
    L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.

    La frontiera del Capo: dove nacque la nazione Boera

    Spesso i boeri sono considerati europei, e spesso sono confusi con gli olandesi del Capo / afrikaner, ma il popolo boero non si è sviluppato in Europa, né tra gli olandesi del Capo, ma sulle frontiere del Capo. Ciò avvenne quando un certo numero dei bianchi più poveri del Capo iniziò a migrare verso nord e verso est, verso la fine del 1600 e per tutto il 1700, pastori migranti che lasciarono Città del Capo, Stellenbosch, Franschhoek e Paarl. Vennero chiamati “trekboer” perché nomadi dediti alla pastorizia, uno stile di vita che furono costretti ad adottare per sopravvivere tra le difficili frontiere del Capo. La frontiera del Capo comprendeva i territori a nord di Paarl e ad est di Stellenbosch, fino ai fiumi Brak e Sundays. Li i boeri svilupparono un proprio linguaggio, che gli storici hanno classificato come afrikaans del Capo orientale o afrikaans di frontiera. Un’ulteriore dimostrazione di dove la nazione Boera è germinata. La frontiera del Capo è stato il crogiuolo che l’ha forgiata. La cittadina di Swellendam, fondata nel 1745, fu la prima città della Compagnia olandese delle Indie Orientali istituita presso la frontiera del Capo nel tentativo di controllare i boeri. Tale città fu una delle prime Repubbliche boere proclamate nel 1795, quando un certo numero di boeri si ribellò al potere olandese dichiarando la propria indipendenza."



    "I boeri non sono europei
    Venerdì 23 Luglio 2010 088

    L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.

    Di tanto in tanto ci si riferisce ai boeri indicandoli come europei, ma i loro legami con l’Europa sono molto distanti nel tempo; si sono formati in Africa come gruppo distinto e troncarono ben presto i legami con il continente d’origine. Gli antenati dei boeri erano in Africa 355 anni fa [l'articolo è del dicembre 2008. Ndr] e molti dei loro discendenti non sono mai stati in Europa. Così come non è corretto chiamare i bianchi europei e americani “asiatici”, solo perché i loro antenati vennero dall’Asia, non è corretto chiamare i boeri “europei”, solo perché i loro lontani antenati vennero dall’Europa.
    Una determinata cultura non può che essere parte del continente in cui si è formata; ha veramente poco senso etichettarla come facente parte di un continente lontano, dal quale provenivano gli antenati della sua gente, molto prima che si formasse un nuovo popolo e una nuova cultura nel continente dove questa si trova.

    Il seguente brano sottolinea questo fatto.

    Naturalmente, l’ordine tra le diverse nazioni, forzate insieme in uno Stato innaturale, doveva essere mantenuto con misure innaturali – l’apartheid! Gli inglesi non dovevano interferire, gli inglesi non dovevano creare questo Stato innaturale, gli inglesi non dovevano disgregare l’identità etnica di ogni Stato e popolo libero in Africa meridionale, e gli inglesi non dovevano erigere cartelli recitanti “Europei” e “Non-europei”, cosicché la varie nazioni dell’Africa del sud avrebbero evitato contrapposizioni etniche e la miseria che queste hanno prodotto!

    Di: Fritz Meyer."




    "I boeri non furono colonialisti
    Martedì 27 Luglio 2010 087
    Il “colonialismo” è l’estensione della sovranità di una nazione su territori e popoli fuori dai propri confini, spesso per controllarne le risorse, economiche ed umane. Il termine indica anche l'insieme di convinzioni usate per legittimare o promuovere questo sistema.
    Con il termine “colonialismo” si intende anche l'imposizione (non necessariamente cruenta) del proprio sistema, economico, politico e culturale, ad altre nazioni.

    L’articolo che segue è stato tratto da Republican Trekker Volk e tradotto in italiano.

    I boeri non furono colonialisti
    Gli occidentali che si avvicinano all’Africa meridionale lo fanno spesso con l’idea preconcetta ed errata che i boeri furono colonialisti, per il fatto che sono bianchi, ma questo non corrisponde a verità, giacché i boeri sono il risultato di una cultura formatasi sul suolo africano dai diversi gruppi che la VOC [Vereenigde Oost-Indische Compagnie, in italiano: Compagnia olandese delle Indie orientali. Ndr] portò al Capo a partire dalla metà del 1650. I primi bianchi ad arrivare vennero portati dalla Compagnia olandese delle indie orientali (la VOC) – una compagnia semiprivata che voleva realizzare una stazione per il transito delle navi al Capo, e che fondò Città del Capo. Questi primi arrivati erano principalmente tedeschi di etnia frisone – molti dei quali erano stati cacciati dalle proprie case dalla VOC e poi costretti ad accompagnare Jan Van Riebeeck al Capo – e da un piccolo numero di olandesi. Dopo circa 35 anni un gran numero di Ugonotti francesi arrivò al Capo, si trattava di rifugiati, in fuga dalle persecuzioni politiche e religiose che si stavano compiendo nel loro paese d’origine, e lì nello spazio di una generazione si amalgamarono con gli altri arrivati con cui svilupparono la lingua locale che stava emergendo, che successivamente verrà chiamata afrikaans. Anche se i boeri spesso chiamavano – e spesso ancora chiamano – il loro dialetto “taal” (“lingua” [o “lingua boera”, ndr]), questo è diverso anche da quello originariamente parlato dai bianchi del Capo occidentale, che successivamente diedero il nome di “afrikaans” alla lingua [l’autore sottolinea che i boeri parlano un afrikaans diverso, rispetto agli afrikaner. Ndr]

    A partire dal tardo 1600 e per tutto il 1700, un significativo numero dei più poveri abitanti del Capo, parlante una prima forma di afrikaans definita “proto-afrikaans”, iniziò a migrare dal Capo occidentale e dall’entroterra, e a dedicarsi alla pastorizia, nel tentativo di sfuggire all’autocrazia della VOC e per trovare pascoli migliori. Il termine “trekboer” fu utilizzato per descrivere questo popolo nomade e di frontiera, fatto di agricoltori migranti che iniziarono ad occupare le frontiere settentrionali e quelle orientali del Capo, e per distinguerlo dagli abitanti delle aree urbane del Capo occidentale, a cui spesso si faceva riferimento come “olandesi del Capo”. Con il trascorrere del tempo il termine “trekboer” fu abbreviato in “boero”, per descrivere quel popolo di frontiera votato all’indipendenza, che nel 1795 si scontrerà con il potere olandese nella sua prima lotta per la libertà.

    Il popolo boero e la sua cultura, quindi, non si sviluppano in Europa e neppure nel Capo; i boeri si sviluppano in Africa e sono una combinazione di tante origini diverse. Seppur molti dei loro antenati vennero effettivamente dall’Europa, è importante ricordare che essi non lo fecero come colonialisti, per conto di una potenza europea, ma come servitori della Compagnia olandese delle Indie orientali. In seguito la VOC, per ridurre i costi, liberò molti di loro, che diventarono così liberi cittadini. Quando circa 300 ugonotti francesi arrivarono al Capo come rifugiati – in fuga dalle persecuzioni religiose in Francia – dal 1671 fino al 1707 (una famiglia arrivò anche nel 1726): le fondamenta della nazione Boera vennero gettate, perché questi videro nell’Africa la loro nuova casa e contribuirono alla formazione della lingua afrikaans che stava nascendo. Numerosi, arrivarono anche i protestanti tedeschi, come rifugiati politici e religiosi.
    Le basi del popolo-nazione Boero sono perciò un amalgama, dei coloni olandesi e frisoni, con i rifugiati francesi, ugonotti, e tedeschi, protestanti.

    Ancora, contro chi afferma l’origine colonialista: i boeri, in passato, sono stati definiti anche come “Tribù bianca d’Africa”, ed effettivamente alcuni gruppi bantu li identificavano come tali all’epoca del Grande Trek [la migrazione dei trekboers. Ndr].

    La nascente nazione Boera ruppe i propri legami con l’Europa ben presto, in particolare verso la fine del 1600 e per tutto il 1700, quando iniziò a migrare verso est e verso l’interno allo scopo di sfuggire il governo autoritario della Compagnia olandese delle Indie orientali. Quindi: quando occidentali non informati o malinformati affermano che i boeri sono “colonialisti bianchi” esplicitano solo la loro mancanza di conoscenza in materia. Mentre molti di quelli che rimasero nel Capo occidentale potrebbero certamente essere considerati colonialisti da un certo punto di vista – i trekboer, e quindi i boeri, non possono essere oggettivamente considerati come tali, visto che si separarono immediatamente dalla dominazione europea, visto che si considerarono africani, e visto che svilupparono un proprio dialetto che fu classificato come “afrikaans del confine orientale”, dopo l’espansione dei confini regionali della frontiera del Capo orientale dove i boeri si svilupparono.

    I voortrekker – che in seguito fondarono le più famose e numerose repubbliche Boere – erano di discendenza trekboer. Ancora: i boeri diventarono popolo-nazione molto prima di incontrare un gruppo nero bantu. Il loro primo incontro con un gruppo bantu fu attorno al 1777, con gli Xhosa. 125 anni dopo l’arrivo dei loro primi antenati europei al Capo. Questo è un punto molto importante che contraddice ogni tesi che si oppone alla loro presenza nella loro terra di nascita. Mentre i loro antenati avevano incontrato popoli indigeni nel Capo occidentali: i Khoisan (dalla pelle giallo-marrone con tratti orientali [boscimani e ottentoti. Ndr]), popolo originariamente nativo e quindi aborigeno di gran parte della metà meridionale e orientale dell’Africa, prima di essere scacciato e annichilito dalla migrazione nera dei gruppi bantu. Il gruppo Khoisan si trova ora solo nel Capo settentrionale e in Namibia (soprattutto i San / Bushmen [boscimani, ndr]) mentre i restanti Khoi [ottentoti, ndr] sono stati assorbiti dalla popolazione coloured del Capo.

    I capi voortrekker erano una combinazione unica, a metà tra i generali europei e i capi africani. I voortrekker migravano in clan, dietro uno specifico capo eletto, e discendevano da un popolo semi-nomade che aveva percorso un cammino migratorio da record."



    "La popolazione della nazione Boera
    Giovedì 15 Luglio 2010 15:12
    L’articolo che segue è stato tratto dal blog “Republican Trekker Volk” e tradotto in italiano.

    La popolazione della nazione Boera

    La popolazione boera è stimata attorno agli 1,5 milioni, su un totale di 3,5 milioni di bianchi di lingua afrikaans / afrikaner. Questo articolo [fa riferimento ad un articolo di Pology Magazin, ndr], di circa 5 anni fa [2005, ndr], riporta questi numeri. Il fatto che la popolazione boera sia minoritaria all’interno della popolazione bianca di lingua afrikaans dimostra come i boeri siano marginalizzati all’interno di una macro-designazione (“afrikaner”) genericamente riferita ai bianchi di lingua afrikaans, proprio a causa di questo ogni volta che i boeri cercano di ottenere la propria autodeterminazione sono erroneamente e malignamente etichettati come frangia “estremista” di una nazione inesistente, secondo una tecnica inventata durante la Ribellione di Maritz del 1914 (una rivolta boera e non afrikaner) e che continua ancor oggi. Un assurdità evidente, come se si dicesse che i canadesi sono “estremisti” perché esercitano (o vogliono esercitare) il proprio diritto all’autodeterminazione senza lasciarsi inglobare nell’insieme totale della popolazione nordamericana."





    Altri 3d qui su Pir sul Sudafrica ed i Boeri:


    Eugene Terre’Blanche è tornato!
    http://forum.politicainrete.net/etno...e-tornato.html

    http://forum.politicainrete.net/etno...afrikaner.html


    http://forum.politicainrete.net/rivo...iffondere.html

    Afrikaner
    http://forum.politicainrete.net/rivo...afrikaner.html

    Sudafrica: assassinato Terre'Blanche
    http://forum.politicainrete.net/rivo...reblanche.html

    Canada, sudafricano bianco diventa rifugiato politico
    http://forum.politicainrete.net/rivo...-politico.html

    VF Plus, il partito etnonazionalista boero
    http://forum.politicainrete.net/rivo...sta-boero.html

    Articolo bellissimo (e commovente)
    http://forum.politicainrete.net/rivo...ommovente.html




    14 Words! - Holuxar
    Ultima modifica di Holuxar; 26-10-10 alle 18:44
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  2. #42
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    Predefinito Rif: STOP AL GENOCIDIO AFRIKANER

    Una botta di cultura questo articolo :giagia: , mi ha chiarito parecchie cose , certo che di missionari per loro non se ne vedono iango: ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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