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Discussione: Monito del Vaticano

  1. #1
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    Predefinito Monito del Vaticano

    Nove giudici in ermellino, nove giuristi di navigata esperienza.
    È nelle loro mani che da ieri sera sta l’ultima parola sulla vita e la morte di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo da sedici anni.
    Ma stamattina, quando i nove componenti le Sezioni unite civili della Cassazione si ritroveranno in camera di consiglio per iniziare la discussione, sul loro tavolo peserà come un macigno l’intervento che - nelle stesse ore in cui si apriva l’udienza di ieri - il Vaticano ha compiuto per riaffermare che per la Chiesa non esiste margine di discussione: sospendere i trattamenti che tengono in vita Eluana sarebbe un assassinio.
    «Una cosa mostruosa», dice il cardinale Javier Lozano Barragán, presidente del Consiglio Pontificio per la Salute.

    Sono le 14,26 di ieri quando l’Ansa batte la dichiarazione di Barragán: «Privarla dell’alimentazione significa ammazzarla».
    Poco dopo il 75enne porporato messicano precisa: «Non intendevo in alcun modo intervenire sulla Corte».
    Ma tempi, modi e toni dell’intervento non lasciano dubbi.
    Il Vaticano non è disposto ad assistere inerte a quello che sarebbe il primo caso ufficiale di morte assistita - per non dire di eutanasia - nella storia giudiziaria italiana.
    Solo tra qualche giorno si saprà se e quanto l’intervento vaticano sia riuscito a farsi sentire nelle stanze marmoree della Cassazione.

    L’udienza di ieri termina senza che sia possibile in alcun modo fare ipotesi sull’orientamento dei giudici.
    Il tema è noto: si tratta di confermare o annullare la decisione con cui lo scorso luglio la Corte d’appello di Milano autorizzò Beppino Englaro, padre di Eluana, a interrompere l’alimentazione e l’idratazione che tengono in vita la figlia dopo il devastante incidente automobilistico del 18 gennaio 1992. Contro questa decisione della Corte d’appello ha presentato ricorso in Cassazione la Procura generale di Milano. È l’ultimo spiraglio che il codice lascia aperto prima che il via libera alla morte di Eluana diventi definitivo.

    Come era forse inevitabile, ieri in Cassazione anche una vicenda terribile come questa viene affrontata sulla scorta di articoli, sottigliezze giuridiche, tecnicismi. Domenico Iannelli, procuratore generale presso la Cassazione, sconfessa i suoi colleghi milanesi, chiede che il ricorso sia respinto, che Eluana possa morire. Ma lo fa senza entrare quasi nel merito della tragedia, senza affrontare - se non di sfuggita - la questione centrale: si è certi, si può essere certi, che il coma di Eluana sia irreversibile? Iannelli si limita a dire che il ricorso non è ammissibile per motivi procedurali. Punto e fine. Aggiunge solo che se non ci fossero ostacoli procedurali allora una nuova verifica dello stato vegetativo della donna sarebbe necessaria. Ma sembra più una concessione formale, un onore delle armi reso alla procura generale di Milano e all’accanimento con cui ha sostenuto il diritto di Eluana Englaro a essere nutrita e curata.

    «Prenderemo la decisione più in fretta possibile» fa sapere Vincenzo Carbone, primo presidente della Cassazione. È stato Carbone a scegliere uno per uno gli otto colleghi che insieme a lui emetteranno la sentenza. I nove giudici non si sono rinchiusi in camera di consiglio, come accade nei processi penali. Si sono sfilati la toga, sono tornati nelle loro case. Ma è difficile immaginare che il peso della decisione che devono prendere non li accompagni. «Prima della sentenza non ho dormito per notti intere», aveva raccontato uno dei giudici milanesi che avevano concesso a papà Englaro di staccare la spina.

    Anche ieri il padre di Eluana è presente.
    Arriva in piazza Cavour, si siede in aula e si chiude nel silenzio.
    Non parlerà più, ha detto, per il semplice motivo che ormai è stato detto tutto. Insieme a lui a portare sulle spalle la responsabilità della sorte di Eluana è un avvocato, un tutore nominato del tribunale. Ma anche il tutore, Franca Alessio, non ha dubbi. E uscendo dall’aula della Cassazione dove il destino della giovane donna si sta compiendo dice: «È ora di lasciarla morire».

    luca Fazzo www.ilgiornale.it.

    Che dei preti cattolici intervengano su querstioni così delicate è accettabile.
    Ma lo è se rimangono nei limiti "religiosi" che loro competono.
    Sarebbe, anche per un non credente, accettabile se avessero definito la fine del trattamento in corso un "peccato", anche "peccato mortale.

    Ma rifiuto di accettare il giudizio di "assassinio" fatto da "alti funzionari di altro Stato".
    Privarla dell'alimentazione significa ammazzarla.

    Non è possibile uccidere un morto.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Qual'è il confine?

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Che dei preti cattolici intervengano su querstioni così delicate è accettabile.
    Ma lo è se rimangono nei limiti "religiosi" che loro competono.
    Sarebbe, anche per un non credente, accettabile se avessero definito la fine del trattamento in corso un "peccato", anche "peccato mortale.

    Ma rifiuto di accettare il giudizio di "assassinio" fatto da "alti funzionari di altro Stato".
    Privarla dell'alimentazione significa ammazzarla.

    Non è possibile uccidere un morto.

    saluti
    Nessuno è in grado di dimostrare che Eluana sia morta. E' priva di conoscenza da molto tempo e non è in grado di alimentarsi, ma le sue funzioni vitali permangono.

    Togliere l'aiuto dell'alimentazione "artificiale" equivale a dare il colpo di grazia al ferito che non si sa più come curare.

    Qual'è il confine? E' questa la domanda che ti devi porre.

    E non è solo una questione morale o di fede Cristiana, perchè per noi non c'è il minimo dubbio.

    Parlo, come si conviene quando si parla ad un non credente, di etica.

    Con quale autorità o competenza riteniamo di essere in grado di distinguere quando sostenere e quando non sostenere la vita con mezzi artificiali?

    La scienza non sa indicare questo confine, e ci affidiamo a dei Magistrati. Sono indubbiamente persone sagge, ma è giusto attribuire a loro ed alle loro coscienze questo peso?

    E siamo sicuri che abbiano gli strumenti legali per poter impedire con la forza a chi vuole ancora sostenere questa vita a spese proprie e del proprio sacrificio, di svolgere la propria missione? Solo perchè il "tutore/proprietario" di questa vita la vuole distruggere?

  3. #3
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    Predefinito

    Dalla nostra Costituzione è stata definitivamente cancellata la possibilità di comminare la Pena di Morte. A qualunque titolo e con qualunque modalità, quindi anche per fame.

    Quindi i Giudici non hanno legittimazione per impedire a chiunque di continuare ad alimentarla.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Nessuno è in grado di dimostrare che Eluana sia morta. E' priva di conoscenza da molto tempo e non è in grado di alimentarsi, ma le sue funzioni vitali permangono.

    Togliere l'aiuto dell'alimentazione "artificiale" equivale a dare il colpo di grazia al ferito che non si sa più come curare.

    Qual'è il confine? E' questa la domanda che ti devi porre.

    E non è solo una questione morale o di fede Cristiana, perchè per noi non c'è il minimo dubbio.

    Parlo, come si conviene quando si parla ad un non credente, di etica.

    Con quale autorità o competenza riteniamo di essere in grado di distinguere quando sostenere e quando non sostenere la vita con mezzi artificiali?

    La scienza non sa indicare questo confine, e ci affidiamo a dei Magistrati. Sono indubbiamente persone sagge, ma è giusto attribuire a loro ed alle loro coscienze questo peso?

    E siamo sicuri che abbiano gli strumenti legali per poter impedire con la forza a chi vuole ancora sostenere questa vita a spese proprie e del proprio sacrificio, di svolgere la propria missione? Solo perchè il "tutore/proprietario" di questa vita la vuole distruggere?
    -----------------------
    Evidentemente non sono stato chiaro.
    Ribadisco di non essere intervenuto per stabilire se la povera ragazza sia o non sia morta, chi e quando può decidere cosa...etc.
    Solo contesto al Vaticano l'accusa di assassinio invece che di peccato.
    Per l'assassinio esistono istituzioni statali con il compito di indagare e giudicare il fatto, e punire il colpevole, se il fatto sussiste.
    I preti possono soltanto mandarmi all'inferno.
    Se il fatto sussiste!

    saluti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
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    Evidentemente non sono stato chiaro.
    Ribadisco di non essere intervenuto per stabilire se la povera ragazza sia o non sia morta, chi e quando può decidere cosa...etc.
    Solo contesto al Vaticano l'accusa di assassinio invece che di peccato.
    Per l'assassinio esistono istituzioni statali con il compito di indagare e giudicare il fatto, e punire il colpevole, se il fatto sussiste.
    I preti possono soltanto mandarmi all'inferno.
    Se il fatto sussiste!

    saluti
    Sì, il Vaticano doveva usare il termine assassinio solo per chi staccherà materialmente la spina.

    Per i Giudici è più propria l'accusa di applicazione di una Pena di Morte non più contemplata dalla nostra Costituzione, dal momento che la loro decisione impedirà materialmente di continuare ad alimentare Eluana contro il parere del Tutore/Padrone.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Sì, il Vaticano doveva usare il termine assassinio solo per chi staccherà materialmente la spina.

    Per i Giudici è più propria l'accusa di applicazione di una Pena di Morte non più contemplata dalla nostra Costituzione, dal momento che la loro decisione impedirà materialmente di continuare ad alimentare Eluana contro il parere del Tutore/Padrone.
    --------------------
    Se fosse certa e provata la volontà di Eluana riguardo alla sua morte non ci dovrebbero essere discussioni, chiesa o non chiesa.
    Per uno che "crede" non ci dovrebbero essere problemi fra la morte del corpaccio e l'eternità dell'anima.
    Nè problemi nè discussioni tanta è la distanza che li separa.

    saluti

  7. #7
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    I danni al cervello di Eluana, derivanti dall'incidente di 16 anni fa, sono IRREVERSIBILI. Il fatto che la parte che comanda il respiro ed il battito cardiaco siano quasi intatti NON VUOL DIRE che la ragazzia sia viva nè vuol dire che si riprenderà. Non è un coma profondo...non è un coma dal quale è possibile tornare. E' UNO STATO VEGETATIVO PERMANENTE.
    Speriamo che Eluana sia presto libera....libera di lasciare quel corpo che, da 16 lunghi anni, la tiene prigioniera e le impedisce di riposare in pace.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    I danni al cervello di Eluana, derivanti dall'incidente di 16 anni fa, sono IRREVERSIBILI. Il fatto che la parte che comanda il respiro ed il battito cardiaco siano quasi intatti NON VUOL DIRE che la ragazzia sia viva nè vuol dire che si riprenderà. Non è un coma profondo...non è un coma dal quale è possibile tornare. E' UNO STATO VEGETATIVO PERMANENTE.
    Speriamo che Eluana sia presto libera....libera di lasciare quel corpo che, da 16 lunghi anni, la tiene prigioniera e le impedisce di riposare in pace.
    -------------------------------------------

    Io non credo ci sia un dio, figurati se credo in quello che dicono i medici sul cervello ed affini.
    Quante volte pazienti dichiarati in stato vegetativo improvvisamente si son risvegliati.
    Chi ha urlato al miracolo, chi al caso.
    Perchè non dovrebbe accadere ancora?

    Stato vegetativo? Beh, se una pianta non mi piace più cosa posso fare se non regalarla, estirparla o buttarla via?

    Lo chiamate ancora "stato vegetativo" quello di Eluana?

    saluti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    I danni al cervello di Eluana, derivanti dall'incidente di 16 anni fa, sono IRREVERSIBILI. Il fatto che la parte che comanda il respiro ed il battito cardiaco siano quasi intatti NON VUOL DIRE che la ragazzia sia viva nè vuol dire che si riprenderà. Non è un coma profondo...non è un coma dal quale è possibile tornare. E' UNO STATO VEGETATIVO PERMANENTE.
    Speriamo che Eluana sia presto libera....libera di lasciare quel corpo che, da 16 lunghi anni, la tiene prigioniera e le impedisce di riposare in pace.
    Stai parlando di anima? Non sei ateo ?

    E chi ti dice che la sua anima risiede ancora in quel corpo tuttora funzionante ? In ogni caso lo Stato non si occupa di anime, e nessuno è tutt'ora in grado di dimostrare che Eluana non si riprenderà.

    Cessare l'assistenza equivale ad ucciderla (per fame). Ordinare la cessazione dell'alimentazione equivale ad emettere una sentenza di morte.

    La Costituzione Italiana vieta di emettere sentenze di morte.


    Devo farmelo tradurre in cinese per renderlo più comprensibile ?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Stai parlando di anima? Non sei ateo ?

    E chi ti dice che la sua anima risiede ancora in quel corpo tuttora funzionante ? In ogni caso lo Stato non si occupa di anime, e nessuno è tutt'ora in grado di dimostrare che Eluana non si riprenderà.

    Cessare l'assistenza equivale ad ucciderla (per fame). Ordinare la cessazione dell'alimentazione equivale ad emettere una sentenza di morte.

    La Costituzione Italiana vieta di emettere sentenze di morte.


    Devo farmelo tradurre in cinese per renderlo più comprensibile ?
    -----------------------------

    Scusa, non sono io a parlare di stato vegetativo.
    Mai accennato ad anime o padrieterni con annessi paradisi e inferni.
    Se un vegetale "puzza" me lo levo dai piedi senza dover chiedere permessi a nessuno.
    Lo butto nel cassonetto delle immondizie.

    Così faccio con le mie piante, alle quali voglio pure bene.

    saluti

 

 
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