Bene Paolo, io credo che che sia giusto parlare di questione morale prescindendo da posizioni di destra o di sinistra. Io credo (e penso di poterlo affermare con cognizione di causa ) che la questione morale è il bubbone della politica di oggi, pronto ad esplodere con tutta la sua nauseabonda virulenza.
Non serve fare la caccia alle streghe, non serve inseguire questo o quel politico che ci promette "azioni di moralizzazione" serve - e serve subito - restituire alla voce del popolo la parola mediante una modifica della legge elettorale che permetta di scegliere con consapevolezza i propri rappresentanti... e non certo fare come certa politica che sbandiera i certificati penali quasi fossero pedigree di "verginità" morale ma poi è collusa con il sistema di potere che ha contribuito a costruire, nonostante tutto.
credo che una forza laica, liberale e realmente interessata a guardare il futuro che ha innanzi (capace di includere - rispettandole - le culture più eterogenee) debba porsi non in posizione di condanna o di giudice ma di consapevole contraltare per una dialettica politica misurata e protesa alla costruzione di quell'Italia che tutti vorremmo: libera, laica, democratica e solidale, culturalmente protesa al futuro ma con la mano tesa affinchè nessuno resti indietro, economicamente autonoma nelle regole del mercato ma rispettosa delle capacità individuali e della meritocrazia che, non deve essere solo una parola con cui riempirsi la bocca ma deve divenire il principio imperante di un modo di concepire il vivere da Cittadini di un Paese che aspira a una democrazia il più compiuta possibile. insomma rileggetevi anche gli scritti di Ernesto Nathan...
ciao e buona serata
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