Eurolandia nel terzo trimestre dell’anno è già in recessione. Infatti per la seconda volta consecutiva il pil ha registrato una flessione, rispetto al
precedente trimestre, dello 0,2 per cento.
I risultati peggiori si sono avuti in Italia, Germania e Gran Bretagna che
hanno avuto una riduzione del pil dello 0,5 per cento.
La Spagna ha registrato un -0,2 per cento e la Francia un +0,1 per cento. Probabilmente i loro risultati meno deludenti dipendono dalla tempestività degli interventi anticongiunturali posti in atto.
Si può osservare, riguardo al dato Istat, che l’anno di riferimento per la struttura del pil è ancora il 2000, in cui essa era notevolmente differente da quella attuale.
Inoltre il dato reale del pil corretto per tenere conto della stagionalità è stato
ridotto per incorporare tre giorni lavorativi in più del precedente trimestre.
Ma che la recessione ci sia e che in Italia sia più accentuata della media europea, almeno in certi comparti tradizionali, risulta da un indicatore elementare come quello delle immatricolazioni d’auto che in ottobre sono scese del 14,5 per cento in Europa e del 18,5 per cento nel nostro paese. Fiat comunque è andata meglio della media, con una riduzione del 7,9 per cento.
Poiché il petrolio ormai è sui 60 dollari il barile, la diminuzione di acquisti d’auto non riflette il timore di un prezzo eccessivo del carburante, ma quello sul reddito futuro dei cittadini.
E ciò spinge a comprare meno auto e modelli più economici, nei quali Fiat è
specializzata.
Urge, pertanto, una fattiva azione congiunturale.
Il governo italiano, finora, ha lanciato segnali di intervento che non appaiono del tutto chiari.
Adesso occorre, invece, che vi siano annunci operativi.
E’ necessario, pertanto, che il premier Silvio Berlusconi ritorni a essere il “presidente operaio” e che vada in tv per presentare i programmi di sostegno economico e sociale, numeri alla mano.
Riduzioni fiscali specifiche, mirate a ridare impulso alla macchina produttiva e respiro ai meno favoriti (non certo la strenna dello sgravio generale della tredicesima,
che si disperderebbe nell’effimero delle spese natalizie) e concrete
aperture di cantieri d’opere infrastrutturali e di edilizia.
G.F. www.ilfoglio.it 15 11 08
saluti




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