



Interessante giudizio di due storici provenienti da diverse latitudini
http://it.youtube.com/watch?v=crS9PuBepK4
INDIPENDENZA




ahh ecco
e meno male che eri "imparato"
da quale pulpito...i piagnistei li fanno i leghisti (e i loro tanti derivati)...quando riguarda i meridionali , loro, hanno combattutto e son morti a centinaia di migliaia per l'indipendenza (altro che Miss Patagna e stronzate varie).
ahh quasi dimenticavo...l'unico vero dato, che ben evidenzia lo status delle genti della penisola (da nord sud) è quello riguardante l'emigrazione.
Prima dell'Unita' D'italia dal sud emigrava nessuno, mentre dal nord gia' c'erano massicce emigrazioni verso l'estero....dopo l'Unita', dal nord (tranne che in veneto) i flussi emigratori si esauriscono e cominciano quelli dal meridione.
Questo è un fatto, altro che le tue boiate.
dal libro "l'Italia non esiste" di Sergio
Salvi:
"Due dati appaiono comunque indubitabili: la ricchezza finanziaria del
Regno delle Due Sicilie e il suo sistema fiscale "di sogno": mite,
razionale, semplice e soprattutto
efficace nelle imposizione e nella riscossione. E' il parere unanime
degli storici
e degli economisti. Ed e' un dato sul quale i "padanisti" di oggi
dovrebbero riflettere
a lungo. Del resto, e' colpa dei "padani inconsapevoli" di allora se il
regno di sardegna indebitato fino all'osso e dissanguato dalle guerre
"nazionali", appena divenuto regno d'Italia, evito' la bancarotta
attingendo ai "tesori" degli Stati fagocitati.All'atto dell'unificazione
delle monete circolanti, nell'ex Regno delle Due Sicilie furono ritirati
443 milioni, pari al 65% della moneta circolante nel nuovo Stato: e i
"meridionali" erano soltanto il 36,5 % della sua popolazione.
Uno dei primi atti del governo unitario fu poi l'unificazione del
sistema fiscale.
Il sistema "meridionale", collaudato ed efficente, fu sostituito con un
sistema tecnicamente piu' arretrato e soprattutto rapace ai limiti
dell'inverosimile; piu'
rapace al sud che al nord in quanto al sud era attribuito il 27 per
cento
della ricchezza nazionale, ma il 32 per cento delle imposte relative"
e non e' finita...sempre dal libro di Salvi:
"L'istituzione del corso forzoso (1866), operazione intrapresa per salvare
dal fallimento
la Banca Nazionale, porto' al drenaggio delle enormi riserve auree del Sud.
L'industria locale comincio', in contemporanea, a venire "soffocata" a
vantaggio di quelle del Nord e, in un trentennio, praticamente distrutta.
A cio' contribuirono la rapina finanziaria e la politica dei lavori
pubblici e delle infrastrutture che privileggiarono scopertamente il nord.
Secondo il lungimirante
progetto dello stato, il Nord avrebbe dovuto vendere al Sud (in eterno) i
propri manufatti e comprare (sempre in eterno) dal Sud alcuni prodotti
agricoli (in entrambi i casi a prezzi fissati dall'Italia-stato dal nord)."
e ancora:
"
"I contadini e i braccianti "meridionali" reagirono al loro disagio
sempre piu' insostenibile reattizzando qualche focolaio di
"brigantaggio", ma soprattutto ricorrendo
all'immigrazione. Tra il 1861 e il 1915, un terzo della popolazione del
sud, cioe'
5 milioni di persone, emigro' all'estero (l'80% dell'emigrazione
"italiana" di questo periodo).
Fu una vera e propria "deportazione" economica, un genocidio "bianco" di
dimensioni incredibili."
"
Sergio Salvi, scrittore e storico toscano




Non posso darti torto purtroppo, nel sud, dal 1860 in poi si è creato quel legame inscindibile tra politica e male affare, che genera poi quelle forme deleterie di assistenzialismo. Ma va precisato che questi soldi finiscono nelle mani di quell'oligarchia così composta e spesso tornano a roma. Quindi la gente non le vede neanche, come i soldi per il terremoto dell'80.


Salvi proprio non lo conoscevo.... Rimando a quando avrò più tempo (se ne avrò voglia) la replica sul presunto paradiso duosiciliano.
ribadisco che siete degli ignobili piagnoni: i vostri avi hanno combattuto, ma del loro orgoglio a voi non è restato niente. Altrimenti non vivreste da parassiti ed evitereste di utilizzare qualsiasi pretesto per continuare a farlo.
Tipico: anziché ringraziare con il cappello in mano perché non avreste nemmeno l'acqua per lavarvi le mani se i soldi per i vostri acquedotti non vi arrivassero dalla Padania vi permettete pure difare gli smargiassi.


Io non voglio discutere sul fatto che il regno delle due sicilie fosse una sorta di paradiso, prendiamo pure l'asserzione come dato di fatto. Ora, voglio capire cos'è che frena gli "eredi" di questo stato nella direzione di riappropriarsi della loro indipendenza... forse che i soldi che il pantalone padanoalpino paga da un secolo fanno troppo comodo e consentono a tanti, troppi, di poter non lavorare?


Ti rispondo volentieri, la cosa che impedisce agli ex duosiciliani di rialzare il capo è dovuto ad un lavoro certosino durato 148 anni di agnentamento e di annichilimento, psicologico, storico, culturale. Oggi si parla in gran pompa della resistenza fatta dai partigiani nelle seconda guerra mondiale. Si dimentica però la resistenza meridionale durata ben 12 anni 1860-1872. Si dimentica che i meridionali sono stati puniti severamente solo per aver pensato fuori dal coro. Si dimentica che lo stato centrale ha stretto accordi con la mala organizzata, dandogli pieni poteri e controlli locali. Credo sia giunto il tempo di smetterla con le banalità e le generalizzazioni di basso livello alla ceppo. Se tutti vogliamo la stessa cosa, allora bisogna cooperare, invece di darsi a slogan populisti. Non siamo tutti uguali, non siamo tutti mafiosi, non siamo tutti parassiti. Si possono dire anche tante cose contro il nord, ma tutto ciò a cui prodest?


Vedi, il problema è che oggi come oggi qui capitano pseudopatrioti duosiciliani che, dopo averci raccontato di quanto era bello e acculturato il regno delle due sicilie prima dell'arrivo dei barbari del nord (come se fossero stati i popoli padanoalpini a calare l'unità itagliona e non i sabbojardi supportate da lobbies economiche, in primis gli inglesi). Il che va anche bene, discutiamone, di certo non posso dare giudizi io su una terra che non mi appartiene, lontana e di cui, francamente, me ne importa nulla (come tutte le altre che non siano la mia, eh), solo che poi mi aspetterei si passasse allo step successivo: siamo entrambi (noi e voi) stanchi dell'unità imposta a suon di sangue e menzogna, quindi io dico "dividiamoci, ci hanno imbrogliato, torniamo a dove e soprattutto chi eravamo prima". A questo punto, 9 volte su 10, sento "no perchè dobbiamo essere risarciti, no perchè è giusto che il mezzogiorno riceva assistenza da roma, no perchè voi non capite la nostra relatà, no perchè..." e via con motivazioni quantomeno fantasiose. Ora, se conveniamo che siamo costretti a sottostare sotto lo stesso sporco, pericolante e bucherellato tetto, perchè non concordare sulla necessità di lasciarci? Ognuno lavorerà per la propria terra e per la propria gente, basta scuse e soprattutto basta vincoli.
E' ovvio che, davanti ai perenni "ma" io sia inevitabilmente portato a pensare che forse a qualcuno faccia comodo lasciare tutto così com'è, condendo con una bella dose di frignate in modo da raggranellare qualche soldini in più.
Sbaglio?
Ah, sul fatto che non siate tutti mafiosi / assistiti / disonesti non ci piove... ma il problema è che se si pesano le %, si riscontra, volente o nolente, una profonda diversità. Ciò poi non vuol dire che le vostre mosche bianche non siano anche meglio del nostro "standard".