
Originariamente Scritto da
Il Nemico
a costo di passare per cinico e guerrafondaio: non che non concordi con te; se vi sono delle responsabilità penali e/o politiche in capo a qualcuno, questo qualcuno deve accollarsele e risponderne; ma in quanto al fatto che dei soldati siano morti in zona di guerra (per quanto "in via di pacificazione") questo rientra purtroppo nella tragica normalità dell'essere soldato.
Fra i compiti dei militari di professione, oggi come sempre, c'è anche quello di dare la vita per la divisa che si indossa. Allora: come detto, se qualcuno è penalmente o politicamente censurabile per questo, che ne risponda. Ma nessuno deve rispondere "semplicemente" del fatto che dei soldati italiani siano morti mentre svolgevano i propri compiti.
I pizzaioli fanno le pizze, i mugnai fanno il pane, i soldati combattono e muoiono.
Troppe volte ho visto scene indecorose di madri che andavano a sfilare sotto al ministero della difesa, perché non volevano che i loro figli soldati professionisti partissero per "zone pericolose".
Fin quando c'era solo lo stupendio da intascare, andava tutto bene, poi all'improvviso, quando il lavoro andava svolto sul serio, tutti "core de mamma".
"che ci vada il ministro, che ci vada il presidente in Iraq, non i nostri figli!"
Eh no... ci devono andare i soldati. Se no, si sceglievano un altro lavoro.
Mi spiace se la mia opinione potrà urtare qualcuno.